Questi suicidi

by

di giuliomozzi

“Li hai suicidati tu”, “No, sei stato tu”. Un bel gioco di scaricabarile: da una parte, chi ha dominato per quindici anni l’Italia fa finta di non averla dominata affatto (e già quand’era al governo con maggioranza schiacciante si lamentava che l’opposizione non gli lasciasse fare quello che voleva); dall’altra, l’esecutore testamentario allarga le braccia e dichiara che non si può fare altrimenti, non si può proprio, altrimenti viene un peggio così brutto da non essere neanche descrivibile.
Questa povera gente che s’ammazza – alla quale deve andre la nostra pietà, ma che farebbe meglio a non farlo: perché si sopravvive anche alla delusione, al fallimento, alla vergogna, al disonore, alla perdita di credito ecc. – dice con la voce più alta possibile quanto l’attività di governo sia proprio governo delle vite, governo dei corpi respiranti, governo della continuità e della riproduzione delle vite. Anche delle vite di quelli che non s’ammazzano.

27 Risposte to “Questi suicidi”

  1. mauro mirci Says:

    Hai letto questo? (anche se, in effetti, nel 2008 si era già “in crisi”, ma non si poteva dire)
    http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html#content

  2. Vincenzo Della Mea Says:

    Ragionamento sensato (che tradurrei con: è l’economia o la malattia?), ma che rientra nell’errore generale di considerare epidemia di suicidi “economici” ciò che epidemia non è:
    http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html
    Le vite in questo caso sono più che altro governate da chi fa notizia sulla pelle degli altri, perché per i suicidi vale l’effetto emulazione.

  3. InfoSharm Redazione Says:

    Nella speranza, per loro, che da suicidi (quindi passivo), qualcuno non diventi… attivo

  4. InfoSharm Redazione Says:

    …ma malinconicamente credo che sarà inevitabile con un decadimento della società come si è visto poche altre volte.

  5. andrewmcglover Says:

    Purtroppo quello che dici è molto vero.
    Intendiamoci bene, i suicidi ci sono sempre stati, e forse adesso i giornali ci mangeranno sopra un po’, ma quello che non posso negare a me stesso, è che ora la famigerata “crisi” è diventata motivo per togliersi la vita.
    Potrei fare mille – ma inutili – considerazioni su quanto ammazzarsi non sia una soluzione, su quanto la vita sia immensamente preziosa anche rispetto ad un tracollo finanziario, ma per me, forse, è fin troppo facile. Del resto, abbiamo dei fantasmi dentro di noi, e non sempre è facile dominarli… qualche volta non riusciamo a sconfiggerli.

  6. chiara Says:

    Grazie.

  7. Luigi Tuveri Says:

    Pietas per ogni essere umano che sceglie di togliersi la vita. Nell’anima resta un taglio di vetro. Il dolore resta tra la gola e le viscere, vibra sotto la lingua impotente. E poi scrivere, informare, denunciare. Ci vorrebbe una storia, un racconto, un articolo per ogni vita che ha deciso di togliersela. Parole dette in anticipo. Prima della corda che penzola e del collo che cerca quell’occhiello di morte, ci vorrebbe un romanzo.
    Quanto a quelli del rimpallo dei “suicidati”, non ricordo che girone Dante avesse previsto per loro e forse non aveva immaginato che gli uomini potessero ridursi così, di certo non dovrebbe trattarsi di un girone “facile”.
    Restando nella realtà, quello che mi sento di dire è molto semplice: ognuno stia vicino a chi vuole bene, quando sente, quando sa che questi è in difficoltà.

  8. gian marco griffi Says:

    Girone II, Canto XIII.

  9. sand Says:

    una volta ci si suicidava per amore, oggi solo per soldi.

  10. wannabe Says:

    @ Gian Marco Grifi, OK, il secondo girone del cerchio settimo è quello dei suicidi; però @ Luigi Tuveri ha posto un’altra questione: dove metterebbe Dante i politici che si rinfacciano a vicenda la responsabilità dei suicidi?

    Io dico: ottavo cerchio, bolgia sei, canto XXIII.

  11. Luigi Tuveri Says:

    Sì, wannabe, grazie. Intendevo proprio i politici rimpallatori.

  12. Franco Says:

    penso sia utile segnalare questo
    http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html
    F.

  13. vbinaghi Says:

    Al passato non c’è rimedio.
    Al presente c’è un governo che fa quello che fa, senza scrollare le banche che restringono il credito (molti suicidi nascono da questo), senza una patrimoniale degna di questo nome ma tassando le prime case e allungando di cinque anni l’età pensionabile.
    Quindi, romanzi a parte, è a chi è seduto ADESSO al posto di guida che si deve chiedere conto della direzione dell’autobus.

  14. betta Says:

    al passato non c’è rimedio. verissimo, ma la prima casa è sempre stata tassata solo che adesso che ce l’avevano tolta ci scoccia dover ricominciare. Oltrettutto le prime case sono quelle più difficili da nascondere. Purtroppo adesso siamo molto più poveri di anni fa ed è anche vero che non si capisce perchè non la mettono questa patrimoniale, di cui si parla tanto. Non me ne intendo gran chè ma ascoltando la radio ogni tanto si sentono cose intelligenti. La patrimoniale tassa solo i redditi dichiarati per fare veramente una roba grossa dovrebbero togliere il segreto bancario e scoprire tutti i milioni di euro chiusi dentro le cassette di sicurezza. in italia e all’estero. ma ho l’impressione che le prime a opporsi sarebbero le banche stesse.

  15. Sabrina Greco Says:

    “(…)
    Se invece poi te dicheno
    Che un morto sé ammazzato
    Allora è segno certo
    Che l’hanno assassinato”
    Gigi Proietti

  16. gian marco griffi Says:

    Sig. wannabe, Sig. Tuveri: mi scuso, leggendo in fretta non avevo afferrato.
    Nel caso da voi esposto, secondo me, dipende unicamente da un fatto: se i politici in questione NON fossero andati a genio a Dante, allora sicuramente li avrebbe sbattuti all’Inferno (e senza dubbio non gli sarebbe dispiaciuto metterli insieme a Catalano dei Malavolti); se al contrario gli fossero andati a genio, fossero anche stati dei crapuloni berluscoidi, padanoidi, vendoloidi, allora gli avrebbe riservato un posto comodo comodo in Paradiso, accanto a troni e dominazioni.

  17. paolo Says:

    il suicido è una cosa seria, io una volta ho visto una donna morire sotto i miei occhi. trovo ridicolo che si imputi la crisi dei suicidi tutti, come se non fosse il suicidio un atto intimo, unico, degno di rispetto e di costernazione..

  18. Luigi Tuveri Says:

    La disperazione di chi decide di togliersi la vita merita rispetto, non statistiche o rimpalli o ipotesi. Il corpo che un attimo prima era vivo e sano e pensate, l’istante dopo è gelido cimitero. E’ angoscia, dolore, rimpianto di chi a quell’essere umano voleva bene, ne era magari figlio o padre o amico. Gentile signor Binaghi, posso convenire con lei sul discorso della patrimoniale che non c’è e sulle tasse ai “tanti poveri” che invece ci sono, ma credo purtroppo che i nostri governanti e politici e poco illuminati dirigenti nè sapranno nè vorranno porre rimedio a ciò che è lo status quo. Neppure scrivere, certo, sì. Eppure scrivere è il senso dell vivere più alto che ci avvicina a Dio, è un atto d’amore e d’amore c’è bisogno per salvare la vita di chi ha deciso di togliersela. Per quanto mi riguarda, sono in crisi da sempre. Sono nato nel 1964, ricordo che mio padre faceva 2 lavori per mantenere la famiglia e mi ricordo l’austerity e non ricordo neppure che nei mitici anni ottanta avessimo molti più soldi da spendere di quanti ne abbiamo adesso. Certo, perdere il lavoro è devastante e sono sull’orlo di perderlo anch’io, toglie il respiro, la dignità di vivere; ma forse è perchè sono nato in un quartiere popolare e non ho mai avuto di più di tutte le rinunce che ho sempre dovuto fare che non vedo la crisi. O sono in crisi da sempre o non lo sono mai stato. Non giudico niente e nessuno, dico solo che come nel 1980 rinunciavo a ciò che non potevo e che mai mi sono comperato cose a rate, tranne il mutuo per la casa, oggi faccio lo stesso. Se non ho i soldi non lo compero, perchè è vero, nelle auto prese a rate Dio è morto. Nel 1988 mi comperai dei rayban bausch e lomb, ho ancora quelli e sono pure tornati di moda. Detto questo il mio rispetto è per chi si toglie la vita, non con chi gioca con quelle degli altri.

  19. dm Says:

    Oltre al discorso sulla responsabilità, si deve tener presente quello sul diritto alla vita per la vita. C’è un diritto all’infunzionalità (in base al quale l’identità del singolo non può essere sovrapposta alla funzione ricoperta all’interno della società) che le ideologie della produttività e del consumo hanno messo da parte. La crisi economica deve portare al cambiamento in questo senso. Bisogna ritrovare il senso del lavoro, ora che di lavoro non ce n’è. Questa anche è una cura alla crisi…

  20. Ninninedda Says:

    È tutto un assurdo giro di vite.

    “… … …

    Fate che giunga a Voi
    con le sue ossa stanche
    seguito da migliaia
    di quelle facce bianche
    fate che a voi ritorni
    fra i morti per oltraggio
    che al cielo ed alla terra
    mostrarono il coraggio.”

    «Preghiera in gennaio»
    Fabrizio De André

  21. pollicino93 Says:

    Si può solo sperare, SPERARE, che questa società comprenda è tempo di apportare dei cambiamenti di radicale, a partire dalla mentalità pigra della gente e dal dispotico arrivismo dei politici. Altrimenti, non ci sarà modo di non considerare le mani ognuno colpevoli e insanguinate.

  22. Sabrina Greco Says:

    A mio avviso si dovrebbero studiare i processi economici che hanno portato alla rovina dell’economia, settori, natura delle dinamiche, casuali o indotte.
    Sarebbe interessante capire, poi, se i suicidi si registrano in particolar modo nel nord-est, se ci sono denominatori comuni, e se il “fenomeno” interessa invece tutta l’Italia.
    Si dovrebbe vedere, sempre dal mio punto di vista, il panorama dall’alto, cioè individuando “la rete” dei meccanismi che hanno sovrainteso accordi, scelte, autori, trascinatori, beneficiari.
    Un pensiero particolare ai familiari delle vittime, che, a mio avviso, dovrebbero organizzarsi per andare al di là dell’atto di solitudine e di disperazione dell’uomo e cercare giustizia se qualcuno è responsabile.
    Si comprende infatti un suicidio come atto intimo estremo di rinuncia alla vita con cui chiedere comunque una liberazione e alzare un grido, ma una serie di suicidi, in professionisti dalla personalità forte (come nel caso di imprenditori, sin troppo abituati a confrontarsi con situazioni molto difficili), sinceramente dà sospetto. Sembra che ci sia stato un catalizzatore a favorire il precipitare delle cose e la messa improvvisamente davanti al baratro, in un flusso economico che si potrebbe supporre “addirittura” pilotato.
    Secondo me additare come responsabile quel politico o quell’altro, quell’economista o quell’altro, non serve a nulla. Ci sono statistiche da svolgere, studi e analisi di dati e di fatti.

  23. virginialess Says:

    Trovo rispettabile il suicidio di chi giudica privata di senso e dignità la propria esistenza.
    Molto meno nel caso dei debitori di equitalia, autorizzata a perseguitare i loro sfortunati discendenti

  24. roberta reginato Says:

    qualche dato…
    http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html

  25. Sabrina Greco Says:

    Un piccolissimo esempio del Dove va l’economia, 8 dicembre 2011. http://www.robertosaviano.it/articoli/dal-latte-parmalat-ai-centri-commerciali-i-mille-affari-dellimprenditore-boss/

  26. Sabrina Greco Says:

    Beh, male che vada, aspetteremo che “Salvuccio” si laurei in Economia…

  27. Giulio Mozzi Says:

    I commenti che segnalavano l’articolo di “Wired” erano stati bloccati dal sistema automatico antispam. Li ho sbloccati ora.

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