Dieci buone ragioni per non frequentare un corso di scrittura creativa, e Due buone ragioni per frequentare un corso di scrittura creativa

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Un'acchiappacitrulli all'opera

Un'acchiappacitrulli all'opera

di giuliomozzi

1. Costano, e c’è la crisi.

2. Sono cose organizzate dagli acchiappacitrulli per acchiappare i citrulli.

3. Hemingway non frequentò nessun corso di scrittura creativa.
(Il nome di Hemingway può essere sostituito dal nome di uno scrittore a piacere, purché non sia uno dei seguenti: David Foster Wallace, Michael Chabon, Raymond Carver, Bret Easton Ellis, Kazuo Ishiguro, Ian McEwan, David Leavitt ecc.).

4. Corsi fatti in serie per romanzi fatti in serie.

5. Altro che scrittura creativa, per imparare a scrivere bisogna leggere, leggere, leggere!

6. I corsi di scrittura creativa sono tenuti dagli scrittori che non riescono a campare della propria arte, cioè dagli scrittori falliti.

7. Hemingway non insegnò mai in un corso di scrittura creativa.
(Il nome di Hemingway può essere sostituito dal nome di uno scrittore a piacere, purché non sia uno dei seguenti: John Barth, David Foster Wallace, Michael Chabon, Raymond Carver, Kazuo Ishiguro, Ian McEwan, David Leavitt ecc.).

8. Non sanno neanche mettere i congiuntivi giusti, e pensano a scrivere romanzi!

9. Piuttosto un bel corso d’acquarello, o di scultura con la pasta di sale.

10. “Si ode spesso taluni asserire di avere in mente molti e importanti pensieri, ma di non riuscire a esprimerli. In verità, se li avessero davvero, li avrebbero coniati in tante belle parole sonanti, e perciò espressi. Se, nell’atto di esprimerli, quei pensieri sembrano dileguarsi o si riducono scarsi e poveri, gli è che o non esistevano o erano soltanto scarsi e poveri” (Benedetto Croce)

* * *

1. (per le signore) Magari è frequentato da maschi intelligenti e capaci di conversazioni non monosillabiche.

2. (per i signori) Magari è frequentato da ragazze carine.

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78 Risposte to “Dieci buone ragioni per non frequentare un corso di scrittura creativa, e Due buone ragioni per frequentare un corso di scrittura creativa”

  1. Barbara M. Says:

    la piu bela e la 10 ma sono vere tute, io peresempio non ciò bisogno di corsi… speriamo che mela cavo senza!

  2. Barbara Says:

    Bè quell’una ragione per gli uomini basta e avanza 🙂

  3. Amneris Di Cesare Says:

    Tutto qui le due buone ragioni per frequentarli? Uhmmmmm

  4. gian marco griffi Says:

    Il punto 1 è innegabile.
    Il punto 5 potrebbe valere per chi ha ottima facoltà d’apprendimento della tecnica con cui sono scritte le parole e le frasi che legge (mia moglie leggerà centocinquanta libri l’anno ma da un punto di vista tecnico non apprende niente, poiché se ne frega).
    Nell’eccetera del punto 3 ci sono italiani di quel livello?
    Nell’eccetera del punto 7 ci sono italiani di quel livello?
    A queste due domande non so veramente dare una risposta, per ignoranza mia.

    La seconda buona ragione per me è impercorribile, tengo femmina.

    Premesso tutto ciò, io un corso di scrittura creativa lo farei più che volentieri. Prima forse servirebbe un corso intensivo di grammatica.

  5. Lorenza Luz Pozzi Says:

    Direi che uno dei vantaggi dei corsi di scrittura è che ti permettono di parlare di libri e scrittura con chi a sua volta è interessato (leggi: ossessionato) dall’argomento, e di non ammorbare più parenti, amici, e partner.

  6. Casa Editrice Gigante Says:

    bello ma nonostante ciò ci teniamo a segnalare un corso di scrittura creativa online del buon alessandro ansuini. anche questi son dieci punti:

    http://casaeditricegigante.blogspot.com/2011/02/corso-di-scrittura-creativa-in-dieci.html

  7. Francesco Russo Says:

    Prima di scrivere è importante studiare la lingua italiana e leggere moltissimi libri. Non è sufficiente frequentare un corso di scrittura creativa, se manca alla base una solida preparazione della grammatica in tutti i suoi risvolti. A mio parere non sono inutili questi tipi di corsi, soltanto dovremmo frequentarli solo dopo una lunga preparazione scolastica ed extra scolastica.

  8. esercizidipensiero Says:

    -il corso di scrittura creativa insegna a leggere prima che a scrivere.
    -il corso di scrittura creativa l’ho trovato davvero divertente e pienissimo di spunti di pensiero.
    -il corso di scrittura creativa cominciava sempre con vino rosso e polpette prima della lezione delle nove.

    quanto agli uomini, caro mozzi, mi sa che è una bugia….magari mi è andata male ma mi pareva che i maschi fossero in netta minoranza. mi sa che un corso di fotografia va meglio per questo.

  9. ines. Says:

    Bella lettura. La scelta della foto, poi, e della descrizione in didascalia è divertente e originale. Non so se le virgole sono al posto giusto, ma non ho seguito un corso di scrittura, e da manuale ‘chattaro’ ci aggiungo anche uno smile 🙂
    Saluti
    Ines

  10. NostraDannus Says:

    Non ti seguo, la ragione da seguire per le tue 12 ragioni per frequentare o non frequentare un corso di scrittura creativa è non seguirle?

  11. librini Says:

    In realtà io parteciperei volentieri a un corso di scrittura creativa, perché mi servirebbe qualcuno che non mi dica solo “oh che brava” leggendo schifezze… ma dalle parti di S. Stino di Livenza non ce ne sono mica tanti, sapete…
    Per gli uomini: se le donne che partecipano sono tutte fisicamente come me, meglio che frequentiate un corso di surf.

  12. Selly66 Says:

    Riflettevo priprio intorno a questi temi, e ho pensato a tutti quei pittori che si mettono ,da sempre”a bottega” da qualcuno che ritengono veramente grande,ovvero capace di insegnare che in un’opera d’arte niente è casuale. In fondo come faccio a sapere se al punto del racconto dove sono, è meglio che il mio personaggio alzi gli occh e se ne vada, oppure si coinvolga in un dialogo?l lo so ma ho bisogno di un confronto

  13. giovanni Says:

    Condivido 🙂 .

  14. mizaar Says:

    caspita, hai dato del fallito a mr gwyn! ohhh…

  15. Gianalberto Says:

    Se il CdSC è tenuto in una birreria, si può approfittare per bere una birra e magari, se l’attenzione non ne viene influenzata, fare il bis durante la chiacchierata.

  16. francesco Says:

    http://www.einaudi.it/libri/libro/vincenzo-rabito/terra-matta/978880616762

  17. catty22 Says:

    i corsi di scrittura creativa di oggi son paragonabili alle agenzie assicurative classiche: ormai si fa tutto online, costa di meno, si risparmia personale e oltretutto- non parlo dei corsi, ma dei forum di mutuo soccorso sulla scrittura – la dimensione virtuale favorisce meglio il confronto e la lettura incrociata, cosa che spesso non si fa mai abbastanza nei corsi dal vivo. Per essere seguiti in modo ottimale non ci dovrebbero essere più di 6-8 allievi, cosa che ahimè non accade quasi mai. Mentre invece un forum può comprendere anche 40 persone e si riesce sempre a confrontarsi con tutti.

  18. Allegria di nubifragi Says:

    Non so, non avendone mai frequentati non mi espongo troppo. In ogni caso, penso che le due cose fondamentali siano talento ed esercizio. Poi, anche un pò di teoria può aiutare.
    http://allegriadinubifragi.wordpress.com/

  19. giovanni Says:

    Ah, condivido perché io un corso l’ho frequentato e pagato pure e non è mai stato concluso e l’editore non si è comportato bene… Sì, era un editore che lo teneva… Ero tutto contento quando c’era, ma poi pian piano ho capito a cosa serviva davvero. C’ero andato per confrontarmi con altri che avessero la mia stessa passione, per mettermi in contatto diretto con un editore e capire cosa pensassero, ma ho avuto la mia delusione personale. Eravamo in tre al corso… Potrei consigliarne uno solo se gratuito… Per il resto i soldi meglio spenderli in pizze, gelati, cornetti, pasta, magari anche libri, ma non per corsi, almeno io li sconsiglio, poi ognuno è libero di fare esperienza. Sì, perché anche un corso che non dà nulla fa fare esperienza… 🙂

  20. maryonn Says:

    Io l’ho fatto, il corso di scrittura creativa, e sono migliorata, indubbiamente. Non pensavo (e non penso) di scrivere libri, ma scrivere bene può servire, soprattutto sul web.

  21. massimocassani Says:

    Ci sono ottimi calzolai che sono andati a bottega da ottimi calzolai. Ecco.

  22. Lutlia Says:

    Io ho un’altra buona ragione: è divertente e piacevole. Come per tanti lo è il tango.

  23. Giulio Mozzi Says:

    Gian Marco: negli eccetera del punto 3 non ci sono italiani di quel livello, negli eccetera del punto 7 ci sono Giuseppe Pontiggia e Alessandro Baricco.
    Peraltro, il creative writing è materia universitaria negli Usa da quasi un secolo; in Italia non lo è.

    Poi, naturalmente, bisognerebbe ricordarsi di tutti quegli scrittori che si studiarono tutta la retorica classica: Dante, Petrarca, Boccaccio… fino a Manzoni. Croce e Gentile, poi, con la loro geniale riforma, in nome del punto 10 cacciarono l’insegnamento di retorica dalle scuole. Da quel momento lì valse il principio che “la scrittura è un dono: o ce l’hai o non ce l’hai”, e chissà come mai ad avercelo erano per lo più i rampolli delle famiglie colte e benestanti.

    Catty: non mi risulta che nei corsi di scrittura odierni si faccia tutto online. Mi risulta che vi siano anche anche corsi in cui si fa tutto online.

  24. Il Capomastro Says:

    Reblogged this on Il Capomastro & Friends and commented:
    Molto divertente!

  25. In Bocca Al Lupo Express Says:

    La vera ragione per seguirne uno è imparare a leggere, non a scrivere.

  26. francesco Says:

    Ho tenuto un corso di scrittura creativa on line nato dalla richiesta delle persone con cui interagivo su Facebook (sic). A parte una persona che poi ha pubblicato il suo bel libricino nessuno degli altri partecipanti aveva ambizioni editoriali. Un professore di matematica dell’università di Bologna e un medico emiliano ancora sporadicamente mi ringraziano perché hanno trovato nel corso una utilità che andava oltre la scrittura. Con tutti gli altri, a parte la persona che ha pubblicato il libricino, è rimasto un ottimo rapporto di amicizia. Forse questo mio intervento è meno pertinente del link che ho messo a Terra matta pubblicato da Einaudi. Tuttavia sta di fatto che anche quello là era, a modo suo, un corso di scrittura creativa. Non intendo con questo confutare nulla ma solo affermare che chi scrive non sempre ambisce a pubblicare.

    PS. È possibile che la sintassi di questo intervento non sia perfetta ma stranamente anche se sono le 9,17 ho ancora un sonno pazzesco. Ho riletto un paio di volte ma nel caso scusatemi.

  27. gian marco griffi Says:

    “Peraltro, il creative writing è materia universitaria negli Usa da quasi un secolo; in Italia non lo è”.

    Vero, ed è un peccato. Rendere la scrittura creativa materia universitaria la sdoganerebbe un po’.

    Per quanto mi riguarda, il punto 1, per ora, prevale su tutti i punti a favore, non tanto per la crisi, quanto perché c’è sempre qualche altro motivo più impellente per spenderli, i soldi.

    Comunque, a proposito delle mie domande, va anche detto che uno scrittore di livello eccelso potrebbe non essere un eccelso insegnante di scrittura.

    S’immagina Hemingway insegnante di scrittura creativa? Sarebbe uno spasso.

  28. selvaggiascocciata Says:

    Condivido in pieno, ci sono cascata anche io quando ero più giovane e sprovveduta.

    Ah, nel mio corso non c’erano nemmeno ragazzi particolarmente intelligenti con cui parlare.

  29. gian marco griffi Says:

    Scusi Francesco, avrei una domanda, dato che ha utilizzato il (sic): io avevo un’idea sulla funzione del (sic), ma leggendo quotidiani e internet mi rendo conto che forse non corrisponde (più).

    Ora le chiedo: quando diamine va utilizzato, correttamente, il (sic), e perché?

    Grazie

  30. Alex Says:

    Standing ovation per la 8.

    E come in merceria ‘la signora’ sa tutto dei bottoni che vende, anche chi scrive di professione (i giornalisti!!!) dovrebbe almeno conoscere la nostra lingua e sapere dell’esistenza dei congiuntivi.

  31. francesco Says:

    Ritengo che il sic sia da ritenere usato correttamente quando si riporta testualmente una cosa scritta o detta da altri e se ne vuole attestare l’esattezza testuale se non anche contestuale. “Ha scritto o detto proprio così” (sic) appunto. Io l’ho usata a sproposito ma di cose a sproposito ne faccio tante tipo usare il # su Facebook dove a differenza di Twitter non ha alcun senso. Non sono nemmeno convinto che la mia spiegazione sul sic sia esatta. Ho ancora molto sonno inspiegabilmente direi dato che per me alzarmi completamente sveglio alle 6,30 è perfettamente normale. Non so perché le dico questo e nemmeno perché aggiungo che ora vado a nuotare che di solito mi fa molto bene.
    Cordialità

  32. gian marco griffi Says:

    Io non ho capito niente ma le auguro una piacevole nuotata.

  33. pococurante Says:

    La seconda che hai detto.

  34. renata Says:

    Il problema dei costi esiste soprattutto per chi, come me, per frequentare un corso di scrittura creativa serio e ben fatto deve affrontare i costi aggiuntivi di aereo e pernottamento. Peccato.

  35. Michele Says:

    Molto divertente! Da parte mia confermo che l’unico corso del genere a cui ho partecipato l’ho approcciato (inizialmente) per il secondo dei motivi validi qui addotti.

  36. Ivano Porpora Says:

    Per quanto serve (immagino poco) ho cominciato a scrivere racconti nel 1993, ma solo dopo un corso di scrittura creativa (all’interno di CasalmaggioreNarra, un corso tenuto da Guido Conti, quattordici anni dopo) ho avuto una mezza idea che il mio scrivere potesse avere reali possibilità di pubblicazione. Prima avevo inviato pessimi manoscritti – compreso l’ignobile ‘Don Chisciotte rock’n’roll’ – a varie case editrici, con grande supponenza e grandi raffazzonamenti.
    Dopo mi è stata insegnata la cura dello scritto, mi sono state date dritte sulla scrittura e i suoi tempi, qualche aiuto tecnico, qualche spunto creativo. Il tutto in cinque lezioni.
    Se avessi la possibilità di partecipare alla Bottega parteciperei al volo.

  37. raccontivari Says:

    A: guaVda quello lì…
    B: cos’ha che non va?
    A: vuole scViveve…
    B: e cosa c’è di male?
    A: non ha fVequentato un coVso di scVittuva cVeativa

  38. Luigi Tuveri Says:

    1. Costano, e c’è la crisi. Sì.

    2. Sono cose organizzate dagli acchiappacitrulli per acchiappare i citrulli. No.

    3. Hemingway non frequentò nessun corso di scrittura creativa.
    (Il nome di Hemingway può essere sostituito dal nome di uno scrittore a piacere, purché non sia uno dei seguenti: David Foster Wallace, Michael Chabon, Raymond Carver, Bret Easton Ellis, Kazuo Ishiguro, Ian McEwan, David Leavitt ecc.). Ecco, infatti.

    4. Corsi fatti in serie per romanzi fatti in serie. No, questi son quelli editi.

    5. Altro che scrittura creativa, per imparare a scrivere bisogna leggere, leggere, leggere! Ma se leggi sempre non scrivi mai. Esistono ottimi lettori che non sanno scrivere una cicca, il viceversa è più arduo però.

    6. I corsi di scrittura creativa sono tenuti dagli scrittori che non riescono a campare della propria arte, cioè dagli scrittori falliti. No.

    7. Hemingway non insegnò mai in un corso di scrittura creativa.
    (Il nome di Hemingway può essere sostituito dal nome di uno scrittore a piacere, purché non sia uno dei seguenti: John Barth, David Foster Wallace, Michael Chabon, Raymond Carver, Kazuo Ishiguro, Ian McEwan, David Leavitt ecc.). Ecco, infatti.

    8. Non sanno neanche mettere i congiuntivi giusti, e pensano a scrivere romanzi! E gli editor che ci stanno a fare, i grandi scrittori sono spiriti liberi, non congiunti.

    9. Piuttosto un bel corso d’acquarello, o di scultura con la pasta di sale. Anche, perchè no, aggiungo di erbosristeria, l’ho appena terminato.

    10. “Si ode spesso taluni asserire di avere in mente molti e importanti pensieri, ma di non riuscire a esprimerli. In verità, se li avessero davvero, li avrebbero coniati in tante belle parole sonanti, e perciò espressi. Se, nell’atto di esprimerli, quei pensieri sembrano dileguarsi o si riducono scarsi e poveri, gli è che o non esistevano o erano soltanto scarsi e poveri” (Benedetto Croce) Sì, ma per riconoscere il genio ci vuole un altro genio.

    * * *

    1. (per le signore) Magari è frequentato da maschi intelligenti e capaci di conversazioni non monosillabiche. <>.

    2. (per i signori) Magari è frequentato da ragazze carine. <>

  39. Luigi Tuveri Says:

    1. (per le signore) Magari è frequentato da maschi intelligenti e capaci di conversazioni non monosillabiche. sì, sono un esempio vivente.

    2. (per i signori) Magari è frequentato da ragazze carine. sì, ho visto cose che voi umani…

  40. paolo Says:

    Hemingway non frequentò corsi di scrittura, ma frequentò Parigi dal 1921 al 1926. I suoi primi racconti furono letti da gente come Joyce, Pound, Fitzgerald e Gertrude Stein: direi che un corso così non ce l’ha avuto più nessuno.
    Non insegnò mai scrittura creativa perché imbroccò un paio di best-seller (su tutti uno dei suoi romanzi peggiori, “Per chi suona la campana”), diventò ricco e non ebbe bisogno di altri lavori per vivere. Che è la motivazione principale di molti scrittori-insegnanti: dubito che Barth-Carver-Wallace si sarebbero messi a fare quel mestiere se non avessero avuto un bisogno economico.
    Uno scrittore è geneticamente inadatto a socializzare, non ha nessun buon motivo per insegnare ad altri le cose che ha imparato con tanta fatica, e di solito finisce nauseato dalla qualità media della roba che gli tocca leggere: se potesse ne farebbe volentieri a meno. Però spesso è l’unico lavoro possibile.
    Questo vale per me che insegno scrittura da qualche anno ormai.

  41. francesco Says:

    Gian Marco Griffi non ho superato il suo esamino e me ne farò una ragione. Mi permetto tuttavia di suggerirle, qualora volesse in futuro di dirimere simili questioni, di non affidarsi a un qualsiasi assonnato francesco che trova in rete ma a un buon dizionario.
    Amenità

  42. gian marco griffi Says:

    francesco le chiedo scusa ma non avevo finalità del genere io-so-cosa-vuol-dire-e-come-si-usa-e-lui-l’ha-usato-male.
    Non era mia intenzione farle un esamino. Soltanto, ho domandato. Ho letto che lei insegna o ha insegnato scrittura creativa e ho colto l’occasione per una domanda di cui onestamente non conoscevo la risposta.
    Come e quando si usa il (sic) lo posso leggere ovunque, anche su wikipedia.
    Solo pensavo che magari, dico magari, un essere umano dotato di intelligenza attiva e creativa avrebbe potuto spiegarmi che il (sic) può essere utilizzato in svariati altri modi e in svariate altre circostanze in maniera brillante, ancorché diversa dal solito.
    Che avrebbe potuto aprire una nuova porticina sul significato e sull’uso del (sic).
    Dal mio ipotetico professore di scrittura creativa pretenderei anche questo. Per imparare.
    Scusi ancora, però minchia, adesso stavo ripensando alla sua risposta, io consulterò anche un buon dizionario, ma lei faccia un giro sul sito nienteansia.it dove troverà un buon test sulla permalosità.

  43. francesco Says:

    Gian Marco Griffi io non insegno scrittura creativa, io l’ho semplicemente fatto in una situazione specifica e su richiesta di miei contatti che vedevano in me un buon referente. Io credo, dai risultati ottenuti, di essere stato all’altezza delle loro aspettative, ma credo altresì di non essere in grado di insegnare scrittura creativa a chiunque e in generale. Non sto a dire cosa facevo perché sarebbe autoreferenziale e orrendamente noioso. Io non sono in grado di dissertare su incipit, generi, finali eccetera. Io credo che dire corso di scrittura creativa voglia dire tutto e niente. Ho letto ieri che una diceva di essere stata all’Università Holden, per dire. Io sono uno scrittore fallito. Io intendo che uno sia uno scrittore fallito quando non riesce a campare con i soli proventi della vendita dei suoi libri perché ho di questo tipo di fallimento una visione economica. Ecco perché gli scrittori falliti sono costretti a ingegnarsi in altri modi. Il fallimento di un libro non rappresenta il fallimento della scrittura contenuta in quel libro. E ci sono scrittori falliti che si sentono pienamente realizzati da un punto di vista personale in quanto il fallimento economico non rappresenta un fallimento personale. Quello che Giulio ha scritto qua è molto divertente ma lo coinvolge in prima persona perché lui stesso ha tenuto corsi di scrittura creativa e lui stesso non è uno scrittore da best seller. Qualcuno si è accorto di questo? A me pare di no. L’ironia di Giulio rasenta il sarcasmo e io ho riso parecchio leggendo il pezzo.

    Per quanto riguarda poi l’uso del sic io credo sia da intendere nel modo che ho sopra espresso, forse male, come dice lei visto che non ha capito cosa ho scritto, e se qualcuno non capisce uno scritto novanta su cento la colpa è di chi scrive.

    Per gli usi creativi del sic temo di non poter fare nulla per lei e qualora lei si iscrivesse a un mio corso butterebbe via i soldi.

    Che io me ne debba trovare uno bravo non è solo lei a dirmelo, ma sa, io cerco e cerco e di bravi abbastanza non ne ho ancora trovato uno. Non demordo, ma col tempo le speranze si affievoliscono.

    Ossequi.

    PS. il suo augurio per la nuotata è andato a buon fine: è stata deliziosa

  44. valentina Says:

    come sempre dipende da chi tiene il corso ( e da chi lo frequenta)

  45. gian marco griffi Says:

    “Per quanto riguarda poi l’uso del sic io credo sia da intendere nel modo che ho sopra espresso, forse male, come dice lei visto che non ha capito cosa ho scritto”

    Più che altro mi riferivo alla questione del # su facebook e twitter. Di quella parte lì non ho proprio capito un tubo.

    “Io credo che dire corso di scrittura creativa voglia dire tutto e niente”

    Non ho idea di come si svolga un corso di scrittura creativa. Potrei solo scrivere ciò che vorrei imparare io, se partecipassi a un corso di scrittura creativa.

    “Che io me ne debba trovare uno bravo non è solo lei a dirmelo”.

    Mai affermato questo. Ho solo affermato che la sua risposta piccata alla mia domanda (ribadisco: senza secondi fini) mi ha fatto pensare che lei sia un po’ permaloso, o quantomeno suscettibile. Da qui allo psichiatra c’è tanta strada.

    Mi scusi ancora, non era davvero mia intenzione urtarla.

  46. francesco Says:

    Gian Marco Griffi è una bella giornata e non mi va di infierire oltre rbattendo punto su punto. Troviamo un finale e mettiamola così:

    “Non si scusi, non ce n’è bisogno, non mi ha mai offeso in alcun modo, è solo che in rete è pieno di matti e lei oggi ha avuto la sfortuna di incontrarne uno. Poi. Ci pensi bene prima di mettere il link al suo blog perché, se lei si mette a polemizzare con uno di questi matti, se lo potrebbe anche ritrovare sotto casa all’indomani. E poi diffidi delle donne, ah, quelle sono le peggiori. La rete è un posto che offre ancora meno garanzie di un corso di scrittura creativa.”

    Un abbraccio.

  47. colonnellomustard Says:

    L’arte è creativa quando nessuno ti dice come farla. Osservi-mediti-crei.

  48. Carlo Capone Says:

    Puoi essere bravo quanto vuoi, a menare cazzotti, ma se non vai dal maestro sul ring le pigli di brutto. O giù di lì.

  49. Carlo Capone Says:

    prova

    Giulio, ho dovuto immetere un altro account per postare. Col vecchio mi diceva che il mio indirizzo email era asosciato con un altro esistente su wordpress e quindi dove fare il login. Bah

  50. Nadir Says:

    Tutti qui, mi sembra, si strusciano come gatti attorno alla propria “voglia di scrivere”. Un piacere leggervi…davvero.
    Good vibrations come si diceva una volta.

    Il capolavoro è semplicemente un’opera obsoleta.
    Perchè non fate così.
    Scrivete male scrivete tanto.
    “Nanowritmo”, per esempio.
    Non è una cazzata, è solo una cosa americana. Forse la conoscete. Una cosa che serve a curarsi dalla scrittura compulsiva, per esempio.
    La compulsione deriva quasi sempre dal desiderio di sfuggire dalla propria realtà, dal desiderio di giustificarsi, o modellarsi secondo uno standard riconosciuto. E, no… non c’è spazio per maestrucoli o operai specializzati in questa dimensione, che vive di desiderio e il desiderio è fondamentalmente infantile.
    Dio … Nisio, presente?
    Un gioco dell’essere che ripiana con un’azione “ideale” il suo scarto nel rapporto con il mondo. Come dire … un vincere facile, con un tempo indefinito per gli after thoughts. Ma questo, proprio questo è la scrittura.

    Gli “after thoughts” dell’umanità hanno fatto l’attuale umanità, è un fatto. Per me la letteratura è, anche per gli eventuali ignoranti, il modo condiviso, condiviso, nonostante la possibile mancanza di sorveglianza (ignoranza), di concepire il mondo.

    Non so cosa avrei dato per frequentare un corso di scrittura creativa, a suo tempo, ma a parte il nome blasfemo, mi ha sempre bloccato l’idea di “pagare” , in prima istanza, e poi di “ascoltare”.
    ” Vuoi ascoltare qualcuno che ti dice che hai/non hai reso l’idea?”
    “Vuoi che qualcuno ti suggerisca delle “PAROLE” alternative?”
    “Vuoi che qualcuno “SOSTITUISCA” le sue parole alle tue, il suo “orgasmo sintetico” al tuo?”

    Oh quanto vorrei farmi ascoltare! E’ qui, il punto.

    Da “ascoltare” , nelle reazioni, ora, c’è un mondo, nella rete e fuori. Mettersi alla prova cioè “rischiare” è alla portata di tutti, ora.
    Il concetto di “corso di scrittura creativa” è in sè un’idiozia.
    Certo, vale sempre, il “magari questo mi “NOTA” e mi presenta a un editore”.
    Inconfessato, ma vero.
    E dopo che ti ha presentato un editore? O meglio, cos’è “editore” tout court.
    Per tutto quello che mi soggioga o mi espande, non esiste questa parola.

    No, so cosa potreste pensare, sono consapevole dei miei problemi con l’autorità (e chi non si fregerebbe di averne?)

    No è che, magari fosse possibile! Magari si potesse vivere una vita di concorsi.

    Nei concorsi vieni ascoltato, anche se per soli cinque minuti.
    No, il difficile è trovarsi il vero concorso, quello che vince tutto.

    Murakami, IQ84, fa schifo. Editore o non editore. Cancellato.
    Non ci crederete ma ero arrivato qui per dire questo.

    grazie dell’ospitalità.

  51. marghe Says:

    Li odio…

  52. Giulio Mozzi Says:

    Nadir, non ho nessuna difficoltà a credere che tu sia arrivato qui per dire ciò che hai detto.

  53. Ghost Tomato Says:

    io ci andressi solo per la numero 1 del perché ci dovrebbi andare. chissenefregadiimparareascriverecrativoTIE’! molto meglio trovare un monosillabico che mi faccia sentire intelligente in mondo smisurato!

  54. stefano re Says:

    Già.
    Stefano

  55. enrico Says:

    orgasmo sintetico?

  56. Carlo Capone Says:

    Nadir, non sono un gatto e strusciarmi mi struscio di preferenza con le donne. Per il seplice fatto che non ho alcuna voglia di scrivere, salvo raissime inermittenze dell’anima mia.

    Per puntualizzare, ecco.

    Saluti

  57. Chiara Says:

    Solo una cosa: gian marco griffi, grazie di aver smesso di rispondere. 😉

  58. francesco Says:

    Pessima mossa Chiara 😉

  59. francesco Says:

    OT : ho la sensazione che molto spesso nelle discussioni, in rete e non, il tono con cui si dice una cosa assuma una rilevanza maggiore rispetto al contenuto. Pare la stessa differenza di immediatezza che corre tra l’immagine e la parola. L’immagine arriva prima e spesso rimane più impressa di quanto sta scritto sotto. Ok ho scoperto l’acqua calda. Tuttavia questo, ora che di nuovo lo noto, un poco mi rattrista perché mi fa ravvisare una mancanza di pertinenza generalizzata e una individuazione che mira a difendere l’ego più che il processo dialettico. Ritengo che anche l’identificazione di ciò che viene detto con la persona che lo dice, io che mi identifico in quello che dico e identifico l’altro in quello che dice, sia triste e suppongo con nostalgia quelle risse al bar in cui gli scazzottatori finivano poi per bere assieme. Come se ora mancasse sempre la sintesi, che si finisca a bere assieme o meno.

    ((( colgo anche l’occasione per scusarmi della mia antipatia nonché forse anche di questo ragionamento basico e marginale fatto in pubblico )))

  60. gian marco griffi Says:

    Prego.

  61. francesco Says:

    A volte tra dire non ho capito niente e dire non ho capito la seconda parte del discorso passa una grossa differenza #molto grossa # a volte #specie se uno si è un poco ingegnato a spiegare #penso sia una questione minima di rispetto che se manca poi manca #atteggiamenti leggeri #suscettibilità #pertinenza #uso sconsiderato del cancelletto #maipiù

  62. Giulio Mozzi Says:

    Vedi.

  63. francesco Says:

    Criptico Giulio. Ho letto solo Frisk e Ziggy di Cooper e faccio ancora troppa fatica a leggere in originale. In italiano non lo vedo. Se vuoi dimmi in due parole cosa intendi, altrimenti lo aspetto che sono in buona compagnia di Violazione al momento.
    Però ho trovato questa frase e magari basta:

    The kids are not okay. Nor are the adults or the society that they inhabit.

    Ma dimmi tu quando hai tempo e voglia.

  64. Grazia Says:

    Io lo sto purtroppo ancora frequentando un corso di scrittura e dico purtroppo perchè potevo proprio farne a meno. Mi sento molto affine al punto 2, grande citrulla, pur sapendo che sa di piangersi addosso, cosa che in effetti sto facendo, oltre al piangere sui soldi versati. E’ che il punto 4 l’ho scoperto strada facendo. Mi ci ero iscritta perchè dopo vari invii e tentativi con case editrici, non avendo ricevuto riscontri positivi ed avendo invece un riscontro positivo da agenzia letteraria, nonchè riscontri positivi vari da pseudo concorsi letterari, non riuscivo e non riesco a capire, se ciò che scrivo valga qualcosa o meno. Nella mia ingenua citrullità mi aspettavo che in un corso di scrittura creativa qualcuno mi avrebbe detto “non vali una cicca, datti all’ippica o al pugilato” piuttosto che “vali qualcosa ma non ti pubblicano lo stesso”. Invece ho ottenuto lo stesso risultato di partenza, mi si dice che valgo e non valgo, si ricevono molti (e utili) consigli di lettura, e se all’inizio i lavori individuali venivano corretti, ora neanche quello. A che serve? E’ già incluso nei punti elencati da 1 a 10 e successivi 2

  65. andrewmcglover Says:

    Molto divertente! La domanda sorge però spontanea: perché organizzare e tenere corsi di una tale inutilità, ammesso e non concesso che siano così inutili?
    Forse è solo una questione di obiettivi e aspettative, o forse chi li frequenta cerca un gruppo con cui lavorare, oppure ancora un humus dal quale trarre nuova linfa e/o verificare se qualcosa manca alla sua. Che ne dici?

  66. vally Says:

    Avessi letto un articolo come questo un anno fa… Io l’ho frequentato un corso di scrittura e qualcosina l’ho imparata, sia dal punto di vista della tecnica che del mondo editoriale. Ma non lo consiglierei.

  67. fatucchio Says:

    piacerebbemi imparare a scribere una bella fattura creativa accio ché fortuna mi assista e il tempo ingannato si spenga nell’attesa

  68. massimocassani Says:

    A me non piace la definizione di “scrittura creativa”. L’ho già detto molte volte, soprattutto davanti allo specchio. A me piace la definizione “scrittura narrativa”..Ecco.

  69. Mauro Says:

    “ Non c’è sfida più grande di accontentarsi dei propri limiti.” OH/ bipolar_desorder ( pi.es. ci sono molti aforisti gegniali rampolli di familie di dilettanti che rubano senza neppure ringraziare. Questa è la vera piaga sociale, non fanno propri ideali di rivalsa popolare bensi rubano al popolo che con le lotte ha raggiunto la quasi libertà di essere e pensare ).

  70. Giorgio. Says:

    Prima di scrivere,leggere ,leggere,leggere tanto e sopratutto capire quello che l’autore ha voluto dire, e far provare al lettore.Altrimenti è tempo perso.Buona giornata a tutti.

  71. Simone Says:

    avrei gradito una spiegazione intelligente del perché non seguire questi corsi.mi sembra una critica fatta da una persona che non sa di cosa sta parlando. e comunque ci sono molti corsi gratuiti online se si vogliono capire le basi. per il resto impegno e fantasia. e se conoscete qualcuno che abbia voglia di leggere il vostro scritto allora siete a cavallo! le critiche fanno solo che bene.

    occhio alla penna 🙂

  72. Giulio Mozzi Says:

    Simone, l’articoletto è scherzoso. Mette in fila dei luoghi comuni per esibirne, appunto, la vacuità.

    Insegno scrittura e narrazione dal 1993, ho pubblicato sull’argomento manuali e saggi e articoli, eccetera eccetera. Sentirmi dire che non saprei di cosa sto parlando mi pare curioso.

  73. Fabio Mazza Says:

    E’ curioso leggere frasi come quella al punto 6 con la quale vengono definiti “scrittori falliti” coloro che “non riescono a campare della propria arte”, in un paese come l’Italia, dove vanno in cima alle classifiche i libri di Bruno Vespa e di Valeria Marini. E’ curioso e offensivo che vengano definiti “scrittori falliti” coloro che decidono di tenere corsi di scrittura in un paese dove gli editori non leggono più i manoscritti e non danno spazio ai giovani aspiranti scrittori, ma preferiscono investire i soldi su 4 sciacquette della televisione che provengono dal “grande fratello” o dai programmi di Maria De Filippi. E’ oltremodo sconveniente definire “falliti” coloro che vorrebbero insegnare qualcosa a una platea di idioti pronti invece a pagare per la pubblicazione di uno pseudolibro, scritto con i piedi, invece di imparare prima a scrivere e poi mettersi in gioco per cercare di farsi pubblicare da un editore. Magari anche da un editore della piccola editoria, che è sempre meglio di un tipografo che stampa libri su commissione. Inoltre, sarà anche un articolo ironico, ma la banalità dei due buoni motivi per frequentare un corso di scrittura, non fa nè ridere e nè sorridere.
    p.s. non sono uno scrittore e neanche aspiro a diventarlo.

  74. Giulio Mozzi Says:

    Fabio: io sono uno scrittore che non riesce a vivere della propria arte; insegno scrittura e narrazione; faccio scouting e affronto ogni anno una massa di mille-milleduecento opere inedite che mi vengono mandate in lettura. Ovvero: il ritratto dello “scrittore fallito” è modellato sulla mia persona.

    I due “buoni motivi” conclusivi sono più che reali. Lo dico sulla base della ventennale esperienza.

  75. acabarra59 Says:

    “ 5 giugno 1994 – Sarebbe un vero fallimento, caro lettore à venir, se, a questo punto del mio diario, non fossi ancora riuscito a farti capire che queste frasi che scrivo non sono né articoli di legge né proposizioni filosofiche né asserzioni scientifiche cioè che è bene che tu non tenti di valutarle in ordine alla loro verità oggettiva, quella che splende per tutti e per nessuno nei cieli chiari della ragione, ammesso e non concesso che questo possa essere il tuo intendimento, ma avvenimenti di me, anzi della mia voce, fiati, mugugni, gridi, lamenti, espettorazioni, vocalizzi, jingles, è il discorso di un parente stretto, di un innamorato, di un quasi matto, in un lessico che per qualcuno potrebbe essere famigliare, una lettera non spedita, una crisi di tosse: può darsi che ti freghi e può darsi che no, vorrei tanto vedere l’effetto che ti fanno, l’idea sarebbe che ti facciano stare meglio, come fanno stare meglio me, stando comunque un patto chiaro e cioè che, anche se parla di tutto, questo è un libro di letteratura. Amicizia lunga? “. [*]
    [*] Lsds / 573

  76. Virginia Van Pelt Says:

    Sul tema “scrittura creativa”, questo è in assoluto uno degli articoli più spassosi che ho mai letto. GRAZIE per averlo scritto! 😀

  77. Ludwig Says:

    I corsi di scrittura creativa…. un modo come un altro per vendere fuffa a dei polli autoreferenziali e narcisi. Ma chi insegna perché non è MAI un autore di successo ma solo un editor precario malpagato, magari mantenuto dalla moglie, che lo fa solo nei weekend ?
    L’inutilità pneumatica, con un offerta di corsi disperata mentre le librerie traboccano di libri invenduti. E’ l’ultimo escamotage di chi cerca di sfangarla facendo leva sull’ambizione letteraria (mal riposta) altrui. Finito il corso passato il miracolo e gabbato il santo.
    Avanti il prossimo, pagamento anticipato..

  78. Giulio Mozzi Says:

    L’affermazione: “chi insegna […] non è MAI un autore di successo” è falsa.

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