“Una generale inettitudine a Dio”

by

di Camillo Langone

[Questa segnalazione è apparsa oggi nel quotidiano Il Foglio. gm].

Leggi la scheda del libro nel sito dell'editoreSono giorni anzi settimane che cerco di capire perché 10 buoni motivi per essere cattolici di Valter Binaghi e Giulio Mozzi (Laurana Editore) non mi convince. Non, non è colpa della copertina che pure è di una bruttezza rara. Adesso forse ci sono: Binaghi, Mozzi e l’appassionato prefatore Tullio Avoledo ci mettono molta buona volontà ma non possono nulla contro la generale inettitudine a Dio, un concetto espresso dal gesuita Alfred Delp poco prima di essere impiccato dai nazisti, appunto dei senza Dio. L’italiano medio dei primi anni Dieci è impermeabile al fatto cristiano (Dio che si fa uomo, fonda la chiesa, si fa crocifiggere e il terzo giorno risorge per restare con noi fino alla fine del mondo) tanto quanto il tedesco medio dei primi anni Quaranta. Non gliene può fregare di meno. I motivi per essere cattolici potrebbero essere cento anziché dieci, potrebbero essere anche centomila ma per lui non cambierebbe niente. Ecco perché questo piccolo libro non mi convince: mi ricorda troppo le evangeliche perle ai porci. E allora una domanda: in un mondo ridotto a porcilaia, che fare di tutte le perle?

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18 Risposte to ““Una generale inettitudine a Dio””

  1. veronica tomassini Says:

    tenersele tutte. intanto. che non andranno perse.

  2. Giulio Mozzi Says:

    Camillo, in Matteo (cap. 7), subito prima di “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”, si legge: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati”.
    E poi, sono un uomo fiducioso.

  3. Stefano Says:

    Essere fiduciosi è l’unica strategia sensata in questo mondo, proprio da un punto di vista pratico, magari con qualche minima precauzione (tipo tenere il portafoglio in una tasca interna e leggere bene quel che si firma).
    Si dice quel che si deve dire e, se va male, ci si può dire, beh, io c’ho provato e accada quel che deve accadere.

  4. mauro mirci Says:

    Un bell’esempio di recensione dei lettori e non del libro.

  5. mauro mirci Says:

    Però non ha completamente torto: a pensarci bene io stesso sono un bell’esempio di inetto a Dio (anche se lo scrivo sempre con la maiuscola).

  6. franco ceradini Says:

    dio in mezzo a noi fino alla fine dei tempi? non ci avevo fatto caso…
    che si sia mimetizzato nell’8 per mille?

  7. veronica tomassini Says:

    la chiesa degli uomini non è la Chiesa di Dio. Gesù Cristo fu la rivoluzione, fu la sovversione, fu il reazionario, l’unico vero reazionario della storia. Anticonformista, libero, oltre i ranghi, insofferente ad ogni remora che oggi chiameremmo “borghese”. A volte mi sembra la soluzione dell’agnostico, del cinico, far pallottole della Verità e mischiare i piani.

  8. veronica tomassini Says:

    la soluzione più ovvia, addirittura noiosa, aggiungo, che l’agnostico-ateo o miscredente tira fuori dal cilindro tutte le volte. Sempre la stessa, sempre la stessa posizione anticlericale e ottusa.

  9. Carlo Cannella Says:

    Effettivamente l’aggettivo reazionario gli si addice molto.

  10. filippo Says:

    scusate,eh, ma a me la fede cattolica mette allegria: tutti, ognuno di noi, ( trapassati, presenti, futuri ) non so come, ma non indegni del Paradiso.
    altro che nirvane e atti di buddhismo. ahò!

  11. lorella Says:

    premetto che non ho letto il libro, ma credo che leggerlo non mi aiuterebbe a sopportare meglio il peso della cattolicità che devo portare mio malgrado. Perchè per essere cattolici o credenti credo si debba amare dio o cristo; e io non li amo. semplicemente non provo niente.(inoltre non credo a una parola delle “sacre scritture”). non mi suscita nessun sentimento pensare a cristo, nè nella veste di uomo nè in quella di dio e non provo nessun interesse verso la salvezza eterna.
    ogni sbaglio che compio, quando ho la consapevolezza di sbagliare, lo pago stando male:è dura, ma i conti preferisco farli qui; nella solitudine terrena di un atea che si porta da sola il peso degli errori compiuti e, ogni pentimento,rimorso,dispiacere, è libero, poichè scevro da ricompense non rischia di posporre le
    azioni al guadagno.
    Sia pure della vita eterna. lorella

  12. andrea barbieri Says:

    Dunque, come lettore del libro, Langone mi fa sapere che sono un porco; come seguace della chiesa dell’umanità (ho corretto ‘degli uomini’) Veronica mi fa sapere che mi affido a un sottoprodotto etico.
    Cominciamo bene la giornata… 😀

  13. veronica tomassini Says:

    ieri, a messa, durante l’omelia ho ascoltato queste parole (che non smettono di essere nuove, tutte le volte): “Beati i poveri di spirito, diceva il Signore…”. Il Signore sta dalla parte dei poveri di spirito, di chi vacilla, di chi non sa come risorgere spiritualmente, di chi pensa di non avere fede, o che la sua di fede non sia il monolite auspicato da San Paolo. Gesù sta dalla parte dei poveri di spirito, degli inetti, degli scettici, delle prostitute.

  14. veronica tomassini Says:

    vuole salvarci, non cerca buoni maestri, integerrimi. cerca la defezione, per renderla perfetta. Se non peccassimo, forse eccederemmo in superbia.

  15. andrea barbieri Says:

    Veronica, grazie, ma non cerco né strutture di pensiero autoassolventi, né ordini naturali preconfezionati. Sono sulla terra per capire, può darsi che capisca di essere un cretino o quasi (per ora è così, è sempre più così), ma a me va meglio questa cosa che considero una consapevolezza: non sono radicale, non mi faccio abbastanza domande, sbaglio sempre le risposte.

  16. veronica tomassini Says:

    Non voglio convincere nessuno Andrea. Voglio solo lasciare qui la mia testimonianza e dirti (prendila come ti pare): sapessi questo Padre come ti ama (e non importa i dubbi, le insicurezze, le imprecazioni, ti ama di più per questo, è la vera rivoluzione-rivelazione). La chiudo qui, Non sono una teologa, Non mi imbarcherò in discussioni-polemiche o non polemiche articolate e complesse, Non ho gli strumenti. Ti dico questo e basta. Ciao.

  17. Giulio Mozzi Says:

    “Strutture di pensiero autoassolventi”? Santo cielo, Andrea, ma chi le vuole?

  18. pococurante Says:

    Noi atei agnostici miscredenti tiriamo fuori dal cilindro la stessa posizione anticlericale ottusa perchè siamo inetti, nazisti senza dio, porci. Pensiamo di essere furbi ricorrendo a questo alibi, invece siamo fessi perché non ci entra nella zucca quello che ci spiegano da 2000 anni: che c’è una lotteria che prevede come primo premio quanto di meglio si possa sperare (la vita eterna). Che il primo premio spetta a tutti purché si accetti il tagliando di partecipazione. Che per soprammercato questo tagliando è gratis. E noi fessi che perseveriamo a rifiutare, finanche in punto di morte …

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