“Non privo di disinvolture teologiche”

by

di Alida Airaghi

[Alida Airaghi ha inserito questo commento nella scheda del libro in Ibs, qui. gm]

Leggi la scheda del libro nel sito dell'editoreIn questa originale collana che l’editore Laurana fa ruotare intorno al numero 10, è uscito un volume che prende in esame dieci fondamentali ragioni per cui definirsi cattolici. Libro a due mani, che vede in ogni capitolo giustapporsi le tesi di due scrittori credenti, Valter Binaghi e Giulio Mozzi, che con convinzione si prodigano, usando diverse argomentazioni e suffragandole con varie citazioni (da Dostoevskij a René Girard, da Nietzsche a Eliot, ma soprattutto e ovviamente dalla Scrittura), nell’ambizioso proposito di convertire il lettore. E se Binaghi lo fa con toni e temi adeguati alla serietà dell’intento, Mozzi affronta invece il suo compito con uno stile più giocoso e ironico, a volte ammiccante, e non privo di disinvolture teologiche (ebbene sì, davvero le tre nuore di Noé stavano nell’arca! – pag. 66 e Gen. 7, 7).

Dei dieci motivi elencati per essere cattolici,che ovviamente prendono l’avvio dalla stupita ammirazione per l’atto della creazione un Dio che si “contrae” per lasciare spazio all’uomo: era la teoria ebraica dello tzimtzum di I.Luria; un Dio che plotinianamente crea in continuazione e con assoluta gratuità) e terminano “in Gloria” con la fine del mondo, la resurrezione dei corpi e il giudizio finale (Mozzi: “E’ un mistero bello e buono. Non vedo l’ora di vedere com’è”. Binaghi: “Ogni impurità sarà eliminata e rimarrà solo l’amore”), di questi dieci motivi due sono i più originali e appassionatamente sottolineati: “Perché non si è mai visto un Dio che si faccia carne” e “Perché Dio ha avuto bisogno di una donna” (leggi qui un estratto dal capitolo), verità che rendono davvero il cattolicesimo diverso e nuovo rispetto a tutte le altre religioni rivelate. I due autori sembrano entusiasticamente innamorati della figura di Cristo, vero uomo e vero Dio (e alla sua parabola di vita e morte, alla sua resurrezione dedicano pagine accese e riconoscenti), così come appaiono tenacemente fedeli a un’idea di Chiesa magistra, custode della sapienza e dei sacramenti, esprimendo un intento apologetico e di fiducioso proselitismo.

[Ringrazio Alida Airaghi per la segnalazione dell’errore. Spero che il libretto avrà successive edizioni, così potrò correggerlo. gm].

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