Stretta attualità

by

A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà. E mentre i rappresentanti delle Nazioni vincitrici si riuniscono per preparare le basi di una pace giusta e durevole, i partiti politici di ogni paese debbono contribuire a rafforzare quelle tendenze e quei principi che varranno ad allontanare ogni pericolo di nuove guerre, a dare un assetto stabile alle Nazioni, ad attuare gli ideali di giustizia sociale e migliorare le condizioni generali, del lavoro, a sviluppare le enrgie spirituali e materiali di tutti i paesi uniti nel vincolo solenne della “Società delle Nazioni”.

E come non è giusto compromettere i vantaggi della vittoria conquistata con immensi sacrifici fatti per la difesa dei diritti dei popoli e per le più elevate idealità civili, così è imprescindibile dovere di sane democrazie e di governi popolari trovare il reale equilibrio dei diritti nazionali con i supremi interessi internazionali e le perenni ragioni del pacifico progresso della società.

Perciò sosteniamo il programma politico-morale patrimonio delle genti cristiane, ricordato prima da parola angusta e oggi propugnato da Wilson come elemento fondamentale del futuro assetto mondiale, e rigettiamo gli imperialismi che creano i popoli dominatori e maturano le violente riscosse: perciò domandiamo che la Società delle Nazioni riconosca le giuste aspirazioni nazionali, affretti l’avvento del disarmo universale, abolisca il segreto dei trattati, attui la libertà dei mari, propugni nei rapporti internazionali la legislazione sociale, la uguaglianza del lavoro, le libertà religiose contro ogni oppressione di setta, abbia la forza della sanzione e i mezzi per la tutela dei diritti dei popoli deboli contro le tendenze sopraffatrici dei forti.

Al migliore avvenire della nostra Italia – sicura nei suoi confini e nei mari che la circondano – che per virtù dei suoi figli, nei sacrifici della guerra ha con la vittoria compiuta la sua unità e rinsaldta la coscienza nazionale, dedichiamo ogni nostra attività con fervore d’entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi.

Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali – la famiglia, le classi, i Comuni – che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private. E perché lo Stato sia la più sincera espressione del volere popolare, domandiamo la riforma dell’Istituto Parlamentare sulla base della rappresentanza proporzionale, non escluso il voto delle donne, e il Senato elettivo, come rappresentanza direttiva degli organismi nazionali, accademici, amministrativi e sindacali: vogliamo la riforma della burocrazia e degli ordinamenti giudiziari e la semplificazione della legislazione, invochiamo il riconoscimento giuridico delle classi, l’autonomia comunale, la riforma degli Enti Provinciali e il più largo decentramento nelle unità regionali.

Ma sarebbero queste vane riforme senza il contenuto se non reclamassimo, come anima della nuova Società, il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile del nostro popolo e al più alto sviluppo delle sue energie: libertà religiosa, non solo agl’individui ma anche alla Chiesa, per la esplicazione della sua missione spirituale nel mondo; libertà di insegnamento, senza monopoli statali; libertà alle organizzazioni di classe, senza preferenze e privilegi di parte; libertà comunale e locale secondo le gloriose tradizioni italiche.

Questo ideale di libertà non tende a disorganizzare lo Stato ma è essenzialmente organico nel rinnovamento delle energie e delle attività, che debbono trovare al centro la coordinazione, la valorizzazione, la difesa e lo sviluppo progressivo. Energie, che debbono comporsi a nuclei vitali che potranno fermare o modificare le correnti disgregatrici, le agitazioni promosse in nome di una sistematica lotta di classe e della rivoluzione anarchica e attingere dall’anima popolare gli elementi di conservazione e di progresso, dando valore all’autorità come forza ed esponente insieme della sovranità popolare e della collaborazione sociale.

Le necessarie e urgenti rifrome nel campo della previdenza e della assistenza sociale, nella legislazione del lavoro, nella formazione e tutela della piccola proprietà devono tendere alla elevazione delle classi lavoratrici, mentre l’incremento delle forze economiche del Paese, l’aumento della produzione, la salda ed equa sistemazione dei regimi doganali, la riforma tributaria, lo sviluppo della marina mercantile, la soluzione del problema del Mezzogiorno, la colonizzazione interna del latifondo, la riorganizzazione scolastica e la lotta contro l’analfabetismo varranno a far superare la crisi del dopo-guerra e a tesoreggiare i frutti legittimi e auspicati della vittoria.

Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell’Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi di fronte a sconvolgimenti anarchici di grandi Imperi caduti, di fronte a democrazie socialiste che tentano la materializzazione di ogni identità, di fronte a vecchi liberalismi settari, che nella forza dell’organismo statale centralizzato resistono alle nuove correnti affrancatrici.

A tutti gli uomini moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti nell’amore alla patria sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degl’interessi nazionali con un sano internazionalismo, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo, a nome del Partito Popolare Italiano facciamo appello e domandiamo l’adesione al nostro Programma.

Roma, lì 18 gennaio 1919

LA COMMISSIONE PROVVISORIA
On. Avv. Giovanni Bertini – Avv. Giovanni Bertone – Stefano Gavazzoni – Rag. Achille Grandi – Conte Giovanni Grosoli – On. Dr. Giovanni Longinotti – On. Avv. Prof. Angelo Mauri – Avv. Umberto Merlin – On. Avv. Giulio Rodinò – Conte Avv. Carlo Santucci – Prof. D. Luigi Sturzo, Segretario Politico.

Tag:

4 Risposte to “Stretta attualità”

  1. Isa Says:

    In una discussione, mio figlio quindicenne mi ha detto: “Non riesci a capire che sono più di dieci anni che questi qui, attraverso la televisione e le loro politica, ci sciacquano il cervello? Non c’è più lo stato, perché la regola è riderne e farsi gli affari propri in barba alle leggi; non c’è più la possibilità di eleggere chi ci governi pensando al bene della gente; non c’è più neppure la capacità di pensare a queste cose che ti sto dicendo, perché alla gente si è insegnato il culto di una immagine televisiva e ci si è abituati alla gestione della cosa pubblica come se fosse cosa privata, una corte con tanti paggetti con ruoli assegnati”.

    Traduco: non esiste più lo stato, ma non esiste più neanche il popolo.
    Aggiungo: non esiste più neanche l’idea di democrazia che, nonostante l’etimologia della parola, è l’opposto di tirannide (per gli antichi greci) e di stato autoritario (per noi).
    Democrazia è sinonimo di stato di diritto.

    Don Sturzo e i suoi, avevano la sapienza della storia e della storia del diritto alle loro spalle; avevano la forza del Risorgimento e le aspirazioni della morale cattolica nella loro bisaccia, avevano a che fare con un popolo che in realtà era una piccola parte della popolazione, ma che aveva la volontà di organizzare le cose per tutti.

    Oggi un partito popolare in Italia sarebbe, forse, un gruppo di ignavi guidato da un capo con atteggiamenti paternalistici, pronto a blandire il popolo per tenerselo buono e a navigare in vista di costa nella gestione della cosa pubblica, garantendosi il massimo delle tutele.

  2. Logani Says:

    D’accordo in tutto e per tutto con il commento di Isa. Sin dalla Prima Costituente della nostra Repubblica, ho udito sempre le stesse parole che i politici di allora dicevano (in bianco e nero, quindi con vero spirito e propositi del “fare”)e, in fotocopia a 3D(tutto colore. Tutto bello. Tutto moderno. Tutto elettronico e, sopratutto, in “virtuale”) quindi, quelle stesse parole che i politici di oggi dicono in ogni occasione, mentre il popolo gioca con l’Ipod.
    Diceva il “ragioniere” a mio padre;- Se vuoi iniziare bene un comizio e, conseguentemente, aggraziarti i voti di chi ascolta (il popolo) inizia sempre con; democrazia, pace, giustizia, libertà, uguaglianza, scuola, lavoro e pensioni e assistenza sanitaria per tutti-

    Il bello(?!) di oggi è che l’Italia è varia nei suoi partiti, di cui tanti di questi, se non tutti, avariati. Eppoi noi, il Popolo Sovrano. Sovrano a chi!?

  3. Felice Muolo Says:

    Subito dopo: emigrazione, guerra ed emigrazione. Oggi abbiamo i figli quindicenni con la pancia piena e il cervello lavato.

  4. Isa Says:

    Attenzione però: la serietà morale e politica dei popolari di Don Sturzo non riuscì ad evitare nè la nascita del partito fascista nè, tre anni dopo, la marcia su Roma e l’ascesa di Mussolini. Anche in politica estera, la Società delle nazioni sanzionò ma non riuscì a bloccare per esempio la conquista della Libia e, più tardi, fu impotente di fronte alle sopraffazioni di Hitler.
    Nonostante questo, il testo che Giulo ci propone contiene problemi attuali e modi per affrontarli che sono, da parte mia, condivisibili.
    Tutte le riflessioni fin qui scritte testimoniano quanto sia difficile costruire una democrazie matura, quanto poco pesi la scolarizzazione sulla capacità di giudizio dei popoli, quanto invece pesino gli interessi dei singoli nell’agire dei potenti.
    E tanto altro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: