Astenersi è barare?

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[..] Sempre per questa ragione, andrò a votare. Nonostante ad alcuni quesiti voterò No e nonostante i miei No varranno praticamente come dei Sì, dato che il raggiungimento del quorum è in bilico molto più del risultato finale. Io non baro. Se la questione non mi interessa non voto, se la questione mi interessa e sono contrario voto No. Mi piace la democrazia. [..]

Mi pare utile e interessante questo articolo di Francesco Costa, che nei giorni scorsi ha pubblicato anche una equilibrata guida ai referendum.

via Mantellini. La vignetta viene da qui.

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3 Risposte to “Astenersi è barare?”

  1. Bandini Says:

    Non mi sembra che Francesco Costa intenda l’anstensione come barare tout court, ma soltanto nel caso in cui la si usi come strumento per far vincere i no puntando al mancato raggiungimento del quorum. Se invece l’astensione è l’espressione di un mancato interesse nei confronti della questione sollevata dal referendum, allora non è barare (sempre secondo Costa).

  2. Lets Go West Says:

    Con il quorum, astenersi é barare. punto.
    Senza quorum, la questione sarebbe semplice: mi interessa e sono favorevole: SI. Mi interessa e sono contrario: NO. Non mi interessa e lascio la decisione agli altri: NON VADO A VOTARE. Qualunque sia il numero dei votanti, la maggioranza dei votanti (ossia degli interessati) decide.
    Ma in italia no, c´é un trucco: per vincere il SI ha bisogno che si raggiunga il quorum E che i SI prevalgano. per vincere, al NO basta non raggiungere il quorum.
    Anche un bambino capisce la differenza. E questa differenza era conosciuta da chi ha scritto le regole, che infatti sono state scritte appositamente cosí, e proprio questa differenza é stata usata dalla classe dominante per sessanta anni a proprio vantaggio.
    Quindi, bisogna cambiare le regole e abolire il quorum, proprio per evitare che chi si astenga bari.

  3. alessandro damerini Says:

    Rispondo a lets go west.
    Sono d’accordo con lui sull’abolizione del quorum, a parte la sua sparata sulla “classe dominante”. A mio parere il quorum era stato messo perchè qualcuno avrebbe potuto chiedere al popolo italiano di votare per l’abrogazione della pasta al ragù. Era giusto che il popolo potesse esprimere, nel caso, il suo disinteresse o la sua non competenza al riguardo.
    Dire che chi non vota bara è semplicemente un errore logico, come è un errore giudicare le intenzioni circa il non interesse al voto o il desiderio di obliterarlo.
    La questione è molto più semplice: chi è per il SI ha un solo modo per dirlo: andare alle urne e votare SI. Chi è per il NO, ha DUE modi per dirlo: andare alle urne e votare NO (ma se è convinto in ciò che crede non lo deve fare, perchè lascerebbe spazio alla vittoria dei sì (non mi si venga a dire che è antidemocratico, visto che è previsto dalle regole del gioco); starsene a casa è il secondo modo.
    In ogni caso l’abolizione del quorum, vista la disparità di modalità (da una parte una sola, dall’altra due) per esprimere il proprio voto, sarebbe secondo me la cosa migliore.

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