Domanda e metadomanda

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“La Grecia quest’anno non riuscirà a centrare gli obiettivi di bilancio che si era prefissata e con urgenza deve dare il via al programma di privatizzazioni”. Lo ha detto il presidente del’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, durante una conferenza a Lussemburgo, secondo quanto riferisce Bloomberg. (Ansa)

Domanda: Il fatto che il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker dichiari che “La Grecia quest’anno non riuscirà” eccetera, in quale misura contribuisce a far sì che la Grecia quest’anno non riesca a centrare eccetera?

Metadomanda: Che cosa sta facendo davvero il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker? Sta facendo una previsione sul futuro della Grecia, o sta dicendo agli investitori internazionali di mollare la Grecia? (sub-metadomanda, che però è una domanda: Se gli investitori internazionali mollano la Grecia, il prezzo di qualunque cosa la Grecia abbia da vendere – le azioni delle sue cose da “privatizzare” – crollerà; e gli investitori internazionali potranno comprarlo tra un po’ a prezzo minimo: giusto?) (sub-sub-metadomanda, che è un’altra domanda: il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker si sta comportando come dovrebbe, o come uno che sta sul libro paga di organizzazioni internazionali specializzate nel comperare paesi decotti, farli fallire, raschiare il barile, e buttare via tutto?).

(E a noi, quando tocca?).

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15 Risposte to “Domanda e metadomanda”

  1. Felice Muolo Says:

    (Speriamo mai.)

  2. Feliciana Says:

    Aiuto 😦

  3. elisabetta Says:

    mah! basta la salute!

  4. chiara Says:

    Mi sembrano domande importanti. Non me le ero poste prima, avevo solo provato un grande dispiacere per la Grecia che amo tanto (ma penso mi sarebbe successo lo stesso anche con un paese a me meno caro). E perciò, sono molto contenta di averle trovate qui e di aver cominciato a pensare alla questione diversamente. Mettiamo anche che non capiti mai a noi, serve ugualmente pensarci in questi termini. Grazie.

  5. Carlo Capone Says:

    Giulio Mozzi scrive: ” e a noi quando tocca?”

    credo mai.
    Favoletta. Su un’isola greca nell’Egeo piccina picciò c’è un comprensorio scolastico elementari più medie. Gli allievi sono 13 in tutto, e fin qui nulla a dire. Peccato che per 13 ragazzi ci siano 11 insegnanti di educazione fisica e 21 di altre materie. Con tutto il rispetto per la Grecia ste robe manco la peggiore DC.
    Epperò i signori di Bruxelles notizie del genere non le diffondono, preferendo la strada dei metavvertmenti, per il semplice motivo che la Germania ha in pancia 160 MLD di titoli greci e la Francia una sessantina. Non succederà niente, tranne una sforbiciata in conto capitale sui Btp greci. Manovra che data la situazione trovo legittima.

  6. Paola Zan Says:

    qualcuno suggerisce che ai greci sconsiderati tocca pagare pesantemente in termini di sacrifici da cupa austerity, agli italiani formichine eroderanno solo ‘un po” il risparmio: se non è zuppa…

  7. Carlo Capone Says:

    @ Paola Zan

    non c’è paragone tra la situazione italiana e quella greca.

  8. Giulio Mozzi Says:

    Mi par di vedere una certa propensione a eludere domanda e metadomanda.

  9. Carlo Capone Says:

    “Domanda: Il fatto che il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker dichiari che “La Grecia quest’anno non riuscirà” eccetera, in quale misura contribuisce a far sì che la Grecia quest’anno non riesca a centrare eccetera?”

    Scusa, un paese che presenta un rapporto Deficit/Pil di +19% come avrebbe potuto centrare gli obbiettivi di bilancio entro il 2011 senza aver promosso, nei fatti, uno straccio di azione di risanamento?

    “Se gli investitori internazionali mollano la Grecia, il prezzo di qualunque cosa la Grecia abbia da vendere – le azioni delle sue cose da “privatizzare” – crollerà; e gli investitori internazionali potranno comprarlo tra un po’ a prezzo minimo: giusto?) ”

    questo è possibile ma non certo, sarebbe infatti auspicabile che ad acquistare gli oggetti di privatizzazione siano i detentori di capitali della stessa Grecia. Che poi sono gli armatori, i quali posseggono il 95% della ricchezza di quel paese e che non sembrano molto propensi a metter mano al portafoglio. A me sembra che le parole di Junkers siano più un monito rivolto ai potentati economici autoctoni che un invito a speculare sulle ossa della Grecia.

    “sub-sub-metadomanda, che è un’altra domanda: il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker si sta comportando come dovrebbe, o come uno che sta sul libro paga di organizzazioni internazionali specializzate nel comperare paesi decotti, farli fallire, raschiare il barile, e buttare via tutto?). ”

    anche se fosse questa l’intenzione non è interesse di nessuno che la Grecia fallisca. Il motivo l’ho già spiegato nel post precedente.

  10. Giulio Mozzi Says:

    Grazie, Carlo. Tuttavia ti faccio notare che non hai risposto alla domanda; hai elusa la metadomanda; hai risposto “questo è possibile ma non certo” (condivido) alla sub-metadomanda; e hai equivocato la sub-sub-metadomanda, che è sui comportamenti e non sulle intenzioni (delle intenzioni non si può saper nulla).

    Sostieni che “non è interesse di nessuno che la Grecia fallisca”. Ma potrebbe essere interesse di qualcuno comperare la Grecia (o qualche pezzo di Grecia) al prezzo più basso possibile. A nessuno interessa che la Grecia fallisca, ma qualcuno può essere interessato all’aquisto di una Grecia sull’orlo del fallimento.

  11. Carlo Capone Says:

    Giulio, la questione ruota intorno alla solvibilità della Grecia, che più crea debito per finanziare i suoi costi sociali e più si avvolge in una spirale senza uscita. Il punto, credo, non sta nell’acquisto di suoi pezzi in svendita per avvenuta bancarotta quanto nel soccorso finanziario della UE. Ora, Junkers è il Presidente di Eurogruppo, l’Organismo che riunisce i ministri dell’Economia e delle finanze degli Stati membri dell’Eurozona e che gestisce il piano di aiuto ai paesi (dell’area Euro) a rischio default. Tu domandi: si sta comportando come portavoce di altri interessi? io ti rispondo che formula previsioni oggettive , se poi le sue affermazioni nascondano retropensieri di ordine speculativo, insomma al servizio di chi deve capire, solo il futuro lo potrà svelare. Non dimentichiamo però che Junkers rappresenta interessi comunitari, tra i quali è preminente la difesa dell’euro. Supponiamo che così non sia, i casi sono essenzialmente due: a) qualcuno all’interno dell’Euro non crede più nella moneta unica; b) ci sono spinte affinchè sia la sola Grecia a uscire dall’Euro. Riguardo ad a) non possiamo che pensare alla Germania, ma ce l’hanno i tedeschi un potere economico finanziario così vasto e schiacciante? Circa b) credo che lo stesso governo di Atene non abbia escluso l’ipotesi, anche perchè in tale eventualità si spianerebbe la strada a una svalutazione selvaggia della nuova dracma, operazione oggi impensabile per un paese membro.
    Certo, in uno scenario del genere i pescecani si azzufferebbero intorno alla preda, ma siamo lì: lo consentirebbero le Banche franco tedesche, che hanno in pancia più di 200 MLD di titoli greci? voglio dire. Junkers può dire e far capire ciò che vuole ( e però: a titolo personale e in nome di interessi ‘altri’ o in vece di tutti?) ma non comanda lui.

  12. Carlo Capone Says:

    Quanto alla differenza fra intenzioni e comportamenti, la questione si fa molto delicata. Certo, io posso assumere un comportamento impeccabile e avere intenzioni con esso conflittuali. E allora, cosa avrebbe dovuto dire Junkers (per restare in tema ma il problema si pone per qualsiasi ambito, anche ad esempio in quello dei semplici rapporti interpersonali)? stare zitto? non credo, l’azione di ammonimento, e mi sembra che quella da te citata lo sia, fa parte dei suoi doveri istituzionali, che secondo me si identificano con precisi comportamenti. A questo punto però vorrei capire da te in che modo Junkers si sarebbe dovuto esprimere e/o comportare per non sollevare le tue eccezioni.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Carlo, scrivi di Juncker: “io ti rispondo che formula previsioni oggettive, se poi le sue affermazioni nascondano retropensieri di ordine speculativo, insomma al servizio di chi deve capire, solo il futuro lo potrà svelare”. Non dicuto (la si potrebbe discutere) la “oggettività” delle previsioni di Juncker. Non so e non pretendo di saper nulla dei “retropensieri” di Juncker, né delle sue intenzioni.

    Provo a porre la questione in un altro modo.

    Juncker prevede che succederà una certa cosa. Decide quindi di comunicare al governo greco la sua previsione. Può farlo in forma riservata o in forma pubblica. Magari l’ha fatto già in forma riservata (e noi, ovviamente, non possiamo saperlo). Decide comunque di farlo in forma pubblica.
    La pubblicazione della previsione ne fa una cosa diversa e produce, mi pare, conseguenze diverse. Quali sono le conseguenze di questa pubblica dichiarazione?

    (Esempio terra terra: se io so che Gigi fa le corna alla moglie, posso: andare da Gigi e dirgli che, secondo me, non è bene che lui faccia le corna alla moglie; andare dalla moglie e dirle che so che Gigi le fa le corna; andare dalla moglie e dirle che so che Gigi le fa le corna, e che secondo me lei dovrebbe cacciarlo di casa prima che spenda tutti i soldi di famiglia per regalare quella sciacquetta; dire in pubblico che so che Gigi fa le corna alla moglie e che secondo mei lei dovrebbe cacciarlo di casa; eccetera. L’informazione che comunico è sempre la stessa; ma le conseguenze sono assai diverse).

    Ovviamente bisogna anche considerare che la Grecia non è un’azienda; che i cittadini greci devono essere informati anche delle previsioni su ciò che potrebbe loro accadere; eccetera.

  14. Carlo Capone Says:

    “Quali sono le conseguenze di questa pubblica dichiarazione?”

    probabilmente un calo dei prezzi dei Btp greci a lungo termine, con ulteriore peggioramento dei conti pubblici greci. Secondo la tua impostazione, al solito sottile, risulta che l’UE fornisca un pezzo di corda al boia, senza considerare che in quella corda potrebbe essa stessa finire impigliata. Ma l’Ecofin, Giulio, ha il compito, tra gli altri, di monitorare lo status finanziario dei paesi euro, esprime cioè un parere forte, sia pure non decisivo. Seguendo il tuo invito a riflettere, allora, potremmo imputare alla nostra Corte dei Conti l’allarme lanciato su una nuova manovra da 43 MLD nel 2014. Cosa che, come del resto è avvenuto, potrebbe influire negativamente sui corsi azionari delle aziende italiane e sulla spesa per interessi gravante sul nostro Tesoro.

    Anche in questo caso: avrebbe dovuto astenersi, visto che c’è un Ministro che vigila sui conti pubblici italiani e se un’azione correttiva è necessaria per il bene comune è ‘tenuto’ a intervenire?

    Ma a questo punto, per rispondere anche alle tue osservazioni, va compreso il valore della notizia in finanza, ricordando che di frequente essa è il fatto, dunque funzionale a un intento preciso.

  15. Giulio Mozzi Says:

    D’accordo.

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