Per competenza

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di giuliomozzi

Non c’è traccia di reciprocità religiosa, né di valori non negoziabili nell’appello firmato da 219 cattolici che invitano i cristiani di Milano a votare Pisapia, nonostante si sappia che cosa il candidato sindaco pensi in materia di coppie di fatto, di aborto e di liberalizzazione delle droghe. […]

Comincia così (e continua così) un articolo di Benedetta Frigerio che leggo nel sito del periodico Tempi, generalmente ascritto all’area culturale di Comunione e liberazione.
La domanda è: poiché le amministrazioni comunali non hanno nessuna competenza in materia di coppie di fatto [*], di aborto e di liberalizzazione delle droghe, non sarebbe più sensato ritenere che ciò che il candidato pensa in queste materie è irrilevante? (Mentre, se si trattasse di un’elezione parlamentare, poiché il Parlamento su queste materie ha poteri, sarebbe rilevante).

Se leggiamo che cosa pensa Giuliano Pisapia, ossia il suo il programma elettorale (prelevabile qui), su questi tre argomenti troviamo poche parole:

Coppie. Il programma si impegna per “una Milano più libera, in cui si possa scegliere la propria vita e costruire il proprio futuro, vivere relazioni di conoscenza, di amicizia, di amore, di coppia senza temere discriminazioni o pregiudizio”; non ché a “sensibilizzare uomini e donne sulla violenza domestica e sulla sua gravità penale e promuovere una immagine di rapporti tra uomini e donne all’insegna del rispetto reciproco e della tutela della dignità delle donne anche nei rapporti familiari e di coppia”.
Aborto. Il programma non ne parla.
Droghe. Il programma promette “campagne per i giovani su anoressia e bulimia, droghe, malattie a trasmissione sessuale”.

Cosa c’è che un cattolico non possa condividere in questi impegni? Qualcuno è in grado di spiegarmelo?


* Sì, alcune amministrazioni comunali hanno creato dei “registri delle coppie di fatto”. Si tratta – e non m’inganno – di gesti puramente simbolici, privi di qualunque effetto legale.

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25 Risposte to “Per competenza”

  1. marialaura Says:

    A me lo scritto di questa Frigerio non piace per niente. Banalizza e toglie valore, riduce e riconduce a sé. Sembra un ex fidanzato che ti deve domare e ti deve sminuire perchè sennò deve parlare di sè :)) A me ‘sti cattolici così strateghi, politicizzati come solo la politica tradizionale e il gesuitismo spregiudicato sanno fare, non piacciono. Se vuole vota e sennò non vota. Non può aderire dando disvalore e negando. MA COSA PENSA DI NEGARE? Oggi una mia amica mi ha detto: pochissime donne. io le ho risposto. e chi se ne importa? le donne non amano la politica. E poi ho pensato: le donne pensano, i politici fanno eserciti. Se li tenessero.
    Ciao. Anche io sono del ’60 :). ma sono molto scecherata :))

  2. Gloria Gaetano Says:

    Decidiamo come negli altri paesi, a livello nazionale. Qui la Chiesa ostacola tutto.

  3. Giulio Mozzi Says:

    Nell’articolo faccio una domanda. Qualcuno è in grado di rispondere?

  4. Federico Platania Says:

    Ma, Giulio, dovresti farla a Benedetta Frigerio quella domanda.
    Di fatto, non c’è niente che un cattolico non possa condividere di quegli impegni.
    Immagino infatti che i cattolici che hanno votato per Pisapia non si siano posti minimamente il problema. E immagino che i cattolici che non hanno votato per lui, non hanno votato per lui per ragioni politiche, non in quanto cattolici.

  5. dm Says:

    Giulio.

    A me non pare che Benedetta Frigerio dica di non condividere gli impegni scritti nel programma di Pisapia. Mi sembra che il suo molto lucido discorso si fondi su:
    – cosa pensa Giuliano Pisapia in merito ad alcuni “valori non negoziabili”;
    – i criteri con cui si scrivono gli appelli e in generale le dichiarazioni politiche dei “cattolici fedeli al Magistero”;
    – un giudizio sulla critica all’amministrazione in carica espressa in quell’appello, definita un “insulto”.

    Temo cioè che gli impegni scritti nel programma di Pisapia, cui fa riferimento la tua domanda, non siano stati considerati da Benedetta Frigerio. Che sembra invece considerare il “non detto”, sia per quanto riguarda gli appelli dei cattolici fedeli al Magistero, sia evidentemente (ma non lo dice) per quanto riguarda il programma di Pisapia (il non detto è presente nella testa di Pisapia, nel suo pensiero e nella sua storia politica).
    Ho letto rapidamente il programma di Letizia Moratti, ma non mi pare ci siano dei riferimenti ai “valori non negoziabili” che Benedetta Frigerio non rintraccia nel programma di Pisapia e nell’appello dei sacerdoti.
    Se è così, Benedetta Frigerio sta proponendo di scegliere il sindaco della propria città anzitutto sulla base del pensiero (intuibile a partire forse anche dall’espressione del viso) e della storia politica dei candidati. I programmi politici sono invece secondari per un cattolico fedele ai valori del Magistero.
    Mi sbaglio?

    (A questo punto però non si capisce l’utilità della citazione del Crepaldi, secondo cui il cattolico “non cercherà solo l’onestà personale dei candidati, ma l’accettabilità dei loro programmi dal punto di vista dei valori fondamentali).

  6. andrea barbieri Says:

    Uhm, le domande sono due. Alla seconda non posso rispondere perché non sono cattolico. Alla prima direi che le amministrazioni comunali hanno una competenza nella gestione dei servizi che possono riguardare coppie di fatto, aborto, dipendenze, perché i servizi socio-sanitari sono responsabilità dei Comuni insieme alle Ausl (secondo principi e limiti che arrivano dallo Stato e dalle Regioni). Per esempio un Comune può istituire un registro delle unioni affettive dandogli un rilievo giuridico circa l’accesso ad alcuni servizi; programma servizi sulle dipendenze, e così via.
    Mentre da un punto di vista legislativo la competenza è del Parlamento e qualcosa credo delle Regioni. Quindi tornando alla domanda: ciò che il candidato pensa in queste materie è irrilevante? La risposta è: ciò che il candidato pensa potrebbe toccare assai marginalmente le norme cattoliche chiamate “valori non negoziabili” (ovviamente secondo prospettive laiche i valori non negoziabili possono essere diversi).

  7. Giulio Mozzi Says:

    In effetti, nel programma di Pisapia non c’è praticamente niente su quei punti proprio perché le amministrazioni comunali non hanno alcuna competenza su quei punti.

    E Benedetta Frigerio è la fondatrice della “critica politica telepatica”.

  8. vbinaghi Says:

    Questi di CL hanno la faccia come il culo.
    Da quindici anni e più (Berlusconi finanziava Il Sabato già negli anni Ottanta) tirano la cordata al berlusconismo, fingendo di non accorgersi che se c’è una sottocultura che ha corrotto gli italiani e ha picconato i residui di moralità cristiana nei mass media sono proprio le televisioni di costui. Per non parlare della voracità con cui Comuniome e Fatturazione si è praticamente impadronita della sanità lombarda, grazie al presidio di Formigoni in regione. Il peggio è che saranno i primi a riciclarsi nel nuovo ordine post Caimano: la Compagnia delle Opere fa già accordi con le Coop Rosse, a quanto mi dicono, e quando ci si sente già santi (è la Compagnia che salva, insegnava Don Giussani) tutte le barche son buone per navigare.

  9. Andrea Says:

    E’ chiaro che si tratta di una mera strumentalizazione della religione. Un cattolico serio, e con “serio” intendo qualcuno che vive la religione nell’osservanza dei principi evangelici, sa che la religione è materia dello spirito (mi si perdoni l’ossimoro materia-spirito!). Pertanto, a mio parere, un cattolico che tenta di confondere l’elettorato cattolico deviando il dibattito politico (secolare per definizione) su una sfera spirituale-religiosa (spirituale per definizione) tecnicamente commette peccato, poiché compie tale atto volontariamente.
    Tenterei di risponderti così: non c’è niente che un cattolico non possa condividere in quegli impegni, giacché ciascun elettore cattolico gode, come tutti gli altri, della libertà di coscienza; i cattolici – in politica – sanno che gli unici limiti alla libertà sono dettati dalle leggi e dunque, all’interno della sfera delle legalità, possono, anzi, devono fare ciò che ritengono più giusto per il bene di tutti. I cattolici, in politica, non devono comportarsi come pecore. Le leggi dello spirito, lasciamole allo spirito.
    Ciao

  10. dm Says:

    (Invito alla lettura)

    Non c’entra Letizia Moratti, c’entra però la campagna elettorale.
    Ho riportato alcune affermazioni di Roberto Maroni prese da un giornalino elettorale della Lega Nord.
    Mi sembra interessante per comprendere quello che esplicitamente viene raccontato agli elettori leghisti (sui messaggi impliciti a volte sulla pelle di esseri umani non D.O.C., tipo quelli irradiati in tutto il mondo dall’isola di Lampedusa, sappiamo già abbastanza).

    L’articolo è qui:
    http://www.danielemuriano.com/blog/opinioni/linvasione/

  11. Giulio Mozzi Says:

    Andrea Barbieri: “Le domande sono due. Alla seconda non posso rispondere perché non sono cattolico”. Mi pare una considerazione bizzarra.
    Non è necessario aderire a una qualche congregazione, per conoscere l’ideologia o l’immaginario ecc. condiviso da chi appartiene alla congregazione stessa.
    O ho capito male?

  12. andrea barbieri Says:

    Non discuto che per te sia una considerazione bizzarra, per me non lo è, e ci tengo molto. I discorsi in cui si parla per qualcuno o per una categoria cui non si appartiene sono molto delicati. Parlare per altri non è soltanto una questione di intelligenza, preparazione, è anche questione di vivere concretamente le situazioni. C’è una filosofia per cui noi non siamo ‘essere’, siamo ‘esser-ci’: allora bisogna chiedersi di volta in volta se quel ‘ci’ ci appartiene o no. E’ vero che a volte parlo per altri, ma lo faccio con un sacco di scrupoli, sperando di non dire sciocchezze, e solo perché è un modo per aiutare.
    Non sono cattolico, capisco poco o niente di questa cosa che considero una ‘forma di vita’, quindi ascolto e basta. Non è per prendere le distanze, è credo una forma di rispetto.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Quindi, ad esempio, Andrea, chi non fosse berlusconiano non potrebbe rispondere a domande del tipo: “Che cosa pensano i berlusconiani della questione X?”.

  14. andrea barbieri Says:

    Alla domanda “Che cosa pensano i berlusconiani della questione x?” risponderei con una ricerca sui discorsi dei berlusconiani; alla domanda “Che cosa penserebbero i berlusconiani della questione X” (oppure: “Cosa c’è che un cattolico non possa condividere in questi impegni?”) dovrei rispondere, mi pare, con una congettura. Le congetture possono essere più o meno solide, nel caso della religione cattolica come in altri casi ritengo le mie congetture poco solide.

  15. dm Says:

    Fuori tema.
    Ci avevo già fatto caso altre volte. Nello scambio fra Giulio Mozzi e Andrea Barbieri io vedo una contrapposizione tra due diverse idee di razionalità (o tra due diverse “fedi nella ragione”). Da una parte un’esattezza puramente e squisitamente logica, e dall’altra la valutazione esatta di un insieme di dati e di esperienze, in senso olistico. Non so dirlo diversamente, in poche parole.
    (Può essere anche solo una mia impressione.)

  16. monica Says:

    giulio scrivi a andrea barbieri “Mi pare una considerazione bizzarra.
    Non è necessario aderire a una qualche congregazione, per conoscere l’ideologia o l’immaginario ecc. condiviso da chi appartiene alla congregazione stessa.”
    forse se andrea barbieri avesse scritto ‘cattolico credente’ sarebbe stato meno bizzarro?

  17. andrea barbieri Says:

    Guarda l’unica mia valutazione esatta è che non so fare valutazioni esatte. C’è un esercito di ricercatori in gamba, giovanissimi, precarissimi che sanno davvero fare valutazioni esatte.
    L’esattezza puramente e squisitamente logica di Mozzi, secondo me, è un ruolo. Sa meglio di noi come stanno le cose, se volesse potrebbe scaricarci addosso secchiate di realtà, ma:

    “la retorica è la chiave dell’ontologia poiché essa costituisce il più concreto e preciso strumento che possa essere usato per dimostrare che ogni ontologia positiva è in realtà una costruzione ideologica – costruzione che come tale è da studiare in modo attento e con il più serio approfondimento; ma per smontarla, per sdrammatizzarne la costruzione” [‘La retorica d’oggi’, di Ezio Raimondi, pag. 85, dove cita parole di Paolo Valesio]

    “A voler trarre un’ulteriore conseguenza potremmo dire che la filosofia della retorica è un modo per assumere l’uomo come molteplice, come contraddittorio, costituito da tradizioni diverse, spesso conflittuali, ma sempre alla ricerca, se non di un’intesa, quantomeno di un dialogo. In questo la retorica continua a essere, come era sempre stata, una fede nella parola che consente agli uomini di amministrare anche ciò in cui non si capiscono, senza ricorrere a qualcosa che è di là dalla parola, la violenza” [questo invece è Raimondi, pag. 33]

    Questa dev’essere la ragione per cui tiene tanto a quel ruolo apparentemente bizzarro.

  18. Giulio Mozzi Says:

    E, tipo, confrontare quegli impegni di Pisapia con il Catechismo della chiesa cattolica? Non sarebbe sensato?
    E’ pure in rete, gratis, qui.

  19. dm Says:

    Andrea Barbieri. Con “valutazione esatta di un insieme di dati e di esperienze” non intendo niente che c’entri con la Verità, o con la certezza. Infatti ho scritto valutazioni esatte. Per esteso valutazioni esatte, secondo un criterio razionale, di dati e di esperienze. Ho usato la parola “esperienza” che in questo contesto forse è ambigua. Intendevo qualcosa come “esperienze di vita”, “esperienze personali”, che non rimanda immediatamente all’ambito della ricerca.

    Quanto al ruolo, non conosco Giulio Mozzi, quindi le mie impressioni si basano sulle sue affermazioni in vibrisse e in altre sedi. Ho rilevato la contrapposizione e i diversi approcci intravisti dietro i vostri commenti perché credo rappresentino una opposizione paradigmatica, che si ritrova anche in altre situazioni, in altri confronti, magari con stili e profondità diversi.

  20. Carlo Capone Says:

    Nicky Vendola è un gay dichiarato nonchè cattolico osservante. L’apparente contraddizione non ha per nulla disturbato ( due volte in 10 anni) gli elettori pugliesi, che un misero luogo comune definisce, in quanto meridionali, più conservatori in materia di sesso, droga e religione dei settentrionali.
    Dunque, cosa dovrebbe temere i sensibili meneghini da un sindaco che si è tenuto al di fuori dai temi riassunti nella figura di Vendola? personalmente non darei credito più di tanto a questo articolo, che ha come unico pregio mettere in guardia gli avveduti dalle palate di merda che pioveranno in tutta Italia.

  21. Carlo Capone Says:

    e.c. dovrebbero

  22. Giulio Mozzi Says:

    Carlo: Nichi, non Nicky.

    Andrea Barbieri, Daniele Muriano: in effetti, prendere sul serio ciò che qualcuno dice produce abbastanza spesso l’effetto di mettere in luce le “costruzioni ideologiche” (come dice Valesio citato da Raimondi citato da Barbieri).

    D’altra parte, si dice spesso che prendere sul serio ciò che qualcuno dice è un segno di attenzione, di ascolto, eccetera.

    In effetti, mostrare a qualcuno che ciò che dice (riflesso, immagino, di ciò che pensa) è una “costruzione ideologica” non è un gesto eticamente neutro. Spesso è un gesto di aggressione. Penso che sarebbe interessante riuscire a compierlo come gesto di carità.

  23. Carlo Capone Says:

    ops, chiedo scusa.

  24. andrea barbieri Says:

    @ dm, non ho poi tante esperienze, cerco di conoscere gente diversa da me, alla fine qualcosa arriva indirettamente ma non è proprio come avere un’esperienza.

    Una ‘opposizione paradigmatica tra me e Giulio Mozzi’ è pure troppo perché Mozzi è un ottimo scrittore, è un intellettuale capace, e ha anche il senso del ‘fare’. Io sono semplicemente una persona che cerca attrezzi-idee perché sono utili per vivere. Mozzi per me è un produttore di attrezzi che su Vibrisse oltretutto offre gratis. Un giorno c’è il cacciavite flessibile, un giorno il gruppo elettrogeno portatile, un giorno il saldatore TIG. Per esempio ora c’è questa idea di non pensare che l’analisi retorica sia un gesto eticamente neutro. E’ vero. Pensarci è utile.

    @ Giulio, sì leggere il catechismo è sensato. In due sensi: permette sicuramente di dare un giudizio più attendibile a chi non è cattolico; terrorizza l’interlocutore che pur di non leggere il malloppone risponde immediatamente: non c’è niente negli impegni di Pisapia che un cattolico non possa condividere!!!

    Buona giornata.

  25. Giulio Mozzi Says:

    Andrea, 🙂

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