Soggetti di diritto

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“Sono poveri cristi”. Così “avrebbe detto” (dice l’Ansa) l’attuale presidente del consiglio dei ministri. Domando: l’azione dello Stato italiano nei confronti di queste persone deve essere orientata dalle leggi dello Stato stesso, dalle convenzioni internazionali da tale Stato sottoscritte, dalle direttive delle Nazioni unite alle quali tale Stato aderisce, eccetera eccetera, o dall’occasionale e personale sentimento di pietà che forse (forse, eh!; perché questo significa il condizionale usato dall’Ansa: significa che l’Ansa riferisce, lavandosi le mani dal problema di accertarla, una notizia della quale non ha certezza) ha attraversato per un istante non dico il petto e il cuore, ma gli organi vocali del presidente del consiglio dei ministri? Le persone in questione, per lo Stato italiano, sono poveri cristi o soggetti di diritto? Se lo Stato italiano offre a queste persone ospitalità, assistenza, documenti, protezione, eccetera, lo fa perché così dicono leggi e convenzioni eccetera, o perché lo Stato italiano è tanto, ma proprio tanto buonino? Ciascuno di noi ha ancora dei diritti, o ha solo la speranza di suscitare sentimenti positivi nel petto (o almeno negli organi vocali) di un qualche capo?

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12 Risposte to “Soggetti di diritto”

  1. roberto Says:

    Una cosa non esclude l’altra. Si può essere soggetto di diritto e poveraccio allo stesso tempo.

  2. melania Says:

    la seconda che hai detto. prova a dire a uno qualsiasi che incontri per strada che queste persone hanno DIRITTO ad essere accolte, poi mi dici.

  3. dm Says:

    Scrivo di fretta. Ho appena visto su corriere.it le riprese in diretta dell’intervento del Premier. Queste cose mi hanno colpito:

    1) Silvio Berlusconi ha garantito più volte “l’impegno del governo”, ma sempre specificando “il suo personale”.
    2) A sostegno di ciò ha detto di aver intrapreso iniziative “imprenditoriali”, non è chiaro se personali o governative, comprando dei pescherecci tunisini onde evitare che vengano usati dai migranti per prendere la via del mare. Ha poi aggiunto che, quando si ritirerà dalla politica, magari potrà avviare un’impresa di pesca.
    3) Ha promesso, spero di non dimenticare tutti i punti: a) di liberare l’isola entro 24/60 ore; b) di ripulire l’isola dalle immondizie, “in breve”; c) di risarcire l’isola con un piano di rimboschimento; d) sempre a scopo di risarcimento, un piano per la viabilità; e) poi la straordinaria dell’impianto fognario; f) infine un piano straordinario di promozione turistica, che andrà in onda su rai e su Mediaset, tanto per ribadire la confusione tra cosa pubblica e privata.
    Avevo pensato di scrivere un pezzo, ma ora non ho tempo e condivido con i lettori di vibrisse la sfolgorante notizia delle nuove sfogolratni promesse.
    p.s. Ho dimenticato una piccola ciliegina, anzi amarena… Ha suggerito agli abitanti, perché lui se ne intende, di rendere un po’ più “colorata” l’isola. Non ho capito bene che intendesse. Ha detto di avere sperimentato “personalmente” la cosa, nell’ambito della sua Università della Libertà (quella in cui avrebbe una cattedra anche Putin, se non ricordo male)

  4. dm Says:

    ah… dimenticavo la sostanza: ha detto di voler “convincere” buona parte dei tunisini a tornare, con “buoni argomenti”… e di essersi accordato con il nuovo governo di Tunisi per il pattugliamento dei porti etc, per bloccarli lì insomma

  5. Pococurante Says:

    Massì, sarà incorso in qualche imprecisione, qualche promessa avventata; qualcuna sarà mantenuta, altre no. Va bene tutto, si dibatta, si discuta, ci si divida. Va bene tutto purché non si parli di processo breve.

  6. Giovanni Accardo Says:

    Il governo italiano? Lo stesso che ha omaggiato Gheddafi portando le frecce tricolori in Libia e col bacio dell’anello? Lo stesso che oggi gli fa la guerra, però non facendogli la guerra? Che concede le basi militari di Trapani e Sigonella agli aerei francesi, inglesi e americani che vanno a bombardare l’amico Gheddafi e poi dice che noi no, non non siamo in guerra? Il governo che ha tra i suoi ministri Bossi e Calderoli, che discutono di politica come fossero all’osteria a bere prosecco? Giulio, cosa vuoi che sappiano cosa significa la parola DIRITTO! Cosa vuoi che gliene freghi del diritto e dei poveri cristi! Berlusconi è andato a Lampedusa a dire che stanotte a comprato una villa nell’isola per due milioni di euro e nessuno ha messo l’isola a ferro e fuco. Nessuno che abbia detto non si faccia più rivedere. Questo per lui significa governare, cioè fare spettacolo. La specialità di Berlusconi, infatti, è la campagna elettorale, che dura ininterrottamente dal 1994, nel mezzo ha piazzato l’arricchimento spropositato delle sue aziende (anche grazie all’amico Gheddafi e all’amico Putin), le leggi per rendere impunibili i suoi affari illegali, la spettacolare soddisfazione del suo sconfinato narcisismo. E nonostante ciò è riuscito a sconfiggere i comunisti, che sono spariti dal parlamento, al loro posto alcune ombre (il PD) e gli inutili furiosi di Di Pietro.
    Ti chiederai cosa voglio dire con questo lungo commento. Non lo so neppure io. Forse sto raccontando la mia disperazione, che riguarda più la sinistra italiana che Berlusconi, visto che sono sempre stato (dall’età di 13 anni, cioè ancor prima di avere il diritto di voto) un elettore di sinistra. Forse questo dovrebbe essere il soggetto di un prossimo romanzo. Ma ora sto veramente divagando.

  7. Giovanni Accardo Says:

    Errata corrige: ha comprato/a ferro e fuoco.
    Scusate!

  8. paolo zangrande Says:

    Mia riflessione:
    la sostituzione della realtà non è un “processo in corso”: è un processo già avvenuto. Viviamo nella realtà di SB nel mondo di SB, dove è vittima e persecutore, taumaturgo e distruttore, dove tutto si inventa e si reinventa a seconda deldesiderio di SB e soprattutto dove tutto ha consistenza solo se consistente nell’immagine di SB , coerente solo se coerente a SB. Tanto per dirne una: Lampedusa oggi esite perchè ci è stato S, ma nè prima nè dopo esisterà più (come l’Aquila, come Napoli, come la fidanzata, come le tre i della scuola ).

    L’unica consolazione è che questo processo di sostituzione della realtà , benchè in corso, richiede sempre più energia per essere proseguito nel tempo (diciamo un ventennio?), ed accumula sempre più tensioni : il tutto esploderà. Ma quando forse sarò troppo tardi per liberarsi non di SB ma delle scorie che ci ha fatto accumulare nella politica, nella società , nella morale, nell’economia.

  9. Paola Martini Says:

    Stimo molto che tu abbia ancora la forza di indignarti e di porti domande dalla risposta…, forse chissà, perduta nel vento.
    Ma la domanda ancora più atroce è: perché noi che ci indignamo tanto, che non ne possiamo più, che siamo nauseati, schifati, esausti non riusciamo a ribaltare la situazione anzi, affondiamo sempre più nel mobile pantano? Quale strega cattiva ci ha lanciato l’incantesimo da cui non riusciamo più a liberarci?
    Ciao, ciao

  10. Giulio Mozzi Says:

    Ricordo che se l’isola di Lampedusa è piena di gente è perché la Guardia di Finanza, che raccoglie la gente in mare, la porta all’isola di Lampedusa. Ricordo che l’isola di Lampedusa è stata scelta per metterci la gente perché, essendo un’isola, da lì la gente non può andarsene: l’isola viene usata come carcere. Ricordo che l’isola di Lampedusa è uno sputo piccolissimo in mezzo al mare, e nessun barcone sarebbe mai capace di arrivarci di propria volontà. Ricordo che se questa gente si butta ad attraversare il mare, confidando nella nostra Guardia di Finanza, è perché non riesce a ottenere un visto per l’Italia: potessero avere un visto, eviterebbero di rischiare la vita e arriverebbero tranquillametne in Italia con un volo di linea (che costa anche meno). La prima finzione è che gli africani sbarchino a Lampedusa: no, nessuno è mai sbarcato a Lampedusa; quelli che son lì, ce li ha portati la Guardia di Finanza.

  11. Feliciana Fattori Says:

    Giulio, ma perchè dovrebbero dare loro un visto per l’Italia? Mia esperienza con gli USA : invio curriculum, una scuola di vicino a Boston mi risponde che, se ho il visto per lavorare, loro sarebbero interessati. Mi informo, l’uffico USA di Firenze mi dice che prima di avere il visto per lavorare, devo avere il lavoro, un datore di lavoro che dichiara di voler assumermi o di avermi già assunto. Un cane che si morde la cosa: il preside della scuola vuole prima il visto, l’ufficio immigrazione vuole prima l’assunzione. Mi suggeriscono: trovi qualcuno negli USA che L’ASSUMA PER FINTA, giusto per avere il visto, molto fanno così. (come fosse facile). Oppure, nel mio caso, si fa l’esame di abilitazione all’insegnamento e ci si inserisce in liste lunghissime in quei paesi in cui si parla la lingua, o inglese dove è impossibile impararla (lo swahili è difficile). Faticoso, con non molte speranze, ma regolare. Seguendo vie più regolari, un conoscente italiano ha lavorato per la Nike in Italia, poi in Malesia, poi è stato trasferito negli USA. Mi sembrano vie razionali. Perchè allora dare visti senza almeno una procedura simile ?

  12. Giulio Mozzi Says:

    Feliciana, l’attuale legge italiana dice appunto questo: che se non sei un cittadino dell’Ue puoi venire a lavorare un Italia solo se il lavoro ce l’hai già.
    Immagina di essere una cittadina del Sudan che vuole farsi un viaggio di tre mesi in Italia (a scopo esplorativo: per cercare lavoro). Ti serve dunque un visto turistico.
    Vai all’ambasciata a Karthoum e lì scopri che per avere un visto turistico di 90 giorni:
    (a) devi presentare una documentazione completa relativa a dove e come alloggerai in quei tre mesi; e se sarai ospitata da amici o parenti, questi devono mandare un’apposita dichiarazione e prendersi ogni responsabilità (ovviamente, se andrai in tre città e sarai ospitata da tre amici diversi, ciascuno dovrà mandare la dichiarazione);
    (b) se sarai ospitata da parenti o amici, questi devono versare una fidejussione (e, se sarai ospitata da tre amici diversi, ciascuno dovrà versare ecc.);
    (c) devi comunque dimostrare di poterti mantenere in Italia ossia, grazie alle tabelle fornite dall’ambasciata, che hai in tasca o sul conto almeno 2716,68 euro; e devi inoltre documentare la tua “condizione socio-professionale”;
    (d) devi avere una “assicurazione sanitaria avente una copertura minima di €30.000 per le spese per il ricovero ospedaliero d’urgenza e le spese di rimpatrio”.
    Dopodiché, l’ambasciata “si riserva di richiedere ulteriore documentazione”.
    Vedi qui. Il reddito medio pro capite in Sudan è tra i 1.200 e i 1.300 euro annui.

    Vedi che il paragone tra i trasferimenti Italia-Usa e mondo-Italia non è del tutto soddisfacente. Se io voglio andare a fare un “viaggio esplorativo” negli Usa, non è nemmeno necessario il visto.

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