Microfoni e macerie

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[…] Quella domenica mattina, avevo appena compiuto ventisei anni, Giorgio Medail aspettava con il microfono in mano un uomo che saliva i gradini della metropolitana. Si è avvicinato e gli ha chiesto un parere sull’entrata in politica di Berlusconi. L’uomo era entusiasta di Berlusconi, delle qualità imprenditoriali di Berlusconi, molto ottimista per il futuro politico di Berlusconi e dell’Italia. L’uomo era il figlio della vicina di casa di mia nonna. Aveva una dozzina d’anni più di me. Ovviamente non era un passante casuale. Emigrato dopo la laurea a Milano, lavorava a Canale 5. In seguito, sarebbe entrato nei Ds per diventare il vicesindaco di Arcore, con delega all’urbanistica, prima di fondare un gruppo neocon e prendere la tessera di Forza Italia, nel 2005. Attualmente lavora nella redazione di Studio Aperto. […]

Leggi tutto l’articolo di Giorgio Falco in memoria di Giorgio Medail, morto il 17 marzo 2011.

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Una Risposta to “Microfoni e macerie”

  1. Toni La Malfa Says:

    Giorgio Falco è un grande della letteratura italiana

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