Una volta

by

di giuliomozzi

Una volta lo Stato italiano, per realizzare la propria unità, faceva la guerra allo Stato della chiesa. Oggi, il capo della chiesa sostiene che «il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell’identità italiana attraverso l’opera della Chiesa» (dall’Osservatore romano, vedi).

Una volta la chiesa sosteneva che la partecipazione dei cristiani alla vita politica dello Stato italiano “non serviva”. Poi nacque il Partito popolare, poi nacque la Democrazia cristiana, poi la Conferenza episcopale imparò a dispensare buoni consigli. Oggi ciascuna parte politica sostiene che la chiesa esercita legittimamente il proprio magistero morale, quando dice qualcosa che alla specifica parte politica fa comodo; e ciascuna parte politica protesta per le indebite ingerenze della chiesa, quando la chiesa dice qualcosa che alla specifica parte politica non fa comodo.

Una volta i sindacati predicavano la solidarietà mondiale dei lavoratori oppressi e sfruttati. Oggi, se la Fiat minaccia di trasferire una fabbrica in Serbia i sindacati fanno il possibile – compreso svendere diritti in cambio in un fumoso piano industriale – per fottere i lavoratori serbi e tenere la fabbrica in Italia.

Una volta il Partito comunista predicava l’internazionalismo, l’inanità del concetto di nazione, la risibilità del sentimento patriottico. Oggi (proprio oggi, 17 marzo 2011) un presidente della Repubblica che è stato per decenni deputato e dirigente del Partito comunista “è all’Altare della Patria per assistere alla cerimonia dell’Alzabandiera e rendere omaggio al monumento del Milite Ignoto; poi al Pantheon per deporre una corona d’alloro sulla tomba di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia” (dal sito del Quirininale, vedi), e il capo del Partito democratico sostiene che “è tempo di esporre le bandiere italiane e di ricordare che la parola patriota è sempre stata legata agli innovatori, ai riformatori, mai ai conservatori” (vedi)

Una volta i giovani comunisti scrivevano sui muri:

Oggi il presidente della Repubblica di cui sopra concluderà la sua mattinata “con la partecipazione alla Santa Messa officiata dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli” (la fotografia viene da qui).

Una volta la sinistra accusava gli insegnanti delle scuole di essere le “vestali della classe media“. Oggi la destra accusa gli insegnanti di essere marionette nelle mani della sinistra.

Una volta la liberazione sessuale era una cosa di sinistra. Oggi il libertinaggio sessuale è una cosa di destra.

Una volta i comunisti criticavano le istutuzioni: la magistratura che opprimeva il popolo e favoriva i ricchi, la scuola che opprimeva il popolo e favoriva i ricchi, il parlamento che opprimeva il popolo e favoriva i ricchi, le burocrazie che opprimevano il popolo e favorivano i ricchi, eccetera. Oggi un capo del governo di destra dice che i magistrati sono pazzi ed eversori, e la sinistra s’indigna; un ministro dell’istruzione di destra dice agli studenti che non devono ascoltare i loro professori (vedi) e la sinistra s’indigna; un capo del governo di destra dice che in fondo del Parlamento si potrebbe fare a meno, basterebbe far votare i capigruppo, e la sinistra s’indigna; oggi un ministro di destra dice che i dipendenti pubblici sono in gran parte “fannulloni” e la sinistra s’indigna.

Una volta la sinistra predicava la fine della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio” (Costituzione, art. 29). Oggi un capo del governo di destra dice che nella scuola pubblica “ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori” (vedi), e la sinistra s’indigna.

Una volta per la cultura di sinistra l’unità d’Italia era un disegno politico piemontese realizzato al prezzo di centinaia di migliaia di vite di contadini e operai ammazzati nelle varie guerre. Oggi il segretario del Partito democratico sostiene che “i patrioti dell’Ottocento hanno avuto un sogno e hanno saputo realizzarlo, liberando il paese dal controllo straniero, unificandolo e, pur tra contraddizioni, consentendone il progresso sociale e civile. I patrioti del Novecento lo hanno liberato dall’invasore e dal fascismo, lasciandoci nella Costituzione i principi inalienabili di libertà, giustizia e uguaglianza tra i cittadini a fondamento della Repubblica” (vedi).

L’immagine in cima all’articolo viene da qui.

16 Risposte to “Una volta”

  1. pessima Says:

    Già: una volta. Oggi se lo dici ti mandano in Siberia, forse.

  2. Carlo Cannella Says:

    Ti mandassero in Siberia significherebbe che ti ritengono pericoloso. Invece no. Al massimo possono sgranare gli occhi, come stessero guardando una navicella aliena che gli atterra sotto casa. Oppure riservarti la cosa peggiore di tutte: l’indifferenza.

  3. Logani Says:

    C’era una volta, ora una volta non c’è più.

    Ora c’è adesso.

    Cantava Mario Merola; “Scurdammoce ‘u passato, simmo ‘e Napule paisà!”

    Però dal passato si può attingere bene e molto. I bastoncini Lego li possono assemblare bene anche i bambini. Se gli adulti stanno con la mente nei propri interessi, se gli adulti pensano di disfare i Lego invece, per incapacità di guardare lo schema di ricostruzione, di assemblarli come una architettura di Piano, se gli adulti montano a casaccio con proprie idee non compatibili con il disegno originale, allora i Lego rimarranno sempre divisi e sparpagliati come gli italiani.

    Cos’è questa Unità d’Italia quando ancora ci sono delle regioni ad autonomia locale? Cos’è questa Unità se altre regioni vogliono estradare in proprio e non far parte più dell’Italia?

    Cosa sono questi comunisti che per una poltrona si svendono al miglior offerente? Chi sono questi comunisti che amano mangiare nello stesso piatto del loro antagonista?

    Io lo so; questi comunisti sono tipici italiani; noi.

  4. Monica Lautieri Says:

    Questa “Unità” è costata (a noi del sud )molto cara, sia in termini economici che culturali. I primati del Regno delle due Sicilie prima del 1861 confermano le mie considerazioni. I dati statistici degli annali del Regno, del Real istituto d’incoraggiamento alle Scienze di Napoli, agli studi effettuati dal De Majo, dall’inchiesta agraria Jacini del 1861(Caracciolo),V.Ellena e le statistiche (decennali, per numero di abitanti, per sesso, per tipo di impiego), dimostrano come la mia Terra abbia “subito” un’annessione che ha espropriato beni mobili(1.200.000.000 in oro dalle casse)e macchinari per l’industria(tessile),beni artistici,compresi gli arredi della Reggia di Caserta…Per poi concludersi il tutto con una campagna propagandistica(Dei Savoia) a sfavore dei meridionali,ormai poveri e pieni di tasse, denominati “briganti” e i molti letterati(Che non potevano venire etichettati come briganti perché istruiti),venivano rinchiusi come rivoluzionari e sovversivi in carcere, murati vivi o sciolti addirittura nella calce. Io oggi festeggio l’unità d’Italia ma la mia indignazione riguardo al “Metodo” è indescrivibile.

  5. cletus Says:

    il logo crimsoniano è per festeggiare il 150esimo ?

  6. Giulio Mozzi Says:

    Cletus, è la bandiera dell’Argentina. Nella colonna dei link, in alto a destra, c’è la spiegazione.

  7. cletus Says:

    pardon…ho associato il solo a quello della copertina di Lark’s Tongues in Aspic

  8. roberto Says:

    Cambiano i tempi. Cambiano le ideologie. Cambiano le convenienze, se tirare di qua o di là. Oggi mi fa comodo questo, domani quell’altro. Nel 1950 i comunisti erano scomunicati, mangiavano i bambini. Oggi sono buoni, anzi, oggi non esistono più (!) E così via…
    Quello che non cambierà mai è l’opportunismo e l’ipocrisia dell’uomo e di TUTTA la politica parolaia, perchè rispecchia l’Uomo nella sua essenza. E vi meravigliate?

  9. sandra Says:

    Una volta.
    Tutte le volte.
    Ancora
    una volta?!

    s.
    ah grazie del Sole.

  10. dm Says:

    Qualcuno che scrive tutte queste cose in una sola pagina… Ci sono individui sensibili a cui potrebbe prendere la tachicardia… (intendo quelli che le pensano e le dicono quasi tutti i giorni e si vedono opporre omogeinizzati di retorica).

  11. Luca Tassinari Says:

    C’è una differenza enorme fra, per esempio, “criticare la magistratura” e dire che “i magistrati sono pazzi ed eversori”. È la stessa differenza che corre fra tentare di guarire un malato e accopparlo.

  12. Giulio Mozzi Says:

    E’ vero, Luca. Tra i comunisti ad esmepio c’erano dei compagni che – per carità, sbagliando – qualche magistrato l’hanno pure rapito o ammazzato.
    Questo per dire che il clima non era tanto carino.
    Faccio notare che ho scritto: “comunisti” e non “Partito comunista”. Il riferimento è a un’area culturale, che aveva anche i suoi estremismi, e non al partito – che è stato nel tempo, mi pare, rispettoso della legalità né più né meno della Dc.

  13. Luca Tassinari Says:

    Sì, Giulio, il clima non era affatto carino, e però ti chiedo: la sinistra che oggi si indigna è l’erede di quelli che criticavano i magistrati o di quelli che li accoppavano?

  14. Carlo Capone Says:

    Strano che i meridionali – che si sentivano, e si sentono, vittime della colonizzazione piemontese – abbiano poi votato in maggioranza per la monarchia al referendum del 46.

    Don Pasqualino Rocca, marchese di Fontanabuona e discendente di una famiglia di ministri della Real Casa borbonica, invece fu coerente. Votò per la repubblica. Quando gli chiesi il motivo rispose asciutto: “per vendicarmi dei Savoia”.

  15. cletus Says:

    ..quanta materia per l’auto-fiction.

  16. Giulio Mozzi Says:

    Luca: la sinistra che oggi siede in parlamento, nella sua componente post-Pci, è l’erede di quelli che criticavano i magistrati. Tuttavia il Pci sosteneva di essere un partito “comunista”, e le Brigate rosse sostenevano di essere un’organizzazione “comunista”. Le contiguità (come anche in tempi recenti, del resto) erano più nella Cgil che nel Pci.
    Curiosamente, la corrente culturale più disponibile a una lettura politica (e non criminalistica) del terrorismo, ovvero la corrente socialista, è oggi sostanzialmente rifluita nel maggiore partito di destra.

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