“Qualcosa che nessuno aveva ancora raccontato”

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di Federico Platania

[…] Ma il cuore di questa raccolta sta secondo me altrove: Un male personale, Splatter (breve) e Super nivem. In questi tre racconti il narratore che percorre le storie fa una cosa rarissima, se non unica (almeno limitandosi alla narrativa italiana contemporanea): sostiene di essere colpevole e desidera essere punito. Questa scelta inusuale apre delle possibilità nuove: in altre parole, questo libro racconta qualcosa che nessuno (almeno limitandosi alla… eccetera) aveva ancora raccontato. So che quest’ultima affermazione non è dimostrabile. La dico in un altro modo: Il male naturale ha raccontato a me qualcosa che nessuno (almeno… eccetera) aveva ancora raccontato. Dal momento che esiste una “pattuglia di giovani scrittori” (sempre qui) che lo considera un modello di riferimento posso pensare che l’eccezionalità costituita da questo libro, pur se non oggettivamente dimostrabile, sia vera. […]

Leggi tutto l’articolo nel blog di Federico Platania.

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Una Risposta to ““Qualcosa che nessuno aveva ancora raccontato””

  1. Enrico Macioci Says:

    Sottoscrivo l’articolo. Anche per me i racconti indicati da Platania sono i più potenti e sorprendenti.
    Questo è stato un libro di riferimento perchè è un libro scandalosamente sincero, nudo fino alle ossa. E poi perchè è un libro dallo stile impeccabile, come nota nella postfazione Paolin; uno stile che dopo tre righe già lo senti, una specie d’impronta digitale.
    Mozzi ha nei confronti del libro un atteggiamento che oscilla fra accoglienza e rifiuto – ero anch’io alla presentazione romana; egli si domanda di continuo – mi pare, semplifico forse – se quel che fa serva a qualcosa non in direzione della Letteratura (“le ragioni della letteratura sono sempre le ultime” afferma), bensì in direzione del Bene.
    Stando così le cose IL MALE NATURALE è destinato a restare sempre, credo, la sua creazione più problematica ma anche la più ricca d’implicazioni; nonché quella che del Bene va più in cerca.

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