Istruzioni per mandare opere dattiloscritte a Giulio Mozzi, affinché egli possa leggerle con tutto comodo

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Attenzione: questa pagina non è più valida. Chi fosse interessato a sottopormi una propria opera legga le istruzioni aggiornate qui.

106 Risposte to “Istruzioni per mandare opere dattiloscritte a Giulio Mozzi, affinché egli possa leggerle con tutto comodo”

  1. Giulio Mozzi Says:

    In calce a questo articolo si sono sviluppate alcune discussioni decisamente incongrue rispetto al tema dell’articolo. Per praticità le ho raccolte in alcuni pdf. Il primo salvataggio (245 commenti, qui) è del 28 febbraio 2012. Il secondo salvataggio (133 commenti, qui) è del 12 aprile 2012. Il terzo (37 commenti qui) è del 24 aprile 2012.
    Per chi fosse interessato all’argomento dell’articolo, un’occhiata ai commenti del primo salvataggio può essere forse utile.
    Avviso che da questo momento in poi, ossia dalle 13.48 del 24 aprile 2012, cancellerò senza salvezza gli eventuali commenti inseriti in calce a questo articolo che non siano congrui con l’argomento dell’articolo stesso.

  2. grazia celano Says:

    Ho pubblicato il mio libro nel 1998 , presentandolo al Salone del Libro di Torino dello stesso anno. E’ piaciuto a Renato Minore, a tanti altri… soprattutto a chi ha dentro di sè la voglia , un giorno, di morire per rinascere. da un’altra parte, con altri amori… lasciando un vecchio se stesso seduto su una panchina dimenticata…
    Il libro si intitolava ” Con gli occhi dentro”. La casa editrice non lo ha distribuito, o quasi.
    Vorrei lo leggesse lei. Prima di concludere il seguito, più amaro, più sferzante, con le illusioni che restano appese come alberi sfrondati a sogni incompiuti.
    Mi risponda.
    Grazia Celano
    ( non è dattiloscritto, ecco perchè non glielo invio… non vorrei che la sua macchinetta lo rifiutasse a priori)

  3. Giulio Mozzi Says:

    Ti ho risposto in privato, Grazia.

  4. Roberto Gianolio Says:

    Io ce l’avrei anche un manoscritto da mandare ma non so chi sia Giulio Mozzi

  5. Giulio Mozzi Says:

    C’è sempre Wikipedia.

  6. Mascia Says:

    Giulio, al signore che è entrato in casa tua per dirti che non sa chi tu sia puoi consigliare la Storia Generale della Letteratura Italiana, sedici volumi a cura di Nino Borsellino e Walter Pedullà, Motta Editore e Gruppo Editoriale L’Espresso, 2004.

    Ci sono Dante, Ariosto, Leopardi, Manzoni, che immagino il signore conosca.

    Tu sei nel volume XVI a pagina 664.

  7. virginia Says:

    Buongiorno Signor Mozzi. Potrei, eventualmente, mandarle dei racconti? Ne ho parecchi, ma credo che una decina siano sufficienti perché si faccia un’idea. Se quei dieci sono brutti, dubito infatti che gli altri siano un capolavoro. Mi dica lei. Grazie per l’attenzione.

  8. virginia Says:

    Come non detto😉😉

  9. doctorfaust Says:

    Buongiorno,
    mi sono permesso di inviarLe il mio dattiloscritto via email secondo le istruzioni da lei indicate.
    La saluto anche qui sul blog e le auguro una buona giornata
    a presto

  10. Stefano Says:

    Una domanda che potrebbe essere di interesse generale.

    Dopo la sua salutare stroncatura del mio primo romanzo ne ho scritto un secondo che mi pare migliore. Quindi mi piacerebbe mandarglielo correndo i rischi del caso (rischi per la mia autostima: una stroncatura da lei l’ho presa bene e ho cercato di metterla a frutto; due potrebbero deprimermi).
    Ora, potrei contemporaneamente mandarlo ad alcune case editrici? In generale, è giusto/oppurtuno/consentito spedire nello stesso momento uno stesso testo a più editori o agenti o lettori oppure bisogna mandare a uno, aspettare la risposta, se negativa spedire a un secondo etc etc?

  11. axe Says:

    buonanotte!!

  12. Giulio Mozzi Says:

    Stefano, finché non c’è un contratto che ti vincola a questo o a quello, puoi mandare il tuo testo a chi ti pare e come ti pare.

    Non so se “mandare a uno, aspettare la risposta, se negativa spedire a un secondo etc etc” è un buon modo d’invecchiare. Io non farei così.

  13. Stefano Says:

    Grazie, era quel che volevo sentirmi dire. A cinquant’anni in effetti il tempo comincia a stringere…
    Mi tengo il resto del mese per correzioni e limature poi il 1 settembre spedisco.

  14. flaviofirmo Says:

    Ho letto i tuoi articoli e ho visto con piacere i video. Uniti alla lettura di OnWriting del Re e alla frequentazione di altri blog che stimo (il già citato Gamberetta) mi sono convinto che i miei due lavori necessitano di una riscrittura.
    Dopo una prima analisi devo darti ragione sul fatto che le pagine scritte pesano e risulta quasi impossibile riscriverle.
    Ho molti racconti sparsi per concorsi, ma anche questi sono tentativi imperfetti.
    Hai ragione, prima di progetta e poi si scrive…appena possibile ti spedisco qualcosa che possa farti superare le prime venti pagine.

  15. Giuseppe Says:

    Buon giorno,
    Vorrei chiederle se preferisce che il manoscritto sia corredato di sinossi o meno.

  16. Giulio Mozzi Says:

    Giuseppe, se leggi le “istruzioni” vedi che non chiedo una “sinossi”.

  17. Giuseppe Says:

    Grazie,
    Ho letto.
    Volevo giusto accertarmene.

    Un saluto e buona domenica.

  18. Agata Pulvirenti Says:

    Buon giorno signor Mozzi. Scusi l’ ignoranza: vorrei sapere cosa dovrei scriverle nella lettera accompagnatoria, insieme al manoscritto? Una sorta di “quarta di copertina”?
    Grazie
    Agata

  19. Giulio Mozzi Says:

    Agata: ciò che non chiedo, non c’è bisogno di mandarmelo.

  20. Crimorina Says:

    Buonasera, io avrei due opere da sottoporre alla Sua attenzione (scritte a un anno di distanza l’una dall’altra). Posso sottoporgliele entrambe oppure devo far trascorrere qualche mese tra un invio e l’altro? Grazie e saluti

    Crimorina

  21. Giulio Mozzi Says:

    Manda tutto insieme, Crimorina.

  22. Doctor Faust Says:

    Buongiorno, io avevo inviato un dattiloscritto a luglio, credo che essendo passati più di 2 mesi non sia stato di suo interesse.
    Siccome ne ho un altro, potrei inviarlo comunque?

  23. Bretone Says:

    Buongiorno, ho appena inviato il dattiloscritto del mio lavoro seguendo le dettagliate istruzioni. Perche’ lo scrivo qui?
    ……..in realta’ non ne ho idea.
    Forse per vedere “l’effetto che fa”

  24. Giulio Mozzi Says:

    Eh, Bretone: fa un bell’effetto.

    Faust: puoi inviare.

    (Però, poi, spero non pretenderete che io riesca anche a ricollegare i nomignoli che usate qui con la vostra identità).

  25. Roberto Says:

    Qualcosa mi dice che riusciirai a collegarlo…oh yeah…

  26. Roberto Says:

    riuscirai con due ii, oltretutto!!

  27. Matteo Says:

    Salve, le avevo inviato a fine luglio una raccolta di 19 racconti in formato ODT. Mi sono reso conto ora -che tempismo eh- che effettivamente il formato di pagina che utilizzo per scrivere non è l’A4 (21×29) ma è 15×23. Ciò deve averle procurato casini nella conversione corretta in RTF. Dunque: mi scuso.
    Saluti.

  28. Viviana Says:

    Gentile Sig. Giulio Mozzi, io ho scritto un libro che sta per essere pubblicato da una piccola e seria casa editrice. E’ interessato a leggere anche opere edite a scopo di recensione? Grazie.

  29. lidiadel Says:

    Caro Giulio, non le ho ancora mandato niente, ma non esulti, perché ho intenzione di farlo presto. Sentivo però il bisogno di dirle che, da quello che ho letto qui, se lei non esistesse bisognerebbe inventarla!

  30. Nadia Bertolani Says:

    Gentile Giulio, l’ho conosciuta a un corso di scrittura a Parma nel lontano… credo fosse il 2000 o giù di lì… In quell’occasione le avevo brutalmente gettato in grembo il mio dattiloscritto che poi è stato pubblicato (ma che non deve esserle piaciuto se il silenzio vale mille parole). Si trattava di “L’uccellino di Maeterlinck” che non è diventato un best seller. Da allora mi sono incaponita a scrivere (lo fanno tutti, perché io no?), ma non posso inviarle nulla perché non riesco a convertire il formato Doc. in RTF. Questo le susciterà un sospiro di sollievo per essere scampato alla lettura di “Brumby, l’orizzonte degli eventi”. Perché le scrivo? Per dirle che i suoi Manuali di Scrittura Creativa li ho adottati come libri di testo quando ancora insegnavo. E che i suoi racconti sono un esempio di scrittura e di intelligenza. E perché la coerenza non è il mio forte.
    Cordiali saluti. Con stima.
    Nadia Bertolani

  31. Andrea Says:

    Segnalo che l’ultimo link è sbagliato. Quello corretto è https://vibrisse.wordpress.com/2012/01/01/spiegazione-del-perche-chi-volesse-mandare-una-propria-opera-in-lettura-a-giulio-mozzi-e-meglio-se-manda-unopera-nella-quale-crede/

  32. Giulio Mozzi Says:

    Grazie, Andrea. Ho corretto.

  33. Emma Says:

    Ho mandato il tutto! Un grazie anche da qui🙂

  34. giorginacantalini Says:

    Lavoro in scuole di teatro da anni, adesso in particolare in una scuola milanese molto rinomata. Alle selezioni per entrare c’è sempre la ressa, anche per i corsi non professionali. E poi i molti e giocoforza esclusi (domande tantissime, posti comunque logisticamente limitati) vogliono sapere ‘perché no’. La direzione ha deciso di non offrire indicazioni, veramente per una questione di sopravvivenza: perché non abbiamo proprio i mezzi e le risorse (umane) per rispondere in maniera chiara ed efficace, comunque costruttiva. Ma la risposta per lo più sarebbe ‘non sei interessante’. In gergo nel nostro settore si dice ‘sei un cane’. In realtà non è così univoco e secondo me chi ‘non è interessante’ dovrebbe essere aiutato a capire come ciò dipenda da una totale non disponibilità a mettersi in gioco (che per noi vuol dire proprio fisicamente e con la propria presenza), ad avere un immaginario che concepisce altro da sé e tanta, ma tanta relazione con il ‘repertorio’ (ruoli, drammi, film) praticamente assente. In qualche modo come ciò dipenda da una totale assenza di sforzo e da una pretesa di riconoscimento. Aiuterebbe quanto meno a fare un passo avanti nella vita. Solo che finché noi ‘teatranti’ ci trinceremo nel ‘è un cane’, ‘è negato’, siamo una casta insopportabile che stigmatizza chi vuole farne parte. ‘Non sei interessante’, mi sembra molto, ma molto più sano, chiaro e in riferimento a ciò che si fa e non a ciò che si è. In qualità di coordinatore di molti corsi e molti provini mi sa che lo prendo in prestito. Va bene? Comunque ne citerò la fonte. Un saluto

  35. Giulio Mozzi Says:

    D’altra parte, Giorgina, non è possibile dire nulla a chi ha una “totale non disponibilità a mettersi in gioco”. Perché non ti sta a sentire.

  36. Alexandra Says:

    Egregio Dottor Mozzi,
    mi piacerebbe mandarLe in lettura una raccolta di racconti a tema (se le piace l’horror, e il soprannaturale in genere), e se ha tempo (dagli ultimi scritti che Le ho inviato, ho partecipato a concorsi e non me la sono cavata malaccio, per cui, mi sono permessa di scriverLe). E poi avrei una curiosità: è vero che con la crisi attuale bisogna autopubblicarsi su amazon e simili per avere un mercato per la propria opera, oppure si può ancora sperare nell’editore serio? Grazie.

  37. Giulio Mozzi Says:

    Alexandra, le istruzioni per spedire le conosci.
    Alla domanda che fai puoi rispondo che, per quel che vedo, la stragrande maggioranza delle opere autopubblicate sono opere che un edidtore serio farebbe bene a non pubblicare.

  38. Alexandra Says:

    Grazie Dottor Mozzi, farò come dice, il Suo parere è stato illuminante anche per quanto riguarda il rapporto con le case editrici (meglio quelle serie). Le mostrerò i miei racconti. Legga con calma, ma sia severissimo.

  39. Giulio Mozzi Says:

    Una precisazione: non sono dottore, non sono laureato.

  40. Barbara Big Says:

    Grande Giulio

  41. RiccardoCol Says:

    Buongiorno Giulio, segnalo quella che secondo me è una mancanza del tuo metodo di ricezione dei manoscritti: manchi di inviare subito al mittente la conferma di ricezione dei file. Non è cosa da poco, secondo me. Spesso capita che con la posta elettronica capitano casini di vario genere, e non ci vuol nulla che venga perso un allegato o che la mail inviata dall’autore non arrivi per niente. Per questo reputo che una mail di risposta da parte tua, in cui confermi di aver ricevuto i manoscritti, sia necessaria. Potresti omettere di inviarla a chi non rispetta le tue istruzioni (nome e formato dei file, etc), ma agli altri andrebbe inviata in tempi ragionevoli.
    Già che ci sono vorrei chiederti se hai ricevuto il materiale che ti ho inviato circa una settimana fa, il mio nome è Riccardo Colangeli.

    Grazie e buon lavoro

  42. Giulio Mozzi Says:

    Ho ricevuto, Riccardo.

  43. Eméraude Says:

    I libri io li ho già pubblicati, quello che mi interessa è un sostegno per promuoverli. Tra l’altro, sono veneta, ma da più di vent’anni abito in un paesino in Calabria, e questo non aiuta la promozione dei miei scritti. Quello che riesco a promuovere è sul web, ma ammetto, questa è una parte che mi riesce difficile . Chi legge trova i miei libri interessanti, Uno di questi è eros, gli altri sono : parlare del cammino interiore in modo fantasioso e con metafore. Raccontare la felicità, appunto in Eméraude che esce tra poco per la Firenzelibri. Un altro tratta di Alfabeti- Archetipi come strada di conoscenza e lavoro su di sé. A me serve soprattutto come e dove pubblicizzare i libri. Dopo di che, ne ho altri nel pc, sempre in attesa di essere stanati. Grazie e auguri Eméraude

  44. Leyra Correll Says:

    Salve,

    dato che ho letto le istruzioni su come inviarle il file, volevo solo fare una piccola precisazione: ho allegato anche il file in .doc perchè sul mio computer non riesco ad aprire il file in .rtf e, nel caso ci sia qualcosa che non va, ha comunque il file in .doc che deve solo essere convertito.
    La ringrazio anticipatamente dell’attenzione che mi riserverà.
    Leyra

  45. idem Says:

    Visto che per leggere i nostri conati letterari usa una macchinetta, onde evitare incompatibilità dovute all’uso di sistemi operativi diversi, può andar bene il formato epub? Ho anch’io una macchinetta (Sony Reader PRS-T1), ma il formato rtf manco lo vede!
    Attendo fiducioso una risposta, grazie!

  46. Maria Sardella Says:

    Buon giorno, ho deciso di inviarle il dattiloscritto del mio romanzo. Eseguite le istruzioni alla lettera. Ringrazio in anticipo del tempo (prezioso) che vorrà dedicagli. Ho partecipato con un mio ricordo d’infanzia alla sua iniziativa.
    Maria

  47. Giulio Mozzi Says:

    Va bene l’epub. La mia “macchinetta” è appunto un Sony Reader PRS-T1, e ci carico e leggo gli rtf.

  48. lidiadel Says:

    Per un momento avevo sperato che, come dice idem, il Sony Reader PRS-T1 non fosse riuscito a caricare il mio formato rtf e che Giulio non fosse riuscito a leggerlo…

  49. valerio castelli Says:

    Da oggi faccio parte anch’io di quelli che hanno sottoposto un romanzo alla gogna di Giulio Mozzi.
    Vediamo come va a finire.
    Un saluto a Giulio

  50. Matteo Says:

    Buonasera Giulio,
    Avrei alcune curiosità in merito alle “sue letture”. Volevo domandarle difatti quante opere lei riceva giornalmente in lettura. E qual è il suo ritmo di lettura delle medesime (dato il fatto che alcune la scoraggeranno dopo poche pagine mentre altre potrebbe darsi che la interessino fino alla fine).

    La ringrazio, un saluto

  51. Giulio Mozzi Says:

    Matteo, se leggi l’articolo, ai punti 5 e 6, trovi le risposte alle tue domande.

  52. lidiadel Says:

    Vorrei chiedere qual è il numero di battute minimo per poter considerare ciò che si è scritto un romanzo. Grazie

  53. Olimpia Says:

    Leggendo le istruzioni e alcuni dei commenti, mi sono fatta l’idea che, forse, sarebbe necessario un programma di protezione personale per gli agenti letterari o i consulenti delle grandi case editrici, simile a quelli in vigore per i collaboratori di giustizia, ché noi aspiranti scrittori riusciamo ad essere invedenti e molesti al pari dei veri e propri stalkier. Mi chiedevo inoltre se i vari stratagemmi difensivi messi a punto, che seppur con una buona dose di ironia mi sembra rivelino un certo disagio, tipico di chi non ama essere oggetto di attenzioni eccessive, funzionino e lei riesca a vivere in pace. Spero di ricevere una risposta. In caso contrario, la chiamerò al suo UNICO numero telefonico pubblico e privato, domenica mattina, diciamo verso le 7.30 …
    Saluti

  54. isa Says:

    sarà che per quanto mi riguarda è l’esatto contrario: sono gli editori a stalkizzarmi, non mi rispondono per il manoscritto che invio, ma in compenso mi bombardano con le pubblicità delle loro pubblicazioni per anni anni e anni

  55. Giulio Mozzi Says:

    Lidia: non so rispondere. Sulla questione c’è una bibliografia tanto sterminata quanto – secondo me, per quel poco che la conosco – inutile.

    Olimpia: no, non vivo in pace. Ma è conseguenza di scelte fatte da me con coscienza e libertà.

    Isa: basta dire al programma con cui gestisci la posta che quella roba lì è spam, e ti togli il problema. Circa l’80% di ciò che ricevo è spam.

  56. isa Says:

    Giusto! ma ancora sono a livelli rudimentali come gestione della posta. Grazie per la dritta!

  57. Mario Ughi Says:

    Salve. Le ho inviato il mio romanzo – Verso Santiago – circa un paio di settimane fa. Giusto per togliermi l’ansia da attesa: è arrivato? Mi scuso per il disturbo.

  58. nelnomedelpadre Says:

    Leggendo l’articolo ( istruzioni per l’uso) e i commenti ( chiarimenti alle istruzioni per l’uso) penso che varrebbe la pena farne una pubblicazione a parte.

  59. Giulio Mozzi Says:

    Qualcosa tipo questo qui?

  60. nico ivaldi Says:

    Buonasera Giulio, la fine aprile le ho spedito il mio manoscritto (Correvamo più veloci dei sogni): non avendo ricevuto a tutt’oggi risposta, devo mettermi il cuore in pace? Grazie, buon lavoro.
    Nico Ivaldi

  61. Giulio Mozzi Says:

    Nico: leggi l’articolo, punto 6, ultima frase:

    …se non mi faccio vivo entro due mesi vuol dire che l’opera non mi interessa.

  62. nico ivaldi Says:

    ok, grazie lo stesso Giulio, buon lavoro!

  63. antonio Says:

    Salve Giulio, avrei una domanda da farle ed è questa: legge anche racconti singoli? Gliene ho appena spedito uno, e subito dopo mi è sorto il dubbio che sia troppo poco. Grazie, buona domenica

    antonio

  64. Giulio Mozzi Says:

    Antonio, l’editore per il quale lavoro pubblica libri. Ti pare che si possa fare un libro con un racconto solo? Per farmi un’opinione sul tuo lavoro, pensi che sia meglio che io legga dieci pagine o cento?

  65. antonio Says:

    Le mie scuse. Posso provare a mandarti qualcosa di più corposo, ma mi ci vorrà un pò di tempo. Grazie mille per la disponibilità.

  66. emma Says:

    Prima della doccia e nanna, un appunto veloce sul fenomeno self-publishing: nulla di più interessante, a mio avviso, al momento, come fenomeno sociologico (passatemi questo termine) di “liberazione”/trasgressione/socializzazione. L’editore non mi vuole? E allora mi pubblico da me e l’editore si arrangi. E’ come se si fossero aperte le porte degli zoo e fuori tutti! Scrittori belli e brutti alla ribalta: roba scritta bene, scritta male, scialba, disordinata, pallosa all’inverosimile, illeggibile, sciatta, intellettualoide e altre menate simili (e va bene, lo confesso: ora sono nella fase che molta narrativa mi sembra una gran menata, una noia mortale).
    Comunque, frequentando pagine di gruppi facebook di aspiranti scrittori ecc ho trovato molta gente con grande grinta e testardaggine, gente che ha veramente voglia di scrivere (scrivere in quanto parlare di sè, desiderio di condividere qualcosa): e per quanto scrivano roba brutta, se scrivere e pubblicare li fa stare bene, che continuino. Personalmente, avendo fatto del self-publishing di un mio scritto, non credo sia un’onta o un fallimento, come invece traspare dalle parole di Alexandra. Molto personalmente, ritengo sia un primo modo di mettersi in gioco e, forse, talvolta, anche un gesto di umiltà o la consapevolezza di un limite: riconoscersi parte di un girone inferiore rispetto quello dei grandi autori? Non so, forse stasera farnetico. Comunque “per me è sì” a questa nuova via di pubblicazione (che comunque non preclude l’approdo ai grandi editori). Non sarà, forse, Letteratura, come ricorda Giulio, per un buon 90%. Ma, senza dubbio, invita alla relazione. Mi chiedo come tutto questo verrà citato all’interno dei manuali di letteratura tra cinquant’anni. Chiudo citando Mauro Sandrini “Lo spazio sociale del bene-libro è quello in cui autore e lettore possono incontrarsi nella libertà, in entrambi i casi entrambi cessano di essere ingranaggi passivi di un sistema economico che li stritola”. (Elogio degli ebook)
    Abbiate pazienza se le frasi non funzionano: è tardi e sono stanca. Buonanotte

  67. Giulio Mozzi Says:

    Letteratura è qualcosa di scritto, secondo me; quindi anche la peggiore opera autopubblicata è letteratura. Magari pessima, ma questo è un altro paio di maniche.
    M’incuriosisce tutto l’infervorarsi attorno all’autopubblicazione di testi, mentre nessuno si preoccupa dell’autopubblicazione di immagini (Flickr, Picasa, Instagram ecc.).
    Come se un fotografo dilettante facesse una cosa sensata autopubblicandosi, e un narratore dilettante no.

  68. olimpia Says:

    Vorrei dire la mia sull’autopubblicazione. Imbibita dalla campagna denigratoria nei confronti del fenomeno, ho evitato di ricorrervi e alla fine sono riuscita a trovare un piccolo editore dipsosto a pubblicare un mio romanzo senza contributo. Credo che, non essendo nè famosa di mio,nè un genio letterario ( una che scribacchia e di tanto in tanto piace ai lettori), non potessi mirare più in alto, cioè ad editori più grossi. Con il mio libro pubblicato non a.p non ho ancora guadagnato nulla ( e questo credo sia normalissimo) ho affrontato comunque qualche spesuccia ( per le prime presentazioni ho voluto offrire un piccolo rinfresco, oltre alle spese per i vari spostamenti nelle località dove l’editore organizzava presentazioni) e soprattutto, non sono andata molto al di là delle mie conoscenze dirette o indirette. Considerato tutto ciò, sono arrivata alla conclusione che, se mai sentissi ancora il bisogno di pubblicare qualcosa, me la autopubblicherò: se alla fine devo vendere il libro ai miei amici, preferisco farlo a prezzo di costo.
    O no?

  69. emma Says:

    Azzardo un commento alla curiosità di Giulio: il prestigio del fotografo, oggi, forse, è ancora ben lontano da quello dello scrittore. O, forse, ci sono poteri più forti nell’editoria di parole che non in quella di immagini. Ma non sono del mestiere, quindi le mie sono solo ipotesi e del tutto profane.

    Olimpia: se il fine della tua scrittura ne è la condivisione, prova anche quella strada, perchè no? Così avrai fatto entrambe le esperienze e potrai valutarle con maggiore lucidità.

    Quanto alla letteratura, io resto abbastanza ferma sulla mia idea di distinzione Letteratura/letteratura. Comunque, è un argomento ampio e affascinante: in effetti, sarebbe da approfondire.

    Buon pomeriggio

  70. emma Says:

    Ps: mi scuso comunque per aver portato off-topic i commenti.

  71. Giulio Mozzi Says:

    Olimpia: ineccepibile.

    Emma: credo quello che dici sia sensato, mentre credo che sia insensata l’attribuzione di prestigio allo “scrittore”. E’ da anni che – io, scrittore certificato – desidero pubblicare un’opera di fotografia.

  72. emma Says:

    Immagino che essere uno scrittore certificato non spalanchi necessariamente tutte le porte.

    Quanto al prestigio, inutile nascondersi che credo che una buona parte degli aspiranti scrittori che ti inviano dattiloscritti ecc cerchi quello (assieme al consenso, il riconoscimento, l’acclamazione ecc). (non neghiamoci che esiste anche una scrittura narcisistica; o mi sbaglio?)
    Insensato o no: sono stereotipi tuttora ben presenti e circolanti.

    Poi, che ci siano scrittori certificati ecc come te e altri, che di questo stereotipo se ne infischiano e non vi si riconoscono, è un altro discorso ancora.

    E con questo post sono rientrata in topic. Almeno credo.

  73. Giulio Mozzi Says:

    Confermo: essere uno scrittore certificato non spalanca tutte le porte. Specialmente se tutto sommato – come è il mio caso – non sei poi un grandissimo scrittore, né vendi più che tanto.

    Non so che cosa cerchino le persone che mi mandano le loro opere. La cosa che mi sbalordisce – che non smette di sbalordirmi – è questa: molti mi mandano cose dvvero orribilissime, eppure sono persone di buone letture eccetera. Come fanno a non accorgersene?

    Certamente lo stereotipo per cui “fare un libro dà prestigio” è, per quanto insensato, circolante. Basta vedere quanto importante è, per la carriera di una celebrità, in certi momenti, “fare il libro” (e non si tratta quasi mai di un libro di fotografia: è spesso un’autobiografia, talvolta un romanzo, nei casi migliori un libro di ricette).

  74. emma Says:

    In bocca al lupo, allora, per la tua (desiderata) pubblicazione fotografica.

    Azzardo nuovamente un’ipotesi di risposta alla tua domanda. L’autovalutazione non è mai cosa semplice. E ho come il sospetto che 1. sia proporzionale all’interesse che abbiamo per la nostra opera scritta e al nostro grado di frustrazione in altri ambiti (lavorativi e non) 2. sia anche dettata da come è stata la nostra educazione e se noi l’abbiamo discussa oppure no (discorso troppo ampio da affrontare in questa sede: spero tu ne intuisca il nerbo).

    E’ chiaro comunque che, se uno nella sua opera ci crede (come anche tu altrove suggerisci), non penserà mai che sia orribile. Al massimo potrà pensare che sia migliorabile. Per quanto le sue buone letture dicano il contrario.
    In ogni caso, secondo me le opere andrebbero lasciate riposare, come si fa la mantecazione con il risotto a fine cottura. Specialmente per un aspirante scrittore, trovo sia pessima la fregola che viene, una volta concluso l’iter di scrittura, inviando il tutto nel desiderio di vederselo valutato. E, analogamente, trovo preoccupante congelare gli scritti in freezer per decenni. Avevo un caro amico, al liceo, che chissà quanta roba avrà scritto (molto, molto acuto, un profondo pensatore, uomo ora di vasta cultura umanistica), ma non ha mai inviato nulla ad alcun consulente o editore. Forse per diffidenza nei confronti dell’editoria o forse perchè il suo labor limae è un po’ troppo maniacale. Come in tutte le cose, dunque, io propenderei per una buona misura.

    Mi sono tolta la curiosità di leggere qualcuna delle pagine dei pdf che hai caricato qui sopra. Intanto, complimenti per l’ottimo e preciso lavoro di archiviazione: ti ammiro. Dote che mi manca e che vorrei acquisire; ma credo collimi male con la mia indole. E poi, complimenti doppi per la tua pazienza. Sarai anche pagato per fare questo mestiere, ma ricevere telefonate di aspiranti scrittori “non del tutto registrati” e parecchio invasati, aggiungo, o rispondere cento mille volte alle stesse domande, ti assegna automaticamente una laurea da assistente sociale.

    Buona serata

  75. emma Says:

    forse si dice mantecatura? non lo so, controllo sul dizionario. comunque, quello il concetto. a presto

  76. Giulio Mozzi Says:

    Bisogna fare attenzione alle ovvietà apparenti, Emma. Tu dici:

    E’ chiaro comunque che, se uno nella sua opera ci crede, non penserà mai che sia orribile,

    e ti pare di dire un’ovvietà, qualcosa che non può essere messo in discussione. Ma se io dico:

    E’ chiaro comunque che, se uno nella sua opera ci crede, non ne sarà mai soddisfatto,

    dico un’altra ovvietà apparente, che però è quasi il contrario della tua.

    (E probabilmente entrambe le affermazioni sono vere, solo che non sono così generali come sembra a prima vista).

    Mantecatura, sì.

    Quando passo a prendere la laurea? Va bene giovedì verso le quattro?

  77. emma Says:

    Sensato, insensato, ovvio, non ovvio. Mi sembra di essere tornata sui banchi di scuola (o del catechismo).

    Passa quando vuoi. Ma ti consiglio un costume in borsa. A quell’ora, qui, usa così.

    Buon proseguimento

  78. Giulio Mozzi Says:

    Eh, Emma: a scuola s’impara a ragionare criticamente (cioè, a es., a esaminare un discorso per capire se i passaggi logici sono buoni o no, se i presupposti sono espliciti o no, ecc.); a catechismo si viene catechizzati – che è l’esatto opposto.

  79. Emma Says:

    Va bene. Buona giornata

  80. Leonardo Libenzi Says:

    Buongiorno. Ho letto le varie istruzioni per l’invio di uno manoscritto, e volevo gentilmente sapere (scusandomi in anticipo, qualora questa informazione fosse già apparsa altrove, senza che me ne accorgessi), quali sono i tempi medi per avere risposta, ovviamente solo in caso di eventuale interessamento da parte sua?

    Grazie in anticipo.

  81. Giulio Mozzi Says:

    Vedi il punto 6, ultime due righe.

  82. Leonardo Libenzi Says:

    Grazie.

  83. kiokok Says:

    Buongiorno, ho inviato il mio manoscritto a giuliomozzi(at)gmail(punto)com con ricevuta di ritorno, ma non ho ricevuto risposta alcuna (due volte, il 23/04 e 03/06). Ho sbagliato qualcosa?
    Cordialmente. Saluti.

  84. Nadia Bertolani Says:

    Aspetta primavera, Bandini!
    Simpatia per kiokok.

  85. renato coppola 347.4825724 Says:

    ciao giulio ( permettimi di darti del tu )
    ho pubblicato con un piccolo editore un mio romanzo
    http://www.lineagraficasansalvo.it/il-profumo-del-vento-d-autunno_36.html.
    Non credo sia l’ultimo capolavoro della letteratura italiana, ma chi lo ha letto dice che attira ed e’ parecchio interessante. Oltre alle poche copie vendute in giro tra conoscenti e amici o nelle librerie locali, mi farebbe piacere avere un eventuale tuo parere in merito, per un eventuale e ambitissimo scouting. Posso spedirtelo?
    ciao renato

  86. renato coppola Says:

    ho lasciato un commento prima di iscrivermi, sara’ partito?

  87. Antonio Sofia Says:

    Speravo di non sgarrare nulla nell’invio e invece eccolo là, il file nel formato sbagliato. Mi dispiace per il doppio invio!

  88. roberto rossetto Says:

    Come erranti scudieri d’un cavaliere fuggito da loro, smarriti nel deserto dell’innominabile sventura dell’anonimato, ci appelliamo all’oasi Mozzi con gola arsa di speranza e labbra secche bramose fresca considerazione. Lo scrivere: maledetta e mentoniera malattia, ti debellerò prima o poi.

  89. roberto rossetto Says:

    ma se dopo “fresca” scrivevo “di” , era meglio?

  90. Giulio Mozzi Says:

    Di pochissimo.

  91. RobySan Says:

    …mentoniera malattia…

  92. Francesca Says:

    Salve, un mese fa ho inviato il mio romanzo. Mi chiedevo se fosse possibile avere conferma della ricezione, in quanto ho dovuto convertirlo in un formato che il mio pc non legge e non sono sicura di aver fatto bene.
    Grazie mille,
    Francesca.

  93. roberto rossetto Says:

    RobySan, apprezzo la sagace osservazione, e conosco il significato di “mentoniera”… ma suonava così bene che m’è venuta spontanea 🙂

  94. Gianni parlato Says:

    …”A chi ha scritto un’opera veramente brutta non è possibile dare consigli: errori e ingenuità ammettono rimedio, la bruttezza no”…- Salve, mi rasserena che lei prenda in umana considerazione errori e ingenuità di un “esordiente”, però, “brutta”, non è un po’ vaga, come classificazione? cosa vuole dire con questo aggettivo, un’opera scritta completamente con i piedi? o, per nulla interessante?

  95. Giulio Mozzi Says:

    “Brutto” significa: che non ho nessuna voglia di dedicarci del tempo.

  96. catenomarco Says:

    Salve, mi piacerebbe sottoporre un mio scritto alla sua attenzione. In prima battuta pensavo di pubblicarlo sul mio blog, a puntate, o in formato ebook autoprodotto. Posso inviarlo comunque o il lavoro deve essere inedito?

    Grazie

  97. Giulio Mozzi Says:

    Marco: “edito” è ciò che è pubblicato da un editore.

  98. catenomarco Says:

    Grazie,
    nel frattempo ho seguito le prime sue lezioni su youtube ed ho capito cosa non mi convinceva della costruzione. Appena riterrò il manoscritto adatto alla sua lettura lo invierò cercando di seguire le sue istruzioni.

  99. annamariabruno33 Says:

    Salve Giulio! Sono una “scrittrice in erba”, e ho solo 18 anni. Pubblicare un libro è un sogno che mi porto dietro da bambina. Ho scritto un “libro”, però è di sole 50 pagine. Troppo corto per inviarvelo? Oppure tento?

  100. graziella atzori Says:

    Caro Giulio, leggo che sei cattolico e nonostante ciò sei apprezzato. Essere cattolici è un handicap per uno scrittore? La tematica religiosa è tabù? Io senza Dio non vivo, e scrivo. Dovrei sotterrarmi e credere che credere sia un segno di inferiorità? Sono critica verso il cattolicesimo, ma conosco preti e missionari cattolici di fronte ai quali bisogna inchinarsi. Quanti pregiudizi di tutti i colori sulla via… ti manderò qualcosa ciao gra

  101. Giulio Mozzi Says:

    Non mi risulta che essere cristiani cattolici sia, di per sé, un handicap per uno scrittore.

  102. graziella atzori Says:

    caro Giulio forse a te non è capitato, ma a me, quando ero pubblicista e scrivevo nel giornale locale Il Piccolo di Trieste, per ridicolizzare il mio credo mi chiamavano “cantore di campagna” invece che parroco di campagna, era tanti anni fa…ma scrivevo di religione e spiritualità senza settarismi, approfondivo le tematiche comuni tra le religioni di Oriente e Occidente, ciò dava fastidio. Non so se nell’editoria è uguale.
    Ieri sul nostro giornale è comparso uno stralcio dell’ultimo libro di Claudio Magris, dove quest’ultimo cita Mircea Eliade in modo non certo lusinghiero. Questo è un legittimo punto di vista dell’autore, ma dipingere Eliade come feticcio degli intolleranti, “mostro sacro oggetto di un culto intollerante di ogni critica, di una liturgia pagliaccesca, sostanzialmente comica come è spesso la venerazione dell’occulto” mi sembra francamente esagerato, non corretto, strumentale. E’ solo questo che possiamo dire in relazione a Mircea Eliade? E perché citarlo in un contesto così denigrante e squallido?
    Queste operazioni culturali mi rattristano e mi spaventano.

  103. Maria Grazia Todesco Says:

    Ho avuto il piacere di conoscere Giulio Mozzi parecchi anni fa. Teneva uno dei primi corsi di scrittura creativa presso la Piccola Scuola di Scrittura Creativa ( a quel tempo se ben ricordo si chiamava così ) presso l’Arci a Padova. Erano i miei primi timidi passi nel mondo della scrittura, e quelle sere seduta ad un tavolo, ad ascoltare quanto ci proponeva in tema letterario non le ho mai dimenticate. Ricordo che si stupì quando gli raccontai che scrivevo quasi sempre di notte. Mi disse che era una modalità che gli sarebbe piaciuto approfondire, sapere perchè alcune persone prediligono questa fascia oraria per dedicarsi alla scrittura. A Giulio ( come del resto a Brugnolo ) devo molto. In particolare, l’avermi condotta quasi per mano su un bellissimo sentiero che mi ha fatto incontrare ” La mia Bella Signora ” ( è così che chiamo da molti anni la Scrittura ). Poi il coraggio di ideare e co-fondare con un gruppo di persone un Cenacolo della Poesia e della Leteratura. Grazie Giulio!

    l’Abbazia Camaldolese di santa
    l’Abbazia camaldolese
    l’Abbazia Camaldolese di santa maria delle

    l’Abbazia Camaldolese di santa maria delle carceri

  104. Sara Mangani Says:

    Gentile Giulio,
    io avrei un racconto per ragazzi che ho pensato come libro illustrato. Sono poche pagine; posso spedirlo lo stesso?
    Grazie.
    Sara

  105. Giulio Mozzi Says:

    Sara: non ho nessuna competenza in narrativa per ragazzi e bambini. L’editore per il quale ora lavoro non ha collane per ragazzi e bambini.

  106. Sara Mangani Says:

    Grazie comunque.
    Sara

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