La politica non c’entra

by

di Gianfranco Franchi

[Questo articolo è apparso nel quotidiano Il Secolo d’italia il 28 gennaio 2011. Preleva l’articolo in pdf].

Cronaca di un caso editoriale e politico dell’altro secolo: questa è una storia che poteva capitare quando qualcuno s’indignava addirittura per un racconto un po’ crudo, tanto da far partire denunce e interrogazioni parlamentari. L’altro secolo era tredici anni fa: un’epoca in cui non avevamo ancora assistito a venticinque minuti di telegiornale nazionale sulla sregolata vita sessuale di un forzista quasi ottantenne, premier. Un’altra epoca, va detto. La prima edizione della raccolta di racconti del letterato Giulio Mozzi da Padova, Il male naturale, uscì per Mondadori nel marzo del 1998. Una manciata di mesi più tardi, l’oscuro parlamentare leghista Oreste Rossi dichiarò l’intenzione di denunciare l’editore Mondadori e presentò un’interrogazione parlamentare per via di uno dei racconti contenuti nella raccolta, Amore. Oreste Rossi non era, parrebbe, un lettore di Giulio Mozzi: era, semplicemente, un navigatore incappato nel sito web della Mondadori. E sul sito web aveva letto quel pezzo, attratto forse dalla parola magica: “amore”. Si trattava di un racconto erotico, sì, ma concentrato sull’amore tra un bambino e un adulto, scelto come assaggio della qualità e delle potenzialità dell’opera da quello che all’epoca era un giovane e promettente redattore Mondadori: Giuseppe Genna. La scelta era stata più casuale che meditata, secondo Mozzi. Genna giura che sia proprio il contrario, ancora oggi, stando a un’intervista rilasciata pochi giorni fa ad Antonio Prudenzano di Affari Italiani. In ogni caso, la dinamica era stata questa. L’onorevole signor Rossi s’era stranito per un racconto apparso sul sito web della casa editrice di Segrate, e s’era sentito offeso. Secondo il signor Rossi, quel racconto era un’espressione di pedopornografia. Grande Giove!
A suo tempo, sul Corriere della Sera, ben prima della denuncia del leggendario Oreste Rossi, Geno Pampaloni aveva obbiettato che avrebbe preferito la scena dell’amore tra bambino e adulto fosse stata sfumata o almeno diversamente sintetizzata, e tuttavia aveva apprezzato la freddezza e la crudeltà della scrittura di Mozzi. Punto. Alla McEwan, per capirci. Mica male.

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Una Risposta to “La politica non c’entra”

  1. fabio bussotti Says:

    Mica male.

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