Public image

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[…] Ma l’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù. Un omaggio necessario, specie in democrazia, proprio per salvaguardare quegli spazi privati che il presidente sostiene essere stati indebitamente violati. Altrimenti non si capirebbe perché egli stesso [l’attuale capo del governo] tenga a farsi rappresentare – per esempio sulla copertina di Chi – come un buon padre di famiglia. Che cos’è questa, se non l’immagine pubblica della sua vita privata? Di questo dunque si tratta: non della sua vita privata, ma dell’immagine pubblica di questa vita, la quale, in quanto è pubblica, non appartiene solo a lui. Ad essa, del resto, Berlusconi ha dedicato in passato grandissima attenzione, com’è giusto che sia. […]

E, direi, in quanto è pubblica è politica. L’articolo di Massimo Adinolfi si trova in Left Wing.

Una Risposta to “Public image”

  1. anglosassone Says:

    quello che uno condivide del suo privato è ciò che considera proprio ma nello stesso tempo condivisibile con altri, ciò che uno non mostra è ciò che deve rimanere privato. Se qualcuno ti invita a cena non significa che tu abbia poi il permesso di infilarti nel suo talamo. Non è impossibile da capire, mi creda.

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