Mettersi dalla parte

by

[…] Ci sono non pochi elementi per dubitare della colpevolezza di Battisti. Questo, in coscienza, mi ha spinto a firmare quell’appello. La mia convinzione è immutata, perciò non vedo perché dovrei ritirare la mia firma, a sette anni di distanza. Non lo farò né per conformismo, né perché conviene alla mia carriera di autore, né perché i miei libri vengono tolti dalle biblioteche. Mi sono messo dalla parte delle vittime, dei parenti sopravvissuti e delle persone rimaste menomate per sempre. Ho guardato a quei crimini dal loro punto di vista, e ho pensato che dobbiamo alle vittime la verità, non un mostro di comodo a cui addossare tutti i mali. […]

Questo articolo di Tiziano Scarpa è apparso oggi nel Corriere del Veneto, dorso regionale del Corriere della sera, e si può leggere in Il primo amore.

Tag: ,

40 Risposte to “Mettersi dalla parte”

  1. Francesco Cecchini Says:

    Lula ha rifiutato l’estradizione di Cesare Battisti con motizazioni molto chiare.. Rischio che la persona sia sottoposta ad atti di persecuzione e di dscriminazione in base alle proprie convenzioni politiche o alla propria situazione personale e sociale. La posizione dell’assesore leghista alla cultura della provincia di Venezia è un’esempio della caccia alla streghe, Battisti e di chi con argomentazioni varie ha firmato sette anni fa un’appello alla sua liberazione. Va rilanciata a livello internazionale la campagna Battisti Libero che informi ulteriormente l’opinione pubblica sulla situazione di Cesare Battisti e sul clima in Italia, per evitare ripensamenti da parte dell’attuale presidente del Brasile.

  2. roberto Says:

    Caro Tiziano Scarpa, i misfatti di quel signore che piuttosto che cercare di far valere i suoi presunti diritti ha preferito rifugiarsi all’estero, sono di delinquenza comune, e non di terrorismo, posto che il terrorismo si possa giustificare per una ideologia, giusta o sbagliata, e sono stati dimostrati al di là di ogni ragionevole dubbio. Io ho qualche anno più di te, ho vissuto quegli anni cosiddetti ‘di piombo’, e ti posso assicurare che le condanne passate in giudicato di CB sono sacrosante. Ingiusto invece è il trattamento di favore che l Francia ed altri paesi hanno riservato a questi figuri, colpevoli di fatti di sangue, e mi fa specie che si possa pensare di difenderli a prescindere. Ricordo esattamente in particolare l’episodio della rapina al gioielliere Torreggiani. Fu una delle tante per ‘autofinanziamento’, ma di una speciale crudeltà, dato che questa gente, che qualcuno ha paragonato a Garibaldi, uccideva senza necessità di farlo. Sono contento di non aver ancora acquistato il tuo ‘Stabat mater’, e credo che non lo farò mai più. Quel signore che tu difendi si è fatto beffe della giustizia italiana, che è notoriamente più che garantista, e del dolore dei familiari degli uccisi, nella più perfetta malafede, e continua a sorridere dei più che giusti tentativi di fargli finalmente scontare quella pena a cui è stato condannato. Gli assassini devono stare in carcere, e non in villeggiatura, fingendo di essere dei perseguitati.

  3. Giulio Mozzi Says:

    Roberto, Tiziano Scarpa non sostiene che Cesare Battisti sia innocente; né sostiene che i delitti per i quali Cesare Battisti è stato condannato, siano stati effettivamente compiuti da lui o da altri, siano trascurabili. Tiziano Scarpa sostiene che della correttezza di quello specifico processo si possono avere dei dubbi (e concederai che è lecito avere dei dubbi). Tiziano Scarpa non chiede la libertà per Cesare Battisti: chiede un nuovo processo.

    A suo tempo la Francia negò l’estradizione di Battisti perché Battisti era stato processato e condannato in contumacia (contumacia volontaria, peraltro: era evaso). Nel diritto francese, come nel diritto di altri Stati europei, la persona processata e condannata in contumacia ha diritto, qualora si sia resa reperibile o sia catturata, a un nuovo giudizio. Questo non è nel diritto italiano: il processo in contumacia è comunque definitivo. La Francia si dichiarò disponibile, a suo tempo, a concedere l’estradizione di Battisti purché lo Stato italiano si impegnasse a ripetere il processo. L’Italia oppose a questa richiesta il principio costituzionale secondo il quale nessuno può essere processato due volte per lo stesso reato. La Francia non concesse quindi l’estradizione.

    Invito a leggere questa scheda di Ida D’Ambrosio, che trovo nel sito della Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi), “Ente morale a carattere internazionalistico sottoposto alla vigilanza del Ministero degli Affari Esteri”, che tratta del procedimento italiano del processo in contumacia confrontandolo con gli ordinamenti di Francia, Germania e Portogallo.

  4. roberto Says:

    Non voglio entrare, nè mi compete perchè non sono un giurista, nel merito della validità di un processo in contumacia confrontato con gli ordinamenti di altre nazioni. In Italia esso è valido, a quanto apprendo, e Battisti si è reso colpevole anche di evasione. In America la fuga è segno indubbio di colpevolezza. Nel 1970 avevo 26 anni, moglie e due figli, ed ero nell’età della ragione. Ricordo esattamente tutti gli omicidi crudeli ed inutili commessi dai terroristi di quell’epoca, destra e sinistra, rappresentati da una minoranza. Gruppuscoli che si arrogavano il diritto di uccidere cittadini innocenti e poliziotti, carabinieri e quant’altro, colpevoli, secondo le loro masturbazioni mentali, di reati contro chissà chi. Non è stato un bel periodo. Tutti i giorni guardavamo il TG, e puntualmente c’era la notizia di un agguato e di una, e più d’una, uccisione. L’Italia non era uno stato del terzo mondo, era una nazione democratica e fin troppo garantista, come è ancora oggi. Non ho dubbi sull’esito del processo, anche sapendo cosa era CB prima di politicizzarsi in carcere. Tutti i brigatisti storici sono fuori, oggi, e non mi sembra cosa da poco. Probabilmente se il nostro non fosse fuggito, ma si fosse sottoposto alla sacrosanta pena, oggi sarebbe fuori anche lui. Per me, lo metterei in galera e butterei la chiave. E mi meraviglio di essere l’unico ad esprimere questa opinione su questa pagina! Sovvertire l’ordinamento di uno stato, o cercare di farlo, ove esso si dimostrasse iniquo, è un conto; compiere rapine ed uccisioni nei confronti di privati cittadini che difendono i loro beni, o uccidere sparando alle spalle un poliziotto colpevole solo di aver effettuato un arresto, è un’altra.

  5. andrea barbieri Says:

    “In America la fuga è segno indubbio di colpevolezza” scrive Roberto.

    Cerchiamo di ragionare: per poter considerare un comportamento come “fuga” (sottinteso dalla giustizia) bisogna prima essere certi che la persona che tiene quel comportamento abbia commesso il reato.
    Insomma la “fuga” di tizio logicamente presuppone l’accertamento della colpevolezza di tizio, e non l’opposto come sostiene Roberto.
    Nemmeno l’evasione è prova della colpevolezza, perché potrebbe evadere sia un colpevole per sottrarsi alla giustizia, sia un innocente per sottrarsi all’ingiustizia.
    La colpevolezza può essere provata soltanto da comportamenti che non presuppongono logicamente la colpevolezza stessa. Per esempio una telefonata da cui emerge la premeditazione; l’essersi procurato il materiale utile per commettere il reato; essere stato ripreso nel compimento del reato ecc.

  6. Felice Muolo Says:

    Roberto, nel ’70 avevo venticinque anni e comprendo benissimo quello che dici, che condivido pienamente. Si vede benissimo che, chi non ha vissuto gli anni del terrorismo, ha un’idea distorta della situazione. Magari anche romantica.

  7. roberto Says:

    @Andrea. Non ti perdere, non ti annodare in sofisticherie filosofiche, non sprecare le tue energie. Un consiglio da chi è più grande di te, anche se oggi non è più di moda.
    @Felice. No comment, sappiamo tutto e tutto ciò che abbiamo condiviso. E soprattutto che di romantico, a quei tempi non c’era nulla. Spero che tu non sia l’unico a testimoniare ciò che era quel periodo in realtà. Ciao.

  8. Giulio Mozzi Says:

    Roberto, dici che non vuoi entrare nel merito della questione. Ne prendo atto.

  9. Francesco Cecchini Says:

    Mi riferisco agli articoli apparsi sulla pagina 8 della Tribuna di Treviso di oggi dove appaiono le fotografie di Donazzan e Puppato con relative dichiarazioni, un’ intervista dell’assesore regionale alla cultura ed un commento della capogruppo del PD nel consiglio regionale. Entrambi vengono definite passionarie.

    Il match tra le due passionarie della nostra regione farà sicuramente rivoltare nella tomba la vera Passionaria, Dolores Ibaburri per l’uso inappropriato di un termine glorioso che dovrebbe mettere in risalto la passione del pensiero e dell’azione.
    Sul piano dell’eleganza e della fotogenicità il confronto è vinto largamente e per ovvie ragioni dalla passionaria Donazzan, mentre sul piano del livello intellettuale la passionaria Puppato non sfigura affatto, anzi. Match pari.

    La passionaria Donazzan ha lanciato una campagna di boicottaggio degli scrittori che nel lontano 2004 hanno sottoscritto un’appello per la libertà di Cesare Battisti. I commenti critici sono stati molti. Per i firmatari che non sono scrittori che iniziative punitive verranno proposte: confino ed olio di ricino?
    Per non essaere da meno la passionaria Puppato consiglia, certo provocatoriamente, di promuovere la lettura del Mein Kampf ( perchè si dovrebbe non leggerlo?) e da del criminale da sbattere in galera a Cesare Battisti. Accusando così, implicitamente, coloro che firmarono il famoso appello del 2004 di appoggiare un delinquente.
    Non è possibile far niente per il dispiacere che Dolores, sicuramente sta provando; nulla impedisce di chaimare passionarie due personaggi come la Donazzan e la Puppato. Va detto anche che forse i giornalisti danno appiccicano l’etichetta con ironia.
    Vale la pena però ricordare un paio di cose.
    L’appello del 2004 contro l’estradizione e per la libertà di Cesrae Battisti si basava che la sua colpevolezza non fosse stata provata e le condanne basate essenzialmente sulle testimonianze di un “pentito” poco attendibile. Per informarsi sul caso lo scrittore Tiziano Scarpa suggerisce sul Correire della Sera del18.01.2011 di leggere tutte le motivazioni dell’appello e della campagna a favore di Battisti sul siti di un’organizzazione promotrice, Carmilla.
    Esiste inoltre un libro di Fred Vargas “La veritè sur Battisti ” che può essere acquistato da Amazon France. A proposito, la passionaria Donazzan estenderà l’azione di boicotaggio anche alla scrittrice francese e ad altri che oltralpe sono contrari all’estradizione in Italia di Battisti, Quadruppani. Bernard Henri Levy ed altri ? La apssionaria Puppato crede che Fred Vargas ed altri sostengano un delinquente da sattere in galera?
    La decisione del Presidente Lula, è stat presa in base al rispetto della Costituzione brasilana, delle norme internazionali sui diritti dell’uomo e sul trattato di estradizione tra Italia e Brasile, per cui è facile prevedere che il Tribunale Costituzionale Brasiliano deciderà, nonostante le prese di posizione del governo italiano anche appoggiate nella forma dal parlamento europeo, per la liberazione di Cesare Battisti. Nonostante anche le passionarie Donazzan e Puppato.

  10. th00ft Says:

    che il problema stia nel pentito (Scarpa) o nel processo in contumacia (Francia/Mozzi), comunque mi viene da chiedere perché non si invochi allo stesso modo la ripetizione del Maxiprocesso. gran parte dell’accusa si basò sulla testimonianza di Buscetta (pentito doppiamente motivato: riduzione della pena e vendetta) e molti imputati furono condannati in contumacia (Riina, Provenzano).

    non credo esista un principio costituzionale per cui non si può essere processati 2 volte per lo stesso reato, perché la Cassazione serve proprio a quello, a decidere se ripetere i processi (si veda per esempio il caso Carlotto, che mi pare sia pure uno dei firmatari). una roba del genere esiste in USA, se non sbaglio.

    ultimo: Giovanni XXIII era lombardo. la nomina a Patriarca a 72 anni mi sembra un po’ tarda per poterlo considerare veneto.

  11. cesare berrini Says:

    Sono pienamente d’accordo con Roberto. Chi non ha vissuto il periodo del terrorismo non può esprimere un parere personale. Accodarsi alle affermazioni di qualche sostenitore di CB senza avere la percezione esatta di ciò che ha rappresentato il terrorismo in Italia è da pecore. Bisognerebbe esprimere la propria adesione solo se si hanno cognizioni ben precise. Purtroppo molti giovani, in piena fiducia, aderiscono ad iniziative subdole perché si lasciano fuorviare da prese di posizione politiche. Il terribile arbitrio di condannare a morte una persona, vigliaccamente, come è stato fatto dalle BR è una macchia che si porta dietro tutta la sinistra. Sarebbe ora che molti vecchi, nostalgici di improponibili rivoluzioni, la smettano di subornare la coscienza delle giovani generazioni. Fascismo nazismo e comunismo sono contrapposizioni putrefatte. Sono polvere. Sarebbe opportuno smettere di condannare i giovani a questo stupido conflitto ideologico che ha già fatto milioni di morti. Viva la democrazia.

  12. andrea barbieri Says:

    Roberto, prova a immaginare di essere arrestato prima di salire su un aereo. Al processo, in cui ti viene contestato un reato di furto, per provare la tua responsabilità il pm sostiene una sola cosa: stavi per fuggire in aereo. Non lo trovi assurdo?
    E’ assurdo perché prima serve la prova che tu 1. hai commesso davvero il furto, 2. eri consapevole del furto, cioè il dolo.
    Dopo – dopo, non prima – aver provato questi due punti, per rafforzare la ricostruzione dei fatti, il pm interpreta un certo comportamento come ‘fuga’. Non mi sembra un discorso difficile da capire…

    Poi scrivi “Un consiglio da chi è più grande di te, anche se oggi non è più di moda.”
    Se chi è “più grande” ha ragione, allora Berlusconi (n. 1936) e il Papa (n. 1927), che sono i più anziani al vertice del potere politico e religioso nel paese, hanno anche sempre ragione.
    E io che ho fatto la tesi in diritto penale sono un coglione. In effetti spesso mi sento tale.

  13. roberto Says:

    Complimenti per la tesi. Evidentemente ti esime dal chiamarti, come tu dici ‘coglione’ (io non l’ho detto) e ti mette al di sopra di tutti gli altri. C’è un’altra laurea che si prende, e non all’Università, è quella della Vita. Ed io sono laureato con 110 e lode.

  14. roberto Says:

    P.S. se qualcuno manda qualcun altro ad arrestarti vuol dire che ha elementi sufficienti per limitare la tua libertà. Non capisco (perdona la mia insipienza, non sono laureato in giurisprudenza) il tuo discorso. Io mi sono riferito ad una normativa statunitense che penso sia alla portata di tutti. Io l’ho appresa guardando la TV e leggendo cronaca nera e libri gialli.

  15. roberto Says:

    P.P.S. Mi sono stufato di questa vuota diatriba, e non risponderò più a nessuno, posto che a qualcuno interessi la mia risposta. Perciò vi prego di non indirizzarmi più le vostre mail. Saluti.

  16. Giulio Mozzi Says:

    Sono d’accordo con chi sostiene che “chi non ha vissuto il periodo del terrorismo non può esprimere un parere personale”. Analogamente sostengo che chi non ha vissuto il nazismo non può esprimere un parere personale sul nazismo; chi non è stato sul Golgota non può esprimere un parere personale sul cristianesimo; chi non c’era quando l’Italia ha battuto la Germania 4 a 3 (si parla di calcio) non può esprimere un parere personale su Italia-Germania 4-3; eccetera. Basta con le cazzate tipo Alessandro Manzoni che scrive un romanzo sull’Italia del 1629 quando lui nel 1629 non era ancora nato, o Umberto Eco che fa un romanzone sul Medio Evo senza averne mai fatta esperienza personale.

    Io non sono un sostenitore di Cesare Battisti. Ma siamo matti? Chiedere che una persona sia processata con tutte le garanzie – o chiedere che sia processata di nuovo, se si è convinti che nel primo processo siano mancate le garanzie – non significa in alcun modo condividere l’ideologia di questa persona o – figuriamoci! – i delitti che questa persona ha compiuto. Significa solo difendere la giustizia.

    Roberto, nessuno ti manda email. Se ti sei “abbonato” ai commenti di questo post, ricevi automaticamente avvisi da WordPress. Se ti sei “abbonato” ai feed, ricevi altri avvisi. Io non posso farci niente.

  17. andrea barbieri Says:

    Scrive th00ft “non credo esista un principio costituzionale per cui non si può essere processati 2 volte per lo stesso reato”.

    Codice di procedura penale

    Art. 649 Divieto di un secondo giudizio

    1. L’imputato prosciolto o condannato con sentenza o decreto penale divenuti irrevocabili (648) non può essere di nuovo sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto, neppure se questo viene diversamente considerato per il titolo, per il grado o per le circostanze, salvo quanto disposto dagli artt. 69 comma 2 [morte dell’imputato dichiarata erroneamente] e 345 [difetto delle condizioni di procedibilità, ma non riguardano il caso Battisti].

    E ancora: “la Cassazione serve proprio a quello, a decidere se ripetere i processi”
    Ma il divieto dell’art 649 cpp presuppone il passaggio in giudicato della sentenza. Quindi il processo non è più impugnabile (coi mezzi di impugnazione ordinari) in Cassazione.

  18. cesare berrini Says:

    Vorrei dire al sig. Giulio Mozzi che la sua iperbole su ciò che non può essere espresso per la mancanza di presenza è la classica arrampicata sui vetri per continuare a difendere ciò che è indifendibile. C’è una enorme ignoranza sul tremendo periodo del terrorismo in Italia. Qui non si tratta di rifare un processo ad una povera vittima di un’ingiustizia ma si continua a mistificare la realtà dei fatti. Si vuole salvare un’assassino rifugiatosi nelle assurde elucubrazioni di una sinistra impazzita. C’è ancora un mondo di “pseudointellettuali” che non vuole riconoscere l’inesistenza di motivi politici alle azioni dei vari gruppi terroristici. Che si mettano l’animo in pace e la finiscano di inventarsi la funzione di liberatori dell’umanità dalle ingiustizie del capitalismo. Considerando che nel capitalismo ci nuotano molto bene.

  19. roberto Says:

    @Giulio. So bene che non dipende da te che io legga o meno i commenti. Infatti non ho scritto ‘mandati, inviati’, ma ‘indirizzati’, il che è diverso. Certamente continuerò ad aprire questo blog, ma non commenterò più la questione di CB. Ho usato il termine ‘mail’ come generico nel senso di ‘lettera, messaggio’. Spero di aver chiarito ogni equivoco.

  20. Giulio Mozzi Says:

    Ma, dimmi, Cesare: chi non ha vissuto il nazismo può, secondo te, esprimere un parere personale sul nazismo? Sì o no?

    (Tra parentesi: io, la famosa petizione, non l’ho firmata. Come ho già ricordato qui).

  21. Giulio Mozzi Says:

    Torno su ciò che ha scritto Cesare Berrini; perché veramente – e mi succede di rado – mi fa perdere le staffe.

    1. “Vorrei dire al sig. Giulio Mozzi che la sua iperbole su ciò che non può essere espresso per la mancanza di presenza è la classica arrampicata sui vetri per continuare a difendere ciò che è indifendibile”.

    Cesare Berrini usa un argomento: “Chi non ha vissuto il periodo del terrorismo non può esprimere un parere personale”. Io rispondo a Berrini che l’argomento è fasullo, e lo faccio nel modo più semplice: mostrando che produce conclusioni intollerabili. Berrini non accetta la mia risposta, considerandola una “arrampicata sui vetri”. Userò quindi un altro argomento.
    Avevo quattordici anni, quando tre persone mi bloccarono in un angolo, mettendomi la punta di un coltello sulla pancia e domandandomi da che parte, politicamente, stavo. Di quelle tre persone, una finì poi in galera per omicidio. Era il 1974. Nello stesso anno le Brigate rosse ammazzarono, nella mia città, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci: i loro primi omicidi. Negli anni successivi fui picchiato una quantità di volte (esseno democristiano, le prendevo da destra e da sinistra). Nel 1977 furono eseguiti nella mia città, Padova, più di trecento attentati. Mio padre, docente universitario, ebbe l’aula più volte invasa da persone che volevano sbatterlo fuori. Alcuni suoi colleghi furono bastonati, un altro fu sparato alle gambe. Mio zio, che era dirigente in Fiat, ricevette minacce di morte; girava sempre con la pistola, per andare da casa al lavoro prendeva ogni giorno una via diversa. Un altro mio parente, che era ingegnere chimico in Montedison, si licenziò per paura. Dimmi, Cesare, sono abbastanza prossimo a quegli avvenimenti? Posso esprimere un parere personale su quegli anni?

    2. “C’è una enorme ignoranza sul tremendo periodo del terrorismo in Italia”.

    Tranquillo, Cesare. Non così tanta ignoranza da dimenticare che quegli anni furono terribili, che molta gente fu ammazzata, eccetera.

    3. “Qui non si tratta di rifare un processo ad una povera vittima di un’ingiustizia ma si continua a mistificare la realtà dei fatti”.

    Battisti è un criminale al quale, secondo alcuni, sono stati affibbiati più crimini di quanti ne abbia effettivamente commessi. E questa, c’è poco da fare, è un’ingiustizia.
    Quali sono i fatti che vengono “mistificati”? Per Battisti non si chiede l’impunità: si chiede un nuovo processo.

    4. “Si vuole salvare un assassino rifugiatosi nelle assurde elucubrazioni di una sinistra impazzita”.

    No, Battisti non si è “rifugiato nelle assurde elucubrazioni di una sinistra impazzita”: è scappato in Francia prima, e in Brasile poi. La Francia – che non è uno Stato terrorista, mi pare – per lungo tempo si è rifiutata di consegnarlo alle autorità italiane, in quanto l’Italia non prevede la ripetizione dei processi in contumacia quando il giudicato venga acchiappato o si renda reperibile. Quando la Francia ha cambiato idea, Battisti ha trovato accoglienza – non senza qualche difficoltà – in Brasile. Non ho ancora capito quali siano di preciso le motivazioni del rifiuto brasiliano all’estradizione: mi pare comunque che nemmeno il Brasile sia uno Stato terrorista.

    5. “C’è ancora un mondo di ‘pseudointellettuali’ che non vuole riconoscere l’inesistenza di motivi politici alle azioni dei vari gruppi terroristici”.

    Le Brigate rosse avevano indubbiamente “motivi politici”: non fu certo per far soldi che ammazzarono Aldo Moro. Riconoscere che un’azione ha un “motivo politico” non vuol mica dire accettarla o tollerarla. Scherziamo?
    I Pac nei quali militò Battisti erano qualcosa di molto simile a dei criminali comuni.

    6. “Che si mettano l’animo in pace [gli ‘pseudointellettuali’] e la finiscano di inventarsi la funzione di liberatori dell’umanità dalle ingiustizie del capitalismo. Considerando che nel capitalismo ci nuotano molto bene”.

    Un processo corretto o scorretto è corretto o scorretto tanto nel mondo capitalista quanto negli altri mondi. Nel mondo comunista, ad esempio, erano specialisti in processi politici perfettamente corretti.

  22. cesare berrini Says:

    Giulio Mozzi risponde, punto per punto, alle mie affermazioni con particolari significativi della sua esperienza. Gliene do atto. Però dovrebbe spiegarmi perché soltanto personaggi della sinistra hanno avviato questa campagna pro Battisti. Se si trattasse di battersi per un’ingiustizia dovrebbero farlo per molti altri casi ancor più eclatanti. Perché proprio quell’assassino viene coccolato, al punto da richiedere il rifacimento del suo processo?
    Mi piacerebbe poi sapere quali erano i motivi politici delle BR. Io ho vissuto a Trento il periodo che ha dato origine a quelle bande di scervellati e le posso dire che ascoltando i loro discorsi mi sono convinto di non votare mai più a sinistra. Abbattere un sistema democratico non è un progetto politico se, al suo posto, verrebbe instaurato un regime dittatoriale. Una roboante dittatura del proletariato fatta di masturbazioni mentali. Un regime instaurato da vigliacchi che hanno condannato a morte Rossa. Proprio quell’operaio di cui si riempivano la bocca per rendersi credibili.
    Riguardo poi alla disinformazione su cosa è stato il terrorismo, è sufficiente ascoltare i giovani che frequentano certi centri cosiddetti “sociali” e le loro cantilene nei vari cortei. C’è da mettersi le mani nei capelli.

  23. Giulio Mozzi Says:

    “Maggioranza e opposizione lavorino per una volta unite per fare tutto il possibile affinche si assicuri alle patrie galere un assisino” (Antonio Di Pietro, 3 gennaio 2011).

    Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una vita nel Pci e succedanei, non ha certo condiviso la scelta del presidente del Brasile.

    Il pensiero politico delle Brigate rosse si può leggere nei loro documenti: ce n’è un’ampia raccolta qui. A me sembra un pensiero delirante: ma pensiero è.

    Il progetto di abbattere un regime democratico, sostituendolo con un progetto dittatoriale, è un progetto squisitamente politico: di che cosa si occupa, la politica, se non dei “regimi”? E’ certamente un progetto da respingere e da combattere; ma progetto politico è.

    Ancora: “Riguardo poi alla disinformazione su cosa è stato il terrorismo, è sufficiente ascoltare i giovani che frequentano certi centri cosiddetti sociali”. Sì, vabbè, sono quattro gatti. Non sono certo più numerosi di quelli che ti spiegano che Mussolini era un sant’uomo.

    Faccio una domanda io: la destra italiana, non si propone come “garantista”? Il caso del processo a Battisti è appunto un caso nel quale a molti sembra che siano mancate le garanzie. Perché la destra non se ne accorge?

    Anche al peggiore dei criminali va garantito un buon processo. Sì o no?

  24. Felice Muolo Says:

    Giulio, a quei ‘molti a cui sembra che siano mancate le garanzie’, veramente credi che frega qualcosa di Battisti? Il caso, non pensi sia usato per dare addosso politicamente alla destra? Per spuntare una vittoriuccia che alla massa della gente non importa un fico? Per cui la sinistra, al solito, non acchiapperebbe un voto, con questi sistemi? Così, giusto per non passare per scemi.

  25. paperinoramone Says:

    @ Felice Muolo e cesare berrini

    inquadrate da un punto di vista sbagliato. Io di Battisti e del periodo anni ’70 niente sapevo e pochissimo so oggi. L’ho scoperto su carmilla e sul blog di leonardo. Non si tratta di espedienti, non c’è una visione, soprattutto non c’è una sinistra, e non è una critica dello stato attuale, è che non si può discutere in questi termini.

    O si è d’accordo che c’è stata un’ingiustizia oppure no, è l’unico punto.

  26. Felice Muolo Says:

    Non sono d’accordo. I punti sono sempre più di uno.

  27. Giulio Mozzi Says:

    Felice: (a) il tuo argomento si smentisce da solo. Se chiedere un nuovo processo per Battisti è impopolare (e tu sostieni che è impopolare: cosa su cui sono d’accordo), è evidente che la motivazione non può essere la ricerca di consenso.
    (b) se un soggetto difende una causa per interesse, ciò non tocca la causa stessa: che è valida o non valida di per sé, indipendentemente dagli interessi particolari di chi la difende. Se il fine non giustifica i mezzi, allora i mezzi non degradano il fine. Se salvo un uomo che sta annegando perché sono vanitoso e ho voglia di finire nelle prime pagine dei giornali, resta il fatto che ho salvato un uomo che stava annegando.

  28. cesare berrini Says:

    E’ evidente che tra me ed il sig. Mozzi c’è una divergenza di vedute abissale. Nelle sue mi pare di cogliere il peggio del relativismo, applicato alla funzione della politica. La insensata e logorroica mole di parole vomitate dalle BR non può essere considerata un progetto politico. Sono e rimangono vaneggiamenti che fanno da cornice ad azioni delinquenziali totalmente avulse dal contesto storico-politico del nostro paese. Arroganti predicatori che hanno cercato, senza peraltro riuscirvi, di trascinare nel loro farneticante vicolo cieco di parole, migliaia di operai. Il loro sogno elitario di essere al “servizio del popolo” ha incontrato soprattutto il favore di non pochi intellettuali. Gli stessi che oggi sostengono di firmare soltanto per la richiesta di revisione. Cos’altro aggiungere? Che le BR avevano molti rizomi dai quali oggi non spuntano più foglioline ma piccoli distinguo?

  29. Felice Muolo Says:

    Giulio, il tuo ragionamento non riesco a condivederlo. Io sostenevo che il caso Battisti la sinistra lo utilizza solo per bastonare la destra. Naturalmente, questa è la mia opinione e posso sbagliarmi. Ma quando nelle discussioni sento puzza di politica, mi disgusto. Questo mio limite non rieco a superarlo. Non esistono validi elementi di controprova che confutano quelli che hanno determinato la condanna di Battisti. Tranne ipotesi tutte da verificare. Non spetta a me dire se bisogna prenderle in considerazione.

  30. Felice Muolo Says:

    Siamo d’accordo sull’impopolarità della richiesta, che non apporta consenso. Ma chi la fa crede il contrario. Ora non dirmi come faccio a sostenerlo. In politica basta dire nero che dall’altra parte subito si ribatte bianco. Anche a costo di darsi la zappa sui piedi. Lo so come la pensi: il solito luogo comune!

  31. cesare berrini Says:

    Ho toccato qualche corda sensibile?

  32. Giulio Mozzi Says:

    Cesare, scrivi: “La insensata e logorroica mole di parole vomitate dalle BR non può essere considerata un progetto politico”. Secondo me, le Br hanno sostenuto, con una logorroica mole di parole, un progetto politico insensato. Era insensato, ma era un progetto politico.
    Che questo progetto abbia incontrato il favore di “non pochi intellettuali”, e che questi siano coloro che oggi “sostengono di firmare soltanto per la richiesta di revisione” del processo a Cesare Battisti, mi pare cosa da dimostrare.
    Cesare, prova a dimostrarlo. Prendi l’elenco dei firmatari, e mostra quando e dove e come questi firmatari hanno mostrato “favore” per il progetto politico delle Brigate rosse. Ti vedo così sicuro nelle tue affermazioni, che penso non sarà difficile per te rispondere a questa richiesta. Immagino che tu conosca il percorso di quegli “intellettuali”, le loro idee, le loro pubblicazioni, eccetera. Non mi sembri il tipo che parla senza sapere di cosa parla, e che accusa a caso senza sapere esattamente chi accusa, di che cosa lo accusa, e sulla base di cosa lo accusa.
    (Rispondo solo ora perché sono stato in viaggio: due giorni a Bassano, tre giorni a Trento, ora a Palermo…).

  33. cesare berrini Says:

    Non ritengo di dover dimostrare cose che sono alla portata di tutti coloro che sanno informarsi. Quando cito i rizomi delle BR, parlo di radici sotterranee, composte da personaggi della politica ed intellettuali vari, che hanno aiutato clandestinamente la follia terroristica. Ovviamente nessuno di loro può ammettere pubblicamente di aver partecipato ad un tale sconsiderato tentativo di golpe contro uno stato democratico. Tuttavia non possono fare a meno di continuare a sostenere il loro percorso ideologico di sinistra. Da qui il sostegno a Battisti e l’appoggio ai vari “esiliati” politici. Vogliamo esaminare un esempio clamoroso di rizoma? Durante il periodo del sequestro Moro, è uscito il nome “Gradoli” fornito dal sig. Prodi, che indicava con precisione il luogo di detenzione dello statista. Questo ambiguo politicante dell’allora DC, onde evitare di far sapere da chi aveva avuto tale informazione, inventò l’enorme e madornale panzana della seduta spiritica. Secondo il suo racconto, il defunto ex sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, convocato in una seduta spiritica, aveva rivelato questo nome. In questo modo il sig. Prodi bloccò ogni possibilità di indagine. La magistratura non poteva certo inviare un avviso di garanzia allo spirito del povero La Pira. Ora, a proposito di rizomi sotterranei in quel di Roma, le rivolgo io due domande. Da chi e perché è stato salvato il sig. Prodi? Come mai è diventato, in seguito, proprio il presidente del consiglio in due governi di sinistra? Per avere le risposte che lei cerca deve rivolgersi a taluni sepolcri imbiancati della sinistra, che ancora oggi fanno politica pur avendo gli armadi zeppi di scomodissimi scheletri. E da nani politici quali sono hanno la faccia di bronzo di continuare a berciare e piagnucolare contro un avversario politico che ha ricevuto democraticamente il mandato di governare. Ribadisco l’inesistenza di un progetto politico da parte di chi voleva abbattere con le armi un governo eletto democraticamente. Non si può accreditare al ladro la dignità di lavoratore del furto. Le confesso che mi fa paura constatare come molti intellettuali continuino a gridare alla mancanza di democrazia ed alla mancanza di libertà di stampa nel nostro paese. Pare che non sappiano cosa sia una vera dittatura. O fanno finta di non saperlo?

  34. Giulio Mozzi Says:

    Cesare, scrivi: “Non ritengo di dover dimostrare cose che sono alla portata di tutti coloro che sanno informarsi”.
    E allora ti dirò: sospetto a questo punto che, in realtà, tu non conosca affatto il percorso di quegli “intellettuali” dei quali stai parlando, né le loro idee, le loro pubblicazioni, eccetera.
    Ho il sospetto, insomma, che tu stia parlando a vanvera di cose che non sai.
    Per togliermi questo sospetto, ovviamente, basta poco. Basta che tu prenda qualche nome dalla lista dei firmatari del famoso appello (che io, ricordo, non ho firmato), e mostri come effettivamente queste persone abbiano “favorito”, con parole o atti, il progetto politico delle Br.

  35. cesare berrini Says:

    Non capisco due cose. Primo, perché continua a ripetermi di non aver firmato quell’insensato appello pro C.B. (mi da fastidio il solo nominarlo)? Secondo, cosa le fa pensare che dovrei conoscere quelli della lista, per affermare che c’è stata l’appartenenza di molti intellettuali alle BR? Non mi interessano i firmatari di quella lista. La mia esperienza in merito proviene dall’aver vissuto a Trento, proprio nel periodo della formazione di quell’orribile buco nero del terrorismo dei codardo-rivoluzionari di sinistra. Ho visto, ad esempio, personaggi squallidi che brindavano con spumante alla notizia dell’assassinio dello statista Aldo Moro. Gentaglia oggi inserita nella società civile con incarichi anche pubblici. Una marea di vigliacchi che collaboravano attivamente con le peggiori dittature comuniste dell’epoca. Per intenderci, la Cecoslovacchia, la Bulgaria, la Germania dell’Est e l’URSS. Considerato che lei è evidentemente simpatizzante della sinistra, anzi simpatizzante di quei firmatari di sinistra che vorrebbero salvare un assassino mascherandolo da eroe rivoluzionario, perché non fa anche lei una bella seduta spiritica, come il vostro omertoso sig. Prodi, chiedendo al povero Giorgio La Pira lumi sugli intellettuali che hanno sostenuto le BR? Mi spiace averla delusa ma sono sufficientemente disgustato da ciò che ho potuto vedere a Trento per occuparmi anche del marciume della sinistra in altri luoghi. Lei dia pure credito a quei personaggi che si sono rifatti chirurgicamente la verginità ed ipocritamente, non più con la faccia di bronzo ma con una più attuale faccia di titanio, berciano quotidianamente sulla morale degli avversari politici.

  36. Giulio Mozzi Says:

    Cesare, qui si stava parlando di quell’appello, e di chi l’ha firmato. Ora scrivi: “Non mi interessano i firmatari di quella lista”. Quindi mi confermi che finora hai parlato di persone delle quali non sai nulla.
    Ora sostieni che “c’è stata l’appartenenza di molti intellettuali alle BR”. Visto che sono “molti”, sei in grado di nominarne qualcuno?

  37. cesare berrini Says:

    Sembra che quella lista sia di estrema importanza per lei. Le ripeto che non mi interessa. Ciò che conta è l’origine di quella lista. Un appello fatto dai soliti intellettuali che si muovono nella stratosfera delle idee. Una condizione ottimale per quanto concerne la creatività, ma inaccettabile se pretende di scendere a terra e fare a pugni con il buon senso difendendo un assassino. Lei crede che io sia così stupido da fare nomi? Anche se li conoscessi mi guarderei dal farlo. L’esempio del comportamento dei trinariciuti, siano essi intellettuali, magistrati o semplici pecore belanti come quelli del Palasharp, che arrivano a plagiare anche i bambini di tredici anni, mi insegna che sarebbe fatica sprecata. Cosa vuole fare nomi se proprio ieri all’università di Trento hanno fatto un dibattito che sminuiva gli eventi che hanno portato alle foibe, quasi giustificandoli come reazione alle uccisioni dei fascisti. La pulizia etnica fatta dai comunisti titini e italiani in Istria è stata così orrenda che ancora oggi c’è gente cui conviene ignorarla per non dover rivedere molte idee. Questi “agnostici rossi” stanno purtroppo vivendo nella cupa atmosfera preconizzata da Orwell nel romanzo 1984. Spero che ciò non sia anche per lei.

  38. Giulio Mozzi Says:

    Va bene, Cesare. Poiché non sei capace di nominare nemmeno una delle persone di cui parli, posso solo pernsare che non sai di chi parli. Poiché ogni volta cambi argomento, posso solo pensare che parli a vanvera.
    Mi spiace, ma non so che altro dire.

  39. cesare berrini Says:

    Se a lei piace continuare questo gioco a rimpiattino, continuando a ripetere una domanda che non può avere risposte, faccia pure. Io mi sono stufato. Qui, chi non sa le cose è invece proprio lei. Da parte mia non ho cambiato nessun argomento. Purtroppo è sempre quello. Una sinistra che fa pena in ogni sua manifestazione. Da presunti liberatori del mondo e dei reietti sono diventati degli antidemocratici, cui manca solo di rivolgersi al Papa per chiedere la scomunica di Berlusconi. Hanno le mutande più sporche dell’universo e fingono di inorridire per quelle dei loro avversari politici. Che schifo. Soprattutto quella magistratura golpista di Milano che sta rovinando l’immagine del nostro paese in tutto il mondo. Addio

  40. Giulio Mozzi Says:

    Cesare, tu dici che ci sono intellettuali che hanno “favorito” le Brigate rosse. Io ti domando di fare il nome almeno di uno o due intellettuali che hanno “favorito” le Brigate rosse. Tu ora dici che questa domanda “non può avere risposte”.
    Perché questa domanda non può avere risposte?
    E’ così difficile, per te, nominare uno o due intellettuali che, a tuo giudizio, hanno “favorito” le Brigate rosse? Visto che sai che ci sono, saprai anche quali sono.

    Ovviamente, finché tu ti rifiuti di rispondere io non posso che ripetere la domanda. Se vuoi che smetta di ripetere la domanda, puoi (a) smettere di intervenire qui, (b) rispondere alla domanda, (c) ammettere che non sai rispondere alla domanda, ossia che quando parli di intellettuali che hanno “favorito” le Brigate rosse non sai di che cosa e di chi stai parlando.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: