Historia bardzo smutna i przerazajaca

by

“Sangue di cane” (“Krew psa”) dostalam od kolezanki z pracy. Powiedziala mi, ze kupujac te ksiazke pomysla sobie o mnie bo opawiada ona historie mlodego bezdomnego Polaka, ktory zakochuje sie w dziewczynie z Sycylii. Jak sie okazalo, nie jest to jednak zaden romans z cudownym happy endem. Nie, nic z tych rzeczy. Veronica Tomassini, autorka ksiazki, opisuje dosc dosadnie realia polskich emigrantow zamieszkujacych “podziemia” sycylijskich miast, gdzie alkoholizm i przemoc sa chlebem powszednim. Realia Polakow, ktorzy za pare groszy zdolni sa do wszyskiego. Slawek, bohater ksiazki, jest wlasnie jednym z nich. Zarabia na swoje marne zycie myjac szyby samochodow na skrzyzowaniach ulic Siracuzy i nazanczony pietnem alkoholizmu nie potrafi zmienic swojej egzystencji nawet w obliczu milosci do mlodej Wloszki i do syna narodzonego z tego dziwnego zwiazku. Historia bardzo smutna i przerazajaca.

Continua a leggere questo articolo in Pasta, pizza i Mediolan.

Tag:

6 Risposte to “Historia bardzo smutna i przerazajaca”

  1. Teo Lorini Says:

    Mi viene in mente un professore che che ho conosciuto ai tempi del dottorato e che era diventato abbastanza celebre negli ambienti filologici perché, avendo scoperto una breve epistola di Petrarca (si licet magnis componere parva) ancora inedita, aveva dedicato al quel rinvenimento un numero doppio della rivista che dirigeva. Alla fine del secondo volume, sotto il titolo «L’eco della stampa», erano riproposti numerosi articoli usciti in Germania, USA, Francia, GB, nonché uno apparso in Cina. Si mormorava che, per metterlo in pagina secondo i criteri della rivista, l’ordinario in questione avesse obbligato lo stampatore a procurarsi persino un particolare set di ideogrammi.

  2. Giulio Mozzi Says:

    E all’epoca non c’erano i traduttori automatici (quello di Google permette di capire la sostanza dell’articolo).

  3. Alf Says:

    Ciao a tutti, in effetti il polacco è una lingua molto difficile e incomprensiblie per gli Italiani, compreso mio marito. In 20 anni ha imparato davvero il minimo indispensabile.
    A dire il vero non mi asspetavo di trovare la mia breve ricenzione del libro “Sangue di cane” sulle pagine di un blog italiano.
    Comunque il libro l’ho letto perchè, appunto, racconta la storia di un mio connazionale. La trovo molto triste e spavenosa, grazie anche al liguaggio molto esplicito e crudo che usa Tommasini. Mi ha fatto parecchio arrabiare però in quanto non fa una bella pubblicità al mio paese e probabilmente tanti Italiani che leggrano il libro, penseranno che la Polonia è un paese solo di ubraconi e prostitute. Mi dispiace ma non è così. A quanto pare la scrittrice, in un certo senso, ci ama e stima per tante cose e quindi perchè usare un personaggio così emarginato e senza speranza…

  4. Alf Says:

    Ho provveduto alla traduzione in Italiano.

  5. veronica t. Says:

    ti rispondo volentieri Alf. Ho il dovere di farlo. Le tue ragioni sono legittime. Io amo la vostra Polonia, i miei amori più grandi sono polacchi. Sangue di cane, è il mio offertorio. E’ il mio dono di devozione e gratitudine per l’esempio storico, drammatico, orgoglioso che ne ho tratto, da una vicenda tutta personale. Quel romanzo è stato un dono sofferto, sai? Ho raccontato un universo a parte, non la Polonia bella e colta e densa di talenti forse che ti aspettavi, di grandi scrittori, artisti, musicisti. Ma io ho incontrato quel piccolo mondo (e anche quel piccolo mondo per me era intenso, colto, elevato), dove concorreva un’espiazione (un sacrificio) secolare. Ho guardato dentro questo sacrificio, non mettendo a parte la mia vita. Ho desiderato compatire il sacrificio secolare (le vostre proscrizioni, l’inutilità di anni di costrizione e regime, le persecuzioni);insieme a quel piccolo mondo, portatore di martirio nobile, ho imparato cosa fosse la pietà, ho incontrato esattamente in quel piccolo mondo a parte il Dio della Misericordia e del Perdono. L’Occidente, sazio e con la pancia piena, deve guardare insieme a me, a te, dentro questo sacrificio che si consuma ancora. Mia cara, umilmente, ho voluto raccontare un po’ di questa vita straordinaria che è stata anche la mia.
    con stima
    Veronica Tomassini Piotrkowicz

  6. Alf Says:

    Ringrazio per la risposta. Adesso tutto mi è più chiaro.
    Purtroppo appartengo a quei Polacchi permalosi che se la prendono tanto con chi parla male della nostra terra, come pure anche con i Polacchi che all’estero si fanno riconoscere subito. Credo perché, nella mia quasi ventennale permanenza in Italia, ho sentito di tutti colori sulla Polonia. Certe volte cose assurde da gente che non ha mai messo piede in Polonia.
    Inoltre, secondo me, vivendo fuori dal proprio paese si tende a vedere alla fine solo le cose positive della propria terra e ci si dimentica le cose brutte e spiacevoli.
    E’ anche vero che spesso non ci si pensa a tutti quelli che non hanno saputo gestire la propria sopravvivenza da emigrati, diventando dei barboni, emargianti o quant’altro.
    Il tuo libro l’ho passato ai miei amici, sono curiosa di sentire i loro commenti.
    Vorrei leggere anche gli altri romanzi scritti da te.
    Un saluto da Milano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...