Teoria generale della democrazia (nel tempo dei pensionati)

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di giuliomozzi

Chiunque abbia nelle sue mani il mio destino, avrà il mio voto.
Più io invecchio, più la mia autonomia diminuisce, più sono costretto a mettere nelle mani altrui il mio destino.
Più la popolazione invecchia, più è facile che importanti masse di voti vadano a chi dice: “Mettete nelle mie mani il vostro destino”.

La prima guerra mondiale produsse, tra le altre cose, qualche milione di invalidi e mutilati. Invalidi e mutilati furono importanti sostegni elettorali delle dittature in Italia e in Germania.
Oggi tocca ai pensionati.

Così, in linea di massima.

(Suggestione dalla lettura delle prime 63 pagine di: Peter Sloterdijk, Devi cambiare la tua vita, Raffaello Cortina Editore (via Alessandra Sarchi).

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17 Risposte to “Teoria generale della democrazia (nel tempo dei pensionati)”

  1. Umberto Brancia Says:

    Condivido pienamente. Più invecchio, e più mi rendo conto quanto l’ interrogativo sul futuro mi percuote le vene: per me, per il desiderio di veder sopravvivere qualcosa del mio lavoro, per i figli. E poi siamo perseguitati ormai da questo tema anche nell’ immaginario. il film di Pupi Avati e tanti romanzi.
    Comprerò il romanzo, sono un pensionato……

  2. gianni Says:

    Giulio, io ho sempre pensato che gli spot pubblicitari passati durante i film horror siano più efficaci perché il pubblico spaventato si affida più facilmente. Non posso dimostrare questa cosa, però mi è sembrato bello scriverlo qui. Il tuo post mi ha dato una bella suggestione, grazie.

  3. fabio bussotti Says:

    Sì, in linea di massima è così.

  4. clelia pierangela pieri Says:

    …e fa paura. Apriamo gli occhi?

  5. Il grande marziano Says:

    Girerei la prima frase: chiunque io voti, avrà nelle sue mani il mio destino. E questo vale a qualsiasi età.

  6. Larry Massino Says:

    Non potrebbe essere che i cinici pensionati tengono per le palle i politici, impedendo loro di occuparsi di nuove generazioni? Per esempio, tagliando un 15% alle pensioni ricche si otterrebbero più o meno 20 miliardi all’anno. Da destinare, non sia mai, al salario minimo garantito, alla ricerca?

  7. Gloria Zerbinati Says:

    Interessante. Tu e Vasta dite una cosa molto simile partendo da presupposti diversi (forse non son nemmeno così diversi). Tu parli di una regressione involontaria (la vecchiaia, l’invalidità, la diminuzione dell’autonomia dovuta, per esempio, alla malattia), lui di regressione volontaria (o meglio di stallo in una condizione filiale, priva di responsabilità, con una fetta di popolazione – quella nata attorno agli anni ’70 – che al contempo si lagna e si bea della sua stessa condizione di eterno figlio). In entrambi i casi il risultato non cambia: il proprio destino viene messo in mani altrui, delegando, per necessità o scelta, i propri diritti, e, in definitiva, privandosene.

  8. mauro mirci Says:

    Direi che questa è l’idea allo stato embrionale. A uno stadio più evoluto è possibile (ed è stato fatto) “produrre” invalidi che mettano nelle mani del referente politico il loro destino. Produrre mutilati presenta qualche difficoltà (facilmemente immaginabile), ma non poniamo limiti alle dinamiche del voto di scambio.

  9. federica sgaggio Says:

    Gloria, non sono sicura che la permanenza in uno stato filiale equivalga a una privazione dei propri diritti commessa da se stessi.
    A volte ho la sensazione che mantenendosi figli, invece che privarsi dei diritti dell’«adultità», si intenda conservare contemporaneamente anche la titolarità dei diritti dell’adolescenza.
    (Tagliata un po’ con l’accetta).

  10. Gloria Zerbinati Says:

    Federica: “A volte ho la sensazione che mantenendosi figli, invece che privarsi dei diritti dell’«adultità», si intenda conservare contemporaneamente anche la titolarità dei diritti dell’adolescenza”. Sono d’accordo, ma il rischio è che, i diritti dell”«adultità» e quelli dell’adolescenza si sovrappongano, mantenendo la persona, come dire, rasserenata dalla presenza dei Genitori (in questo caso chi governa il Paese) a cui vengono delegati i propri diritti (fai tu per me!) e intimorita dalla presenza degli stessi che si “prendono cura” perchè sanno che si deve fare “per il bene dei figli”, figli spesso “lamentosi” (pensare all’atteggiamento paternalistico del governo stesso: la censura, che nasce da altre esigenze, spesso viene fatta passare come una tutela del cittadino, per esempio), in una condizione non emancipata, ma succube. Il fatto è che la scelta di essere succubi, in questo caso, è appunto una scelta. Non necessaria ma volontaria.

  11. roberto Says:

    Non so se le cose andranno o sono andate così. Posso solo dirvi che dopo più di trentacinque anni di versamenti la mia pensione commercianti è poco più di quella sociale. Forse non ho rubato abbastanza – nel presupposto che sia così bassa perchè si pensa che i commercianti evadano le tasse al punto tale da potersi creare un reddito che consenta di campare senza lavorare. Oppure sono stati incapaci i funzionari della Finanza dato che, se avessi fatto questo, avrebbero dovuto mettermi in galera. Ma se non ho mai guadagnato cifre altissime, come avrei potuto fare a crearmi una pensione decente? visto che una pensione privata ha dei costi che non ero in grado di sopportare? Oppure devo andare a vivere nelle Filippine, come mi dice mio figlio? C’è nessuno che ha bisogno di un pizzaiolo? Visto che questa occupazione è piuttosto accreditata presso coloro che amano scrivere!

  12. Andrea D'Onofrio Says:

    Mah, gli invalidi e i mutilati erano onorati a parole ma meno nei fatti, per quello che ne so.
    Poi, più che di invalidi si dovrebbe parlare di reduci, che quando non erano mutili sprizzavano energie da tutti i pori. Un mito del fascismo era la giovinezza, mica la serena vecchiaia. Borghese pantofolaio era un insulto!
    Secondo Giordano Bruno Guerri la diffidenza italiana verso i giovani e i miti giovanili è, appunto, una eredità fascista.

    Però come “teoria del complotto” mi sembra ben costruita

  13. rispettarelosceno Says:

    Hanno montagne di voti coloro che lucrano sulla
    diffusione dei mutilati civici, degli invalidi democratici che vivono come se la Costituzione non esistesse

  14. didola Says:

    non si trattano così i pensionati!
    siamo quelli che hanno contribuito al miracolo economico di questa nostra Italia, quelli che hanno fatto nascere e crescere aziende di rilevanza nazionale, quelli che hanno conquistato una legge come lo statuto dei lavoratori, che hanno cresciuto i figli nel rispetto delle leggi interne ed esterne, ci siamo insomma fatti il mazzo e alla fine? siamo in crisi, le nostre aziende malamente privatizzate, lo statuto è carta straccia, i nostri figli lavorativamente, quando lavorano, hanno provato tutto e la nostra pensione fa parte dei loro ammortizzatori sociali nei periodi di magra
    ci piacerebbe tanto affidarci
    metterci nelle mani di qualcuno
    ma, dopo quello che abbiamo vissuto, a stento ci fidiamo delle nostre mani figurati che fiducia abbiamo in quelle degli altri

  15. iltrenoavapore Says:

    …e se semplicemente anticipassimo al massimo la dipartita?
    i figli ereditano (poco o tanto, quasi sempre una casa)
    lo stato risparmia..
    ‘notte

  16. anfiosso Says:

    Invalidi e mutilati furono importanti sostegni elettorali delle dittature in Italia e in Germania.
    Illuminante.

  17. M. Says:

    Tra i motivi che scatenarono i fascismi europei ci furono certamente la frustrazione e la condizione materiale miserabile in cui vennero a trovarsi i reduci della guerra a cui si aggiunse spesso il disprezzo sociale, non riesco però a vedre un collegamento con i pensionati di oggi abbastanza, e per fortuna, tutelati e ancora non additati proprio da tutti alla pubblica vergogna per dissipare le risorse altrimenti destinate ai giovani precari.
    Ma certo ci manca poco , mi pare che destra e sinistra con toni diversi individuano nel sistema pensionistico attuale, peraltro già modificato rispetto al passato, una forma di furto ai danni dei più “giovani” e basti vedere Massino che parla di pensionati che terrebbero per le palle i politici!
    Al commerciante che prende poco di pensione vorrei invece far presente che in genere questo tipo di lavoratore alla fine del suo lavoro mette in vendita il negozio o la licenza, lui no?

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