Per una letteratura a chilometri zero

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di Luca Zaia

Ho già avuto occasione di notare che molti scrittori veneti, anche assai apprezzati dal pubblico e dalla critica, vincitori di importanti premi, hanno pubblicato le loro opere con case editrici che hanno sede a Milano, a Torino, a Roma: in ogni caso fuori dal Veneto. E, nel contempo, quella che è senz’altro la principale casa editrice veneta, e che porta tra l’altro il nome di un grandissimo pensatore veneto, difensore della libertà e della pace, fa le sue maggiori fortune importando autori nientemeno che dalla Svezia.

C’è qualcosa di perverso in questo meccanismo, che conduce gli editori a ignorare ciò che avviene nel territorio nel quale hanno le loro radici e il loro orizzonte, e guardare invece altrove, dove le sirene dello snobismo e dell’ideologia fanno diventare di moda ora questo ora quell’autore destinati a un successo effimero; mentre gli autori nati e cresciuti nella nostra regione, che nel loro immaginario hanno il nostro paesaggio, la nostra storia, la nostra lingua veneta, le nostre tradizioni contadine di rispetto della terra e di operosità, finiscono a ingrassare i bilanci degli editori situati nell’ormai decaduto triangolo industriale o nella ministeriale Roma.

A questa perversione va posto un rimedio. Per questo la Giunta della Regione Veneto sta mettendo a punto un disegno di legge regionale che favorisca gli editori “a chilometri zero”, che operino in una relazione prossima, proficua e costante con il loro pubblico e i loro autori. E abbiamo allo studio delle “borse di creatività” che aiutino gli scrittori veneti a risiedere nel territorio veneto e a sganciarsi dagli editori di altre regioni. Essi potranno così dedicarsi a cantare la storia e le bellezze della nostra regione, e contribuire al rinsaldamento di quello spirito veneto che negli ultimi trent’anni, complici il falso universalismo democristiano da una parte e il bellicismo classista comunista dall’altra, ha perso vitalità e vigore.

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34 Risposte to “Per una letteratura a chilometri zero”

  1. Giuseppe D'Emilio Says:

    Bella
    Serena
    Serenissima
    Sorgi,
    O mia Venezia,
    Dall’onde dell’Adriaco mar,
    Quel mar che,
    Ahimè,
    Più il nome tuo dolce non reca
    Da quando l’empio Corso
    Con vile meretricio
    Eccetera

    Se la finisco vinco un soggiorno a Lignano Sabbiadoro?

  2. Luca Tassinari Says:

    Lo chiameremo Zdaia, in onore del prode Zdanov buonanima.

  3. Sandro Says:

    Dai, dicci che l’hai scritto tu, che è un’operazione assimilabile agli articoli di Philip Roth di cui si parlava tempo fa, come “Tognazzi capo delle BR”… Dov’è la fonte?
    Su internet vengo rimandato solo qui su vibrisse
    🙂

  4. federica sgaggio Says:

    Vedo con grande piacere che non è nemmeno contemplata l’ipotesi che uno scrittore viva nel Veneto ma non vibri di soverchia passione all’idea di

    «dedicarsi a cantare la storia e le bellezze della nostra regione, e contribuire al rinsaldamento dei quello spirito veneto che negli ultimi trent’anni, complici il falso universalismo democristiano da una parte e il bellicismo classista comunista dall’altra, ha perso vitalità e vigore»,

    né di cullare nel suo immaginario

    «il nostro paesaggio, la nostra storia, la nostra lingua veneta, le nostre tradizioni contadine di rispetto della terra e di operosità».

    Probabilmente, a questi rinnegati le borse di creatività le sbattono sulla testa. Con questi presupposti, tuttavia, son borse vuote; e non fanno male.

  5. federica sgaggio Says:

    A proposito: come avevo scritto qua in luglio
    http://www.federicasgaggio.it/2010/07/ooh-come-duro-questo-grano-media-a-regime/
    «a me questa cosa dei chilometri zero comincia a dare il vago sapore di una specie di succedaneo dell’autarchia»…

  6. fabio bussotti Says:

    Non posso pensare che sia vero. Non ci credo. Perché si può essere imbecilli, ma questo è troppo. Non ci credo. E’ un falso.

  7. federica sgaggio Says:

    Propongo aggravi Irpef per gli scrittori veneti renitenti al canto della bellezza della regione.

  8. Antonio La Malfa Says:

    Io sono nato in Calabria, sono stato vent’anni a Piombino(ahimé, non Piombino Dese in provincia di Padova), nove a Firenze, e ora risiedo a Lucca. Mio padre era siciliano, mia madre è calabrese. Mia moglie è lucchese, suo padre è toscano. I miei figli sono nati e risiedono a Lucca.
    Ma.
    Mia suocera era veneta, di Chioggia.
    La moglie di mio fratello è di Piovene di Rocchette.
    Il marito di mia sorella è di Asiago.
    Ho due cugini che stanno a Oderzo.
    Che dice, signor Zaia, mi può mandare qualche soldo, che poi mi metto a decantare le virtù di mia suocera, dei miei cognati e dei miei due cugini? Eh? Eh?
    La prego

  9. federica sgaggio Says:

    Fabio, occhio alla diffamazione!
    😉

  10. Matteo Sforza Says:

    Ma Zaia non ha pubblicato il suo libro per Mondadori? Mondadori è a Milano! Dov’è la coerenza?

  11. ness1 Says:

    E’ uno skerzo, vero?

  12. Lucio Angelini Says:

    Merda, proprio adesso che ho chiuso le Edizioni Libri Molto Speciali, (Venezia)*-°

    http://www.librimoltospeciali.splinder.com

  13. Andrea Says:

    Zaia, quand’era ministro dell’agricoltura, disse che non era opportuno consumare prodotti importati (come l’ananas) e che era meglio nutrirsi di prodotti italiani (ma forse voleva dire padani)… Italiani come il caffè, il cioccolato o lo zafferano? Davvero geniale.

  14. sergio Says:

    Come vola il tempo! Devo ricordarmi di seminare, mancano 23 giorni a Pasqua…

  15. dario Says:

    grazie al primo link, ho scoperto il sito di zia: vi si leggono perle come questo “elogio di Caldoro”: che il nostro porti anche sfiga?

    20/10/2010
    RIFIUTI. FINALMENTE LA CAMPANIA HA UN GOVERNATORE BRAVO E CAPACE

    Finalmente la Campania ha un Governatore. Un Governatore bravo e capace, in grado di assumersi le proprie responsabilità, di non nascondere dietro giri di parole la tragica emergenza rifiuti, di farci dimenticare i silenzi e le incapacità del passato. Apprendendo quanto dichiarato da Caldoro ho provato sincera ammirazione: prole lucide e tese a mobilitare le coscienze e le risorse della comunità campana. Sono che con questa energia, con questo approccio e con questa sincerità, la Campania riuscirà ad emergere da questa recrudescenza dell’affaire monnezza, nella quale la cattiva politica, la criminalità organizzata e le incapacità passate l’hanno gettata.

  16. dario Says:

    ops! “il sito di ZaIA”, avevo perso un’a per strada…

  17. Livio Romano Says:

    Ma tu pensa. E dire che noi terronici ci sentiamo davvero pubblicati (accidenti su questi participio passato ci vorrebbe proprio un corsivo) solo quando a stampare e diffondere i nostri libretti son i famigerati Editori del Nord -è una storia antichissima, si sa.

  18. Michela Fregona Says:

    evviva la letteratura ombelicale! aspettavamo tutti “Elogio del capannone” (avventure economiche tra le sventrate colline palladiane), “Lo scarabòcio : l’unico autarchico giuoco delle carte” (trattato antropologico), “Al Bet e la Beta” (storia d’amore hard), “L’imperdibile storia del fagiolo di Lamon” (più locale di questo…). ti prego, dimmi che non è vero…

  19. paolab Says:

    scommetto su una “bufala” mozziana. spie linguistiche: “assai”; “nientemeno che”; “perverso in questo meccanismo”; “successo effimero”; “immaginario”; “perversione”; “chilometri zero”; “relazione prossima, proficua e costante”; “universalismo democristiano” “bellicismo classista”. tutti nessi e vocaboli che fanno pensare un esperimento retorico del padrone di casa. soprattutto “assai” “immaginario” e “democristiano” sono molto molto giulieschi e poco zaieschi… (a meno che zaia legga molto mozzi e ne abbia assorbito stilemi e periodare…) apprezzabile la suggestione di un influsso berlusconiano nella formula “nel quale hanno le loro radici e il loro orizzonte”, che rimanda al celebre discorso della discesa in campo del nostro presidente… =)

  20. ramona Says:

    spero anche io che non sia vero, nel senso che uno scrittore veneto si troverebbe costretto, se vuole essere pubblicato, a scrivere solo di polenta e osei, o di Marieta in gondoleta e via di seguito, impedendo al libero pensiero di volare verso altre mete.
    E comunque sono andata anche io a vedere: è vero che Zaia ha pubblicato con Mondadori, e allora, come la mettiamo???
    Sul sito non c’è traccia di questo articolo, o almeno io non l’ho visto, perciò… gatta ci cova. Se è una bufala, potrebbe essere però dannatamente possibile, visti i tempi e i personaggi.

  21. Giovanni Says:

    E’ vero sono nato in Sicilia, ma ho abitato a lungo Padova, nella cui gloriosa università ho studiato e mi sono laureato. Ora abito a Bolzano (per qualcuno nord-est e per qualcun altro sud-tirolo), però in via Vicenza, perciò mi sento profondamente, intimamente siculopadano. Certo, mi manca il sangue. Però, chissà… Ho scritto un romanzo che ancora non trova editori, se il governatore Zaia volesse pubblicarmelo. Però, è ambientato in Sicilia…
    Ecco perché non si riesce a pubblicare: c’è troppa confusione, troppe regioni, troppe differenze, troppe città, troppi flussi migratori: milanesi che vivono a Venezia, veneziani che vivono a Treviso, romanisti che scrivono in juventino, siciliani che raccontano di Padova, padovani che vanno al mare in Sicilia. No dico, ma continuando così, come andrà a finire?

  22. Giovanni Says:

    Ancora due cose: 1) la casa editrice Marsilio ha sede a Milano ed è di proprietà di Rizzoli, che credo detenga il pacchheto di maggioranza. 2) rileggendo il presunto testo di Zaia mi sono convinto che è scritto da Giulio, troppo perfetto linguisticamente, troppo coerente la logica per essere di un leghista.
    Giulio, per favore smettila di divertirti alle nostre spalle! Che già abbiamo un sacco di trappole che minano la nostra quotidianità!

  23. vibrisse Says:

    L’analisi di Paola mi pare impeccabile. gm

  24. andrea barbieri Says:

    Già, c’è anche l’incipit autocertifica la verità (“Ho già avuto occasione di notare”) come ogni apocrifo doc. Comunque ieri avevo beccato e ho scorso tutti i ‘post-it’ sul sito di Zaia.

    E’ uscito un libro di Voltolini sulla finzione. Non è Dario ma il suo fratello apocrifo Alberto. Essendo fan di Dario, compro tutti i libri firmati Voltolini.
    A parte gli scherzi, è un interessante saggio su verità-finzione nel testo (“Finzioni. Il far finta e i suoi oggetti”, Laterza) Alberto e Dario sono stati allievi del filosofo del linguaggio Diego Marconi.

  25. andrea barbieri Says:

    E.C. …l’incipit CHE autocertifica…

  26. corpo 10 Says:

    In effetti ci era sembrato un po’ esagerato nei modi, ma da Zaia ci si poteva aspettare di tutto. Il territorialismo è stato da sempre un cavallo di battaglia ma che travalicasse il confine politica-cultura sarebbe stato davvero troppo. Anche sul nostro blog seguiamo Mozzi per la sottile ironia e l’imprevedibilità!

  27. Antonio La Malfa Says:

    Nel caso che sia una bufala da te inventata, Giulio, non temi una denuncia per diffamazione?

  28. federica sgaggio Says:

    Andrea, non c’è scritto «ho già avuto occasione», ma «ho già avutA occasione».

  29. vbinaghi Says:

    Ma se io vengo a leccare il culo al Veneto uber alles Marsilio mi pubblica tutto?

  30. andrea barbieri Says:

    Mancherebbe il dolo per il reato di diffamazione. Giulio non vuole offendere la reputazione, ma far riflettere sulla politica di Zaia creando un apocrifo molto elegante che svela subito.

    @Federica, boh io leggo una O, se avesse scritto una A lo avrebbero sgamato subito, lo fa solo lui ormai… è la sua impronta digitale, cioè no, lessicale 😀

  31. andrea barbieri Says:

    Magari il rischio è più questo:
    Egregio Giulio Mozzi, Lei ha della stoffa! Perbacco si ritenga assunto come autore dei miei scritti. Mi serve per domani un pezzo sulla polenta fasoà da leggere a Strasburgo. Suo LZ

  32. Anna Maria Ercilli Says:

    Questa sì che è musica…come raggirare e ironizzare il pensiero ‘povero’ della politica. Finché Giulio crea, c’è speranza.
    Un caro saluto

  33. paolo zangrande Says:

    Quale demone è all’opera, che uno come LZ abbia praticamente la metà delle preferenze elettorali di una intera regione? quale demone, ma soprattutto con che intento? in questa terra stanno crescendo i miei figli, e tutto attorno a loro sembra la brutta copia di una Storia già vista e nefasta….

  34. vibrisse Says:

    Svelo l’arcano per Federica e Andrea. Avevo scritto: “avuta”. Poi me ne sono accorto, a post appena pubblicato, e ho corretto: “avuto”. Chi legge via feed ha probabilmente ricevutA la prima versione. gm

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