Una vita che vi viene offerta in dono

by

di giuliomozzi

[Questo mio articolo compare nel numero di ottobre 2010 di Stilos, da oggi in edicola e in libreria.]

14 giugno 2008, sette sette di sera. Guardo la posta. Una lettera che dice: «Sono una che scrive, sono brava. Sono incazzata perché chi dovrebbe non mi cag… Avrei da proporle le mie buone cose, ma non allego. Se vuole fiutare il talento, avrà voglia di rispondermi. Sono balle, però, non capita sul serio. Non risponderà». Ci penso un momento. Lettere così ne ricevo tante, ma non tutte le lettere così sono così. Qui c’è una forza in più.
Rispondo: mi mandi le sue buone cose.
Il giorno dopo: «Però mi dica onestamente, la prego: le interesserebbero, visto che già edite? Le leggerà sul serio e poi il silenzio? Se le faranno schifo, non mi dirà niente e soprassederà? Perdoni la mia insistenza, sono anni che aspetto, sono stanca, è passato il tempo, ho superato i trenta e sono una morta di fame. Buchi nell’acqua di solito, al prossimo smetto di galleggiare però. Brutto carattere il mio. Attendo».

Il 18 giugno arrivano due libri. Raccolgono articoli che sono quasi racconti, scritti per il quotidiano locale. Raccontano la città, hanno una lingua fragile e splendida, e hanno una cura, un amore particolare per quella città parallela che c’è in ogni città e nella quale vivono le creature di Dio dimenticate dagli uomini. Questa donna, penso, quelle creature di Dio, non le dimentica.
Prendo il telefono, chiamo. Domando: com’è che tu conosci, vivi, questa parte nascosta della città? La donna comincia a raccontarmi una storia: una storia d’amore, matto e disperatissimo. Io la ascolto, e penso: questa storia va scritta. Il 23 luglio prendo l’aeroplano. Ci incontriamo. Parliamo, camminiamo, mangiamo insieme. Io guardo questa donna, ascolto la sua voce, cerco di vedere tutti insieme, nella mia mente, i pezzi della storia che lei mi racconta a brani, a strappi.
«Tu questa storia la scrivi». «Non interessa a nessuno». «Interessa a me, sarò il tuo primo lettore. La scrivi, e me la mandi man mano».
Quando rientro a Padova, il 26 luglio, il primo capitolo è già lì nella mia posta elettronica. Poi arrivano gli altri: 31 luglio, 4, 9, 14, 21, 25, 31 agosto, 2, 6, 8, 11, 15, 17 settembre. «Questo è l’ultimo».
Comincia il giro degli editori. All’epoca lavoravo per due editori. Entrambi respingono il romanzo. Allora lo faccio vedere a destra e a manca. Viene respinto a destra e a manca. «Ci vorrebbe più plot». «È pretenzioso». «Ha una lingua impossibile». Di nuovo, lo propongo, lo ripropongo.
Passa il del 2008. Passa il 2009. Insistiamo. Anche l’autrice fa circolare il testo. Anche a lei dicono: no, no.
Finché accade l’imprevisto. L’autrice manda il romanzo a un giornalista celebre, che aveva avuto occasione di conoscere (per modo di dire: il giornalista celebre nella città di lei per la presentazione d’un proprio libro, lei che gli fa due domande per il giornale locale). Il giornalista celebre legge, e passa a un suo conoscente che, a Milano, sta creando una nuova casa editrice di narrativa. Il conoscente s’innamora del testo: sarà il primo titolo della casa editrice.
La donna è Veronica Tomassini. Il romanzo s’intitola Sangue di cane. La città è Siracusa. Il giornalista celebre è Marco Travaglio. L’editore, appena nato, è Laurana. Dal 10 settembre 2010, due anni meno una settimana dopo il «Questo è l’ultimo», il romanzo è in libreria. E io sono felice.
Vi prego, leggetelo. È una storia d’amore matta e disperatissima, è un romanzo patetico e ridicolo, è una vita che vi viene offerta in dono.





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43 Risposte to “Una vita che vi viene offerta in dono”

  1. dada Says:

    Lo farò!

  2. Daniela Matrònola Says:

    Caro Giulio,
    sono felicissima che la storia d’amore matto e disperatissimo abbia almeno fruttato buona letteratura. E’ quel che mi rirpometto anche io: soffrire a tutta (come direbbe chi so io) d’accordo però almeno se non posso essere felice lasciatemi almeno essere uno scrittore. Lo leggerò questo libro, lo leggerò sì – per solidarietà e sodalità, e perché promette d’essere molto bello. Chiudo con una microscopica domanda: perché questa cristologia del sacrificio applicata qui da noi a tutto, anche al solo respirare?

  3. Giulio Mozzi Says:

    Be’, non mi sembra che qui da noi a tutto si applichi una cristologia del sacrificio.

  4. cb Says:

    grazie.

  5. demetrio Says:

    ciao.

    mi piacerebbe raccontare una cosa. E la cosa è più o meno questa, leggendo l’articolo di Giulio su come è andata la pubblicazione del libro di Veronica mi sono ricordato la mia epopea e mi sono ricordato la grande generosità di giulio.

    mi ricordo che gli mandai un testo con dei racconti, credo tutti bruttissimi. Lui li lesse e mi chiede di incontrarci e mi disse, me lo vedo davanti ancora oggi, che su 300 fogli word se ne salvavano due (non racconti, ma fogli).

    e lui lì poteva fare due cose o mandarmi a casa (tra l’altro ero in condizioni pietose, era giorni che non dormivo e puzzavo d’aglo) o decidere di vedere se quelle due pagine erano il presupposto.

    ha scommesso su di me, quando neppure io credevo in me.

    e io gli sono grato, perché se ho scritto qualcosa di bello di tanto in tanto è perché lui mi ha detto: sì se ne salvano due, ma secondo me si può partire da lì.

    il fatto che poi siam diventati amici, e lui tra i miei più cari, non toglie che allora perfetto sconosciuto ha compiuto un gesto bello e disinteressato.

    d.

  6. Carlo Cannella Says:

    Leggero’ il libro solo se l’autrice ha un bel decolte’. Foto?

  7. Giulio Mozzi Says:

    Foto.

  8. mauro mirci Says:

    Giulio mio, qua la storia di amore disperatissimo è co’ ‘sto libro. Eppure Siracusa non è lontana.
    Bah, me lo comprerò da Cavallotto la prima volta che passo da Palermo.
    (L’errore è volontario: bravo chi lo trova)

  9. paperinoramone Says:

    Giulio porca miseria sono felice anch’io di come sono andate le cose. Sono felice e vorrei piangere e ho ancora i brividi addosso. Il libro l’ho letto in questa settimana e quindi grazie.

    Giulio, sangue d’un santo, un giornò ti dedicherò una cantata che manco
    Giovanni Sebastiano

  10. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Questo episodio conferma l’ottima opinione che mi sono fatta di Giulio, generoso e altruista. Pochi come lui.

  11. veronica Says:

    Stranissime convergenze. Accadde così, fu una specie di squarcio luminoso (lo percepivo nel cuore)e una certezza sottile tanto che osai: la vita può essere davvero bella, svelarsi finalmente, risarcire, finalmente. Giulio ha rappresentato tutto questo, Giulio era la possibilità, la gratificazione, era il mondo che mi si apriva davanti, stavolta senza chiedermi tangenti, senza che per questo dovessi per forza corrucciare la fronte. Gratuità, memorizza. Sorridi, bimba: così mi venne da pensare, quando lo incontrai (ma veramente? cioé io ho incontrato Giulio Mozzi? Oh, sì, sissì).
    Grazie Giulio.

  12. Claudio Rabiolo Says:

    Caro Mozzi,decisamente Veronica è un bel peperino,qualche mese fa dopo aver scoperto che amava la musica balcanica volevo ,non so ancora adesso perche fare a lei omaggio di un CD musicale dello stesso genere, raccolto sul campo.
    Ebbene, ha fatto di tutto per non farselo spedire. Coglierei quindi l’occasione milanese della presentazione del suo libro per consegnare a te personalmente detto CD
    Chissà che forse dalle tue mani diventi un’omaggio più accettabile,he he he
    Ciao spero di salutarti in quell’occasione.
    Claudio Rabiolo
    burma04@gmail.com

  13. Ulisse Says:

    “Sono nata senza pregi. Dopo 38 anni di vita vissuta sono ancora bastarda ed egoista. Quando mi guardo allo specchio vedo un bagliore di fuoco sulla mia testa, anche se penso che sia il lampadario alle mie spalle.
    Sono nata senza difetti. Dopo 38 anni di vita vissuta sono ancora trasparente e pura. Quando mi guardo allo specchio vedo un’aurea immensa… anche se temo sia il lampadario alle mie spalle…”

    (Da un appunto pescato in rete, per la cui pubblicazione ho chiesto e ottenuto il permesso d’autore. E’ solo un piccolo esempio delle svariate migliaia di folgorazioni che si possono trovar in questo calderone di cyber-socialità, ben al di là della letteratura in senso canonico. Persone che hanno qualcosa d’importante da dire, che scavano e portano alla luce qualcosa di così unico da riguardare tutti. Al mio suggerimento di continuarlo, perché potrebbe essere un buon incipit, ecco la risposta: “ti confesso… sì avevo pensato… purtroppo… come mi sono approciata all’argomento… ho visto l’indifferenza piu’ totale… la gente preferisce non vedere o far finta di niente… anche per quello che gli passa sotto al naso… no, meglio di no… mi voglio troppo bene per farmi questo… e poi mi sono rotta le palle di incassare per l’ignoranza (nel vero senso della parola) delle persone… meglio se dò l’input ai pochi ma buoni!”…)

    CiaU

  14. Daniela Matrònola Says:

    A me Giulio sembra tutto sempre dannatamente cristologico, della serie che si deve prima finire in croce per poter essere presi in considerazione.
    E NON E’ GIUSTO!

  15. Giulio Mozzi Says:

    Non mi sembra che sia sempre così, Daniela. E neanche che sia particolarmente spesso così.

    Ogni giorno mi scrivono due o tre persone dicendomi: nessuno vuole quello che ho scritto, l’editoria è distratta, è cattiva, pensa solo al quattrino, eccetera. E non si rendono conto che, semplicemente, ciò che loro scrivono non è gran che.

    (Il passaggio successivo, di solito, è: “E chi sei tu per decidere che cosa è gran che e che cosa non è gran che?”. Rispondo quindi subito. Io non sono nessuno, e posso sbagliarmi.)

  16. missmartinab Says:

    Che bella storia! Sono contenta di averla letta, dato che ho sete di speranza e di eventi a lieto fine (si sente che mi sono appena laureata e sono in cerca di un lavoro degno di questo nome?).
    Secondo me, la cosa veramente ingiusta è che tutti ci dicono che le cose vanno male, che andranno sempre peggio e chi più ne ha più ne metta. Mi sono proprio rotta, perchè questo lo vedo anche da sola. Quello che fatico a vedere è che ci si può fare lo stesso, anche se i tempi sono duri etc. E non mi riferisco a pubblicare un libro o diventare scrittore, ma in generale. Ad essere felice.

  17. veronica Says:

    ..ad essere felice.

  18. cletus Says:

    sono parte in causa (nel senso che anche io ho proposto a Giulio roba scritta da me), ma va detto: pochi, anzi, pochissimi come lui. Per questo non posso fare a meno di rispettare il suo grande amore per la letteratura.

  19. mimmo Says:

    Mercoledì 6 alle 18 avrò compiuto quarantottanni da quattro ore e mezza e da circa un’ora starò cercando di rientrare a casa dopo una seduta dal dentista di non meno di un’ora e mezza. Beh, a Milano non sarei venuto lo stesso, ma metto il libro in lista d’attesa, ci sono solo quattordici titoli davanti, spero per la primavera di averlo letto. Mi piacciono particolarmente le persone che sanno raccontare una città attraverso le storie della sua gente.
    Una curiosità, secondo te perché Sironi lo rifiutò, non era abbastanza indicativo o non era abbastanza presente?

  20. Silvia Says:

    sì, lo leggerò. e stasera al gruppo di lettura lo propongo anche come prossimo libro. sì sì.

  21. Gabriele Dadati Says:

    Qui, in quel di Laurana Editore, vi si ringrazia tutti.

  22. vbinaghi Says:

    Una volta, quando cercavo l’editore per il mio primo romanzo, un mio amico scrittore mi ha detto: “I libri si fanno quando c’è qualcuno che se ne innamora”. In effetti, ho scoperto che è così, anche se a volte l’innamoramento è legato solo all’ipotetico valore commerciale. Mi è successo in seguito di fare da lettore per una casa editrice e ribadisco che è così. Un libro viene amato, difeso seriamente da qualcuno, altrimenti passa nei comitati di redazione e va nel cassetto dei “Vedremo”. E’ bello difendere un libro, non tanto perchè ti dà la percezione demiurgica del “far accadere”, ma perchè un libro in assenza dell’autore è una creatura indifesa, esposta al fraintendimento o peggio all’indifferenza. Chi vuol bene ai libri vuol bene ai bambini.

  23. Enrico Macioci Says:

    Giulio Mozzi è un grande scrittore, un grande lettore e una bella persona. Ha nella cura dei rapporti umani una sensibilità rara, e un fiuto speciale nei riguardi del talento altrui (quello che lui chiama, se non erro, il “dono”). In più, non si fa neppure offrire una cena…Meglio di così 🙂
    Appena posso compero il libro.

  24. Daniela Matrònola Says:

    “Chi vuol bene ai libri vuol bene ai bambini”, questa frase è talmente grandiosa che la … frego.

  25. Ulisse Says:

    “Non sanno che una grande poesia può esistere in un libretto introvabile anche dai più entusiasti ricercatori e che può essere perfino scritta, talvolta, nell’aria.”
    Giacomo Noventa, La letteratura di casta (in Filologia veneta Testi e studi, edizioni Esedra)

  26. viola Says:

    lo compreremo..e ovviamente lo leggeremo, non fosse altro perchè legato a una terra che amo..:-))

  27. paola zan Says:

    vorrei arrivare alle sei e cinque domani alla presentazione e trovare gremito da infilarmi a fatica tra le gambe e poi sedermi davanti per terra

  28. andrea barbieri Says:

    “Chi vuol bene ai libri vuol bene ai bambini”, questa frase è talmente grandiosa che la … frego.

    Alcune persone che amano i libri non amano i bambini. Alcune persone che non amano il libri amano i bambini. Insomma la correlazione, che la frase sembra enunciare, nella realtà non esiste.

    ps ho dovuto cambiare la mia mail, perché ‘titonco hotmail com’ è un account bloccato in quanto scippato da qualcuno per spammare.

  29. Eleonora Says:

    Brava Vero, sei grande. E pensare quante volte ho bestemmiato alla tua richiesta di una foto che fa la pipì a piazza Archimede di notte mentre non c’è nessuno…. dove avrei dovuto trovarla? Se sapevo allora che serviva per una grande scrittrice forse avrei dormito in piazza aspettando un cane di notte e allora anche io avrei fatto per un minimo parte della tua “città” che “racconta”. Sono comunque soddisfatta. la tua collega Eleonora (un tempo LA FOTOGRAFA)

  30. Carlo Capone Says:

    La storia di questo romanzo è bellissima, fa onore a chi l’ha scritto e a chi ha voluto che si scrivesse. Bravo Mozzi!

  31. Carlo Capone Says:

    Mozzi ha scritto: “Rispondo quindi subito. Io non sono nessuno, e posso sbagliarmi”

    Ulisse contro il Polifemo dell’Editoria? 🙂

  32. Lucio Angelini Says:

    Adoro i “colpi di culo” che cambiano la vita alla gente. Lo diceva già Andersen: ““Talent is nothing, except in fortunate circumstances” (lo scrisse a Jonas Collin nel maggio 1835). Lo stesso Mozzi racconta di sé: “A Marco Lodoli va tutta la mia gratitudine. Alcuni suoi racconti mi avevano commosso fino al midollo; io avevo scritto un racconto che indubbiamente doveva loro più di qualcosa; e lo spedii, come forma di ringraziamento. Tra l’altro, era l’unico racconto che avessi mai scritto. L’esito della cosa – un contratto per fare un libro – mi stupì moltissimo.”

  33. Livio Romano Says:

    Tralasciando la mia personale vicenda con Giulio -che assomiglia molto a quelle fin qui narrate- ed avendo già ordinato il libro da Angelo, il mio amico libraio: non posso fare a meno di notare quel che ognuno avrà ben notato. Veronica Tomassini, oltre che probabilmente molto brava, è una gran bella donna. C’entra? Non c’entra? NON c’entra. Ma ecco: volevo dirlo. Davvero bellissima.

  34. Lucio Angelini Says:

    @Livio. Be’, non è la prima volta che Giulio sbarella per delle giornaliste*-°

  35. Livio Romano Says:

    Lucio, NON intendevo questo, e lo sai: sei il solito! Era solo un complimento galante, non un’insinuazione sulla vita vita privata di Giulio, la miseriaccia!

  36. Lucio Angelini Says:

    Non fare come Vespa con la Avallone, asinello.
    E comunque non darmi del “solito”.
    Honni soit qui mal y pense!

  37. andrea barbieri Says:

    Se al mondo ci fosse coerenza, i complimenti galanti non sarebbero rivolti soltanto alle donne, sarebbero rivolti, per esempio, anche alle arance.
    Un uomo entra nel frutta e verdura. Nota tra le altre un’arancia. Si avvicina. La guarda (la guarda senza toccarla per pudore). Le dice: “Sei una gran bell’arancia. C’entra? Non c’entra? NON c’entra. Ma ecco: volevo dirlo. Sei un’arancia davvero bellissima.”
    La compra. La porta a casa per consumarla in privato.

  38. Lucio Angelini Says:

    @ Barbieri. Ma stai bene in questo periodo?:-)

  39. andrea barbieri Says:

    Lucio, ipotizzo che il complimento galante maschile verso una femmina non sia la traduzione di ‘ti voglio sbattere’ (se fosse così sarebbe molto meglio non usare perifrasi, almeno può innescarsi la poesia della carne). Allora che ho fatto? ho preso il discorso di Livio e l’ho utilizzato per un’arancia. Se si può utilizzare indifferentemente per una femmina come per un’arancia, mi son detto, significa che nel discorso non c’è doppio scopo. Capito adesso la finezza?

    Invece nel caso di Cannella che chiede se “l’autrice ha un bel decolte’”, avrei premiato la sua goliardia mettendo sì un link, ma diverso da quello che ha piazzato Giulio. Avrei messo un video di Bombolo che dice: tze’ tze’, signo’, ma vedete un po’ d’annarvene affanculo!”. Il tutto per emulare la sua goliardia e senza offesa alcuna, si intende.

  40. pippo Says:

    Non è un bel carattere: magari è bellissima e ci si può perdere la testa, ma.

  41. Lucio Angelini Says:

    Il tuo ragionamento non quadra. Ti scoperei/ Ti mangerei (rispettivamente alla donna e all’arancia) nascondono la stessa voglia di appropriazione.

  42. vibrisse Says:

    Mi sono battuto per il romanzo di Veronica perché mi sembra un romanzo bello. Punto.

    Invito i maschi presenti a comportarsi con decenza.

    giulio mozzi

  43. vibrisse Says:

    Andrea, vedi qui:
    https://vibrisse.wordpress.com/giulio-mozzi/

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