Domanda politica

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di giuliomozzi

Se non dico in Germania, non dico in Francia, ma se addirittura in Svezia (in Svezia!) il consenso dei votanti va in maggioranza o quasi a destra, non potremmo decidere che averci la maggioranza che abbiamo (e il capo del governo che abbiamo) non è una anomalia italiana, strettamente dipendente da situazioni italiane (e da particolarità personali di Tizio o di Caio), bensì la versione italiana di qualcosa che sta accadendo in mezza Europa?

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25 Risposte to “Domanda politica”

  1. giorgio fontana Says:

    mah, giulio, secondo me no: l’anomalia italiana non è l’essere governata da una coalizione di centrodestra (e che anomalia è?), ma l’essere governata – fra altri dettagli – da un uomo che possiede una larga fetta del sistema informativo.

    però, mi sembra innegabile che “mezza europa” si stia spingendo verso destra. in questo, sì, l’italia segue un trend. ma lo fa a modo suo – in modo anomalo.

  2. Giulio Mozzi Says:

    Ragionare ipoteticamente mi piace poco, Giorgio, ma mi vien da pensare: se anche quest’uomo non possedesse ciò che possiede, l’attuale maggioranza sarebbe ugualmente maggioranza. Se si accogliesse questa ipotesi, il cosiddetto “antiberlusconismo” verrebbe svuotato d’ogni senso pratico. O no?

  3. giorgio fontana Says:

    dici? io ho forti dubbi al riguardo. in ogni caso, a mio avviso il senso pratico (aggiungo: doveristico) dell’antiberlusconismo non può essere sconfitto da un’ipotesi, perché c’è un dato di fatto più forte – e cioè che il berlusconismo (come nodo di problema linguistico, etico e veritativo) mi sembra esistere.

    poi le etichette sono fuorvianti, e ci sono ragioni storiche per cui questo modo diffuso di pensare e comportarsi ha attecchito così bene qui.

    ma: no, quand’anche berlusconi non possedesse ciò che possiede e fosse comunque al governo, l’antiberlusconismo avrebbe comunque senso. forse sarebbe meno urgente, vista l’assenza di bombardamento parainformativo, ma non sarebbe liquidabile.

    (ovviamente, il requisito minimo è che berlusconi si comporti e agisca nella stessa maniera. altrimenti il controfattuale è troppo forte).

  4. andrea barbieri Says:

    A me pare che l’osservazione riguarda chi usa impropriamente le parole “anomalia italiana”, e sia l’esempio di una cosa che scrisse Wittgenstein, che a volte siamo prigionieri di un’immagine che giace nel linguaggio, per questo il linguaggio sembra ripetercela inesorabilmente.

    Siccome farci venir fuori da questa situazione sembra lo scopo di Mozzi, direi che la sua è la migliore ‘letteratura d’evasione’ possibile.

  5. Giulio Mozzi Says:

    C’era una virgola di troppo, e il mio commento deve cominciare così: “Ragionare ipoteticamente mi piace poco”.

    Curiosamente, “antiberlusconismo” non è il contrario di “berlusconismo”. Per “berlusconismo” generalmente si intende un atteggiamento culturale diffuso (culto del consumo, desiderio di risolvere la vita con un “colpo grosso”, interiorizzazione della corruzione ecc.); per “antiberlusconismo” si intende – e qui io intendo – la tendenza a pensare che far fuori quell’uomo, con qualunque mezzo politico o non politico – sia la premessa di ogni cambiamento politico, o la condizione necessaria per ogni cambiamento politico, o addirittura al condizione sufficiente per un cambiamento politico.

    Spero che la distinzione aiuti a capirsi.

  6. Luca Massaro Says:

    Concordo con Giorgio Fontana. Se Berlusconi avesse un altro tipo di conflitto d’interessi, anche enorme (cioè fosse un normale industriale com’era, ad es. Gianni Agnelli) e non controllasse, di fatto, gran parte del sistema informativo, culturale, pubblicitario (pubblicitario! Publitalia è sua, Sipra è controllata dai suoi uomini!), allora tutto rientrerebbe nei normali avvicendamenti politici.
    Il problema non è la tendenza “destra” “sinistra”. Il problema è la decenza, il rispetto di regole democratiche minime.
    Io vorrei poter un giorno essere libero di votare o a destra o a sinistra senza preoccupazioni.
    E poi: non sono molto d’accordo sul fatto che essere antiberlusconiani significhi voler “far fuori” con ogni mezzo l’uomo Berlusconi.
    Se si giocasse la partita politica ad armi pari (risolvendo cioè il groppo del conflitto d’interessi: che, si badi, non vuol dire, per me, la sua capacità di controllo persuasivo degli elettori, io presumo che ogni cittadino sia capace d’intendere e di volere; ma il concreto e reale tornaconto economico delle sue proprietà).
    E infine, di passata che vado di fretta: la Lega è un fenomeno affatto diverso dalla destra europea. La Lega non è “roba” politica, ma religiosa.

  7. andrea barbieri Says:

    “l’antiberlusconismo avrebbe comunque senso. forse sarebbe meno urgente, vista l’assenza di bombardamento parainformativo, ma non sarebbe liquidabile.” Giorgio Fontana

    Non so se il ‘bombardamento parainformativo’ venga soltanto da Berlusconi, temo che anche la sinistra spari allegramente parainformazioni.
    Se è così, bisognerebbe essere anti-parainformazioni, più che antiberlusconiani.

  8. giovanni Says:

    Berlusconi ha fondado un partito (utilizzando uomini e strutture di Publitalia) e diventato presidente del consiglio nel 1994 (utilizzando massicciamente le reti televisive, i divi e i giornali di cui dispone – ma anche il Milan) con 3 obiettivi: salvare le sue aziende (dunque fare affari), fermare le inchieste della magistratura (per continuare a fare affari con ogni modalità e ampio uso dell’illecito nelle sue varie forme), dare sfogo al suo narcisismo (sono il migliore, ecc.). Poste queste premesse il fenomeno non ha eguali in nessuna democrazia del Pianeta e forse non è possibile affrontarlo con le sole categorie della politica. Il berlusconismo è una vera e propria ideologia (ben sintetizzata da Giulio) che è molto difficle combattere con le armi della politica, perché è tutto tranne che politica, almeno nel senso tradizionale del termine. Usa gli strumenti della politica e dell’antipolitica, il potere mediatico e dell’informazione, i soldi e gli affari, il sesso e lo spettacolo, lo sport e le banche. Dunque la situazione italiana non è paragonabile con quella di altre nazioni. La domanda è con quali mezzi sarà possibile combattere e vincere, o almeno arrestare, un simile fenomeno?

  9. Giulio Mozzi Says:

    Luca, non ho sostenuto e non ho intenzione di sostenere che “essere antiberlusconiani significhi voler “far fuori” con ogni mezzo l’uomo Berlusconi”. Ho invece notato che quando si parla di “antiberlusconismo” si parla “di una tendenza a pensare che far fuori quell’uomo, con qualunque mezzo politico o non politico”, eccetera.

    Così come si può essere cristiani cattolici senz’essere necessariamente bigotti, si può essere “antiberlusconiani” senz’essere “antiberlusconisti”.

    Quanto al “bombardamento parainformativo”, io faccio fatica a distinguere due quotidiani come “La Repubblica” e “Il Giornale” – se non per il target, evidentemente diverso.

    Vedi gli innumerevoli articoli in vibrisse.

  10. italo Says:

    In effetti c’è un trand del genere in tutta Europa, alimentato dalla crisi economica.
    Come ai tempi del fascismo l’ Italia ha semplicemente precorso i tempi, mandando al potere un gruppo apertamente xenofobo come la Lega nord per l’ indipendenza della Padania (dall’ Italia) fin dal 2001.
    Di sicuro l’ esempio italiano deve essere stato di grande conforto per la destra estrema europea, l’ esempio che si potevano conquistare il potere, nonostante idee apertamente razziste di alcuni loro esponenti (un pò come ai tempi di hitler, che guardava a Mussolini come a un modello da seguire).

    Significativo, a tale proposito, mi pare questo filmato, in cui borghezio spiega ai cugini francesi come conquistare il potere:

  11. vbinaghi Says:

    Ha ragione chi sostiene che Berlusconi è un’anomalia per Un paese democratico.
    Ma ha ragione anche Giulio quando scrive che “se anche quest’uomo non possedesse ciò che possiede, l’attuale maggioranza sarebbe ugualmente maggioranza.”
    Se si capisse e si accettasse questo, però, il cosiddetto “antiberlusconismo” non verrebbe svuotato d’ogni senso pratico ma sarebbe ridimensinato a una questione minore, rispetto alla questione politica più importante: perché la sinistra non risulta credibile né in italia né in Europa?
    L’anomalia berlusconiana in Italia genera una sinistra altrettanto anomala, in perenne ricerca di leader carismatici e appiattita sull’ “antiberlusconismo”, e qui c’è un problema. Ma il problema più grosso è: perchè la sinistra italiana ed europea non ha un’alternativa credibile al mercatismo post-fordista e alla xenofobia montante?

  12. enrico Says:

    … che la destra sia maggiormente in sintonia (in sincrono) con la “nevrosi” occidentale ddel nostro tempo? Sotto due aspetti almeno:
    – aggressivo e propulsivo: meno vincoli, scatenamento delle forze del capitalismo rapace, orgoglio di un lungo benessere (perché le tasse, perché il “pubblico”? non possiamo farne a meno e “slegare” la potenzialità economica ecc.), arricchimenti individuali, più erosione della terra resa sempre più fungibile, sogno della crescita inarrestabile ecc.
    – aggressivo e difensivo: particolarismi, municipalismi, protezionismi (almeno nominali), difesa dall'”invasione” dei migranti, “sicurezza” ecc.

    Così, la sinistra che dovrebbe “difendere” invece dei limiti da una parte (limiti della crescita, limiti della “impresa individuale”, sotto l’aspetto della difesa per es. del bene comune ecc.) ovviamente spiegando che quei limiti scatenerebbero delle potenzialità inespresse ecc. e dall’altra una sinistra che propone una cultura politica inclusiva e accogliente (cercando di raffreddare le paure dell’altro e disinnescando la potenza dei capri espiatori, una sinistra dei diritti sempre più diffusi ecc.) – bhe una sinistra siffatta oggi lavora inevitabilmente “conto vento”…

  13. vbinaghi Says:

    Se fosse così, Enrico, basterebbe restare all’opposizione e aspettare una crescita del consenso, perchè le pulsioni aggressive sono soggette a riflusso e controspinte. Il problema è che la sinistra è ambiguamente compromessa con ciò che afferma di voler combattere. Questa sinistra italiana, ha globalismo e arrivismo individualistico ben scritti nel proprio DNA, non è capace per esempio di parlare di limiti dello sviluppo e di limiti della coesistenza, ha sposato le istituzioni troppo tardi per essere credibile quando le difende, e coltiva al proprio interno pulsioni contraddittorie.
    E’ un’armata Brancaleone, diciamocelo.

  14. lorella Says:

    SIATE IL CAMBIAMENTO CHE VORRESTE VEDERE NEL MONDO

    GANDHI

    (lorella inclusa,naturalmente)

  15. paola zan Says:

    egli assomma tutte le furberie italiche in un corpo solo, pertanto di anomalo non vi sarebbero le singole prerogative (da tutti noi ben conosciute) bensì l’ipertrofia, il gigantismo del successo su tutti i fronti: edilizia, finanza, editoria, informazione, pubblicità, politica (ho dimenticato qualcosa?). trae persino vantaggio dall’azione dei suoi detrattori, che dovrebbe essere critica, sostenuta da forti argomentazioni e prove, infine demolitiva, passando invece magicamente per incompreso se non addirittura per povera vittima sacrificale di ingiuste e aberranti persecuzioni. l’antiberlusconismo lo tiene vivo e se ne pasce quotidianamente. come venditore di spazzole riesce bene nell’aspirare la polvere dalle sue stanze e riversarla nell’appartamento degli avversari. come cuoco è abile nel rigirare le frittate. non possiamo dire che non ci avesse avvisato: sarebbe stato un presidente-operaio, -pensionato, -casalingo…
    agli alleati leghisti lascia la competenza della voce grossa in tema di immigrazione e sicurezza. loro sono i poliziotti. fanno la ronda.

    non credo che si riuscirà a superare questa fase politica deteriore e vischiosa senza scendere sul piano del populismo, che significa anche riuscire a parlare al popolo, accendere entusiasmi. stivaloni e badile per rimuovere la melma.

  16. enrico Says:

    certo vbinaghi: l’anima divisa in due della sinistra italiana si potrebbe dire anche così (lasciando perdere il discorso sulla pochezza dei singoli, dei singoli partiti ecc.): se voglio consenso, devo assumere, metabolizzare (e dirigere, magari) QUELLA nevrosi, di cui parlavo (la sinistra diventa destra: è successo, no, in Europa? In Italia anche, vero? A livello nazionale e locale…), se no mi condanno alla marginalità, vengo sbalzato dalla sella del capitalismo deregolato, vincente… lasciando stare il discorso sulla scissione cultura cattolica/di sinistra nel Pd, lasciando perdere il discorso sulla perdita totale del contatto sociale (militanza diffusa, movimenti ecc.), e il frazionismo classico della sinistra “post comunista”… il problema di parte consistente del centrosinistra è “come” essere berlusconiani… (o mi sbaglio?)

  17. Andrea D'Onofrio Says:

    Si lo è.
    Giusto a sinistra non se ne sono accorti: per loro gli italiani sono STRUTTURALMENTE di destra*, quindi “Il bipolarismo visto coerentemente come bipartitismo, è dunque impossibile? Credo di sì”

    *http://espresso.repubblica.it/dettaglio/fini-dalema-e-la-nuova-destra/2133970

  18. andrea barbieri Says:

    Giovanni, quando leggo,
    “Il berlusconismo è una vera e propria ideologia […] che è molto difficle combattere con le armi della politica […] la situazione italiana non è paragonabile con quella di altre nazioni.”
    penso che Berlusconi non si è mai potuto fidare molto dei suoi alleati; invece alcuni suoi oppositori hanno fedelmente lamentato il ‘regime’ berlusconiano. Mi pare che questa non sia davvero una descrizione, bensì la favola di un potere paralizzate, favola che allo stesso tempo alimenta il potere e giustifica l’inerzia dell’opposizione. Lo stesso meccanismo retorico lo ritrovo nelle accuse contro la Chiesa.
    Alla fine a dirimere tra chi fa qualcosa per cambiare e chi no, non è l’appartenenza alla sinistra o alla destra, ma l’essere o no persone a cui le cose ‘importano’. A chi importa, quella favola non la racconti.

  19. Silas Flannery Says:

    Sì e no. L’anomalia italiana non sta nel luogo politico, ma nel personaggio.

    In Berlusconi. Nel suo modo di gestire la cosa pubblica. Nella strada che ha percorso per arrivare a gestirla. Nelle persone di cui si circonda. Nei gesti di minima inadeguatezza nei quali si è prodotto.

    La destra europea non è una macchietta. La nostra sì.

    E non è necessario che “versione italiana” sia analogo a “versione grottesca”.

  20. Giovanni Says:

    Caro Andrea Barbieri, posto che politicamente (nelle piazze o in Parlamento) non ci sono partiti o coalizioni capaci (o sinceramente interessate?) a farlo e che nel nostro piccolo, col nostro lavoro quotidiano ben poco riusciamo a ottenere, cosa proponi tu per combattere, arrestare e vincere il berlusconismo?

  21. andrea barbieri Says:

    Non ho idea di cosa sia il ‘berlusconismo’. Dai discorsi in cui compare questa parola mi pare di capire che coloro che la usano credono in una sorta di ‘leviatano’ da combattere, infatti tu dici che nel nostro piccolo e col nostro lavoro “noi possiamo ottenere ben poco per vincerlo”. Non so altro del ‘berlusconismo’. Ma so che per cambiare le cose bisogna prendere in esame un fatto, determinare un fine e coordinare i propri mezzi al fine. Se facciamo questo ogni giorno in attività banali come andare al supermercato, non vedo perché fare diversamente nella sfera politica. Quando noi andiamo al supermercato non usiamo generalizzazioni, non alludiamo a cose di cui non siamo nemmeno sicuri dell’esistenza, non produciamo discorsi favolosi. Prepariamo una lista, cerchiamo le cose, verifichiamo di avere i soldi, andiamo alla cassa.

  22. enrico Says:

    ecco andrea, io metterei la prima mozzarella (di bufala?) nel carrello: ampliamento dei diritti ad ampio spettro. Mi vengono questi in mente.
    Diritto di voto agli stranieri.
    Diritti più netti per i lavoratori precari e autonomi
    Diritti per le coppie di fatto
    Rafforzamento dei diritti di studio e di ricerca

    e tu, vuoi comprare delle uova bio emesse (?) da galline allevate a terra? Forza allunga la mano!

  23. italo Says:

    Berlusconi non è di destra nè di sinistra nè di centro. E’ un comitato d’ affari al servizio dei propri interessi e una larga fetta di italiani si illude che siano anche i propri. E’ capace di dire a Milano “No alla società multietnica” e il giorno dopo rilasciare un’ intervista alla Tv Tunisina in cui si pronuncia a favore dell’ accoglienza dei popoli. E’ capace di scagliarsi contro i sovietici e il giorno dopo abbracciare l’ ex capo del KGB Putin. Tutto e il contrario di tutto…

    la vera destra in italia è la lega Nord.

    H trovato su un sito questa interessante affermazione:

    “ I Democratici di Svezia, partito che l’altro ieri ha fatto gridare all’allarme xenofobia anche certi nostri quotidiani italiani (…), alle europee del 2009 mirava ad entrare nello stesso gruppo parlamentare della Lega Nord. “Assieme a gente che in Italia propone di sparare sui barconi degli immigrati?”, chiese all’epoca un giornalista ad un loro candidato. “In ogni gruppo ci sono partiti discutibili”, fu la riposta.

    questo è il link in cui sarebbe scritta sta’ cosa:

    http://www.dn.se/fordjupning/europa2009/sverigedemokraterna-vill-hamna-tillsammans-med-lega-nord-1.881021

  24. giorgio fontana Says:

    giulio, solo una cosa: scrivi:

    “per “antiberlusconismo” si intende – e qui io intendo – la tendenza a pensare che far fuori quell’uomo, con qualunque mezzo politico o non politico – sia la premessa di ogni cambiamento politico, o la condizione necessaria per ogni cambiamento politico, o addirittura al condizione sufficiente per un cambiamento politico.”

    no, io per “antiberlusconismo” non intendo questo.

  25. Giulio Mozzi Says:

    Eh, l’ho ben visto, Giorgio. Ho fornita la definizione – che secondo me rispecchia l’uso prevalente della parola, ma non è questo il punto – appunto per chiarezza.

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