Spigolando qua e là

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Tutti hanno i loro diritti però questo mi pare eccessivo.

E’ un ministro dell’attuale governo, a parlare. Ad essere “eccessivo”, a suo giudizio, è il diritto di sciopero (qui).

Cosa ha chiesto Marchionne? Solo più turni di lavoro e di combattere l’assenteismo.

E’ l’attuale presidente della Camera, a parlare (qui): per chiarire che lo sciopero è “assenteismo”.

Adesso bisogna fare in modo, e lo dico in particolare al governo, che questa vicenda eccezionale non prenda il carattere di esemplarità.

E’ il segretario del maggiore partito d’opposizione, a parlare (qui). Che è come dire: può starci che i lavoratori di un certo stabilimento rinuncino al diritto di sciopero; ma che ci rinuncino solo loro.

Non può e non deve prevalere la logica dei veti incrociati.

E’ il presidente del Senato, a parlare (sempre qui). E significa: valgono solo i veti posti da una parte sola.

giuliomozzi

[Vedi anche: qui].

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15 Risposte to “Spigolando qua e là”

  1. Federico Platania Says:

    Una chiosa sul punto dell’assenteismo. I “capi” e i “gestori delle risorse umane” (non riesco a non mettere questi termini fra virgolette) considerano assenteismo qualunque tipo di assenza dal lavoro, anche se riconosciuta dalla legge (malattia certificata, fruizione dei permessi legge 104, congedi parentali, lutto, partecipazione a uno sciopero indetto secondo i termini di legge, etc.).

    Il termine assenteismo dovrebbe indicare la pratica di chi fa il furbo (es.: Mario non sta male ma un suo amico è medico. Mario si fa rilasciare un certificato falso e si assenta dal lavoro per tot giorni). Loro sono già oltre. Neanche si preoccupano più di verificare. Non sei al lavoro? Sei un assenteista.

    Percezione personale (non quantificabile, ahimè): sempre più lavoratori la pensano come “capi” e “gestori delle risorse umane”.

  2. vibrisse Says:

    Un conoscente, che è stato per qualche anno in Flm, mi scrive:

    Pomigliano ha un tasso di assentesismo ingiustificato e di malattia altissimo. Molte volte (e questo credo che sia il nodo del contendere sullo sciopero) alla giornata di sciopero si legano malattie, vere e presunte, che finiscono per fare di Pomigliano una delle fabbriche meno produttive per Fiat.

    La stessa Cgil, l’ala di Epifani in testa, sa che questa è la realtà di quello stabilimento. Sa anche però che gli iscritti di Pomigliano portano clientela (nel senso di 730, assistenza fiscale eccetera: in un parola, “servizi”, che sono il vero reddito che ha il sindacato per vivere).

    Tuttavia – osservo io – se questo contratto passasse a Pomigliano, immediatamente verrebbe proposto ovunque, e non solo da Fiat. Quindi anche negli stabilimenti dove questo tipo di assenteismo non c’è.

    Come al solito, ciò che manca – almeno a leggere i giornali – è la pura e semplice esplicitazione del problema.

    Il problema è: la moralità dei medici.

    gm

  3. mauro mirci Says:

    Federico, le tue considerazioni sono anche le mie. Compresa quella che sempre più lavoratori la pensano come i “capi”. Alla fine prevarrà l’idea che “assenteismo” è qualsiasi assenza dal posto di lavoro, per qualsiasi motivo (tipo: non era il mio turno di lavoro, era un giorno festivo, il mio contratto non prevede il lavoro notturno, e via discorrendo). Il cittadino ha sempre meno stima del proprio ruolo (e infatti non vota, vota in maniera scriteriata, vota contro il proprio interesse); lo stesso il lavoratore. Mi trovo a disagio in questa Italia che sta ripudiando, ogni giorno di più, certi valori che credevo fondamentali (la solidarietà, la dignità della persona, la lealtà, l’onestà). Anche cantare “Bella ciao” è diventato un atto riprovevole agli occhi dei dirigenti scolastici. Bisogna essere ossequiosi, servili, disponibili ed elastici, a richiesta del padrone, o anche d’iniziativa. Bleah!

  4. mauro mirci Says:

    Giulio, il problema vero è che quando l’unico valore è il “Mercato!” (valore riconosciuto e fatto proprio da tutti, ma proprio tutti), non deve apparire strano che poi ognuno nasca con un cuore da bottegaio nel petto.

  5. vibrisse Says:

    Ripeto, Mauro: il problema è la moralità dei medici, che rilasciano certificati di malattia falsi senza battere ciglio. g.

  6. Felice Muolo Says:

    Sono d’accordo con Giulio: la colpa è dei medici. Come la colpa è dei magistrati se in Italia pullulano i mafiosi.

  7. Federico Platania Says:

    Giulio, la moralità dei medici è una parte del problema (e ricordo comunque che esiste la possibilità da parte dell’azienda di ricorrere alla visita fiscale).

    L’altra parte è costituita dalla naturalezza con cui si dà per scontato che se sei in malattia in realtà stai bene e ti sei fatto rilasciare un certificato falso.

    Un’altra parte ancora è costituita dal fatto che le aziende si riempiono la bocca di parole come spirito di squadra, motivazione, entusiasmo e poi, di fatto, non si fidano dei propri dipendenti.

  8. vibrisse Says:

    No, Felice. g.

  9. vbinaghi Says:

    Mi piacerebbe credere che queste proposte (la parola giusta è ricatto) riguardassero solo una fabbrica che in passato ha svelato ingiustificabili forme di assenteismo. Mi piacerebbe, ma non ci credo. Con questo precedente si va verso una “polonizzazione” del lavoro che era l’unico risultato prevedibile della globalizzazione.
    E’ chiaro che oggi i clintoniani de noantri, che negli anni novanta la globalizzazione ce l’hanno venduta come il sol dell’avvenire, abbozzano.
    Se c’è una colpa è quella di chi non ha capito (o ha finto di non capire) che la deregulation di Reagan e le mutande arcobaleno di Clinton erano due facce della stessa medaglia

  10. Felice Muolo Says:

    Si, Giulio. I malviventi dovrebbero essere sbattuti in galera dai magistrati. Tutti, possibilmente, non una modica parte, come si è sempre fatto.

  11. gherardo bortolotti Says:

    a proposito di lavoro e condizioni di lavoro, sto finalmente leggendo giorgio falco, prima l’ubicazione del bene e adesso il pausa caffè che hai pubblicato in indicativo presente. pubblicazione benemerita, direi 😉

  12. vibrisse Says:

    Eh no, Felice. Non è vero che “i malviventi dovrebbero essere sbattuti in galera dai magistrati”.

    I magistrati devono condannare alla privazione (sempre parziale, in varie misure) della libertà quelle persone, tra quante vengon sottoposte al loro giudizio, che ritengono colpevoli di reati che la legge punisce con la privazione (sempre parziale, in varie misure) della libertà.

    Una persona non può essere giudicata in quanto “malvivente”; ma solo per ipotesi di reati specifici.

    g.

  13. Felice Muolo Says:

    Giulio, il riferimento era rivolto ai mafiosi.

  14. vibrisse Says:

    Felice, se vuoi parlare di una cosa, chiàmala col suo nome.

    Buona lettura, Gherardo.

    “Pausa caffè” uscì nel 2004, per Sironi. “L’ubicazione del bene” è uscito nel 2009, per Einaudi.

    gm

  15. Alessandra Says:

    Il pesce puzza dalla
    testa:http://www.abruzzo24ore.tv/news/Europarlamentari-italiani-i-piu-pagati-e-i-meno-presenti/9504.htm

    Pare che vada meglio nel parlamento italiano: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/01/Camera-senato-assenteismo.shtml?uuid=d9aa97c6-c272-11dc-8603-00000e251029

    Comunque sia, pollice verso per i lavativi e per i medici immorali, ma in Italia ci vorrebbe un po’ più di trasparente meritocrazia: nei C.d.A. (tanto per fare un esempio) troppi figli di, amici di, amanti di.

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