Coma profondo

by

di Valter Binaghi

[Leggo questo articolo, che condivido nella sua problematicità, nel blog di Valter Binaghi].

Quando mi chiedono cosa penso dell’aborto procurato, rispondo che è un omicidio.
Quando mi chiedono cosa penso della donna che abortisce, rispondo: penso di lei quello che penso di un soldato in guerra. La gente non va in guerra perchè le piace, ma perchè ce la mandano, e una volta lì è mors tua vita mea. Guerra, perchè la povertà, la solitudine e l’ignoranza sono un nemico armato di fronte al quale è disgrazia più che colpa soccombere.
Quando mi chiedono cosa penso della legge che depenalizza l’aborto rispondo che potrebbe permettersi di cassarla solo chi può garantire di sconfiggere per sempre povertà, solitudine e ignoranza. In caso contrario, sarebbe infierire due volte su chi già dovrà convivere con un rimorso.
Quando mi chiedono cosa penso della Chiesa di Cristo io dico che non mi vergogno di farne parte, perchè in quelle braccia aperte dall’alto di una croce che guarda il mondo c’è posto per tutti, anche per me.
Quando mi chiedono perchè non mi schiero coi “cattolici” sempre e comunque, rispondo che quello è un partito, e coi partiti non si sa mai come va a finire: segui un Vendola e ti ritrovi un Frisullo, per dire.

Leggi tutto l’articolo nel blog di Valter Binaghi.

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2 Risposte to “Coma profondo”

  1. Alessandra Says:

    Sinceramente questa faccenda che chi abortisce è povera e sola la trovo un po’ un clichè. Più spesso nel mondo occidentale si abortisce perché si è troppo giovani e bisogna vivere la propria vita, bisogna finire gli studi, si deve fare carriera, non si può mantenere un altro figlio…poi senti storie di immigrate clandestine scappate sui barconi che pure si tengono i loro figli e rifletti. Quelle, nonostante la loro disperazione e mancanza di tutto, di certezze, di futuro, scelgono la vita. Qui ci sembra normale, quasi obbligatorio abortire quando si guadagnano seicento euro al mese. L’aborto non è una conquista, ma un fallimento della nostra società. Una conquista sarebbe se scienza e cultura si disponessero in maniera favorevole a chi si trova a fare scelte del genere. Non sono comunque contraria all’esistenza di leggi che permettano l’aborto, perché una legge regolamenta, fa monitoraggio, può offrire servizi come i consultori appunto. Comunque ci tengo a dire che parlo per esperienza. Sono rimasta incinta che non avevo nemmeno 20 anni, e il mio compagno neppure. Non avevamo niente, situazioni familiari non ideali, progetti per il nostro futuro che apparivano, data la contingenza, non più realizzabili. Oggi nostra figlia ha 15 anni e se non ci fosse stata lei, non avrei fatto neppure la metà di quello in cui sono riuscita. Non giudico chi sceglie l’aborto, semplicemente mi fa pena e anche un po’ paura.

  2. Alessandra Says:

    E comunque basta con le strumentalizzazioni da parte di tutti, partiti e chiesa, riguardo a queste faccende, per racimolare voti. La trovo una violazione,anzi, una vera e propria violenza.

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