In via ordinaria

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Federica Pellegrini, medaglia d'oro ai Mondiali di nuoto svoltisi a Roma grazie all'impegno della Protezione civile.

di giuliomozzi

A mio avviso c’era e c’è da domandarsi come mai continuano ad aumentare le richieste di dichiarare situazioni di ogni tipo particolari e diverse dalle altre, che siano grandi eventi, emergenze, o altre fattispecie. A me pare che ciò costituisca un segnale, inquietante, dell’aumento della difficoltà delle Amministrazioni a gestire in ordinario il territorio affrontando situazioni complesse. Nessuno, né in Parlamento né fuori, ha finora dato cenno di condividere la necessità di una revisione e di un ammodernamento della normativa, per poter consentire alle Amministrazioni di affrontare efficacemente in via ordinaria le problematiche del governo del loro territorio”.

Così Guido Bertolaso, rispondendo (qui) alle dieci domande postegli da Repubblica. Confrontare con la dichiarazione (sicuramente meno meditata, probabilmente orale) commentata qui.

A mio avviso, comunque c’era e c’è da domandarsi – come scrivevo sabato – se davvero siano solo le “normative non moderne” a impedire alle amministrazioni la gestione in ordinario del territorio e delle situazioni complesse. Il fatto che, come nota Bertolaso, “nessuno, né in Parlamento né fuori, ha finora dato cenno di condividere la necessità di una revisione e di un ammodernamento della normativa, per poter consentire alle Amministrazioni di affrontare efficacemente in via ordinaria le problematiche del governo del loro territorio”, non significa forse che se la normativa rimane nello stato attuale, ciò è il risultato di una volontà politica?

E non c’è dunque da domandarsi se non sia il caso di portare alla luce questa volontà politica, e di discuterla?

Siamo difronte a un serpente che si morde la coda. Le perversioni della burocrazia (desiderio di potere personale dei burocrati, infiltrazioni della criminalità organizzata nelle amministrazioni, perdita del senso della propria missione, corruzione, eccetera) creano consenso attorno al trasferimento a un organismo come la Protezione civile, di per sé creato per affrontare le emergenze, di operazioni per loro natura eseguibili in via ordinaria. D’altra parte, proprio la riduzione dei controlli che la gestione emergenziale porta con sé crea le opportunità perché altre perversioni (coinvolgimento di imprese connesse alla criminalità organizzata, gonfiamento dei costi, scarsa qualità del costruito, corruzione, perdita del senso della propria missione, eccetera) abbiano luogo.

La burocrazia è una forma di controllo preventivo. Se si rinuncia al controllo preventivo, bisogna accettare il controllo successivo. Ossia: se un organismo può agire con ridotti controlli burocratici, è del tutto naturale che sia perennemente sotto inchiesta della magistratura.

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9 Risposte to “In via ordinaria”

  1. vincenzo cavaleri Says:

    il controllo successivo è opportuno sempre e comunque: anche quando c’è stato quello preventivo.
    in quest’ultimo caso, anzi, è ancor più opportuno e deve estendersi soprattutto all’operato della burocrazia -rectius, dirigenza, ché burocrazia è un termine spesso usato in termini dispregiativi.

  2. fabio bussotti Says:

    Non fa una grinza.

  3. Argonautitudine Says:

    Chiaro e schietto.

  4. al3sim Says:

    Be’, il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture è un decreto legislativo del 2006. Non è proprio così obsoleto, non ha ancora compiuto quattro anni.

  5. vincenzo cavaleri Says:

    il codice dei contratti pubblici è del 2006 ed ha anche subito numerose modifiche ed integrazioni negli ultimi tre anni

  6. Francesco Says:

    La Nuova Protezione Civile – intendo il nuovo ruolo che essa assume sotto l’egida berlusconiana – io credo sia un ottimo esempio di microcosmo berlusconiano in tutto e per tutto. Essa replica la decisione di affidarsi ad un organismo “unico” per “fare presto, fare bene”. E’ la scelta – in un tempo in cui la collegialità equivale a perdita di tempo, a “non decidere” – di delegare tutto a qualcuno, qualche ente, qualche soggetto che agisca. Insomma: è un segno più generale dei Tempi. Screditata la fiducia in parlamento, partiti, strutture orizzontali, la si ripone – in ultima istanza e come ultima speranza – nell’attività dell’Uno, quell’Uno che potrà salvarci, tirarci fuori dai guai. E’ un dispositivo ideologico e una pratica di potere che HANNO BISOGNO che tutto sia emergenza, perchè nella norma dovrebbero affrontare tutta una serie di passaggi che con l’emergenza vengono saltati.

  7. cletus Says:

    Premetto che quanto vado scrivendo è passibile di inesattezze. Ma il senso è questo.
    Sta bene, ad oggi, incazzarsi per la mancanza di controlli adeguati intorno a strutture nate grazie al ricorso al concetto di eccezionalità, col quale giustificare di tutto. Estendendo il concetto di eccezionalità, però, viene anche da chiedersi conseguentemente cosa è la normalità ?

    Anni fa, mentre come al solito il bel paese andava a fuoco con puntualità ossessiva ogni estate, si metteva il dito sulle amministrazioni comunali prive di uno strumento indispensabile per “mappare” le aree andate a fuoco negli anni precedenti (per sancirne in via legale con una deterrenza facile da prevedere, l’inedificabilità).. Un geometra è ancora piuttosto facile da reperire, non sono tutti sotto tutela del WWF. Eppure per motivi insondabili risultavano in regola solo pochi comuni con questo strumento (se non sbaglio nemmeno una decina in tutta Italia).

    Ora, sta bene, ripeto richiedere maggiori controlli e giustamente interrogarsi circa il progressivo svuotamento di senso della parola “eccezionalità” in luogo di omesso o tardivo adempimento della pubblica amministrazione. Il punto è che però a prevenire degenerazioni e/o operazioni disinvolte (leggi: fuori o con scarsissimo controllo) dovrebbe essere il puntuale adempimento dell’ordinarietà.

  8. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Non sarebbe male leggersi questo articolo, che dimostra che la Protezione Civile così com’è ha fatto comodo un po’ a tutti, sia a destra come a sinistra:
    http://www.ilgiornale.it/interni/quando_anche_bersani_chiese_aiuto_bertolaso/15-02-2010/articolo-id=421957-page=0-comments=1

    Per carità, se si può migliorare ben venga il miglioramento, ma non dimentichiamo nessuno dei commensali che si sono seduti a tavola.

  9. vibrisse Says:

    In questi articoli non si discute della capacità di intervento della Protezione civile, né dell’inchiesta in corso. In questi articoli si discute di una nuova concezione dello Stato (sulla quale, come si vede dalle risposte di Bertolaso alle domande di Repubblica, nonché dall’intervista apparsa domenica nel Sole / 24 ore – vedi la risposta all’ultima domanda, lo stesso Bertolaso ha delle perplessità). gm

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