L’unico partito che difende la libertà

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Democrazia atea si propone come l’unico partito che, libero da ogni influenza e vincolo legati alla religione, sarà capace di restituire alla Nazione la dignità dimenticata.
L’Italia, forte della propria storia risorgimentale, deve ricostruire la propria etica laica liberandosi finalmente dalle ingerenze religiose che opprimono ogni forma di libertà, di democrazia e di uguaglianza.
Democrazia atea intende restituire ai Cittadini la loro vita, le loro scelte, la loro capacità di decidere autonomamente in un’esistenza libera dall’ingerenza dei rappresentanti della religione.
Democrazia atea si propone di condurre la Nazione verso un processo di consapevolezza e di responsabilità individuale e collettiva; ciò sarà possibile solo attraverso un grande afflato di emancipazione e di evoluzione da ogni oscurantismo che nasce dalle dottrine religiose e che viene avallato da una classe politica alla mercè di dogmi e credenze.
Democrazia atea è l’unico partito che difende la libertà.

Conferenza stampa di presentazione del nuovo partito: martedì 19 gennaio 2010, ore 11, presso l’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Roma in via dell’Umiltà 83/C. Ingresso libero (fino a esaurimento dei posti). Sito del partito: qui.

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16 Risposte to “L’unico partito che difende la libertà”

  1. Livio Romano Says:

    Mmha. Dirò banalità grossissime -ma tanto quel “manifesto” ne è pieno- però l’ateismo mi ha sempre provocato insieme ilarità e orrore. E’ una religione al pari delle altre. Pronuncia massime apodittiche. Tende a imporsi come verità assoluta che esclude tutte le altre. “Agnostico”, ecco qual è la migliore e più onesta definizione dello scettico. Poi si tende a confondere il piano del sentimento spirituale individuale con le Religioni costituite. Uno può credere ma non aderire ad alcuna delle Istituzioni religiose. Così come può fare l’esatto contrario (non dimenticherò mai, Giulio, una cosa che scrivesti e che mi fece saltare in aria: “Posso vivere senza un dio, non senza una religione”).

  2. Fabio Carpina Says:

    L’ateismo non è necessariamente una religione, ma è di certo una fede.
    Una fede a cui però si riconosce qualche diritto in meno che alle altre; ad esempio non credo che io potrei sostenere apertamente che il cattolicesimo (o il buddismo, o l’induismo; e l’islamismo men che meno, purtroppo) mi provoca ilarità e orrore, senza incorrere in qualche tipo di conseguenza, quantomeno in una diffusa riprovazione pubblica. Dell’ateismo si può dire ben di peggio (il Papa lo fa a giorni alterni), senza che a nessuno importi nulla (compresa buona parte degli atei stessi)…

  3. Arcureo Says:

    Livio… io sono convintamente ateo, ma non mi sognerei mai di andare a tranciare massime o a cercare di convincere gli altri che il mio punto di vista è quello giusto (cosa che di solito le religioni fanno…) per cui non sono affatto d’accordo con le tue affermazioni. Diciamo che -come in ogni cosa- è il grado di civiltà e tolleranza delle persone, caso per caso, che fa la differenza…

  4. Lucio Angelini Says:

    “Utilizzata per la prima volta dal francese Charles de Montalembert a cui piacque tanto la frase in latino (Ecclesia libera in libera patria) che ancora oggi è possibile ammirarla incisa all’interno del suo castello di La-Roche-en-Breuil. In seguito fu il conte di Cavour ad utilizzarla in occasione di un suo intervento al parlamento del 27 marzo 1861, che portò alla proclamazione di Roma come capitale del regno d’Italia.

    Secondo il suo pensiero il Papa doveva dedicarsi unicamente al potere dell’anima dimenticandosi il potere temporale sui suoi possedimenti.”

    (Da wikipedia)

  5. Lucio Angelini Says:

    P.S. L’allusione è al motto “LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO”, se non si fosse capito.

  6. giovannicoccoaliasjohnny99 Says:

    La “dignità dimenticata”? E quando mai questo Paese ne ha avuta? E la storia risorgimentale da cui prende le mosse lo sproloquio qui sopra (infarcito e bolso di retorica, quella si, risorgimentale) è proprio il GRANDE equivoco da cui nascono gran parte dei problemi della contemporaneità italiana. L’unificazione di un Paese come fatto accidentale e elevato successivamente (e strumentalmente) al rango di conquista. Mah!

  7. vibrisse Says:

    Non c’è nulla di male, se A cerca di convincere B che il proprio punto di vista è giusto. gm

  8. stefano Says:

    l’ateismo non è né una fede né una religione. L’ateismo in effetti non esiste.

  9. Alcor Says:

    @ livio romano

    «“Agnostico”, ecco qual è la migliore e più onesta definizione dello scettico. »

    ma se uno non vede la mano di dio nelle cose e pensa che la religione sia semplicemente la risposta umana all’angoscia e che prima o poi scopriremo anche l’origine dell’universo come abbiamo scoperto i buchi neri, e questo non gli dà nessun problema e non gli mette nessun dubbio, perché dovrebbe dichiararsi scettico? è ateo, e questa sua stoica tranquillità non dovrebbe provocare né ilarità né orrore.

    quanto al fatto che l’ateismo ” Tende a imporsi come verità assoluta che esclude tutte le altre.” io lascerei perdere, in un paese cattolico:-)

  10. Livio Romano Says:

    Mi fa orrore e mi fa ridere quando si trasforma in movimento organizzato, in religione dogmatica -così come mi fanno orrore e mi fanno ridere i dogmi di ogni Chiesa. Su su Alcor, cosa sappiamo davvero noi? Ma scherzi? Potrà passare anche un altro millennio e noi continueremo a non sapere un bel nulla, ecco quanto. Ecco perché proponevo modestamente “agnostico”. Senza scomodare Kant e il suo noumeno inconoscibile senò fra un anno stiamo ancora qua a discutere, il sentimento della trascendenza (al di là della fisica, al di là delle categorie umane del tempo e dello spazio) esiste e beato chi galleggia bellamente nella confortevole bolla del ‘conosciuto’ senza porsi domande. Comunque, veniamo a questioni più pratiche. E’ giusto che un coppia di atei educhi i figli all’ateismo? Cioè: è ovvio sia giusto e permesso, per carità. Ma mettere un bambino davanti a una verità così granitica, così aspramente irrefutabile, rifiutarsi di fornirgli un’alfabetizzazione religiosa (rectius: al sentimento della trascendenza): non lo trovi piuttosto bigotto? Sono un relativista. Accetto anche il discorso ex adverso. E’ giusto che il figlio di due musulmani integralisti riceva un’educazione intrisa di Verità Infuse? Sì, è giusto e permesso anche questo. Ma quel bambino si perderà il gusto del coltivare il Dubbio, della ricerca del Senso, visto che gliene hanno iniettato a litri di preconfezionato. Sia l’uno che l’altro infante corrono seri rischi a 18 anni di farsi irretire dalla prima setta di pazzi che passi per strada. Non fraintendermi. Detesto questa Chiesa Cattolica, questo papa, questa Italia ipocrita che fa il cavolo che le pare e poi va a messa quasi come gesto scaramantico -ma nutro lo stesso stigma anche nei confronti, per dire, dell’ebraismo o del buddhismo. Solo non riesco proprio a vedere che correlazione ci sia fra un movimento per l’affermazione dell’ateismo e la critica alla pesante ingerenza della Chiesa nella vita pubblica italiana. Capirei un partito “Combattiamo la chiesa cattolica”. Vi ci aderirebbero anche molti cristiani, lo sai. Insomma, non bisogna necessariamente sventolare la bandiera del materialismo (condizione mentale che, ripeto, invidio: e pensare che ci son molti atei che invidiano la fede) per affermare che samo stufi di questo paese puzzolente di incenso e naftalina degli armadi screstiali.

  11. Alcor Says:

    Nel tuo primo commento parlavi di ateismo in generale, ed era quello che ti provocava ilarità e orrore, se avessi detto che ti fanno ridere e ti fanno orrore i dogmi di ogni chiesa non sarei intervenuta, anche se a me provocano sentimenti diversi, non provo orrore per i dogmi della chiesa cattolica, che non mi riguardano, né ilarità.

  12. vbinaghi Says:

    A me quello che provoca ilarità non è certo l’ateismo nè l’agnosticismo, ma la chiesina atea e il partitino ateo, oltre naturalmente al monopolio della libertà, che se uno ci pensa bene è un ossimoro.

  13. vibrisse Says:

    Alcor, scrivi: “Ma se uno non vede la mano di dio nelle cose […] è ateo, e questa sua stoica tranquillità…”. Ma, a essere proprio pedanti – qual io sono e fui -, gli stoici non erano per niente atei.

    Livio: l’argomento del “bigottismo ateistico” è stato usato e strausato. Siamo sicuri che serva a qualcosa?

    giulio

  14. Alcor Says:

    non parlavo certo di stoicismo in senso filosofico e storico, ho usato l’aggettivo in modo teoricamente improprio ma diffuso e comprensibile per indicare un atteggiamento che rifugge dalla consolazione

    davvero non si capiva?

  15. Alcor Says:

    quello che forse chi crede non riesce a concepire, è che molti di quelli che non credono, non credono con una certa semplicità e naturalezza e non si pongono il problema di dio

    la fede, o l’esistenza di dio, se preferite, diventa materia di indagine e discussione per chi crede e si confronta con chi non crede, o per chi ha creduto e non crede più, o per chi è incerto, o per chi, come nel mio caso, è interessato alla cultura religiosa della quale non sottovaluta mai l’importanza in tutte le sue manifestazioni,

    ma la maggior parte degli atei sono sereni e silenti

    diversa la faccenda degli atei che lamentano un difetto di laicità nel paese, come quelli qui sopra, mi pare
    chi crede forse non può rendersi conto di quanto sia fastidiosa la presenza sempre sottilmente legislativa del vaticano in Italia, sia che usi la politica sia che ne sia usato, è un elemento terribilmente inquinante della vita pubblica, noi non siamo come gli altri europei perché abbiamo il papa a Roma, e se per i cattolici può essere magari motivo di orgoglio, gli altri la vivono come un’ insopportabile ingerenza

    perciò, essendoci cittadini in numero esorbitante che sono cittadini in quanto cattolici, se questi cittadini chiamano alle armi (Binetti, per dirne una) producono quasi automaticamente l’altro lato della medaglia, questi sopra

    li avete prodotti, vorrei dire ad alcuni cattolici, adesso non lamentatevi, è opera vostra

  16. Livio Romano Says:

    Be’, Giulio, proponevo questo punto di vista dell’istruzione da insegnante e papà di tre bambine che alcune volte parla con questi Detentori Di Verità che sogghignano come fanno tutti gli ideologi di fronte ad altri punti di vista. L’ironia, il “guarda, tu vacci, io non sempre gradisco quel che si dice in quei posti e anzi direi che non gradisco mai ma vorrei lo stesso tu ci andassi”, il continuo tirare in ballo parabole e aneddoti biblici e insieme sghignazzare su quanto la gran parte dei sacerdoti -ma soprattutto dei politici che affollano le messe e sfilano tronfi durante le processioni oppure tirino fuori la fede quando fa a loro comodo- ne sia lontana: è atteggiamento, a mio parere, non schizofrenico, né ondivago. E’ semplicemente allegra, giocosa Educazione al Dubbio, alla Ricerca.

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