“Un libro che induce all’introspezione. Quella che oggi manca”

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di Vincenzo Pardini

[Questo articolo di Vincenzo Pardini è apparso ieri, 8 novembre 2009, in Quotidiano nazionale, sezione nazionale dei quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno].

La vicenda di Eluana Englaro e la sua morte hanno scosso l’opinione pubblica sollecitando, intellettuali e scrittori, a cimentarsi sull’argomento nel tentativo di trarne una risposta. Una risposta alla morte e al dolore, la più difficile, se non la più impossibile. E’ quanto cerca di fare, per i tipi di Transeuropa lo scrittore Giulio Mozzi, con il libro Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi con postfazione di Demetrio Paolin, Euro 10. Giulio Mozzi, tra ironia e disperazione (la stessa che ha trasmesso a tutti la storia di Eluana) propone alla Chiesa cattolica, lui, tentato dal protestantesimo, di fare santa la Englaro, rimasta per diciassette anni in coma e morta a seguito di una lunga battaglia legale, condotta dal padre Beppino, deciso a porre fine alla vita della figlia come lei aveva detto prima dell’incidente che l’avrebbe calata nel buio della perdita di coscienza vedendo un suo amico ridotto nella maniera in cui sarebbe finita lei. Quasi un segno, una premonizione, sottolinea Mozzi, che poi si chiede se, davvero, sia stata questa la vera volontà di Eluana che, alla vista dell’ amico, avrebbe potuto parlare per ragioni emotive. Diciassette anni di coma sono molti quanto lunghi. E Mozzi si chiede quali siano stati, sempre che ne abbia avuti, i suoi segreti pensieri, mentre il corpo le si disfaceva, si trasformava, mettendo in ombra la sua antica bellezza.

E Dio, che Mozzi scrive con la minuscola, dov’era, cosa faceva? Forse non molto. Lo scoppio demografico dell’umanità è tale che anche Lui, sebbene onnipotente, si vede costretto a demandare molti compiti ai santi. E forse anche il cielo, alla stregua del Vaticano e degli Stati della terra, è governato dalla burocrazia. Eluana Englaro è, quindi, stata abbandonata a se stessa anche dalla divinità? E se sì, sarebbe un motivo in più per proclamarla santa. La sua esistenza, al pari di quella di padre Pio e di altri santi, è stata eroica, poiché martire sia per volontà di Dio sia perché la scienza umana non ha potuto niente contro la sua disgrazia. In tutta questa vicenda, brilla l’immagine di Silvio Berlusconi. Dispensatore di speranza e di ottimismo, il suo medico personale, Umberto Scapagnini, l’ha definito «tecnicamente immortale». Tanto che lui sta investendo mezzi e denaro in un istituto che porterà la vita a 120 anni. Record a cui l’umanità spera da tempo, ma che forse non sarà per tutti. Questo per dire che accanto alla morte ci sarà, sempre, la vita. Privilegio che Eluana non ha avuto. Toccante, lo annota anche Paolin nella postfazione rievocando sue personali esperienze. Un libro che induce all’introspezione. Quella che oggi manca.

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9 Risposte to ““Un libro che induce all’introspezione. Quella che oggi manca””

  1. luigi weber Says:

    Ma, perdonami Giulio, sei d’accordo con questa recensione? Davvero nel tuo libro “brilla” l’immagine di Berlusconi? Io non riesco a capacitarmi di quella frase: quando l’ho letta l’altro giorno – perché ahimé in casa mia entra quel pessimo foglio che è il Resto del Carlino – ero basito.

  2. vibrisse Says:

    No, non “brilla”. g.

  3. marino magliani Says:

    Luigi, dov’é che Pardini sostiene che nel libro brilla l’immagine di B.?
    Nel: In tutta questa vicenda, brilla ecc. non si intende di certo che Mozzi la fa brillare.

  4. Andrea D'Onofrio Says:

    ahhhh…quindi secondo Vincenzo Pardini Berlusconi è tecnicamente un lampione.

  5. marino magliani Says:

    Non proprio, brillano cose, mi viene in mente una bomba, ad esempio,
    che non sono lampioni.

  6. Morgana Says:

    Vincenzo Pardini si è dimenticato di dire che ciò che “brilla” è l’immagine di Berlusconi puttaniere e utilizzatore finale della gerarchia della chiesa terrena.

    Ciò che segue è frutto dell’introspezione indottami dal libro:

    Eluana Englaro, per 17 anni, è stata vittima di un incantesimo perpetrato dalla strega Tecnica. Eluana Englaro ha passato gli ultimi 17 anni della sua esistenza in una condizione innaturale: un essere umano privo di libero arbitrio. Io non credo nell’esistenza di Dio, e non credo nell’esistenza di Satana. Io credo nell’esistenza della saggezza umana. Riconosco nelle persone la saggezza, e allo stesso modo riconosco il suo contrario. Ogni persona è libera di coltivare la saggezza o l’ignoranza poiché alla base della vita umana vi è il libero arbitrio. Eluana è stata obbligata dalla strega Tecnica a vivere per 17 anni come un vegetale. Eluana, senza l’intervento della strega, sarebbe morta da essere umano. Senza l’incantesimo della strega, Eluana sarebbe rimasta Eluana e non si sarebbe trasformata in qualcosa di innaturale. Il padre di Eluana ha patito le pene dell’inferno. Basta provare a mettersi nei suoi panni per capirlo. Il mondo sarebbe un luogo migliore se tutti noi sviluppassimo la nostra capacità empatica. Ogni volta che pensavo alla condizione in cui si trovava Eluana, pensavo alla sofferenza di suo padre. Non ho mai pensato a Eluana senza pensare anche a suo padre. Sono sempre stata dalla parte di Beppino Englaro. Sono sempre stata dalla parte del padre che voleva liberare la propria figlia da una condizione innaturale, da una prigione di vita biologica forzata. Tutti gli esseri umani, escluse le persone nelle condizioni di Eluana, hanno il libero arbitrio; tutti gli esseri umani, escluse le persone nelle condizioni di Eluana, possono scegliere la strada da percorrere. I genitori di Eluana avevano il diritto di scegliere per lei. Questo diritto gli è stato negato per anni. Questo è atroce.

  7. luigi weber Says:

    Scusate, forse non mi sono spiegato. Lo so benissimo che non “brilla”. E’ la malafede impressionante dell’autore dell’articolo, a mio parere, stipendiato dal Carlino, che lo fa credere a chi non ha letto il libro.
    Rileggete il passo: “In tutta questa vicenda, brilla l’immagine di Silvio Berlusconi. Dispensatore di speranza e di ottimismo, il suo medico personale, Umberto Scapagnini, l’ha definito «tecnicamente immortale». Tanto che lui sta investendo mezzi e denaro in un istituto che porterà la vita a 120 anni. Record a cui l’umanità spera da tempo, ma che forse non sarà per tutti. Questo per dire che accanto alla morte ci sarà, sempre, la vita. Privilegio che Eluana non ha avuto”. Intanto, io leggo “Silvio Berlusconi punto Dispensatore di speranza e di ottimismo”. Leggo che il suo medico lo ha definito “tecnicamente immortale”. Leggo che il buon Silvio sta finanziando la ricerca per far vivere la gente fino a 120 anni. Non tutti, certo, qualcuno soltanto, ma vuoi mettere la bontà? E l’impulso alla ricerca? E poi, per far dimenticare l’iniquità di una vita lunga solo per i miliardari, si sposta l’accento su Eluana che la vita lunga non l’ha avuta (e non l’avrebbe avuta comunque)… Ecco, io trovo questo articolo spaventosamente disinformante, perché chi lo legge scambia il libro, coraggioso e nobile, di Giulio, per un pamphlet agiografico del Nano. Tutto qui.

  8. vibrisse Says:

    E se fosse ironia? g.

  9. vbinaghi Says:

    Vagamente OT (ma anche no)
    Oggi ho postato questo brano di Illich che non si trovava in Rete, sulla “Vita come feticcio”. Credo che vada al centro della questione sollevata dal libro di Giulio.
    http://valterbinaghi.wordpress.com/2009/11/11/piccoli-passi8-dal-vangelo-della-vita-alla-vita-come-feticcio-di-ivan-illich/

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