Il contrario della realtà

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Il Gazzettino, 6 settembre 2009.

Il Gazzettino, 6 settembre 2009.

Ieri il quotidiano Il Gazzettino, molto diffuso nelle Tre Venezie, portava in prima pagina due immagini sicuramente sgradite all’attuale presidente del consiglio dei ministri: la calvizie del presidente stesso, appena mascherata dai capelli chirurgicamente impiantati, e la professionista che come tutti sanno intrattenne il presidente – pagata, benché non da lui – per una notte. Questo nel giorno in cui tutti i giornali – e il Gazzettino non mancava di farlo – riportavano la dichiarazione del presidente (riferita al giorno prima): “Sui giornali di oggi c’è tutto il contrario della realtà”.

D’altra parte gli editoriali di tanti quotidiani, oggi, indicano il partito di Pierferdinando Casini, la Unione di centro (Udc), come probabile futuro beneficiario del contrasto prodottosi tra la chiesa cattolica italiana e l’attuale presidente del consiglio. E la signora Azzurra Caltagirone, moglie di Pierferdinando Casini, è vicepresidente del consiglio d’amministrazione di Caltagirone Editore spa: che possiede, tra gli altri quotidiani, Il Gazzettino.

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5 Risposte to “Il contrario della realtà”

  1. ludeangeli Says:

    Si dice sempre povera Italia; mai qualcuno dicesse povera Inghilterra, povera Francia – povera Italia suona in effetti molto meglio.

  2. emanuele gandolfo Says:

    Ad essere precisi precisi Azzurra è uno dei due vicepresidenti: l’altro è Gaetano che fa sempre Caltagirone di cognome. Presumo sia un parente stretto del probabile futuro beneficiario e della di lui consorte.

    emanuele

  3. omniaficta Says:

    La politica per come appare ora sembra una battaglia tra poteri economici piuttosto che tra idee o interessi sociali. Una sorta di resa dei conti, ma letterale. Era così anche prima? Ho l’impressione che ci sia qualcosa di diverso, di assai rischioso.

  4. vbinaghi Says:

    Niente di diverso, tranne una popolazione che governava se stessa, le proprie cose e i propri affetti in modo diverso, non uniformato alla spudorata rapacità dei potenti. Pensate alla fiducia che il Manzoni dimostra, nei Promessi Sposi, nei confronti del senso comune dei poveri oltre che della loro fede, in un tempo in cui lui per primo non si faceva ullusioni sulle classi dirigenti. Questo è diverso: i sottoposti oggi condividono gli stessi vizi dei tiranni, e l’unica aspirazione plausibile sembra l’invidia sociale. Per questo mi sembra stucchevole questo mettere alla berlina il Napoleone di turno, quando la corruzione è nell’ordine del discorso e nel costume.
    Non sarebbe ora che gli intellettuali ritrovassero il loro slancio etico e universale, anzichè contribuire a questa farsa delle tre palle un soldo, bivaccando nell’uno o nell’altro circo?
    Ci sono giochi in cui di vince solo smettendo di giocare.
    Disertando la politica-spettacolo, yotnando a insegnare la grammatica del vivere civile a un popolo imbarbarito, finchè saprà lui scegliersi altre guide, più degne.

  5. vbinaghi Says:

    yotnando era tornando (scrivo al buio)

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