Silvia e le altre

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Silvia Ballestra

Silvia Ballestra

L’attuale capo del governo, dopo aver fatto causa al quotidiano La Repubblica per avergli rivolte dieci domande, dopo aver slegato il quotidiano di famiglia Il Giornale contro il direttore del quotidiano L’Avvenire, ora fa causa al quotidiano del principale partito d’opposizione, L’Unità, nel cui sito si legge:

La direzione dell’Unità annuncia di aver ricevuto nella mattinata di oggi [cioè ieri, 2 settembre 2009] due citazioni per danni per un totale di due milioni di euro dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per il tramite del suo legale romano Fabio Lepri. Il capo del governo chiede inoltre la condanna a una pena pecuniaria di 200.000 euro ciascuna per il direttore responsabile Concita De Gregorio, per le giornalista Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, per l’opinionista Maria Novella Oppo e per la scrittrice Silvia Ballestra.
La richiesta si riferisce a tutti i servizi dedicati allo scandalo sessuale che ha coinvolto il premier pubblicati sui numeri del 13 luglio e del 6 agosto del quotidiano: gli editoriali del direttore (intitolati “l’etica elastica” e “iniezioni di fiducia”), i servizi di cronaca e i commenti.

Nel sito del quotidiano ci sono tutte le informazioni, compresi i testi delle citazioni. Se qualcuno volesse lasciare un messaggio di solidarietà, può farlo qui. E se l’attuale capo del governo volesse far causa anche a me, guardi che son pronto.

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18 Risposte to “Silvia e le altre”

  1. Giovanni Cocco Says:

    Giulio, se l’Unità fosse per davvero “il quotidiano del principale partito d’opposizione” sarebbe davvero triste (perchè ha pochi lettori e vorrebbe dire che l’opposizione è una stretta minoranza). Ricordo che Pc, Pds e Ds non esistono più.
    Siccome quello che fa notizia, oltre al fatto in sè, sono le CIFRE richieste dal Premier a titolo di risarcimento (qualora venisse accertata la presunta diffamazione), mi stupisce che nessuno abbia messo in evidenza che io posso anche chiedere per es. a Giulio Mozzi di risarcirmi di un milione e mezzo di euro per avere detto che sono un cretino, ma spetta poi al giudice stabilire, in caso di condanna, l’entità del risarcimento. Nel nostro sistema giuridico i risarcimenti, anche per cose ben più gravi, si riducono spesso a cifre ridicole.
    Tu mi dirai: “Non sono i numeri ma è la questione di principio”. Ok.
    Io anni fa ho avuto una causa per diffamazione intentatami da un Deputato della Lega Nord che mi chiese 300.000,00 euro di risarcimento per avere detto, tra le altre cose, che giocava a video poker. Fui condannato in primo grado (!!) e il Giudice in quella sede stabilì che il risarcimento doveva essere di 5.000,00 euro. Peccato che, nel frattempo, ne avevo tirati fuori 17 mila di avvocati…

  2. Anna Petrazzuolo Says:

    Questa Italia comincia a farmi paura.

  3. vibrisse Says:

    Giovanni, mi pare che “L’Unità” di fatto sia il quotidiano di riferimento del Pd (“Europa” è un quotidiano inesistente), al di là della situazione societaria. Questo volevo dire con una formula forse troppo sintetica.
    Le cifre colossali chieste come risarcimento hanno di solito, per quello che ne ho capito (e per esperienza personale), uno scopo intimidatorio.

    gm

  4. Ivano Porpora Says:

    Quando fai così mi piaci tantissimo.

  5. Mauro Pianesi Says:

    Il coglione ha perso le staffe. Fino a poco tempo fa, avrei aggiunto: “In una situazione politica diversa (cioè, se non ci fosse stata l’Unione Europea) e in anni diversi, avrei avuto paura di un colpo di stato militare”. Oggi, vista l’arroganza dimostrata infinite volte anche verso l’Europa, non posso fare più questa aggiunta. Il colpo di stato militare (o, comunque, un controllo sociale più brutale di quello attuale) è stato evitato, finora, dal golpe mediatico/giudiziario: il coglione finora s’è accontentato di quella formula. Che oggi sembra non bastargli più…

  6. ruben Says:

    incorreggibile…donne di qua e donne di là, donne che riscuotono e donne che pagano…è quasi troppo semplice….ma tutti gli altri maschi, intorno a lui, cosa fanno?

  7. Carlo Cannella Says:

    I messaggi di solidarieta’ vanno bene, ma bisognerebbe fare qualcosa di piu’ concreto. Gli scrittori, ad esempio, potrebbero impegnarsi a devolvere i diritti (o parte dei diritti) relativi alle copie vendute dei loro libri a copertura delle spese processuali degli inquisiti.

  8. federica sgaggio Says:

    In Parlamento Aldo Moro disse che non avrebbe lasciato processare la Dc.
    C’è chi sostiene che la cosiddetta Tangentopoli sia stata la liquidazione per via giudiziaria di un’intera classe politica. Ovvero, in sostanza (e brutalmente detto), la smentita fattuale a quelle parole di Moro (ma anche a quelle di Craxi).

    Quel che sta succedendo ora ai giornali, indipendentemente dalle sentenze – e, Giovanni, anche dall’effetivo ammontare dell’eventuale risarcimeto che in sede civile dovesse venire stabilito – è del tutto equivalente a ciò che allora accadde alla politica: il massacro dei luoghi di mediazione/comprensione/trasmissione/socializzazione del reale, in vista dell’obiettivo della nichilizzazione della terra di mezzo fra la politica (morta, e ridotta a gestione e amministrazione, priva di ogni rappresentanza ma eventualmente e nella migliore delle ipotesi deputata alla semplice delega del «fa’ tu, io c’ho altri cazzi») e i cittadini.

    L’unica aggiunta che vorrei fare è che, purtroppo, penso che sia già tutto successo, e che non si possa fare più niente.
    A volte mi domando se a quel tal bivio la stampa o i sindacati o i partiti avessero reagito in un altro modo cosa sarebbe potuto accadere.
    Ma – tempo tre secondi – mi sembra di rendermi conto con assoluta chiarazza che niente e nessuno avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi, perché i processi cominciano molto prima del momento in cui vengono avvertiti.

    Uno mi potrebbe obiettare: eh già, ma è per questo che esistono gli intellettuali.
    Sì, forse.
    Anzi: sì, di sicuro.
    Ma questo specifico processo di nichilizzazione della politica e della rappresentanza aveva bisogno della «nientizzazione» della stampa.
    E la stampa s’è prestata.

  9. federica sgaggio Says:

    A parte che «effettivo» ha due «t», «risarcimeto» una «n» che è rimasta nella tastiera, e «chiarazza» va letto con una «e» al posto della seconda «a», vorrei solo aggiungere che parlo da giornalista. E che pertanto le colpe le sto dando anche a me, eccome; indipendentemente dalla mia effettiva partecipazione alla demolizione del mio Paese.
    Resta solo da chiarire un’ultima cosa: che io tenderei a considerare i giornalisti, almeno per statuto, intellettuali.
    Invece, non lo sono.
    E non solo perché il tasso di stupidità è, nella categoria, soprendentemente sovrarappresentato.
    Un’autentica anomalia statistica.

  10. federica sgaggio Says:

    Naturalmente, c’è un altro refuso.
    Amen.
    Oggi va così.
    Scusate.

  11. federica sgaggio Says:

    Dilago, portate pazienza.

    Repubblica titola:
    «Gasparri: “Lodo Alfano bocciato?
    Non importa, troveremo un cavillo”
    Il presidente dei senatori Pdl sull’ipotesi di un no della Consulta: “Ci penserà un avvocato, un Ghedini o un Ghedoni, a superare un eventuale vizio negativo”.

    Come si può NON pensare che tutto sia già accaduto, di fronte a tanta arrogante noncuranza?
    Come si può non pensare che tutto sia già accaduto, se Boffo si dimette a dispetto di tutte le più autorevoli parole di solidarietà?

  12. Mauro Pianesi Says:

    A proposito del “tutto già accaduto”, mi ha fatto sorridere l’articolo di Massimo Giannini su “Reubblica” di oggi, perché conferma le chiacchiere che si facevano con gli amici in questi giorni sul ruolo dell’onnipresente Chiesa in questa vicenda. Siccome questa istituzione controlla le dinamiche politiche del nostro Paese da decenni e decenni, ci dicevamo sconsolati (e un po’ fatalisti come siamo noialtri che chiacchieriamo un po’ da bar di queste cose) che anche a questo ‘affaire’ avrebbe dovuto pensare la Chiesa e che forse questa ci avrebbe dato una mano concreta a liberarci dal coglione e dai suoi accoliti, visto che probabilmente, ormai, non le serve più e che è diventato un personaggio fin troppo imbarazzante, all’estero ma addirittura davanti al popolo cattolico italiano, con cui fare affari nell’ottica del mantenimento di un saldo controllo sulla vita sociale italiana. Oggi Giannini ragiona su questa lunghezza d’onda e parla, documentando per quanto sia possibile un processo ancora in divenire e tutto dentro alle segrete stanze, parla dell’interesse della Chiesa a spostare le sue alleanze dal coglione al tandem Casini-Montezemolo verso una non meglio identificata “nuova DC” o “nuovo Centro” che dir si voglia. Il direttore di “Avvenire”, difeso in modo ondivago in questi travagliati giorni dal Vaticano, si è tolto dalle scatole e contemporaneamente si è fatto avere un avvertimento solido come un macigno al coglione. “Come si può NON pensare che tutto sia già accaduto”, Federica?

  13. vibrisse Says:

    Io invece penso – come noto – che la chiesa italiana sia stata fregata. g.

  14. Mauro Pianesi Says:

    da chi?

  15. emanuele gandolfo Says:

    Anch’io ho l’impressione che la Chiesa italiana sia stata fregata. Da chi? Non so argomentare bene il mio pensiero. Penso che quando la chiesa si espone vigorosamente e si muove come un partito perde il suo Valore, o quanto meno lo indebolisce non poco. La custodia dei valori porterebbe a dire e fare azioni poco politcamente corrette e di questo la Chiesa ha paura. E allora si butta nell’agone. Invece di cercare di catechizzare le coscienze (cioè di vincere sul proprio campo) tenta di cavalcare un partito o parti di esso (spostandosi su un altro campo). Ecco in questo mi pare si nasconda una “fregatura”.

    emanuele

  16. vibrisse Says:

    Mauro, ti rimando a questi miei due articoletti:

    La chiesa è stata fregata.

    La chiesa è stata arruolata.

    gm

  17. Mauro Pianesi Says:

    La chiesa è stata fregata da se stessa. Si è fregata da solo. Sono d’accordo. Mi chiedo: in quali altri periodi storici, e limitiamoci alla modernità, diciamo durante il ‘900, la chiesa ha avuto atteggiamenti diversi, da “sale della terra”, nei confronti della politica e della società italiane?

  18. Mauro Pianesi Says:

    Si è fregata “da sola”.

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