Giusto o sbagliato

by

di giuliomozzi

Leggo nel sito del quotidiano Il Giornale, in un pezzo a firma di Francesco Forte, qui:

[…] Chi lancia accuse moralistiche, riguardanti gli errori nella vita privata e verso la famiglia, di una personalità pubblica, traendone implicazioni di carattere etico e politico, circa la scarsa idoneità di tale personalità nella vita pubblica, deve avere le carte in regola per farlo, onde essere credibile dal punto di vista di tali pesanti implicazioni. Ma se risulta che colui che lancia le accuse, nel ruolo pubblico di direttore di un importante giornale, ha commesso atti privati lesivi della altrui famiglia, che sono stati accertati con sentenza di condanna passata in giudicato, se ne desume che le illazioni che egli trae a carico del premier Berlusconi come uomo pubblico sono sbagliate. […]

Che è come dire: che un ragionamento è giusto o sbagliato a seconda di chi lo fa.

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4 Risposte to “Giusto o sbagliato”

  1. Federico Platania Says:

    Quando sono arrivato al punto (praticamente all’inizio) in cui Forte dice che l’Avvenire è un giornale che soffre di “tic catto-comunisti” sono stato tentato di smettere. Poi mi sono fatto coraggio e ho letto tutto.
    Sì, si direbbe che un la tesi di Forte sia che un ragionamento è giusto o sbagliato a seconda di chi lo fa.

    Ma ci sarebbe molto altro da dire riguardo alle vicende di questi ultimi giorni.

    A me preme soprattutto dire questo: fino a qualche giorno fa la tensione tra centrodestra e Chiesa ruotava intorno a temi “alti”: la Lega che minacciava di rivedere il Concordato e soprattutto lo scontro tra le politiche sull’immigrazione da un lato e i valori dell’accoglienza cristiana dall’altro. Sembrava insomma che la “Chiesa fregata” (cfr. Vibrisse del 23 febbraio 2009) avesse cominciato un po’ ad averne le tasche piene di farsi fregare da una certa parte politica (o, in alternativa, ipotesi secondo me più plausibile, che una certa parte politica, con la lungimiranza populista che fin qui l’ha contraddistinta, avesse cominciato a non ritenere più utile “fregare” la chiesa, pensando che in fondo agli italiani della chiesa non importi poi granché).

    L’editoriale del Giornale del 28 agosto scorso sembrerebbe aumentare ancora di più le distanze tra una parte del centrodestra e la Chiesa. Ho invece il sospetto che l’effetto sia soprattutto quello di abbassare la tensione dello scontro. Da una battaglia sui valori si è scaduti nuovamente nel gossip. Se fino a ieri il cattolico-elettore-leghista poteva entrare in crisi per quello che leggeva sui giornali oggi si sente rassicurato: “Non c’è nessuno scontro tra il mio partito e la mia religione – può dirsi – è solo una bega tra giornalisti”.

    Insomma. “Faccio un’immaginazione” per usare un’espressione a volte usata su questo blog. Immagino che alcuni esponenti del centrodestra abbiano veramente temuto che questo attrito con la Chiesa potesse nuocergli pesantemente dal punto di vista politico. Immagino che dopo le esternazioni della Lega contro la CEI e viceversa questi esponenti abbiano pensato che si dovesse intervenire. E anziché negare l’esistenza dello scontro in corso abbiano pensato che fosse più semplice trasformare questo scontro in un’altra cosa, meno insidiosa e più controllabile. “Buttarla in caciara” come si dice a Roma. L’editoriale di Feltri produce questo effetto.

  2. vibrisse Says:

    Mi pare un’analisi accettabile, Federico. g.

  3. LUCA T. Says:

    Se io ho un difetto dimostrato perfino Hitler me lo può far notare.

  4. ruben Says:

    chi è senza peccato scagli la prima pietra?
    che sfida di criteri di legittimità!!

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