Storia di una faccia e di 270 corpi

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La faccia è quella di Abdel Basset Ali al-Megrahi, condannato per l’attentato di Lockerbie, in Scozia. Un volo della Pan Am esplose in volo. Morirono tutte le persone a bordo e alcune persone a terra. Abdel Basset Ali al-Megrahi è stato rilasciato ieri in quanto malato terminale.

Abdel Basset Ali al-Megrahi nella foto di cui disponevano i media europei all'inizio degli anni Novanta.

Abdel Basset Ali al-Megrahi nella foto di cui disponevano i media europei all'inizio degli anni Novanta.

Abdel Basset Ali al-Megrahi nel 1999, quando fu consegnato dalle autorità libiche alla polizia scozzese.

Abdel Basset Ali al-Megrahi nel 1999, quando fu consegnato dalle autorità libiche alla polizia scozzese.

Abdel Basset Ali al-Megrahi durante il processo, che si concluse nel 2001.

Abdel Basset Ali al-Megrahi durante il processo, che si concluse nel 2001.

Abdel Basset Ali al-Megrahi ieri, 20 agosto 2009, mentre sostenuto da due persone scende la scaletta dell'aereo presidenziale libico che lo ha riportato in patria.

Abdel Basset Ali al-Megrahi ieri, 20 agosto 2009, mentre sostenuto da due persone scende la scaletta dell'aereo presidenziale libico che lo ha riportato in patria.

Sui corpi delle 270 persone che morirono nell’attentato di Lockerbie, in Wikipedia si legge:

Tutti i 243 passeggeri e i 16 membri dell’equipaggio morirono nel disastro. La “Fatal Accident Inquiry” concluse che quando la cabina di pilotaggio si staccò, la decompressione strappò la maggior parte dei vestiti dei passeggeri e trasformò oggetti come il carrello delle vivande in armi letali. I gas all’interno dei corpi dei passeggeri aumentarono il loro volume di 4 volte. Le persone non sedute o adeguatamente assicurate alle proprie sedute vennero sbalzate fuori dall’abitacolo ad una temperatura di -46 °C, e la loro caduta di 9 km durò circa 2 minuti. Molti passeggeri rimasero all’interno dell’aereo grazie alle cinture di sicurezza, fino allo schianto a Lockerbie. Ad aggiungere ulteriore drammaticità all’evento furono le considerazioni del Dottor Eckert, incaricato delle autopsie. Egli ritiene che i membri dell’equipaggio e 147 passeggeri sopravvissero alla esplosione a bordo, nonostante l’enorme decompressione, e arrivarono al suolo vivi. L’inchiesta rivelò anche particolari agghiaccianti come una madre che tentava di proteggere il suo bambino con il proprio corpo, due amici che si tenevano per mano e un gruppo fu trovato con in mano dei crocifissi.
A terra 11 residenti della piccola comunità di Lockerbie morirono quando le ali, ancora attaccate alla parte centrale della fusoliera colpirono le loro case alla velocità di 800 km/h, creando un cratere lungo 47 metri, vaporizzandole istantaneamente e danneggiando altre 21 case nelle vicinanze che furono demolite in seguito.

Per le fonti delle immagini, cliccare sulle immagini.

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3 Risposte to “Storia di una faccia e di 270 corpi”

  1. cletus Says:

    Difficile, a fronte di tanto “male”, riuscire a dire alcunchè.

    Ignoro, non essendo esperto di religioni, se quella mussulmana contempli categorie come il perdono.

    E rammento che i due (che fine ha fatto l’altro ?) attentatori furono consegnati da Gheddafi alla giustizia Scozzese.
    Qualcuno che maligna che il giochino, valse la temporanea presidenza dell’allora Comitato per la difesa dei diritti umani dell’ ONU (sic !), io ho motivo di credere che le commesse del petrolio libico, in chiave di business, possono anche valere la vita di 272 persone colpevoli solo di essersi serviti di un aereo per i loro, leggittimi, spostamenti.

    Che dire ?

  2. vibrisse Says:

    L’altro è stato assolto, come si legge anche nella voce di Wikipedia citata nell’articolo. g.

  3. qq7 Says:

    Non comprendo questo post…
    non comprendo che cosa c’entri la brutalita’ del reato con la grazia ricevuta
    Non sono questioni che possono stare in connessione, altrimenti non si parlerebbe di grazia no?

    qq7

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