Alice nelle città. Per L’Aquila / Editing, 4

by

di Adriana Iacono

Rispondendo all’invito che ho fatto qui, Adriana Iacono mi ha mandato questo racconto di una sua tutta particolare esperienza di editing. Gli altri articoli sullo stesso argomento sono qui.

Acquista il libro.

Acquista il libro.

Ho fatto di recente un’ esperienza di editing molto significativa occupandomi di un’antologia che ho seguito dalla progettazione alla realizzazione. Il libro è il risultato di progetto di scrittura solidale che ho lanciato su facebook (qui) in cui numerosi scrittori, aquilani e non, si sono confrontati sul tema “autobiografia e spazio urbano”. Il progetto ha trovato ospitalità sul blog etempodiscrivere.it e proprio grazie alla rete si è attivata una catena di solidarietà che ha coinvolto una ventina di scrittori nella realizzazione di un libro la cui vendita contribuirà alla ricostruzione di una biblioteca scolastica a L’Aquila.

In poco tempo ci sono pervenuti tanti contributi di diverso genere: racconti, poesie, articoli. Tutti hanno ricevuto accoglienza sul blog dove sono stati letti e commentati.

Il momento più delicato è stato il passaggio dalla rete alla carta stampata, cioè il momento della revisione. Il primo passo è stato selezionare tra i testi pubblicati sul blog o pervenuti alla casa editrice quelli più idonei alla pubblicazione. Marianna De Lellis e Francesco Gianino e io, spontaneamente associati nel ruolo di curatori dell’antologia, abbiamo fatto una scrematura istintiva basata essenzialmente sul nostro gusto personale scartando alcuni testi, incluso uno mio, che sentivamo poco adatti. Una volta scelti i contributi che sarebbero entrati nell’antologia abbiamo cominciato la revisione. Il primo lavoro di correzione è stato fatto sui nostri testi, ognuno di noi tre ha letto e commentato i racconti degli altri facendo notare refusi, incongruenze, ripetizioni, o qualunque cosa stonasse all’occhio o all’orecchio. Questo scambio è avvenuto principalmente per email incrociate e qualche telefonata.

Subito dopo ci siamo dedicati a revisionare le opere degli altri, in questa seconda fase abbiamo lavorato in due. Poiché il progetto ha raccolto materiale proveniente da tutto il territorio nazionale il nostro lavoro è stato reso possibile grazie alla rete, instaurando una intensa linea di comunicazione via email, facebook e telefono. Per fortuna solo pochi racconti hanno richiesto un profondo lavoro di revisione, per la maggior parte non c’è stata necessità di grandi modifiche. Su due o tre racconti invece i nostri interventi sono stati più rilevanti. Si è trattato per lo più di dare coerenza spazio-temporale a brani confusi, rimettere a posto una sintassi poco chiara, eliminare aggettivi in eccesso, fare qualche taglio per rendere più organica o meno enfatica la narrazione.

Marianna stampava i racconti per poterci lavorare meglio singolarmente poi creava un file e mi mandava per email la bozza con la proposta di revisione. Io prendevo nota delle sue correzioni scritte in rosso, aggiungevo le mie annotazioni in blu sullo steso file e lo rispedivo indietro. In questo modo la sua revisione e la mia erano entrambe visibili e distinguibili. I file revisionati venivano poi spediti agli autori, i quali prendevano visione dei nostri suggerimenti e apportavano le modifiche del caso. Dal momento in cui l’autore rimandava indietro il suo file corretto i cambiamenti diventavano definitivi. Solo in rarissimi casi, a causa del poco tempo a disposizione o della difficoltà di comunicazione, abbiamo dovuto prendere qualche decisione senza la possibilità di consultare i diretti interessati. A poco a poco, mentre gli autori rimandavano indietro le versioni definitive si formava una nuova bozza pronta per la seconda lettura.

Questa è stata sicuramente la fase più intensa e faticosa (difficile districarsi tra le varie versioni di uno stesso file, per esempio) ma è stata anche la parte più interessante di questo bellissimo processo che è fare un libro.
Un altro momento importante è stato decidere che ordine dare ai testi nell’antologia. Visto che si trattava di città la cosa più semplice, ma anche la più banale, sarebbe stata rispettare una distribuzione geografica che andasse da nord a sud, ma questa soluzione non ci convinceva. Alla fine siamo stati concordi sulla proposta di ispirarci a un immaginario movimento concentrico che avesse L’Aquila come epicentro, procedendo dalla città più vicina a quella più distante.

Dopo avere stabilito la sequenza dei racconti l’editore ha preparato una nuova bozza per la lettura finale, avendo cura soprattutto dell’aspetto grafico. In questa terza fase di rilettura ci siamo occupati solo di formattazione vera e propria anche se, a dire il vero, c’è stato spazio per qualche piccolo ripensamento dell’ultima ora.

Il risultato è a nostro avviso ben riuscito: un libro artigianalmente professionale, se così si può dire, con una sua coerenza interna e in cui la narrazione viaggia su un percorso diversificato, ma non frammentato, che parte da e ritorna a L’Aquila.

Alice nelle città è pubblicato in print-on-demand. Puoi acquistarlo con pochi clic.

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: