Niente eroine, per favore

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di giuliomozzi

Mi hanno colpito, qualche giorno fa, alcune parole di un breve articolo di Teo Lorini in Il primo amore (qui): “La mia amica G. mi racconta di aver letto su Repubblica le registrazioni che Patrizia D’Addario ha eseguito, con preveggente cautela, nella notte trascorsa a Palazzo Grazioli”. Il corsivo è mio. Non so se Lorini era serio o ironico, ma non ha importanza.

Tra lunedì e martedì sono stato sedici ore in treno (sono andato a Roma lunedì, sono tornato a Padova martedì, mentre l’Italia era “spezzata in due” dall’incidente ferroviario di Prato) e mi è successo di cogliere al volo, nelle chiacchiere tra viaggiatori, frasi di apprezzamento per la preveggenza di questa donna. Addirittura ho sentito parlare di lei come di una salvatrice dell’Italia, un’eroina civica, eccetera.

Allora, facciamoci una domanda. Se una persona diversa dalla consorte del capo del governo finisce nel letto del capo del governo stesso, e provvede a registrare e fotografare tutto quello che può, perché lo fa?

La mia ipotesi di risposta è: lo farà per ricattarlo. Per avere da lui, in futuro, denaro o altro.

Se poi, oggi, questa persona preferisce spiattellare tutto ai magistrati anziché telefonare al capo del governo chiedendo un congruo pagamento per il proprio silenzio, ciò dipenderà solo dal fatto che il capo del governo è, o sembra essere, oggi, rispetto a poco tempo fa, caduto in discredito. Oppure la telefonata sarà stata fatta, ma senza raggiungere un accordo economico soddisfacente. Oppure la persona avrà cercato il capo del governo, e lui si sarà negato.

Non mi pare il caso di concedere a questa persona patenti di eroismo civico.

Faccio questa immaginazione: se l’attuale capo del governo cadrà, vedremo i ricattatori che fino a oggi lo hanno ricattato in segreto rivoltarsi contro di lui, vendendo al miglior offerente qualunque segreto, qualunque intimità; e inventandone di nuove, se conveniente. Il corpo del capo sarà azzannato dai suoi stessi cani. Questa persona così cauta e preveggente a me pare, semplicemente, la prima della muta.

no_heroic_please[Raymond Carver, sia chiaro, non c’entra niente. Metto qui l’immagine di questa copertina solo per far vedere da dove viene il titolo di questa noterella. gm]

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39 Risposte to “Niente eroine, per favore”

  1. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Forse la muta non ci sarà. Comunque prima (alle prossime regionali?) assisteremo molto probabilmente a un altro passaggio, del tipo: Berlusconi è un nuovo Jack lo squartatore.
    Ne scrivo qui:
    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=5273

  2. cletus Says:

    Giulio,
    col cuore in mano: cosa sta diventando vibrisse ?
    Una tua tribuna per pubblicare, con via via più frequenza, post di carattere (non so nemmeno come definirli: politici ? di riflessione ? di “retorica” come li chiami tu ?) e che comunque con la letteratura c’entrano ben poco, come tu stesso tieni a specificare a margine della copertina di Carver. (che fra l’altro, visto il tema, è anche, a mio avviso, inappropriato: avrei scelto quella di Lolita di Nabokov…per restare in “tema”).

    Le chiacchiere da vagone, da scendiletto, assurte ad “agenda setting”. Prim’ancora che sparare in questo modo (sport nazionale, in questo momento), ti invito a chiederti chi ha consentito che le cose arrivassero a questo punto ? Ma mica per perdere del gran tempo, no. Proprio per capire dove porta lo sterile sciacallaggio dei soloni che si svegliano oggi in quest’Italia messa cosi, e che implicitamente dovrebbero intonare il proprio de-profundis in merito al sostanziale fallimento di qualsiasi ruolo guida, stimolo sociale, proprio di chi, a volte solo a proprio dire, “agita cultura”.

    E’ una deriva, Giulio, che toglie specificità al ruolo fin qui svolto da vibrisse.
    E il mio, prim’ancora che uno spunto polemico, è un invito alla riflessione.

  3. Cano Says:

    Be’, cautela e preveggenza mi sembrano parole abbastanza neutre. Detto questo: sventurata la terra che ha bisogno di daddarie!

  4. Matteo Says:

    Oggi la gente si fotografa ovunque. I patiti di face-book fanno a gara di caricamento nuove immagini. I 15 minuti di gloria non bastano piu’, Andy Wharol si era sbagliato. 15 minuti, siamo seri: non glorificano piu’ nessuno.
    Ed eccoci qua.
    Sei una donna di spettacolo di seconda categoria, corteggi copertine che non ti riconoscono, hai una notte nel letto dell’uomo piu’ potente d’Italia. L’amico di Bush. Il proprietario della nazione. La locandina nella testa delle casalinghe medie italiane. Altro che desperate haousewife. Tra Bred Pitt e Silvio Berlusconi c’e’ chi si prenderebbe tempo per scegliere. Questa e’ la realta’:
    niente eroine e niente lucide calcolatrici. Niente ricattatori e niente politici ingenui. Lo sanno tutti che ci sono camere a spiarti fin dentro il buco del culo, oggi. Non serve aver letto Orwell.
    E allora, che il telefonino resti acceso! la batteria carica! la memoria libera! se e’ per immortalare quel minuto in piu’ che ancora ci manca.
    Che sia in facebook o sul Corriere, la notte di Patrizia non ha portato nuova luce nel buio.
    Ci ha spento l’interruttore di nuovo addosso, lasciandoci ancora una volta a brancolare nella notte.
    What’s next?

  5. andrea barbieri Says:

    La D’Addario doveva andare al parlamento europeo con la truppa delle veline, ma l’opposizione – che per una volta ha fatto l’opposizione – ha reso la cosa impossibile. Doveva essere eletta alle comunali, ma ha avuto soltanto sette preferenze. Doveva ottenere qualcosa tipo una licenza edilizia, ma niente.
    Pacta sunt servanda è un principio che vale per un capo di stato come per una escort. Lei ha fatto quello che doveva fare, l’altra parte è venuta meno ai patti (immorali e illegali ma comunque patti), allora lei ha portato il materiale al giudice.
    Un ricatto non ha un patto a monte. Quello che ha fatto lei è per così dire una “sanzione”.
    Quello che sappiamo di lei è che è una persona scaltra, descriverla come ricattatrice e cagna della muta è un procedimento retorico al servizio di un giudizio morale a mio parere sbagliato (per i motivi che ho detto). Bastava insomma fermarsi al ‘non è un’eroina’.

    Il nuovo Vibrisse, io lo apprezzo molto e spero resti così perchè fa saltare la separazione artificiale tra letteratura e discorso civile.

  6. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Trovare una giustificazione per la D’addario mi sembra, Andrea, arrampicarsi sugli specchi. Per me è una poco di buono e se Berlusconi l’ha in qualche modo candidata ha fatto un altro dei suoi molti errori. Le D’addario fanno bene a restare nell’ombra e a vergognarsi di ciò che fanno (sono ricatti belli e buoni, i loro)

  7. vibrisse Says:

    Cletus: “vibrisse” è una pubblicazione nella quale, in questi mesi, sto tentando episodicamente di vedere come sono fatti, e che cosa dicono veramente, alcuni discorsi. Il discorso del potere, ad esempio; o, in questo caso, alcuni discorsi che ho sentiti fare in treno (e che assumo come campioni del “senso comune”).

    Mi pare che la “letteratura”, con questo, c’entri assai.

    g.

  8. vibrisse Says:

    Bart, perché la signora D’Addario sarebbe “una poco di buono”?

    g.

  9. Andrea D'Onofrio Says:

    Invece è un eroina, almeno quanto il PD è un opposizione, Franceschini un segretario di partito, Berlusconi la piu amata dagli italiani, Carfagna un ministro forte del lavoro svolto in questi undici mesi, Il tg1 il tg1, D’Alema freddo e corretto (tipo caffè), Brambilla una imprenditrice, repubblica un giornale e l’italia un paese serio.

    benvenuto nell’italia de noartri.

  10. andrea barbieri Says:

    Ovviamente, due pesi due misure: l’uomo di potere commette un ‘errore’, la donna che sbarca il lunario facendo l’escort è una ‘poco di buono’…

    Ma perché non pigli la macchina del tempo e te ne torni a quando le donne non avevano diritto di voto, e potevi sparargli in testa quando le trovavi a letto con un altro…

  11. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Perché mercifica il proprio corpo a fini di ricatto (perché va ad un appuntamento con il registratore, tradendo la fiducia o l’ingenuità del cliente?)

  12. Bartolomeo Di Monaco Says:

    @andrea

    Non farneticare. Quello che scrivi è delirio belle e buono.
    Non si va ad un appuntamento sessuale portando un registratore. Sì, è una poco di buono, perché ha l’animo di una ricattatrice. Se per te va bene così, accontentati, ma non insultarmi con la storia della macchina del tempo.Cosa ti autorizza a pensare che io sono contro il voto alle donne e che voglia sparargli se le trovo a letto con un amante?
    Rileggiti per favore e prova un po’ di vergogna.

  13. Cristina Says:

    Bartolomeo,

    è incredibile quello che scrivi. Trovare una giustificazione per la D’Addario è arrampicarsi sugli specchi, invece trovare una giustificazione per Berlusconi – come fai tu di continuo – è da buoni cristiani che con compassione si rivolgono alle pecorelle smarrite e le difendono dal linciaggio…

  14. denis Says:

    Io sono d’accordo con Andrea. Certo, non è un’eroina. E d’altra parte la sua non mi sembra altro che la reazione di forza a un patto violato, del tipo: “pensavi di fregarmi?…”. Detto questo, io non mi scandalizzo tanto all’idea che il presidente del consiglio vada con una puttana; se lui se la sente, non vedo perché dovrei castrarlo con una morale che pretende di essere verità universale, assoluta. Non metto nemmeno in discussione la brutalità dei mezzi impiegati per prendersi quanto lei ritiene giusto; data la situazione, non mi aspetterei soluzioni dettate da altruismo, sentimentalismo, o anche (perché no?) moralismo.
    Lo scandalo, secondo me, è che metà degli elettori di Berlusconi crede di poter condividere con lui una morale casa, lavoro e famiglia, nonparliamodisessograzie; l’altra metà, invece, riconosce in lui il proprio modello di vita.

  15. catalin Says:

    bisogna riconoscere al presidente del consiglio una certa competenza in materia.

  16. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Io non ho mai giustificato il comportamento di Berlusconi, lo condanno e condanno allo stesso tempo l’insistenza con cui la stampa coltiva la denuncia dei suoi vizi. Mi pare che ci sia un accanimento eccessivo e indecente, di cui siamo abbastanza stufi. Sono interessati ormai solo gli appassionati di gossip, e quelli che spiano dentro le camere da letto. A noi italiani bastava avere la notizia senza rumare nel fango. E’ se ti poni la domanda perché invece ci si ruma nel fango, che nascono i sospetti e gli interrogativi. Tanto più che si era in campagna elettorale, dove sempre scoppiano contro Berlusconi le bombe a orologeria. Agli scettici, do appuntamento alle elezioni regionali dell’anno prossimo. Fino a quel momento tutto si acquieterà, vedrete. Già ora ci sono segnali di assopimento.
    Perché non si riesce a capire questo da parte tua, Cristina, mi stupisce.

    L’insistenza significa che si vuole distruggere l’uomo. L’esempio che ho fatto dei corpi di Mussolini e della Petacci esposti a testa in giù nella piazza di Milano non riesce a dare l’idea di quale strada abbiano preso questi giornali? Se non mi capisci, se non mi capite, pace, mi rassegno.

    Invece la D’Addario è una ricattatrice. Guai, Denis, a cadere nel tranello di crederla una che rivela questi retroscena perché Berlusconi non è stato ai patti. Non devi dimenticarti che lei è andata all’incontro già munita di registratore. Chiara quindi la sua volontà di servirsi all’occorrenza del ricatto.
    Se non ho letto male, come candidata ha preso 7 voti. Voleva che Berlusconi puntasse la pistola alla tempia degli elettori obbligandoli a votare per lei? Probabilmente la gente del luogo sapeva chi era e ha preferito ignorarla, disubbidendo al PDL.

    Come è accaduto nel comune di Capannori, a Lucca, dove sembrava certa la vittoria del PDL che nel primo turno aveva preso un sacco di voti. Candidato del PDL era un certo Matteucci che nel passato ce l’aveva avuta con i democristiani. Così quando l’UDC locale ha chiesto ai propri elettori di votare Matteucci, questi, ricordando il Matteucci antidemocristiano, non gli hanno obbedito e hanno disertato le urne.

    Torniamo alla D’Addario. Credete, forse, che prima di denunciare Berlusconi, non abbia tentato di ricattare il premier, magari sulla questione (ancora recuperabile) della licenza edilizia? Credo di sì. Una che va ad un appuntamento sessuale portandosi dietro un registratore, ci va perché desidera farne l’uso migliore a suo vantaggio. E il suo vantaggio, oltre ad essere eletta, era quello di ottenere la licenza edilizia. Le sue carte le ha giocate fino in fondo, grazie alle prove che aveva carpito subdolamente, e la denuncia non può che essere avvenuta dopo un rifiuto. Concludendo: la D’Addario ha portato con sé il registratore perché, nel caso fosse stato necessario, voleva servirsene.

    Credo che d’ora in avanti i clienti di questa escort, imparata la lezione, si guarderanno bene dal chiamarla, o se la chiamerano la pregheranno di presentarsi in camera già completamente nuda. Niente spogliarello, insomma.

    Così la vedo io.

    Comunque a Bari c’è un’inchiesta, e vedremo gli sviluppi.

  17. Bartolomeo Di Monaco Says:

    @catalin
    Non scherziamo su queste cose. La D’Addario non ha niente a che vedere con questo tipo di prostituzione. Lei non deve essere protetta da nessun magnaccia. E’ una professionista che si possono permettere solo i ricchi come Berlusconi e tanti altri come lui. No credere che la D’Addario sia a disposizione di tutti, anche se avessero i soldi. Lei frequenta ambienti di lusso e altolocati. Mica clienti che si fermano sul marciapiede e chiedono: Quanto?
    Le altre, di cui si sta occupando il governo, sono delle disgraziate finite in mano a dei miserabili, non dimenticarlo.

  18. catalin Says:

    sarà…
    pare comunque che alle festicciole del vostro presidente del consiglio ci fossero anche delle slave vestite da babbo natale. Magari proprio delle mie connazionali rumene ricchissime e altolocate.

    Del resto mi ricordo bene che quando l’ allora presidete rumeno Adrian nastase venne in visita ufficiale in italia durante la conferenza stampa finale Silvio gli fece l’ occhiolino davanti a tutti i giornalisti e lo esortò ” a fargli conoscere qualche bella ragazza rumena”.

    Che simpaticone.

  19. Bartolomeo Di Monaco Says:

    @ cletus

    Avrei voluto risponderti prima, ma, come hai potuto leggere, mi hanno assorbito i commenti sul gossip.

    A quel tempo, mi pare giusto due anni fa, fui tra quelli che chiesero a Giulio di non apportare mutamenti a vibrisse, perché – secondo me, ovviamente – andava bene così com’era fatto, con collaboratori in grado di toccare vari argomenti. Giulio disse che aveva intenzione di cambiare e mi ricordo che alle sollecitazioni rispose che, essendo il proprietario, aveva tutto il diritto di farlo. A questo punto non era corretto insistere, perché la decisione ultima spettava a lui.

    Quando affermo con orgoglio che devo a Giulio molte cose, devo aggiungere che fu questa sua decisione a convincermi di mettere su una rivista tutta mia, che il 17 agosto 2007 prese l’avvio: Rivista d’arte Parliamone si chiama (www.rivistaparliamone.it ). Ho potuto aprirvi molte sezioni (non solo quella letteraria) e portare avanti un mio modello di rivista che mi pare non abbia riscontro analogo nel web.
    Vi lavoro assiduamente e le soddisfazioni che mi sta dando mi riportano spesso a quei giorni in cui Giulio decise il cambiamento, e in me si formò l’idea di una rivista tutta mia.

    Anche a me vibrisse come è ora non piace. Mi piace quando vi scrive direttamente Giulio, che è penna acuta e piacevolissima; per il resto egli riporta articoli da altri web e, se non sbaglio, solo Demetrio Paolin vi può avere accesso diretto, oltre allo stesso Giulio.

    Molti collaboratori sono andati dispersi altrove. Alcuni, i più numerosi l’incontravo su La poesia e lo spirito, che non leggo più da quando mi ha censurato; alcuni invece su Nazione Indiana, altri su Il Primo Amore.

    Poiché sono un giornaliero lettore di vibrisse (mentre sulle altre riviste vado più di rado) ho perso i loro contributi e mi dispiace. Anche la Bottega di Lettura ha ormai poche collaborazioni ( mi pare che ormai i più assidui siamo tu ed io), e quindi anche gli approfondimenti letterari sono diventati scarsi.

    Oggi vibrisse è una rivista povera, che ha il solo vanto di avere come direttore Giulio Mozzi. Per il resto è diventata prevalemente una vetrina di libri in uscita, soprattutto di Sironi e di Einaudi. Troppo poco per quello che era e che poteva diventare.

    Credo che Giulio, attento com’è stato sempre alle sue creature, troverà modo di rifletterci su, come anche tu speri, e di trarre qualche decisione da questa fase (già biennale) di sperimentazione.

  20. denis Says:

    Io, Bartolomeo, se fossi una prostituta di lusso terrei sempre un registratore nella borsetta.

  21. Ausilio Bertoli Says:

    Che tristezza, ragazzi!
    Certo, non siamo negli Usa né in paesi europei, e non solo europei, pervasi da princìpi, logiche e leggi che fondano la loro essenza anzitutto sulla democrazia, ovvero sul controllo costante e severo dei governanti e dei loro comportamenti, specie se questi comportamenti tradiscono il bene e la giustizia comuni.
    Non siamo negli Usa né in altri paesi democratici, purtroppo. E dico “purtroppo” perché il potere cui tutti aspirano (o aspiriamo), amministratori pubblici scrittori e prostitute compresi, è ancora visto o percepito per lo più come strumento di prepotenza se non di violenza, di egoismo e – soprattutto – di opportunismo di parte o di partito.
    Ma cominciamo a stancarci e del potere e dei governanti che mirano soprattutto al potere opportunistico. Sì, cominciamo davvero a stancarci, credo.
    A Giulio, poi, riguardo a vibrisse, vorrei riproporre le considerazioni esposte più sopra da B. Di Monaco. Anche se è e sarà sempre e solo Giulio a prendere, in proposito, le decisioni definitive.
    Cordialmente, A. B.

  22. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Sarà difficile, denis, che succeda di nuovo dopo quanto è saltato fuori con le rivelazioni della D’Addario. O il cliente è un cretino, oppure vedrai che d’ora in poi entreranno in camera nude come mamma le fece.

    Dopo il caso D’Addario, ossia, si cambierà musica: non solo in Italia, visto che le sue rivelazioni hanno fatto il giro del mondo. La D’Addario, di fatto, ha creato problemi alle sue numerose colleghe sparse ai quattro venti, che se proprio non entreranno in camera nude saranno quantomeno costrette a subire una accurata perquisizione preventiva, anche se non avvezze a portarsi il registratore. Chi sa quanti accidenti le hanno mandato e le manderanno:-)

  23. Ausilio Bertoli Says:

    Aggiunta al mio commento di poc’anzi, per non peccare di “insolenza”.

    All’ultima frase riportata, va aggiunta questa:
    D’altronde il bollettino è stato ideato ed è curato da lui; in altre parole è suo.

    A.B.

  24. Nicola Lagioia Says:

    Un sapido pezzo di Aldo Busi su tutta la faccenda è stato postato su questo nuovo blog: http://minimaetmoralia.wordpress.com/
    un saluto a tutti
    nl

  25. vibrisse Says:

    Bart, scrivi: “se non sbaglio, solo Demetrio Paolin vi può avere accesso diretto [a “vibrisse”], oltre allo stesso Giulio.

    Sbagli. Delle tante persone che hanno l’accesso a vibrisse, solo Demetrio Paolin lo usa.

    gm

  26. vibrisse Says:

    Ricordo che i commenti firmati con email fasulle non vengono pubblicati. gm

  27. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Anch’io avevo accesso a vibrisse, e mi sembra di non averlo più da quando è avvenuto il cambiamento della piattaforma. E’ per questo che non vi ho più postato. Mi sbaglio? Se mi sbaglio, mi puoi ricordare in privato le chiavi di accesso?

  28. Bartolomeo Di Monaco Says:

    @ Nicola Lagioia

    Quanto paventavo (qui e nel mio blog) sta accadendo. La campagna scandalistica de La Repubblica ha dato il via all’apertura degli armadi degli uomini delle istutioni. Oggi Il Giornale apre così: “Tutte le escort del clan D’Alema” e ci ricorda che a quel tempo Repubblica scriveva: “Un leader non può cadere per un sexgate”.
    Ormai la politica in Italia è alla deriva. I media, anziché aiutarci a rimediare, rivoltano il coltello nella ferita.

    Qui l’articolo:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361366

  29. ludeangeli Says:

    si prospettano scenari come neanche max pezzali aveva saputo dirlo -lui sommo- in Hanno ucciso l’Uomo Ragno.

  30. andrea branco Says:

    OT: Il decreto legge del 28 aprile 2009 n. 39 riguardante i finanziamenti all’Abruzzo, recita al capo 1:
    “CAPO I
    Interventi immediati per il superamento dell’emergenza
    Art. 3.
    Ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo; indennizzi a
    favore delle imprese
    […]
    6. Al fine dell’attuazione dei commi 1, esclusa la lettera b), e 2, con esclusione dei contributi che
    sono concessi nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 14, comma 1, è autorizzata la spesa di euro
    88.500.000 per l’anno 2010, di euro 177.000.000 per l’anno 2011, di euro 265.500.000 per l’anno
    2012, di euro 295.000.000 per ciascuno degli anni 2013 e 2014, di euro 240.300.000 per l’anno
    2015, di 185,6 milioni di euro per l’anno 2016, di 130,9 milioni di euro per l’anno 2017, di 112,7
    milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, di 78,9 milioni di euro per l’anno 2030, di
    45,1 milioni di euro per l’anno 2031 e di 11,3 milioni di euro per l’anno 2032.”

    Ho tagliato di molto perché volevo chiedere una cosa riguardo quest’ultimo punto. Perché contributi fino al 2032? Per la ricostruzione delle abitazioni private etc? Si sa già che fra più di 20 anni ci sarà ancora qualcuno che chiederà tali contributi? La lettera b del comma 1 riguarda il pagamento di Fintecna, due milioni di euro l’anno da adesso al 2012.

    Io non ci capisco molto, quindi magari le domande che ho fatto sono stupide, ma mi ha molto colpito il fatto che il titolo di questo paragrafo sia “Interventi IMMEDIATI…” (maiuscolo mio) e preveda contributi per i prossimi 23 anni.
    Mi scuso per l’OT, ma caso mai qualcuno ci capisse più di me, grazie.

  31. Andrea D'Onofrio Says:

    Ma se l’escort che va con il presidente del consiglio è una che sbarca il lunario, perchè il giornalista che annacqua la notizia una puttana venduta?

  32. Bartolomeo Di Monaco Says:

    @ Giulio
    ricevo ine-mail questa notifica, che però non vedo qui pubblicata:
    “There is a new comment on the post “Niente eroine, per favore”.
    https://vibrisse.wordpress.com/2009/06/24/niente-eroine-per-favore/

    Author: vibrisse
    Comment:
    Bartolomeo, dal pubblicare in “vibrisse” ti sei escluso da solo. gm”

    E’ la tua risposta a quanto richiesto da me alle 12,49 di oggi.

    Non credo di essermi mai escluso da vibrisse (invece mi sono escluso da vibrisselibri, che mi pare un’altra cosa).

    Se non ricordo male mi chiedesti se ero disponibile a pubblicare le mie letture sulla Bottega ed io ti risposi di sì, e infatti l’ho fatto. Ma non l’ho mai interpretata la tua richiesta come una esclusione da vibrisse.

    Non mi ricordo di altro. Mi farebbe piacere che tu mi ricordassi quando mi sono autoescluso, perché non ho mai avuto intenzione di farlo.

  33. ruben Says:

    scende piano che manco te ne accorgi perchè brucia poco e la confondi con il prurito, l’importante è tenere ferma la mano ma il trucco vero è tenere fermo il braccio e magari se tu fossi qui, poi togliere fare piano piano e buttare la testa indietro e aspettare con calma, in questi momenti perdevo la testa e mi pungevo dappertutto, così adesso mi infilo rapido le mani in tasca e mi siedo o mi appoggio, tengo nelle tasche alcuni sassolini un nastro usato carta copriwater scontrini ciuffolini di stoffa, lascio che le mani controllino il contenuto e lo dispongano con cura ai lati della tasca, so che se aspetto a buttare indietro la testa poi quando lo faccio sarà più bello, riprovo a scartocciare gli scontrini li accarezzo con la punta delle dita, sento che il momento è arrivato ed è qui che verifico la veridicità del nastro la sua rispondenza la sua legittimità, lascio che il collo abbandoni la testa al suo peso cado indietro piano ed ormai non la fermo più e va bene così, penso già alla prossima volta ed il vento lo percepisco ad intervalli sempre meno estesi sempre più banali fino a che è freddo sudore freddo, cerco la maglia l’avrò lasciata sul letto, no eroine solo eroina

  34. vibrisse Says:

    Non capisco perché quella riga di commento sia svanita. L’avrò cancellata per sbaglio, mentre rimuovevo un po’ di spam.

    Ti sei autoescluso da “vibrisse”, Bartolomeo, perché quando ti ho mandato l’invito non hai risposto.

    gm

  35. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Giulio, non ricordo di aver ricevuto alcun invito. Ti pare che non ti avrei risposto sulla collaborazione a vibrisse, rivista a cui tengo molto perché la curi tu? E con la quale avevo collaborato fino a quel momento?

    Non ci sarà stato un disguido? Me ne dispiace. Soprattutto se il mio silenzio ti ha potuto far pensare a un mio rifiuto. Sono mortificato. Vedi tu se si può rimediare. In qualunque modo deciderai per me andrà bene.
    Vibrisse è stato importante per me. Non me lo dimenticherò mai.

  36. paolozardi Says:

    Quando Felicetto Maniero parlò, smantellando la mafia del Brenta, non diventò per questo un eroe: anzi, confermò il fatto che i criminali, in senso lato, pensano sempre e solo al proprio interesse (e questo potrebbe spiegare, almeno alle anime semplici, perhé i buoni tendono a vincere sempre – la versione complicata è che chi vince diventa buono comunque, a posteriori, per il potere che la vittoria dà).
    Nel caso della D’Addario, ho letto da qualche parte che è sua abitudine conservare e registrare tutto quello che fa – e credo che questo comportamento derivi dal suo vivere in quel sottile confine tra legalità e illegalità – in quel sottobosco di spacciatori di lusso, accompagnatrici di uomini potenti, e altri animali da corte.
    Tuttavia, è alla luna che dovremmo guardare, e non al dito che l’ha indicata. Quello che dice la D’Addario è vero? Può essere dimostrato? Se sì, è opportuno che ciascuno tragga le dovute conclusioni.

  37. andrea barbieri Says:

    @Paolo Zardi
    Io ci metterei direttamente anche gli uomini molto potenti nel ‘sottile confine tra legalità e illegalità’.
    Cioè trovandosi ad avere rapporti con uomini molto potenti, ci si espone alla loro forza, cioè possibili intimidazioni, ricatti, diffamazioni da parte dei loro editorialisti, ecc.

  38. paolozardi Says:

    @Andrea Barbieri
    C’è un bellissimo aforisma (credo sia nella guida intergalattica per autostoppisti, che ammetto di non aver mai letto) che dice che si dovrebbe impedire di governare ad una persona che è riuscita a farsi eleggere Presidente degli Stati Uniti. Penso quindi che sì: i potenti andrebbero messi nel sottile confine tra legalità ed illegalità per il solo fatto di essere potenti.

  39. Bartolomeo Di Monaco Says:

    @ Giulio

    Come ti ho scritto in privato, stamani rovistando tra le mie carte ho trovato un A/4 che era la copia di una tua e-mail con la quale mi fornivi le chiavi per la collaborazione al nuovo vibrissebollettino.
    Probabilmente (ma non ricordo con precisione che cosa sia successo) avevo intenzione di rispondere, ma quell’A/4 è finito tra le carte e, ahimè, come qualche volta succede, e anche finito nel dimenticatoio.

    Nel rispondermi mi hai scritto (a mia domanda) che non hai alcuna intenzione di rinnovarmi l’invito alla collaborazione. Ne prendo atto con rammarico, attribuendo la cosa (è una mia supposizione) alle polemiche (di carattere politico, mi pare) che abbiamo avuto in quest’ultimo tempo. Purtroppo io son fatto così. Quando discuto difendo a spada tratta le mie ragioni e non guardo in faccia a nessuno. L’ho fatto qui, e lo faccio altrove, quando occorra.

    Non pensavo che questa mia libertà (credo schietta, sincera) potesse provocare una qualche tua irritazione riflessa. Ma tant’è, le cose sono andate così, ed ora possiamo dire di conoscerci meglio.

    Quello che mi preme oggi è di chiederti scusa, davanti ai tuoi lettori, per il disguido occorso e i malintesi che può aver generato tra noi due.

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