“La Repubblica” fa pubblicità occulta a un sito di prostituzione

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di giuliomozzi

Nella prima pagina dell’edizione in rete del quotidiano La Repubblica, così come visibile in questo momento (7 giugno 2009, ore 16), compare nella colonna delle notizie “leggere” una notizia così intitolata: “Le maliziose ragazze dell’iPhone. Tutte in posa per l’autoscatto”.

Cliccando sul titolo si entra in una galleria di venti foto. Si tratta di autoscatti di ragazze, eseguiti con l’iPhone. Il testo in calce alla prima foto spiega:

Un po’ per divertimento e un po’ per quel pizzico di voyerismo che sottende l’uso della macchina fotografica, o meglio, dell’iPhone. Questa galleria è il risultato di un gioco che molte ragazze hanno deciso di condividere in rete sul sito “Girlswithiphones”. La caratteristica sta nel fatto che le immagini sono frutto di autoscatti. C’è di tutto ma soprattutto uno stile, un modo di rappresentarsi per mostrarsi agli altri.

Si può notare che nelle prime due foto compaiono ragazze meno vestite che nelle successive. Ovviamente non c’è un lik al sito Girlswithiphones: ultimamente, come noto, La Repubblica linka solo El Paìs. D’altra parte per trovare il sito basta usare un motore di ricerca. Il sito mostra già in prima pagina (nel momento in cui scrivo) immagini di ragazze in pose più esplicite (per minor vestimento o per atteggiamento) rispetto a quelle selezionate da La Repubblica. Ma soprattutto il sito contiene un’inserzione pubblicitaria. Una sola. La cui presenza mi sembra essere, a questo punto, l’unica ragion d’essere del sito Girlswithiphones.

ciao_belloL’inserzione cambia immagine e testo ogni volta che si carica una nuova pagina (o si ricarica la stessa pagina), ma il sugo è sempre lo stesso, ed è quello che si può immaginare osservando il campione che mostro qui a fianco. L’invito può essere più esplicito (“Scopare e succhiare”, “Ciao figo! Mi piace fottere per ore e sono qua a Rome. Scopiamo?”) o più allusivo (“Vuoi divertirti?”, “Sei vicino a Rome? Incontriamoci adesso!”), ma la sostanza non cambia. Cliccando sull’inserzione si arriva a questo sito qua (potete cliccare sull’immagine per ingrandire):

Si tratta, né più né meno, di un sito che offre prostitute.

La mia domanda è: davvero i signori di La Repubblica credono che ciò che si trova in Girlswithiphones sia frutto di “divertimento”? Davvero credono che quelle immagini siano il risultato di “un gioco che molte ragazze hanno deciso di condividere in rete”? Davvero i signori di La Repubblica hanno pubblicata la notizia in quanto mossi da un interesse sociologico per “uno stile, un modo di rappresentarsi per mostrarsi agli altri” conseguente alla diffusione dell’iPhone e alla moda degli autoscatti?

Non è che, più banalmente, i signori di La Repubblica stanno facendo occultamente (ma neanche tanto occultamente) pubblicità a un sito di prostituzione?

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6 Risposte to ““La Repubblica” fa pubblicità occulta a un sito di prostituzione”

  1. Ausilio Bertoli Says:

    Giulio, per me quei signori, riportando – gonfiato – un modo di esibirsi che comincia a fare proseliti, stanno catturando l’attenzione dei più. Il sesso, specialmente pruriginoso, attira eccome, poiché – lo si sa – siamo tutti più o meno repressi. Anzi, il motore dell’economia, della cultura e via dicendo, insomma del potere o della ricerca del potere, è e rimarrà soprattutto la soddisfazione dell’istinto sessuale (o la sua sublimazione). Certo, però, che la notizia puzza parecchio di pubblicità esplicita (riguardo al sito e allo stesso modo di mostrarsi o esibirsi).
    Ciao, A. B.

  2. Giacomo Brunoro Says:

    A me sembra anche peggio, e cioè che chi ha scritto questo articolo ignori totalmente l’argomento di cui si parli. Mi sembra che siamo di fronte ad una delle tante cialtronerie che ormai sono la prassi nel mondo del giornalismo italiano.

  3. Federico Platania Says:

    Una cosa buffa, in questa vicenda, è che l’iPhone è, notoriamente, uno dei cellulari meno adatti per farsi degli autoscatti.

  4. giuliomozzi Says:

    Non si rendono conto di che cosa fanno? Se è così, davvero è peggio.

  5. ezio Says:

    I signori di Repubblica.it (che certamente leggeranno questo blog) sono tipi curiosi. Rispondono a mail private (io mi arrabbiai in passato non mi ricordo bene perché -. sempre a proposito di inserzioni pubblicitarie – e mi risposero una volta Zucconi e una volta Smorto), ma in pubblico mai che rispondano delle loro malefatte. Loro vanno avanti sereni e tranquilli: non è il sito più cliccato d’Italia? E allora, che vogliamo? Lasciamoli lavorare, suvvia.
    Ezio

  6. giuliomozzi Says:

    La galleria d’immagini, col riferimento al sito di prostituzione eccetera, è ancora lì.

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