Trovarobe, 12

by

di giuliomozzi

[Nel giugno del 2005 Gianni Bonina, direttore di Stilos (una bella rivista che oggi non c’è più, per la quale avevo già compilate le 100 puntate del (non) corso di scrittura e narrazione) mi chiese di inventarmi una nuova rubrica. Nacque così Trovarobe, rubrica dedicata (almeno in teoria) all’andar cercando libri. Poiché non mi sembrano poi brutti articoli, li ricupererò qui. Leggi tutti i Trovarobe].

È lunedì mattina. Sono al centro dell’atrio del Centro di Aggregazione Giovanile di Vasto, in provincia di Chieti, negli Abruzzi. L’atrio è una vasta sala con colonne di sedie di plastica bianca infilate una nell’altra, due grandi tavoli bianchi, un paio di librerie pure bianche, un calcio balilla, dei pannelli verde chiaro con appiccicati sopra poster volantini fotografie ritagli di giornale. Il Centro di Aggregazione Giovanile di Vasto sta in mezzo a un quartiere tutto condomini formicaio; è una faccenda tutta di cemento armato piuttosto brutta da vedere dal di fuori ma abbastanza piacevole per dentro; oltre all’atrio, che è il luogo dove si svolgono – mi par di capire – la maggior parte delle attività, comprende un piccolo ufficio, una sala prove per giovani musicisti, e forse qualcos’altro che non ho ancora visto.

Qui dovrò lavorare una settimana; e sono qui, ora, appunto per rendermi conto di com’è fatto lo spazio e di come potrò adoperarlo. Per cinque pomeriggi farò un laboratorio di narrazione con una quarantina di ragazze e ragazzi delle scuole medie superiori; e per cinque sere farò un corso dal titolo piuttosto pomposo («Esercizi di lettura per imparare a scrivere») con una cinquantina di insegnanti delle scuole materne, elementari, medie e superiori (più qualche volontario di associazioni più o meno culturali o sociali, un paio di operatori del Centro di Aggregazione stesso, e qualche semplice curioso free-lance).

L’atrio è quello che una volta si sarebbe chiamato uno spazio polivalente: ci si può teoricamente far di tutto, perché è uno spazio privo di qualunque caratterizzazione precisa. È enorme e dovrò sgolarmi, ma per fortuna l’acustica è buona: c’è una controsoffittatura che salva la situazione.

Girello per l’atrio. Smonto una torretta di sedie e provo a disporle. Dov’è l’Ovest? Ora è nuvolo, ma magari nel pomeriggio viene fuori il sole: come disponiamo i ragazzi? Si può spostare i tavoli? C’è una lavagna? Le solite cose.

A questo punto, vado a vedere che cosa c’è nelle due librerie addossate alla parete in fondo. Ci trovo quello che immaginavo di trovarci: vecchi libri di scuola più o meno sfasciati, un vecchio Nuovissimo Melzi (dizionario linguistico e scientifico), un Castiglioni-Mariotti (dizionario di Latino) in ottime condizioni, qualche volume della serie «Le grandi figure che hanno cambiato la storia dell’umanità» (o qualcosa del genere: cito a memoria) pubblicata negli anni Settanta da Selezione; una copia di Orzowei, il romanzo per ragazzi del mitico maestro Alberto Manzi (quello di «Non è mai troppo tardi»), che ha l’aria di non essere mai stata nemmeno sfogliata: cose così.

Vedo una costola gialla con sopra scritto: Rapporto Warren. Faccio un salto. Prendo il libro. In copertina c’è la faccia di Kennedy: sembra la fotografia di un manifesto con la faccia di Kennedy. Il titolo completo è: Rapporto Warren. Gli atti della Commissione d’inchiesta sull’assassinio del presidente Kennedy. Rizzoli 1964. Lire 1.000. Pubblicato in allegato al settimanale L’Europeo. Cerco sugli altri scaffali. Non c’è nessun altro libro che in qualche modo c’entri con Kennedy; ma soprattutto, non c’è nessun altro libro che non sia uno di quelli che in un posto come il Centro di Aggregazione Giovanile di Vasto ti aspetti, legittiamamente, di trovare.

Il Rapporto Warren ha 526 pagine. Ma io mi ricordavo che doveva trattarsi di una faccenda di decine e decine di volumi. Infatti, sfogliando, trovo un’avvertenza dell’editore italiano: «La presente traduzione italiana del Rapporto della commissione presidenziale sull’assasinio del Presidente J. F. Kennedy è stata condotta sul testo The President’s commission on the Assassination of President John F. Kennedy Report. Da questa traduzione sono state escluse quelle appendici, quegli indici e quegli allegati minori che, giustificati nell’edizione originale, risultavano a nostro avviso di scarso valore documentario per il lettore italiano».

Bene. So già che chiederò, per questa settimana di lavoro, un supplemento di retribuzione. Voglio il Rapporto. Ma soprattutto – e sono disposto a fermarmi a Vasto un’altra settimana, pur di risolvere il mistero – voglio sapere che cosa ci faceva, una copia della traduzione italiana del Rapporto Warren, nella sfasciatissima biblioteca del Centro di Aggregazione Giovanile di Vasto. Il mondo è pieno di misteri, d’accordo: ma di questo, voglio venire a capo.

[La ripubblicazione di Trovarobe è dedicata ad Alex Fringberger, i cui libri sono così difficili da trovare che abbiamo dovuto inventarceli. gm]

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2 Risposte to “Trovarobe, 12”

  1. Felice Muolo Says:

    Non fare il misterioso. Hai poi svelato il mistero?

  2. vibrisse Says:

    No. gm

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