“Un miracolo di immedesimazione”

by

di Luigi Preziosi

[Questo articolo di Luigi Preziosi è apparso in Bibliomanie].

Carlo Coccioli ha normalmente nelle storie letterarie del secolo scorso l’onore di una citazione o poco più: per quanto non lo si possa definire uno scrittore ignorato dai suoi contemporanei (è stato pubblicato da case editrici importanti, tradotto in più lingue, ha vinto premi letterari prestigiosi), è stato certamente piuttosto trascurato, non sufficientemente approfondito e conseguentemente sottovalutato. Non gli ha sicuramente giovato né l’omosessualità dichiarata, e assurta a tema di alcune sue opere (Fabrizio Lupo, per esempio), né l’evidente ricerca religiosa tracimante dai suoi testi, né soprattutto, l’esplosiva miscelazione di questi due elementi.
Eppure, basta leggere questo suo Davide, recentemente ripubblicato da Sironi con un’appassionata prefazione di Giulio Mozzi, che questa operazione ha fortemente voluto, per capire come uno scrittore come lui che rivela una tale statura letteraria meriti una collocazione più consona rispetto a quella che gli è solitamente accreditata, giusto accanto ai grandi nomi della seconda metà del secolo scorso, e per riconoscere al tempo stesso che il nostro canone novecentesco presenta ancora ampi spazi per revisioni e riscritture.
Il libro è una sorta di autobiografia di Davide, tutta condotta con fedeltà pressoché assoluta al testo biblico (primo e secondo libro di Samuele e al Primo libro dei Re), che l’autore “completa”, regalando al suo protagonista un pensiero che postilla le gesta narrate nei libri sacri. E’ difficile non pensarla anche come un’autobiografia dello stesso Coccioli, per lo meno per quanto attiene all’inesauribile anelito alla ricerca del divino. Se ne trae del resto indiziaria conferma nell’episodio segnalato da Mozzi nella prefazione, secondo cui, all’interlocutore che in una nota trasmissione televisiva gli aveva domandato di che cosa parlassero i suoi libri, Coccioli rispose: “Di Dio! Di cos’ altro vuole che parlino? C’è forse qualcos’altro di cui parlare?”.

Leggi tutto l’articolo in Bibliomanie.

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