Gioco di specchi

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di Ida Dominijanni

[Questo articolo, con titolo Tecniche di eliminazione di una donna, è apparso nel quotidiano il manifesto l’8 maggio scorso. Invito a confrontare l’ultimo capoverso con ciò che ho scritto a proposito del controsenso di Avvenire. gm]

Sarà pur vero che, come scrive Vittorio Feltri su Libero, «l’ordine è fucilare Silvio Berlusconi, e le armi sono già state caricate», ma intanto l’unica ad essere già stata giustiziata, sotto un volume di fuoco alla shock and awe, è Veronica Lario. A meno di una settimana dall’annuncio pubblico della sua intenzione di divorziare, la brillante operazione su cui le armate di suo marito si concentrano è chiarissima.

Janeta Eyre. Confession

Janeta Eyre. Confession

Primo, ignorare quello che ha detto. Secondo, farla passare per una idiota che si fa manipolare dalla sinistra e per una isterica che reagisce fuor di misura alle scappatelle del marito. Terzo e di conseguenza, ridurre l’intero affaire a una questione di corna, in quanto tale privata e ricca di illustri precedenti.

Quarto, osannare la grandezza del premier, che in campo erotico non ci va con la grevità del risentimento ma con la leggerezza del gioco, la generosità del miliardario, la bonomia dell’italiota.

Quattro mosse che si reggono tutte sulla prima. Veronica Lario aveva parlato di «ciarpame senza pudore» a proposito dell’uso delle veline come esca elettorale, di «sfrontatezza senza ritegno del potere che offende tutte» a proposito della mercificazione dall’alto della bellezza femminile, di un sistema «a sostegno del divertimento dell’imperatore» a proposito delle complicità diffuse, maschili e femminili, che tutto questo comporta. Aveva cioè fatto una denuncia pubblica di un dispositivo di governo e di consenso che è un problema politico. Troppo, davvero troppo per una first lady che aveva sempre tranquillizzato la corte del marito autoconfinandosi nella parte della moglie discreta, silenziosa e assente. Ma c’è un metodo sperimentato per azzittire qualunque donna: fare finta che non abbia parlato. Ciarpame, sfrontatezza del potere, divertimento dell’imperatore? Non è di questo che si deve discutere, e infatti non è di questo che si discute.

Degli argomenti di Veronica Lario non restano in campo quelli politicamente salienti, ma le due stoccate personali al marito: «frequenta le minorenni»; «bisognerebbe aiutarlo, come uno che non sta bene». Stoccate pesanti, sicuramente meditate da lei, certamente da maneggiare con cura per gli altri. Ma anche qui la risposta è facile: basta stravolgerle, e ancora una volta a uso del divertimento dell’imperatore. «Frequenta le minorenni» diventa «va con le minorenni», e le grida di scandalo per l’enormità dell’accusa di lei diventano subito sonetti di compiacimento, neanche tanto malcelato, per l’energia di lui – si legga Libero di ieri – , «il Maratoneta del coito», «il Tromba» che «ne castiga una via l’altra», il premier «che ha a cuore il pene del paese» e passa da una sveltina all’alta. «Silvio erotomane: non esiste uno straccio di prova». Infatti, non esiste uno straccio di prova, né nessuno l’ha mai detto. Molti indizi sì però che esistono, in questa prosa, di quanto ai suoi fan piacerebbe che lo fosse.

Zittite le velleità pubbliche di Veronica, è facile riportarla nel suo recinto e capovolgere la moglie discreta in moglie cornuta. Questo è tutto alla fin fine, garantisce la stampa dell’imperatore: «una questione di corna, vere o presunte». E lei, che copione vorrebbe «macerata e ammutolita dal dolore» e pronta a lasciar correre, invece parla, lei sì senza ritegno, alla stampa dell’opposizione. La quale opposizione ha i suoi begli scheletri nell’armadio: Togliatti che lasciò Rita Montagnana per Nilde Jotti, Luigi Longo che lasciò Teresa Noce, «la donna più brutta d’Italia», Papandreu che «infilava la mano nella camicetta dell’amante nei corridoi del palazzo presidenziale», e «le vergini offerte in omaggio a Mao Tse Tung»: Carlo Rossella, ex direttore del Tg5, cita sul Giornale «fatti oggettivi», mica il «falso romanzetto partenopeo» attribuito a Berlusconi. E Augusto Minzolini, candidato a dirigere il Tg1, intervistato a Omnibus aggiunge un vecchio gossip su Fassino e Carmen Llera. Che c’entra tutto questo catalogo con l’affaire Berlusconi-Lario? Niente, almeno per noi che non sappiamo e nemmeno vogliamo sapere proprio niente degli amori del premier, di cui invece evidentemente molto sanno, o immaginano compiacendosene assai, i suoi portavoce più fedeli.

Massimo Gramellini, sulla Stampa dell’altro ieri, ha messo il dito sulla piaga: Berlusconi può uscire da tutto questa storia persino più forte e più votato che pria, perché lui è lo specchio del paese e il paese è il suo specchio. Se ci voleva una conferma, la stampa di sua proprietà, una bella quota di quella cosiddetta indipendente, Vespa e i suoi velini ce l’hanno data oltre il necessario. Talvolta però anche gli specchi si rompono e seguono, dice la credenza popolare, svariati anni di disgrazia per chi li teneva in mano.

[La riproduzione dell’opera Confession di Janeta Eyre è tratta dal sito dell’artista].

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29 Risposte to “Gioco di specchi”

  1. catalin Says:

    Muore Baget Bozzo. Il cerchio si stringe.

    Le sue ultime parole: “Lasciatemi tornare alla casa del Papi”.

    (cit.)

  2. sergiogarufi Says:

    Bellissimo questo articolo.

  3. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Per continuare il gossip.
    Qualche tempo fa, parlando di Berlusconi, il mio interlocutore, un uomo di sinistra, mi disse: “E poi non lo sai che Berlusconi ha le corna?”
    “Come ha le corna?”
    “Allora non lo sai!”, e mi fece il nome di un intellettuale di sinistra molto conosciuto, che ancora oggi ricopre cariche pubbliche, come suo presunto amante.

    Non so se questa voce sia arrivata a quel tempo anche alle orecchie di qualche altro lettore, ma credo di sì, perché ciò che ho appena riferito è pura verità, mi è accaduto; e se la voce è arrivata in Toscana, da quelle parti, al Nord, doveva essere sulla bocca di molti, tra la gente e nei salotti mondani e chiacchieroni.

    Perché racconto questo? Perché a quel tempo risposi che queste erano faccende private.
    Credo che lo siano ancora oggi e l’errore di Veronica è stato quello di fare dichiarazioni pubbliche anziché parlarne in casa sua, con il marito.
    Si dice: si è indignata per la politica che il marito conduce.
    Mi domando: Scopre solo ora il carattere del marito? Se è un dongiovanni, non può esserlo diventato all’improvviso. Fino ad oggi le sue ricchezze e le sue stravaganze l’hanno mantenuta nel lusso, e ci ha sguazzato volentieri, mi pare. La parola “sacrifici”, i sacrifici sopportati dalla gente comune e da tante donne, non sa proprio che cosa voglia dire.

    La mia impressione è un’altra: che anche lei abbia deciso di scendere in campo. Per il momento prendendosi le prime pagine dei giornali, poi per poter ottenere un divorzio miliardario e ricostruirisi un’altra vita, sempre nel lusso e senza sporcarsi le mani a lavare piatti e camicie del marito. Veronica non ha niente a che fare con la povera gente. Si tratta di un mondo tutto particolare, il suo, sconosciuto ai più, dove la sofferenza ha un sapore assai più sciapito. Siamo nel mondo patinato dei cosiddetti Vip. A cui certamente appartiene anche Berlusconi (che in Italia ci governa , ahimé, in mancanza di meglio).
    Come sempre, sarà il tempo a farci capire i fatti che stanno accadendo in casa Berlusconi. Il tempo, si sa, fa giustizia di ogni intrallazzo.

    La vicenda Veronica mi ha fatto venire in mente quella di Ilary Clinton. Altra personalità, altra tempra, altro senso del pudore, altra intelligenza. Se si pensi che le colpe di Clinton non furono supposte ma provate e Ilary, come donna tradita, fece il giro di tutto il mondo, oggetto di risatine e di vignette di tutti i tipi. Eppure agli assalti della stampa seppe resistere con grande dignità.
    Poi c’è la questione assai importante del vincolo matrimoniale, a cui io credo molto, ma ne parlo qui:

    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=4724

  4. vibrisse Says:

    Bart, non serve accennare a “un intellettuale di sinistra molto conosciuto, che ancora oggi ricopre cariche pubbliche”. Tanta circospezione è superflua.
    Circolava la voce, nel 2002, che Massimo Cacciari fosse l’amante di Veronica Lario. Ci scherzò su – per depotenziare le voci – anche Silvio Berlusconi. Un giorno, addirittura, a margine di un incontro ufficiale con il premier danese, disse: «Rasmussen è il primo ministro più bello d’ Europa. Penso di presentarlo a mia moglie, perché è molto più bello di Cacciari… Secondo quello che si dice in giro, povera donna». Vedi ad esempio il “Corriere della sera”, qui. La cosa è stata smentita anche da Massimo Cacciari.

    Scrivi: “l’errore di Veronica è stato quello di fare dichiarazioni pubbliche anziché parlarne in casa sua, con il marito”. Se scrivi questo, Bart, immagino che tu sia convinto che la signora Veronica Lario non abbia parlato di queste cose “in casa sua, con il marito”. Da dove trai questa convinzione? Sei in grado di provare che la signora Veronica Lario non ha parlato di questo cose “in casa sua, con il marito”?

    Scrivi che tutto questo “non ha niente a che fare con la povera gente”. Mi pare ovvio. Qualcuno ha forse sostenuto che tutto questo ha qualcosa che fare con la “povera gente”?

    giulio mozzi

  5. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Sono cose, Giulio, che non si affidano ai giornali. Non si dichiara ai giornali che si vuole il divorzio. Si va dall’avvocato e lo si chiede. Poi saranno i giornalisti a scoprire la faccenda. Veronica Lario ha deciso di andare lei sui giornali, mi pare. Questo è il punto. E se ha fatto così, ci deve essere un motivo, che scopriremo con il tempo.

    Inoltre, credo che supporre che Berlusconi abbia delle amanti non è motivo sufficiente per sottrarsi al vincolo del matrimonio. Perfino se fosse provato che Berlusconi ha un’amante. Ho fatto non a caso l’esempio di Ilary Clinton, che gli americani hanno dimostrato di apprezzare per il comportamento dignitoso che tenne durante la vicenda del marito e di Monica.

    Parlando di povera gente, voglio dire che con il caso Veronica stiamo facendo del gossip della peggiore specie. Ci stiamo interessando a una donna Vip, da Novella 2000 (e si rischia di prenderla a simbolo), che appartiene ad un mondo che poco o niente ha a che fare con i problemi del nostro Paese. Qualunque decisione prenda Veronica non ha nulla a che fare con la politica. Sono fatti privati.

    Mi sono meravigliato che Franceschini (che ogni giorno ne inventa una, più di Pinocchio, e che come il burattino ancora deve diventare uomo)non abbia colto l’occasione per dire che tutto quanto sta accadendo nella famiglia Berlusconi è frutto di una scaltra operazione del premier per sottrarsi alle responsabilità di governo e distrarre i cittadini dai problemi più gravi.

    L’affaire Veronica ha contagiato tutti. Pochi sono quelli che evidenziano come il vincolo sacro del matrimonio richieda ai coniugi di sopportare insieme pesi assai più gravi di questo. Come successe a Clinton, anche Berlusconi può guarire dai suoi mali, se lo si aiuta a farlo, invece di approfittare delle sue debolezze (conosciute sicuramente già al momento delle nozze e messe in conto) per magari oggi poter richiedere un risarcimento miliardario.

    Anni fa circolava il pettegolezzo su Veronica, che anche tu hai ricordato. Direi di aspettare che abbia ottenuto il divorzio (spero non miliardario, in modo che possa vivere come tutti noi), e poi vedremo.

  6. vibrisse Says:

    Bart, scrivi: “Non si dichiara ai giornali che si vuole il divorzio. Si va dall’avvocato e lo si chiede. Poi saranno i giornalisti a scoprire la faccenda”.

    Certo. Io vado dall’avvocato, e il giorno dopo i giornalisti dipendenti di mio marito marito danno la notizia nei mezzi di comunicazione di proprietà di mio marito.

    E in questo modo è assicurata la parità di diritti, la tutela del mio buon nome, eccetera eccetera.

    Il codice civile (i due sono sposati solo civilmente) non parla di “sacro vincolo del matrimonio”. Si limita a stabilire degli obblighi reciproci, che sussistono finché dura il matrimonio. Lo stesso codice civile, infatti, prevede la possibilità di divorzio. Mi stupisco di doverlo ricordare.

    gm

  7. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Non sapevo che Berlusconi e Veronica Lario fossero sposati solo civilmente. Per me – forse vecchio e incancrenito cattolico – il matrimonio è quello davanti a Dio, celebrato in Chiesa.

    In ogni caso, continuo a considerare le motivazioni di Veronica non sufficienti a rompere un matrimonio.

  8. Alcor Says:

    Complimenti davvero, Di Monaco!
    per averci ricordato, oltre al “sacro” vincolo del matrimonio civile (e secondo, nel caso di lui) e altre amenità, anche la vecchia e mai dimenticata legge in base alla quale la donna deve subir tacendo.

  9. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Non ho detto assolutamente, Alcor, che la donna deve subire. Se ho lasciato intendere questo, ma non mi pare, chiedo scusa. La donna deve difendersi, ma Veronica sta sbagliando. Io difendo il matrimonio contro chiunque lo sciolga senza gravi motivazioni (ha sbagliato Berlusconi quando lo ha sciolto per sposare Veronica). Per me è sempre sacro tanto se è stato celebrato in chiesa o civilmente. Siccome Giulio è intervenuto sul mio blog e gli ho risposto lungamente, lo spiego meglio lì. Non desiderando ripetermi ti metto il link, se vorrai leggere:
    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=4724&cpage=1#comment-60286

  10. bolero (Stefano) Says:

    “Ma c’è un metodo sperimentato per azzittire qualunque donna: fare finta che non abbia parlato. Ciarpame, sfrontatezza del potere, divertimento dell’imperatore? Non è di questo che si deve discutere, e infatti non è di questo che si discute.”
    Non me ne voglia Bartolomeo, ma mi pare che i suoi commenti seguano esattamente questo esempio.

  11. Alcor Says:

    Di Monaco, ho letto la tua risposta a Mozzi, oltre ai tuoi interventi qui.
    Tu usi una serie di ipotesi: l’ipotesi che lei non abbia tentato di tenere in piedi il matrimonio, l’ipotesi che chieda il divorzio per essere lautamente liquidata – quando mi pare chiaro che ne avrebbe di più come moglie, visto che qui non siamo in America, dove il marito deve sganciare una buona metà di quello che possiede – l’ipotesi che abbia tradito il marito con Cacciari – tradimento nato morto appena annunciato – per insinuare che insomma, anche lei ha i suoi scheletri nell’armadio, il confronto a suo svantaggio con un’ipotetica Hillary Clinton virtuosa, quando nella coppia americana il tesoretto è dato dal potere, l’ipotetica discesa in campo della Lario in politica, e tutte queste ipotesi ti servono per dare una serie di giudizi che vanno tutti a suo svantaggio, mentre il marito rimane nell’ombra, o nel limbo.
    Tra l’altro la ricchezza nella quale “sguazza” lei è la stessa in cui “sguazza” anche lui, e certo neppure lui se l’è conquistata col sudore della fronte e sull’inizio di questa sua ricchezza c’è tra l’altro una grande opacità.

    Insomma, un guazzabuglio di illazioni, giudizi, censure che portano però tutte a un richiamo all’ordine indirizzato a una parte sola: la moglie. Dimenticando tra l’altro che lei è al massimo una barchetta a remi con a bordo un fuciliere che combatte con una corazzata o meglio una flotta. Come del resto si è visto.

    Avrei potuto metterla in politica, parlare della enorme concentrazione del suo potere mediatico, ed evocare a mia volta infinite ipotesi – e non solo – che gravano ben più inquietanti su di lui, ma questo tuo modo di raccontare questa storia è già abbastanza impressionante così com’è per mostrare quanto inconsapevolmente tu rientri in un maschilismo che purtroppo non davo per scomparso.

  12. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Alcor, chi è Berlusconi, dei suoi meriti e dei suoi difetti, se ne parla tutti i giorni. Se qualcuno se li dimenticasse ci pensa Franceschini a rimediare, che ne aggiunge sempre di suoi e di nuovi.
    Ho concentrato l’attenzione su Veronica perché è lei che ha deciso di occupare la scena.
    Non mi piace che si metta a dare lezioni sul matrimonio quando si è compiaciuta di essere corteggiata da Berlusconi, lo ha indotto al divorzio, facendo con ciò soffrire un’altra donna e i suoi due figli per arrampicarsi là dove non sarebbe mai potuta arrivare.
    Ha messo, con le sue cervellotiche insinuazioni, in ridicolo le donne, trasformando quelle che hanno avuto in dono la bellezza in tante ochette al servizio sessuale del marito. Ha insinuato sulla giovane Letizia, facendo credere che se la spassasse a letto con il marito, senza uno straccio di una prova.
    Non ti vuoi rendere conto che facendole assumere il ruolo della donna che difende la propria dignità, si offendono tante altre donne prese proprio da lei a bersaglio.
    Ho citato Ilary Clinton, perché proprio in America dove i divorzi si consumano come caramelle, lei ha difeso la dignità della donna non cadendo nel gossip come ha fatto Veronica, ma difendendo il matrimonio e cercando di far cambiare abitudini al marito. E mi pare che ci sia riuscita. Oggi è nientemeno che segretario di Stato, la carica più importante dopo quella del Presidente.

    Secondo me chi difende Veronica non si rende conto di offendere le donne che, senza alcuna colpa, sono state infangate dalla sua pubblica denuncia. Dove sono le prove che queste donne sono ciarpame? E allora la Cicciolina, la Pozzi? Non erano veline (come intende Veronica) anche loro?

    Alcor, tu mi tacci di maschilista, non lo sono affatto. Sei tu che prendi una cantonata e ti schieri a fianco di Veronica nelle accuse che fa alle donne. Io queste donne le difendo. Per condannarle voglio delle prove: che le candidate veline sono delle oche; che Letizia sia andata a letto con Berlusconi. Ilary aveva di fronte un marito reo confesso e ha saputo imporsi all’interno del matrimonio. Come ho scritto: altra tempra, altra dignità. Non ha diffamato nessuna donna, se non ricordo male non ha alzato una parola contro Monica. Io sono per queste donne.

    Leggi qui cosa si arriva a supporre. Credevo di essermelo inventato io quando più sopra ho scritto: “Mi sono meravigliato che Franceschini (che ogni giorno ne inventa una, più di Pinocchio, e che come il burattino ancora deve diventare uomo) non abbia colto l’occasione per dire che tutto quanto sta accadendo nella famiglia Berlusconi è frutto di una scaltra operazione del premier per sottrarsi alle responsabilità di governo e distrarre i cittadini dai problemi più gravi.”
    E invece guarda come scrive qui una certa Silvia:
    http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070201063053AAbZ1tK

    Ma credo che i motivi veri verranno fuori, basterà aspettare. Allora tireremo le somme.

  13. Alcor Says:

    Fantastica questa Silvia, mi avete messo di buon umore:-)

  14. vibrisse Says:

    Bart, parli di “cervellotiche insinuazioni” fatte da Veronica Lario. Ti chiedo di citarle, e di spiegare perché sono “cervellotiche”.

    Scrivi: “Ha insinuato sulla giovane Letizia, facendo credere che se la spassasse a letto con il marito, senza uno straccio di una prova”.
    Due cose:
    1. puoi citare le parole con le quali Veronica Lario avrebbe fatta tale insinuazione?
    2. Dici che Veronica lario non ha “uno straccio di una prova”. Domanda: come fai a sapere che Veronica Lario non ha “uno straccio di una prova”? Sei forse suo intimo? Sei il suo avvocato? Hai parlato con lei recentemente? Hai frugato nei suoi cassetti?

    Suvvia, Bart! Hai dimostrato di non avere di questa faccenda nemmeno la vaga conoscenza che se ne può avere leggendo i giornali o consultando Wikipedia, e ti permetti di fare un’affermazione – l’affermazione di un fatto -, dicendo che Veronica Lario non ha “uno straccio di una prova”?

    Ti meravigli che Franceschini non abbia detta una certa scemenza. Vuoi vedere che, se non l’ha detta, è perché non è scemo?

    Hillary Clinton si chiama Hillary Clinton. Non “Ilary”, come scrivete tu e Silvia.

    De hoc satis.

    giulio mozzi

  15. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Ne abbiamo abbastanza tutti e due, mi pare. Chiudiamola qui, se no davvero diventiamo cultori del gossip.

  16. vibrisse Says:

    Scusa, Bart, ma: tu fai gossip, fai affermazioni sul conto di Tizio e di Caia, affermi che c’è chi ha le prove e chi non ce l’ha, eccetera eccetera.

    Io non faccio niente di tutto questo. Non faccio gossip (che in italiano sarebbe: pettegolezzo).

    giulio

  17. Bartolomeo Di Monaco Says:

    E’ vero che l’articolo non è tuo, ma tu lo hai postato. Scelgo un esempio:
    “Degli argomenti di Veronica Lario non restano in campo quelli politicamente salienti, ma le due stoccate personali al marito: «frequenta le minorenni»; «bisognerebbe aiutarlo, come uno che non sta bene». Stoccate pesanti, sicuramente meditate da lei, certamente da maneggiare con cura per gli altri. Ma anche qui la risposta è facile: basta stravolgerle, e ancora una volta a uso del divertimento dell’imperatore. «Frequenta le minorenni» diventa «va con le minorenni», e le grida di scandalo per l’enormità dell’accusa di lei diventano subito sonetti di compiacimento, neanche tanto malcelato, per l’energia di lui – si legga Libero di ieri – , «il Maratoneta del coito», «il Tromba» che «ne castiga una via l’altra», il premier «che ha a cuore il pene del paese» e passa da una sveltina all’alta. «Silvio erotomane: non esiste uno straccio di prova». Infatti, non esiste uno straccio di prova, né nessuno l’ha mai detto. Molti indizi sì però che esistono, in questa prosa, di quanto ai suoi fan piacerebbe che lo fosse.”

    Insomma questo articolo stava bene su Novella 2000, più che su vibrisse. Non vorrei che fosse l’effetto di quella epidemia che va sotto il nome di berlusconite che da qualche anno infetta l’Italia:-)

    Le mie informazioni, come hai detto tu, sono scarse e non approfondite, lo riconosco. Le cose su cui mi sono appoggiato sono quelle che ho ascoltato da Vespa e da Santoro. Non sapevo nemmeno che i due coniugi dormissero in case separate (non in camere separate, ma in ville lussuose separate: se lo possono permettere, alla faccia di noialtri). Sono faccende loro, comunque.
    Nel mio blog ho inteso spendere una parola a difesa del matrimonio, sia esso civile che religioso, così bistrattato ai giorni nostri, e fondamento invece, secondo me, di ogni società. Poi è seguito il dibattito con te.

    Qui su vibrisse ho cercato di mettere in risalto che Veronica ha sbagliato e ho detto perché. Pur in presenza di inesattezze (compresa la grafia del nome della moglie di Clinton) la sostanza di quanto ho scritto non muta.
    Vediamo di chiuderla qui. Lasciamo che la verità emerga con il tempo. Non è la prima volta, lo sai, che in presenza di differenze di valutazione tra noi due, mi rimetto al tempo. Non possiamo nascondere noi stessi agli altri per troppo tempo. Non credo che ci sia mai riuscito nessuno, né oggi ci riusciranno Veronica e Berlusconi.

  18. vibrisse Says:

    Bart: nell’articolo che ho riprdodotto qui non c’è nessun gossip, nessun pettegolezzo.

    C’è, invece, un’analisi di come i mezzi di comunicazione – in particolare quelli di proprietà del marito o politicamente collegati al marito – stanno trattando la faccenda.

    E’ gossip, ovvero pettegolezzo, invece, fare quello che fai tu, ossia:
    – raccontare fatti non veri,
    – fare illazioni sulla vita privata di quei due,
    – emettere giudizi morali,
    eccetera.

    Quindi, per piacere, non venire qui a moraleggiare su chi fa pettegolezzo attorno a questa storia, visto che a fare pettegolezzo qui sei tu.

    giulio

  19. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Per fortuna hanno inventato la scrittura. Essa sta lì, sia su vibrisse che sul mio blog e, per i lettori, vale più di tutte le mie e le tue interpretazioni.
    Speriamo di poter parlare la prossima volta di cose più importanti, magari del matrimonio, che mi pare oggi venga buttato via con troppa facilità, e per un nonniente.

  20. vibrisse Says:

    Certo, Bart, la scrittura “sta lì”. E quindi tutti possono vedere:

    – che nel tuo primo intervento qui hai rispolverata la vecchia e smentitissima voce sulla relazione tra Veronica Lario e Massimo Cacciari (è gossip questo? secondo me lo è).

    – che nello stesso primo intervento hai sostenuto (sulla base di che? solo della tua immaginazione, mi pare) che Veronica Lario non avrebbe parlato con suo marito di queste cose prima di parlarne ai giornali.

    – che nello stesso primo intervento hai raccontato, spacciandolo per un “si dice” (e riferire i “si dice” è gossip, no?) che la signora “si è indignata per la politica che il marito conduce” (quando la signora, stando alle sue dichiarazioni confermate e non smentite si è indignata per comportamenti personali del marito).

    – che in un successivo intervento hai sostenuto che la signora “ha insinuato sulla giovane Letizia, facendo credere che se la spassasse a letto con il marito, senza uno straccio di una prova”, e hai completamente ignorato le mie domande (legittime, mi pare) su come tu possa sapere se la signora ha o non ha le prove (perché hai ignorato le mie domande? Perché, suppongo, tu in realtà non hai la minima idea se la signora abbia o non abbia le prove; e hai fatta la tua affermazione – che è un’affermazione relativa a un fatto: le prove ci sono o non ci sono – in autentico e purissimo spirito di gossip).

    – che nello stesso intervento hai sostenuto, appunto, che la signora “ha insinuato sulla giovane Letizia, facendo credere che se la spassasse a letto con il marito”, senza nemmeno accorgerti che la signora non ha insinuato nulla del genere (se pensi che lo abbia fatto, cita le parole con le quali lo ha fatto).

    – che, per finire, in un intervento ancora successivo hai dichiarato, rivolgendoti a me: “Le mie informazioni, come hai detto tu, sono scarse e non approfondite, lo riconosco”. Dopo un’ammissione del genere, dovresti semplicemente stare zitto, e andarti quantomeno a leggere i giornali.

    Infine, in uno dei tuoi interventi hai scritto: “Qui su vibrisse ho cercato di mettere in risalto che Veronica ha sbagliato e ho detto perché”; e invece no, questa cosa che sostieni di aver detto, non l’hai detta. Hai scritto infatti nel primo intervento: “Non si dichiara ai giornali che si vuole il divorzio. Si va dall’avvocato e lo si chiede. Poi saranno i giornalisti a scoprire la faccenda”. E io ti ho chiesto: perché non si dichiara ai giornali? E tu non hai risposto.

    Ti ho fatto notare per di più che se la signora non avesse parlato per prima ai giornali e fosse andata dall’avvocato, il giorno dopo avrebbero parlato della faccenda, per primi, i giornalisti dipendenti di suo marito marito, che lavorano nei mezzi di comunicazione di proprietà di mio marito. (Ad esempio, il settimanale vippistico gossippistico scandalistico “Chi”, di proprietà di Mondadori ossia di Silvio Berlusconi, è quello che ha pubblicato – con l’autorizzazione di Berlusconi stesso – le foto della festa in casa della neo-diciottenne). Ti pare che in questo modo la signora avrebbe meglio protetto il suo buon nome, la sua onorabilità, eccetera? Io ne dubito. Ma mi pare che tu sia del tutto insensibile al differenziale di potere che esiste tra le due parti di questa storia.

    Stiamo parlando qui, Bart, di una cosa molto, molto importante. Siamo parlando di come si parla, di come si discute, di come si cerca di capir qualcosa. Qui in vibrisse, con gli articoli miei e con quelli che ho citati, ho cercato di esaminare le retoriche in atto, il modo in cui il discorso politico – il discorso del potere – usa questa vicenda personale. E tu sei entrato in questa discussione ignorandola completamente – ripeto: ignorandola completamente -, facendo del gossip di bassa lega a forza di informazioni approssimative e idee tue spacciate per fatti, e per di più facendo il moralista contro chi fa del gossip.

    Basta, per piacere.

  21. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Ma io ho finito già da quando hai scritto De hoc satis. Che devo fare? ricominciare tutto da capo?

    Ti ho anche scritto che le mie informazioni vengono da due trasmissioni televisive, quelle di Vespa e di Santoro, dove queste cose che ti ho dette, soprattutto nella trasmissione di Santoro, costituivano il sale delle interviste ed erano date per scontate. Come potrà confermare chi le ha viste.
    In ogni caso, le mie inesattezze (sulle quali ti spertichi anche troppo) non cambiano la sostanza del problema. Il matrimonio è diventata una istituzione che si può buttare come la carta di una caramella. Più dignitosamente si è comportata Hillary Clinton, che lo ha difeso e forse lo ha irrobustito. Ripeto: Veronica ha sbagliato e, contrariamente a quanto affermi, io ho spiegato perché. Se nel farlo ho incorso nel gossip (lo dici tu), il gossip c’è anche nell’articolo che hai scelto di pubblicare. Te lo potevi risparmiare, se non fossi afflitto anche tu, come tanti italiani, dalla berlusconite (dubito che tu ne guarisca, ora che ti sei messo in politica:-) )

    Per concludere: mi chiedo: Vogliamo dare ai lettori la possibilità di leggerci senza che ci spremiamo le meningi per sostenere: Tu hai torto, io ho ragione?
    Ricordo ad essi che la mia posizione sull’argomento è espressa nell’insieme degli interventi avvenuti qui e sul mio blog. Come anche la tua.

    Non ti dico, Basta, per piacere, ma riprendo quel tuo De hoc satis, che mi piace di più.

  22. vibrisse Says:

    Bart, le tue non sono “inesattezze”.

    Scusa sai: ma se tu scrivi che Tizia insinua che Caio fa sesso con una minorenne, e non è vero che l’ha insinuato, questa è diffamazione. E’ un reato.

    Poi per giunta scrivi che Tizia fa queste insinuazioni senza avere uno straccio di prova. Cosa che può sapere Tizia, o magari il suo avvocato. Ma tu non puoi sapere una cosa del genere. Non la sai. E dire questa cosa è un’ulteriore diffamazione: un ulteriore reato.

    Per piacere, bada a te stesso. Tieno a freno la tua immaginazione. Scrivi una cosa se sai che è vera, o almeno cita la fonte dalla quale l’hai presa. Ma a me non piace che uno venga qui a diffamare: se non altro perché ci vado di mezzo anch’io.

    Almeno taci, per piacere.

    giulio

  23. Bartolomeo Di Monaco Says:

    De hoc satis. La questione per me è chiusa.

  24. Felice Muolo Says:

    Bart, te l’avevo detto che a difendere Berlusconi saresti stato contestato, o no?

  25. vibrisse Says:

    Mi sono limitato a far notare quelle che Bartolomeo chiama “inesattezze”. E che sono per lo più pure e semplici sue ipotesi, presentate però come dati di fatto.

    gm

  26. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Felice, è continuata una corrispondenza privata tra me e Giulio e, per quanto mi riguarda, lo autorizzo a pubblicarla integralmente qui, compresa l’ultima che gli ho inviato poco fa in risposta ad un’altra sua e -mail che ho aperto solo ora, poiché sono stato tutto il giorno a Firenze.

    Credo che le mie ragioni vi siano esposte rigorosamente e ineccepilmente.

    Può essere utile a chi ha seguito questo dibattito qui come sul mio blog (http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=4724 )

  27. vibrisse Says:

    Bart, la corrispondenza privata è privata. gm

  28. Bartolomeo Di Monaco Says:

    E’ vero, ma che ne sanno i lettori di vibrisse di quello che ci siamo detti e delle mie legittime argomentazioni contro la tua aberrante tesi che io sono un diffamatore (“non piace che uno venga qui a diffamare”, hai gravemente scritto)?

    Comunque, a me sta bene così, per non tirarla alle lunghe.Mi basta che i lettori di vibrisse sappiano che, seppure costretto in privato, io mi sono difeso, e secondo me in modo ineccepible e ben argomentato.

  29. Giorgio Di Costanzo (Ischia) Says:

    1) Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?

    2) Nel corso di questa amicizia, che il premier dice “lunga”, quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?

    3) Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso – come ammette anche Berlusconi – il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Elio Letizia?

    4) Naturalmente il presidente del consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito nè cittadino particolarmente influente nella società meridionale?

    5) Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?

    6) Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?

    7) Berlusconi si occupa dell’istruzione, della vita e del futuro di Noemi? Sostiene finanziariamente la sua famiglia?

    8) E’ vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica e questo “uso strumentale del corpo femminile” per il premier, non “impoverisce la qualità democratica di un paese” come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?

    9) Veronica Lario ha detto che il marito “frequenta minorenni”. Al di là di Noemi, ci sono altri minorenni che il premier incontra o “alleva”, per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?

    10) Veronica Lario ha detto: “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile”. Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di “una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità”. Quali sono le condizioni di salute del presidente del consiglio?

    LE DIECI DOMANDE MAI POSTE AL CAVALIERE
    di Giuseppe D’Avanzo
    “la Repubblica”, 14 maggio 2009, pagg. 1, 8, 9.

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