Il controsenso di “Avvenire”

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di giuliomozzi

Il quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, pubblica un articolo di Rossana Sisti intitolato Politica e discrimine etico. Vi si parla di pubblico e privato, e vi si si legge tra l’altro:

Questa volta abbiamo vissuto con autentica tristezza il valzer delle candidature: se ci fossero davvero in lista d’attesa veline o attri­cette non lo sapremo mai, ma anche solo l’ipote­si di un uso delle ragazze come esca elettorale è suonata sconfortante. Perché inaccettabile è una concezione della donna meramente strumenta­le: la «candidata» dev’essere bella, giovane, pia­cente… possibilmente disponibile. Magari così so­lo allo sguardo degli estranei, ma si sa che le ap­parenze contano. […] Non ci è piaciuto quel clima da scambio di ‘favorini’ veri, falsi o pre­sunti tra amici e amiche. E ci ha inquietato lo spar­gersi, tra alzatine di spalle e sorrisetti irridenti o ammiccanti, di un’altra manciata di sospetti sul­le gesta del presidente del Consiglio. Il sospetto per chi gestisce la cosa pubblica può essere persino peggiore della verità più scomoda. E comunque, prima o poi, arriva il momento del conto.

Tutto bene? Tutto bene. Il guaio è che l’articolo finisce così:

Continuiamo a coltivare la richiesta di un presi­dente che con sobrietà sappia essere specchio – il meno deforme – all’anima del Paese.

C’è poco da fare. Se si vuole una classe politica che rispecchi il Paese, nessuna classe politica potrà rispecchiarlo meglio di quella che oggi comanda, e della quale l’attuale capo del governo è il più vistoso e rispecchiante esemplare. Se invece si vuole una classe politica moralmente decente, si dovrà invocare l’avvento di una classe politica che non rispecchi il Paese, ma che del Paese sia migliore.

La campagna elettorale del Pd (ne ho parlato qui e qui) dice agli elettori: voi e noi siamo la stessa cosa, per cui, secondo il motto, più forti noi, più forti tu (echeggiando, se volete, il vecchio motto delle Coop: La Coop sei tu, chi può darti di più?). Il Pd si propone dunque come rispecchiamento del Paese; per questo mette nei suoi manifesti un campione della popolazione.

Ma il signor Berlusconi non ha mai fatto niente del genere. Lui, sui manifesti, ha messo sé stesso. E ha ragione a farlo: perché il signor Berlusconi rispecchia, senza deformazioni, il Paese. O almeno una parte bella grossa, forse maggioritaria, del Paese.

Il punto di confusione è questo. Rispecchiare non significa essere uguale. Nessuno è uguale a Silvio Berlusconi, se non altro perché nessuno ha i suoi soldi e il suo potere. Ciò non gli impedisce di rispecchiare alla perfezione soprattutto chi è diversissimo da lui. Infatti la sua azienda principale, la Fininvest, che cosa produce? Corsi intensivi di rispecchiamento.

Il rispecchiamento è una cosa che si realizza nel desiderio. Nessuno desidera essere ciò che è, e basta. Uno uguale a me non può rispecchiarmi (può compatirmi, ad esempio: ma è tutta un’altra cosa). Mi rispecchierò in qualcuno che è diverso da me, ma che accende – proprio nella sua diversità – il mio desiderio.

L’articolo dell’Avvenire contiene quindi un controsenso: chiede a Silvio Berlusconi, con toni indignati, di continuare a essere ciò che è da sempre: un presidente che “sappia essere specchio – il meno deforme – all’anima del Paese”. L’unica innovazione è quella della richiesta di “sobrietà”. Che a questo punto può solo significare: frequenti pure le sue minorenni, signor presidente, ma tenga lontani i fotografi.

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21 Risposte to “Il controsenso di “Avvenire””

  1. lo scorfano Says:

    Perfettamente d’accordo, dalla prima all’ultima riga.

  2. Giacomo Brunoro Says:

    Sono sempre stato convinto anch’io che la nostra classe politica rispecchi in pieno il così detto Paese (o per lo meno la sua maggioranza). E questo non vale certo soltanto per Berlusconi, sono convinto che sia così da sempre.

  3. christian Says:

    Concordo molto con la tua analisi, anche se farei delle distinzioni importanti. Si’, tanta parte della societa’ vorrebbe soprattutto essere al posto di Berlusconi e se ci fosse probabilmente farebbe anche peggio di quanto stia facendo lui… Ovviamente le differenza sostanziale e’ quella nessuno ha allo stesso modo potere, soldi e mezzi di comunicazione. Quello che lui fa coi soldi ormai tutti gli altri fingono di farlo coi debiti…

  4. animationpro Says:

    Sinceramente l’editoriale di Avvenire mi sembra un buon editoriale. Dice cose, in modo garbato, esprime giudizi. E nel tono è equilibrato a differenza di tante cose scritte in questi giorni. Poi, naturalmente, non si è obbligati ad essere d’accordo proprio su tutto.

  5. andrea branco Says:

    Eh. Leggevo ieri un paio di editoriali di quel tipo lì, di Libero, sul web, per curiosità. E ho avuto l’impressione che ogni volta che scriva di mr B, per lodarlo o difenderlo, usi espressioni come “ma chi di noi non…” o “come noi tutti…” etc etc. Vabbé. ciao.

  6. up Says:

    questa idea del rispecchiamento mi fa venire in mente un midrash (un racconto in chiave interpretativa) della tradizione ebraica.
    un uomo ricco non aveva voluto concedere la mano di sua figlia a un giovane troppo umile e povero per il suo livello. il rabbino, al quale si era rivolto per chiedere una spiegazione dei guai che gli accadevano, lo chiama vicino alla finestra e gli chiede “che cosa vedi” e l’uomo rispose “vedo della gente”. poi lo portò davanti allo specchio e ripeté la domanda “che cosa vedi?” e l’uomo rispose “vedo me stesso”. “vedi”, gli spiegò il rabbino, “tra il vetro della finestra e quello dello specchio c’è solo una piccola differenza, dietro il vetro dello specchio c’è un sottile strato d’argento. ecco, le cose vanno così, quando c’è di mezzo un pochino d’argento gli uomini non vedono più gli altri ma soltanto se stessi.

  7. manfredi Says:

    più che altro, è interessante notare come “Avvenire” si accorga solo ora (dopo un presunto e non ancora provato scandalo sessuale) di come Berlusconi gestirebbe la cosa pubblica. Mentre quando le accuse riguardavano (e riguardano tuttora) altro non ha mai scritto mezza riga in proposito.

  8. vbinaghi Says:

    Berlusconi esprime desideri un tempo inconfessabili che proprio il materialismo e l’edonismo libertario professati dalla sinistra hanno reso confessabili. Sono fatti l’uno per l’altra e si legittimano a vicenda.
    Poi anch’io sono convinto che desiderare non è essere, e la politica non è solo il suo teatrino. Forse gli italiani sono meglio di quello che sembrano, e scelgono semplicemente chi ha l’aria di saper decidere.

  9. Weissbach Says:

    @vbinaghi

    “…proprio il materialismo e l’edonismo
    libertario professati dalla sinistra…”

    Ma hai usato un generatore di frasi casuali
    oppure ti vengono proprio così
    e ne hai in serbo altre fortissime?

  10. valter binaghi Says:

    Mi vengono così. Specialmente da quando ho smesso di frequentare gente che attacca sistematicamente (il nemico) e difende sistematicamente (il socio) senza mai avere il minimo dubbio circa la loro specularità. In epoca democristiana i politici facevano le porcherie di oggi, ma se ne vergognavano. Avete fatto a pezzi l’ipocrisia cattolica (che spesso è solo una resa all’inevitabilità delle debolezze umane) per sostituirla con l’esaltazione trionfante dell’immoralismo. E adesso avete pure il coraggio di snobbare i reality show, le veline e i festini del nano di Arcore, che invece i suoi elettori adorano. Ma siete voi che li avete legittimati, togliendo il tappo al vaso di Pandora.
    Teneteveli, dunque, e non vi lamentate.

  11. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Da qualche tempo c’è una malattia in Italia, la Berlusconite. Il virus ha questa proprietà: mette la figura di Berlusconi al centro dei propri pensieri. Come l’alcool fa cessare il tremore dalle mani dell’alcolista, così il pensiero di Berlusconi riesce a dare un senso alla propria vita.
    E il cervello va al macero…

    I problemi che abbiamo sotto gli occhi sono altri: si deve uscire dalla crisi, si deve ricostruire laddove il terremoto ha distrutto, si devono eliminare le piaghe dell’amministrazione pubblica. Mi pare che (Napoli docet) la direzione intrapresa dell’azione di governo (è il governo che dobbiamo tenere sotto controllo) sia quella giusta.
    Abbiamo bisogno di uomini del fare, anziché di chiacchieroni. Il difetto di Berlusconi è di essere entrambi (non tutti nel governo, però, sono come lui), ma almeno è anche un uomo del fare. Chi altri abbiamo che sappia fare e non sia un chiacchierone? Dopo le esperienze dei governi di centrosinistra si può rispondere senza esitazione: nessuno. Oggi l’imprenditore Berlusconi è il miglior leader che il nostro Paese può esprimere in politica. Di chi la colpa? Ai posteri, eccetera eccetera…

  12. Felice Muolo Says:

    Bart, se vai avanti così ti contesteranno, come è successo su LPELS.

  13. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Giulio non ha mai censurato, a meno che non si tratti di volgarità o insulti.
    In casa vibrisse, almeno fin ora, mi ci trovo bene.

    Su Veronica Lario e il valore del matrimonio ho scritto anch’io qui:
    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=4724

  14. andrea branco Says:

    @ bartolomeo di monaco: a me sembra che questo governo metta lo sporco sotto il tappeto e poi dica: Ho pulito! Le persone guardano il tappetto e ci credono.
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/05/ecomafie-70-reati-ambientali.shtml?
    Riguardo all’evasione fiscale, poi, si fa ancora troppo poco, come diceva Travaglio tempo fa. La Social Card non mi sembra aver avuto un grande impatto. La crisi che diceva non ci fosse, ora afferma essere già passata. Alitalia rilevata dalla cordata italiana per poi avere partecipazioni straniere rilevanti, ed esuberi superiori rispetto a quelli prospettati da AirFrance.
    Certo, sembra che faccia. Ma sul suo “fare” ho molti dubbi.
    Ma a parte tutto questo, non credo che “Berlusconi è il miglior leader che il nostro Paese può esprimere in politica”, piuttosto credo che Berlusconi sia il leader che il nostro Paese vuole esprimere in politica.

  15. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Sulla lotta all’evasione fiscale, Andrea, ti rimando a questa noticina:
    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=4220

    Nel link che mi hai segnalato vedo scritto: “Le infrazioni ambientali rispetto all’anno precedente sono diminuite: erano 30.124 nel 2007, sono diventate 25.766 nel 2008 (-14,5%).”
    Per quanto riguarda il caso scandaloso dei rifiuti a Napoli, mi pare risolto o avviato a soluzione concretamente.

    Si sa che in Italia tutto va a rilento, e dobbiamo accontantarci di valutare se la direzione è quella giusta.

    15 min minuti fa ho parlato con un volontario del mio paese, che oggi è in partenza per tornare in Abruzzo (la sua zona è quella dove è sepolto Celestino V”). Mi ha parlato della situazione drammatica e del fatto che sarà difficile riuscire a far rientrare nelle case le famiglie ancora terrorizzate dalle continue scosse di terremoto.
    Ci sono dunque grossi problemi, anche psicologici, da superare. Ne parlava anche ieri sera il presidente del consiglio ospite di Vespa. Ci sono case in cui già si può abitare ma il governo non se la sente di premere perchè le famiglie vi tornino ad abitare.

    Guardando in giro, se si eccettuano taluni manager dell’industria, di uomini del fare ne vedo pochini, anzi nessuno. Tra i politici men che meno. Bersani andrebbe messo alla prova, potrebbe avere delle qualità, ma al momento non ho elementi per giudicare meglio. Prodi, D’Alema, Veltroni hanno già malamente dato.

  16. Felice Muolo Says:

    Bart, non mi riferivo a vibrisse. Come volevasi dimostare, è successo quello che temevo.

  17. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Felice, ho interpretato che intendessi possibile una censura nei miei confronti da parte di vibrisse. Se invece ti riferisci a commenti che portano avanti convincimenti diversi dal mio, ciò è normale, basta che si evitino offese e insulti.
    O altrimenti a cosa ti vuoi riferire? Puoi essere più esplicito?

  18. catalin Says:

    trovata sull ottimo http://www.spinoza.it:

    Tornano a circolare le voci di una possibile separazione. In caso di divorzio la Lario otterrebbe Italia 1, Kakà, tre regioni italiane e la Corte di Cassazione.

  19. catalin Says:

    gli italiani sono 60 milioni. Berlusconi sostiene che il 70% degli italiani lo ama, cioè circa 40 milioni di persone. Il Ministero della Salute dice che sono disponibili 40 milioni di dosi di farmaci per la febbre suina. Merda…

  20. vbinaghi Says:

    Avevo risposto a Weissbach ma il mio commento è sparito.
    Non credo alla censura di Giulio, ma al fato che annichilisce le cose inutili.
    Comunque weissbach, non si tratta di frasi a effetto ma di riconoscere che tra le cose c’è una relazione, se non dà troppo fastidio ammetterlo. Un certo libertarismo sessantottino più o meno malinteso ha enormi responsabilità nel degrado morale e istituzionale di questo paese. Non si può fare a pezzi l’autorità in quanto tale e bollare sistematicamente la moralità come moralismo e poi lamentarsi se il proletariato acclama i nani e le ballerine del principe anzichè leggere i corsivi del Manifesto.
    E’ che a voi i proletari hanno sempre fatto schifo, non avete mai provato a capirli, solo a convertirli. Storie vecchie, fiate sprecato.

  21. Felice Muolo Says:

    Bart, a palar bene di Berlusconi si scatena sempre un putiferio tra gli intellettuali. Magari poi lo votano. E’ quanto.

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