Trattamento di una notizia

by

di giuliomozzi

Scorrendo la prima pagina di Repubblica.it mi imbatto in questa cosa qui:

Mi incuriosisco per tutta una serie di ragioni (chi avesse letto, nel mio libro Il male naturale, il testo intitolato Bella può capirle quasi tutte), e vado a leggere l’articolo. Che è qui. E nel quale si legge a un certo punto che “quando questa sua specializzazione è diventata pubblica, grazie a una lunga e dettagliata intervista a El Mundo, il suo blog e il suo sito sono stati oscurati per le troppe richieste”, e qualche capoverso dopo che “dopo l’intervista al El Mundo tutto cambia: il suo blog preso d’assalto, migliaia e migliaia di e-mail, applausi ma anche insulti. Marien diventa un’icona della rete, il dibattito infiamma le associazioni di persone disabili. Il blog viene oscurato”. Dove io resto ancora nel dubbio: ma il blog di Marien (nome di battaglia: il nome vero è Montse) è stato oscurato d’autorità, o è andato in crash per un eccesso di visite? Nell’articolo non si dice quale autorità avrebbe oscurato il blog.

Vado a vedere. Intanto mi leggo l’intervista in El Mundo, che è interessante (qui).

Vado poi in cerca del sito e del blog di Marien. I cui indirizzi, sia chiaro (a meno che io non sia cieco), non sono indicati nell’articolo di El Mundo. Trovo due blog: uno decisamente professionale (qui) e un altro decisamente politico (s’intitola Prostitución: una visión (sub)-objetiva, compleja y global ed è qui). Ora, non so se da qualche parte esista un altro sito di Marien. Fatto sta che i numeri delle visite, in questi due blog, mi sembrano un po’ incongrui con quanto raccontato da Repubblica.it:

Il sito professionale. Il contatore delle visite è a destra.

Il sito professionale. Il contatore delle visite è a destra.

Il contatore.

Il contatore.

Il sito politico. Il contatore delle visite è a sinistra.

Il sito politico. Il contatore delle visite è a sinistra.

E dunque?

L’articolo in Repubblica.it finisce con questo capoverso:

La storia di Marien fa il giro d’Europa. La ritroviamo in centinaia di blog italiani. Le reazioni sono diverse. Le associazioni chiedono cautela, riservatezza. Ma i blogger scrivono. Marco, 31 anni, tetraplegico è il più deciso: “Siamo esseri umani, abbiamo diritto al sesso, all’amore, al piacere. Dopo aver letto la storia di Marien ho chiesto a mia madre di caricare il camper e di portarmi in Spagna. Lei si è messa a ridere, lo ha raccontato a mio padre, e lui ha risposto: perché no, potrebbe essere un’idea”.

Provate a cercare con un motore di ricerca la frase di Marco. Io l’ho trovata solo nell’articolo di Repubblica.it. Per carità, i motori di ricerca non sono perfetti.

In Italia la notizia, così a occhio, sembra arrivata tramite un lancio dell’Agi, l’Agenzia giornalistica italiana. Ho quest’impressione perché vedo riportato in vari siti (ad esempio qui e qui) proprio un lancio Agi. E in effetti ho trovato qualche blog nel quale si commenta la notizia. Non proprio “centinaia di blog italiani” ma, diciamo, in questo preciso momento (guardate la data e l’ora in calce a questo articolo) forse due o tre blog italiani. Dove peraltro spesso – se il numero dei commenti è un indizio dell’interesse destato da una notizia – non sembra aver destato particolare interesse. Nessun commento in Disablog. Nessun commento in PinkBlog.

Ora, di tutto questo a me interessano due cose. La storia di Marien è interessante. Quindi sono felice che Repubbica.it mi abbia permesso di conoscerla. Però mi pare bizzarro che, di tutta questa storia, a Repubblica.it interessasse, per quel che ho visto, solo il gran baccano suscitato dalla storia stessa. Gran baccano che, per quel che ho potuto vedere, è stato inventato di sana pianta da Repubblica.it.

O mi sbaglio?

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13 Risposte to “Trattamento di una notizia”

  1. enpi Says:

    giornalisti = spacciatori di menzogne.
    [non è una sintesi o una conseguenza del tuo articolo. è una mia convinzione già conquistata e affermata – non solo in senso letterale]
    “ha destato calmore in” andrebbe abolito nei corsi di giornalismo; i corsi di giornalismo, per altro, andrebbero aboliti; il sistema si sta già abolendo, del resto.

    e.

  2. Felice Muolo Says:

    Infatti, credo sia solo un polverone. I diversamente abili, da sempre fanno sesso con le prostitute. Ricordo che da Costanzo, su canale 5, tempo fa la madre di uno di loro ne diede ampia testimoninza:procurava numerose prostitute per il figlio. Non c’è proprio bisogno di andare fino in Spagna col camper.

  3. Giacomo Brunoro Says:

    Credo che, per quel poco che conosco il mondo dei giornali e dei giornalisti, il presunto “tam tam” mediatico (inventato di sana pianta) sia il pretesto per giustificare la notizia.

  4. federica sgaggio Says:

    Ho fatto più o meno lo stesso giro, Giulio.
    E’ una di quelle furbizie giornalistiche nelle quali gli italiani son maestri.
    Ce ne sono molti esempi.
    Tipo che il Guardian scrive una cosa un giorno, e sei giorni dopo l’inviato o il corrispondente del tal giornale italiano traducono l’articolo straniero tagliandolo e inventando qualcosa e aggiungendo qualcosa che hanno sentito in tv.
    Tipo che dicono che c’è un gran casino su una cosa a Timbuctù, e così il gran casino possono farlo anche in Italia.

    Ho appena scritto sul blog un postino sul papa che va all’Aquila e dice “Ora case solide”.
    Ma ti par possibile che dica: “beh, gente, è ora che costruiamo case ancora più fragili di quelle che son venute giù adesso”?
    Eppure noi giornalisti ci caschiamo alla grande.
    No: ci marciamo.
    E’ facile, veloce e costa poco. Il papa parla, io scrivo.

    Quanto al tema specifico del tuo post, ho l’impressione che il tentativo di Repubblica sia inventarsi un “dibbattito” su temi eticamente sensibili.
    Va di moda.

    Sono arrabbiata, sì.

  5. catalin Says:

    eh, io mi ricordo uno strabiliante titolo del “giornale”, quotidiano spesso presente nel mio bagno, vicino al rotolo della carta igienica :
    “I romeni stuprano ancora ma noi li lasciamo liberi”

    se non fossero sovvenzionati dallo stato e quindi dalle mie tasse questi giornaletti da strapazzo, comprati da gente del menga, sarebbero falliti (giustamente) da un pezzo.

  6. enpi Says:

    [si perde la voglia a commentare qui: il mio commento è in moderazione da un giorno…]
    e.

  7. vbinaghi Says:

    Nell’attesa che i giornali mi propongano immagini e resoconti su scala strategicamente o negligentemente selezionata, “il sole è della grandezza di un piede”(Eraclito), cioè per me da oggi esiste solo ciò che vedo.
    Rischio la sociopatia? Non credo. Ci vive un sacco di gente, qui intorno.

  8. vbinaghi Says:

    P.S. Giulio, “Il male naturale” non l’avevo letto. Questo testo, “Bella”, è una cosa che ti attraversa l’anima. Bellissimo.

  9. cletus Says:

    con tutte le dovute cautele del politcally correct, a me la notizia suscita interrogativi sull’accezione del sesso. E’ forte la tentazione di leggerlo qui, nel contesto citato, come mero atto fisico, “naturale”, distolto per un momento da tutto l’armamentario sovrastrutturale giocato con l’iterazione delle emozioni che prendono il nome di amore. In senso malthusiano, la cosa non è di per se riprovevole. E’ la maniera nella quale viene prospettata, che implicitamente fa leva sulla “pruderie” del lettore, per imbambolarlo con nefasti effetti da circo.
    Per sdrammatizzare, vale, in questa circostanza, il motto albanesiano: “cchiù pilu per tutti” !!!

  10. vibrisse Says:

    Enrico (Enpi): se mi paghi uno stipendio, sto anche qui tutto il giorno a controllare i commenti.

  11. enpi Says:

    Giulio (?): non riduciamo tutto al soldo…
    🙂

    e.

  12. vibrisse Says:

    No, no, Enrico. Se quello che vuoi sono prestazioni più rapide ed efficienti, è proprio di soldo che si tratta. Infatti, perché il tuo commento ha atteso qualche ora? Perché me ne stavo altrove a guadagnarmi da vivere. Come peralto non era difficile – da parte tua – immaginare.

    gm

  13. enpi Says:

    ok.
    e.

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