La sconfitta di tutte le nostre ambizioni

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di Dajana Tomassi

[Questo articolo è apparso nel quotidiano Conquiste del lavoro il 25 aprile 2009]

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In una Milano indistinta e impersonale di fine secolo sono narrate le vicende dei personaggi di Negare l’evidenza (Sironi Editore, Milano 2009, pp. 320, euro 16), un romanzo scritto a quattro mani da Alez Penzo e Giovanni Bognetti, sul crollo delle illusioni. I protagonisti sono Gianni Ravà, un cronista di nera che lavora anche per una casa editice, e Franco L. Uccello, scrittore mediocre di libri gialli da edicola drogato di anfetamine. Gianni è un uomo rispettato e concreto, innamoratissimo della moglie Laura, per la quale farebbe di tutto, mentre Uccello soffre del cosiddetto blocco dello scrittore, che lo ha portato a disintegrare la sua vita. Le loro strade si incontrano quando la moglie di Uccello, Elena, tradisce il marito proprio con Ravà. Da quel momento, le esistenze di questi due uomini si incroceranno e si scontreranno fino a renderli due facce della stessa medaglia.

E’ per le due donne – i cui nomi, Laura ed Elena, non sembrano scelti a caso – che vengono commessi tutti i misfatti e i crimini, con l’unico scopo di riconquistarne l’amore. Nonostante ciò, queste due figure femminili rimangono nell’ombra, ambigue, e non afferriamo il senso delle loro azioni. Le conosciamo solo attraverso gli occhi dei mariti: se Gianni da una parte pensa che Laura non sia mai stata veramente innamorata di lui e non ha mai superato il suo senso di inferiorità nei confronti del primo amore della moglie; Franco si sente per Elena e le loro figlie una specie di scrittore pazzo e fallito che non merita rispetto e da guardare con sospetto, tanto che per lui è preferibile passare le sue giornate e le sue notti nel box in giardino piuttosto che a casa.

Quando Franco L. Uccello viene a sapere di un collega di sua moglie – che è stato appena licenziato – del tradimento di Elena, decide di far volgere la vicenda a so vantaggio. Comincia a ricattare Ravà fino a spingerlo ad un gesto estremo: rubare un romanzo a un giovane paraplegico, Luigi Massa. Uccello infatti non vuole soldi, non vuole vendetta, vuole semplicemente il romanzo che non è mai riuscito a scrivere, l’opera massima che gli spalanchi le porte del successo, il suo biglietto di ritorno per il mondo vero, un mondo in cui sua moglie e la società possano avere rispetto per lui.

Alla fine, però, anche questo si rivelerà un semplice palliativo. Nel folle progetto di ricostruirsi una reputazione, le conseguenze peggiori toccano all’unico personaggio che sembra dotato di coscienza, Luigi, un ragazzo già molto sfortunato che si fida poco degli altri e che possiede un incredibile talento nella scrittura. Ravà e Uccello capiscono subito il potenziale del suo romanzo, e per ottenerlo non esiteranno a ingannarlo e a servirsi di lui. Complice delle loro macchinazioni diventa Ernesto, una ex guardia giurata senza scrupoli dotata di un apodittico cinismo, pronto a tutto pur di racimolare qualche euro.

Durante la lettura del di Negare l’evidenza arriveremo a scoprire come Franco Uccello è diventato scrittore e come Gianni Ravà ha conquistato Laura, ma soprattutto come questi due uomini si sono trovati a vivere una vita che non era la loro, prigionieri della paura di cambiare. Ed è così, imperscrutabilmente, che convergono i destini di Ravà e di Uccello, rivelandoceli l’uno sempre più simile all’altro, due personaggi sconfitti nelle loro ambizioni, due anime sole che vagano in cerca di riscatto, due uomini incredibilmente deboli. Entrambi innamorati di due donne che non li amano più, entrambi incapaci di stabilire un vero rapporto con i figli, entrambi disposti a fare di tutto pur di dimostrare di valere ancora qualcosa.

Di qui il titolo del romanzo, Negare l’evidenza: negare l’evidenza di non essere più giovani, ma anche di non aver saputo costruire una vera famiglia e di non essere delle brave persone, ma solo dei comuni uomini, che però possono spingersi fino all’estremo.

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