La bella notizia viene per ultima

by

di Matteo B. Bianchi

[copio dal suo blog la parte finale di questo articolo di Matteo B. Bianchi]

Matteo B. Bianchi

Matteo B. Bianchi

[…] Mi piace vedere come altri autori affrontano il rapporto con la scrittura e gli insegnamenti che ne hanno tratto. Di testi simili ne ho letti davvero parecchi negli ultimi anni e ora ne ho fra le mani uno che trovo entusiasmante, al punto da consigliarne vivamente anche a voi la lettura (se siete scrittori esordienti, se avete mai pensato di volervi cimentare con la scrittura o se siete anche solo vagamente interessati all’argomento). L’ha scritto Giulio Mozzi e si intitola (non) un corso di scrittura e narrazione. In cento articoli Mozzi parla di invenzione, narrazione, tecnica, ispirazione, imitazione… Si può dire che svisceri l’argomento, ma con un tono tanto spontaneo e colloquiale che sembra di stare a sentire i discorsi di un amico più che le lezioni di un esperto del settore. Ho già letto altri saggi di Mozzi sullo stesso tema, ma questo mi sembra il suo migliore. E ho tenuto per ultimo la bella notizia: il libro non è in vendita, ma un testo gratuito on line, che potete scaricare qui.

La foto di Matteo B. Bianchi viene da qui.

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5 Risposte to “La bella notizia viene per ultima”

  1. cletus Says:

    Ho incontrato mr.Bianchi nel corso del recente incontro sui booktrailer in quel di Roma. Mi pare persona assennata. Questo giudizio (sul tuo “corso”) me ne conferma l’impressione. Ancora grazie.

    Intanto, sul mio blog, mi chiedo come ti svegli, in the morning…

  2. vibrisse Says:

    Matteo è una delle creature più gentili che io conosca. E “assennato” mi pare una parola assai appropriata. gm

  3. Toni La Malfa Says:

    Non posso far altro che unirmi alle lodi. In questi anni ho spesso consultato questo corso di narrazione. E ricordo, quando usciva a puntate, il piacere con cui leggevo un nuovo “episodio”.

  4. Federico Platania Says:

    Confermo il giudizio positivo sul buon emmebibì, come amava firmarsi quando lo conobbi telematicamente grazie alla sua bella rivista on line ‘Tina (che forse ancora esiste, ma che – mea culpa – da tempo non leggo più).
    All’epoca fu tra quelli che mi incoraggiarono a continuare a scrivere (sono passati dieci anni buoni e io ero sostanzialmente inedito), pur non facendomi mancare critiche negative su alcuni pezzi che gli sottoposi.
    Poi lo conobbi di persona a Roma, quando era in giro a presentare un suo romanzo, “Fermati tanto così”.
    Sì, persona assennata, gentile e molto attenta e competente circa la narrativa italiana contemporanea (leggere le sue rubriche “Shorts” e “Laboratorio esordienti” su Linus, per credere).

  5. paolozardi Says:

    Scaricato.
    Ora, con pazienza, vediamo cosa riuscirò ad imparare…

    Buona Pasqua!

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