“Uno sguardo metropolitano sul sesso e la morte”

by

di Ermanno Krumm

[Questo articolo di Ermanno Krumm apparve nel Corriere della sera del 19 luglio 2000. Nei prossimi giorni il libro Il culto dei morti nell’Italia contemporanea, pubblicato nel 2000 da Einaudi, sarà reso gratuitamente prelevabile, in formato pdf, qui in vibrisse. gm]

In un poemetto libero e giocoso Giulio Mozzi getta uno sguardo metropolitano sul sesso e la morte. L’ idea di partenza per Il culto dei morti nell’Italia contemporanea nasce da uno scritto dell’antropologo Marco d’Eramo. Ma la serietà del titolo è assolutamente disattesa. E lo è in fondo anche quella relazione particolare che da sempre stringe insieme poesia e morte. Un nesso paradossalmente sottolineato, anche due anni fa, nella curiosa autobiografia, in prosa, di un poeta che di mestiere fa il becchino: le Confessioni di un becchino poeta, di Thomas Lynch, uscite da Zelig.
Nel suo libro – una sarabanda in versi scritta da un narratore – Mozzi parla della morte con leggerezza, come se la gravità del tema lo sollevasse da ogni preoccupazione, permettendogli di trattare liberamente di qualsiasi altra cosa. Le 13 sezioni del poemetto (alcune a quattro mani, come l’ultimo racconto del suo precedente La felicità terrena) passano dalla vittima del cavalcavia di Tortona a Moana Pozzi. Qui si innesca il tema amoroso-sessuale ripreso, per esempio, nell’invito del poeta, che si immagina presentatore di una serata, e chiama gli ospiti a gridare sul palcoscenico il nome della persona amata. Anche le immagini più macabre finiscono col divertire: sembrano girate come in un film muto. La resurrezione è un buon pretesto per pensare alla sorte di gambe tagliate, appendici e prostate. Mentre gli animali proliferano: topi da sterminare o cani coinvolti in rituali sadici tra le lenzuola. Niente paura. Persino le peggiori situazioni scivolano via tra una canzonetta, come quella dell’uomo appeso per i piedi, una preghierina e un recitativo.
E avanti così, attraverso piccole sfasature, effetti e qualche ingrediente tipico dell’ avanguardia: per esempio, quando nel testo entrano brani di cronaca. Qui, però, non c’è nulla di programmatico. Prevale un dispositivo a più velocità, capace di passare dalla breve sequenza teatrale al gioco di società, dalla cronaca al monologo.
Poesia o non poesia? Che importa, visto che un’ ora di lettura è trascorsa piacevolmente e non senza sorprese.

Tag: ,

Una Risposta to ““Uno sguardo metropolitano sul sesso e la morte””

  1. vibrisse Says:

    Una persona che si firma con nome di fantasia e email fasulla ha inserito in calce a questo articolo il seguente commento: “Perché non pubblicare prima il testo, aspettare poi le reazioni dei lettori, quindi le recensioni, i critici?”. In effetti il testo è stato pubblicato per primo (nella primavera del 2000); alla pubblicazione sono seguite le reazioni dei lettori, le recensioni, gli interventi dei critici. E che il libro sia uscito nel 2000 è scritto ben chiaro in testa a questo articolo (nonché ai precedenti sullo stesso argomento). Il commento inserito da questa persona che non ha avuto nemmeno il coraggio di firmarsi è quindi, ahimè, un commento scemo.

    giulio mozzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...