Contro il carverismo

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Nell’articolo Contro il carverismo Giorgio Fontana discute il mio articolo Escalation!. gm

Aggiornamento: ed entrambi gli articoli sono discussi da Francesco Di Bernardo nell’articolo Carverismo o lishismo?. gm

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4 Risposte to “Contro il carverismo”

  1. cletus Says:

    Provando a vederla dal punto di vista del lettore, la questione si ammanta di ulteriori sviluppi.
    Se nel “carverismo” manca l’introspezione [dichiarata] psicologica, è pur vero che di fronte ad un puntiglioso resoconto di emozioni, almeno nel mio caso, dopo la terza pagina mi accascio.

    Non che esista una legge, ovvio, ma ho motivo di credere che sia molto più avvincente per colui che legge, provare a farla lui, l’introspezione, rimanendo incollato alla pagina, provando a capire, dietro alle azioni (e alle parole) cosa effettivamente alberghi nell’animo dei protagonisti.
    Si chiama gioco, o come diavolo volete. Di fatto fa perno sulla capacità (dopo un po’, quasi automatica) di far lavorare le sinapsi e rimanere incantati dalla capacità dell’autore di “sottrarsi” alla grande dal testo.

    [In tal caso, il piacere è doppio: su Elefante – un racconto di Carver- ad esempio, la fine del racconto è una colazione solitaria del protagonista, oberato pesantemente da strascichi familiari, durante la quale, al semplice ricordarsi di un sogno, manda in frantumi l’idea bislacca, tanto effimera quanto irrealizzabile, accogliendo l’epifania dentro di se, comprendendo che non potrebbe andare da nessuna parte perché ha un bisogno fottuto di tutta la cerchia di parenti che gli ciuccia il poco denaro che guadagna, portandosi il pranzo da casa, in un cartoccio, andando a piedi in ufficio.
    A titolo di ricompensa il racconto si chiude con l’avvento di un collega su una grossa macchina “ancora da finire di pagare” che gli da un passaggio e che li proietta entrambi, a grande velocità, col vento in faccia, incontro ad un’altra giornata.].

    Null’altro.

    Aggiungo altra carne al fuoco anch’io. Forse che c’è meno poesia qui, piuttosto che in un modo “introspettivamente”, cognitivamente completo, di un’altra maniera di raccontare lo stesso racconto ?

  2. Felice Muolo Says:

    No.

  3. Felice Muolo Says:

    Ci ho ripensato. Forse si. O si definitivo. Non so.

    Non si riesce ancora a capire che ognuno scrive come gli garba.

  4. giorgio fontana Says:

    un ottimo contributo alla discussione lo trovate qui:

    http://orgone5.wordpress.com/2009/02/17/sul-carverismo/.

    gf

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