Tondelli, Coccioli e Santacroce. Un insolito triangolo letterario

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di Valentina Mercuri

Finora mi è capitato di conoscere quelli che poi sono diventati i miei autori preferiti grazie al caso, per sbaglio, distrattamente. Così è stato anche con gli scrittori che ora analizzo nelle mie ricerche.

Con Isabella Santacroce mi imbattei in libreria qualche anno fa quando Mondadori pubblicò Lovers e lo scelsi per tradurlo allo spagnolo per la mia tesi di laurea in Traduzione e Interpretazione. Santacroce faceva parte della cosiddetta “Gioventù cannibale” degli anni Novanta insieme a Tiziano Scarpa, Aldo Nove, Niccolò Ammaniti e Silvia Balestra. Studiando la sua traiettoria letteraria scoprii Pier Vittorio Tondelli al quale la giovane scrittrice attingeva spesso nei suoi primi romanzi, per lo meno così dicevano i critici. Ricordo di aver letto in qualche antologia che Tondelli veniva definito il primo scrittore pulp italiano, colui che aveva aperto le porte a un filone di giovani artisti che ritraevano crudamente la realtà che li circondava
trattando storie di violenza infarcite di un mix di citazioni di musica, videoclip, espressioni gergali, oggetti e sensazioni, il tutto raccontato a un ritmo vertiginoso.

All’epoca, di Tondelli scorsi velocemente solo le pagine di Rimini per trovare qualche parallelismo con i testi della Santacroce ma senza soffermarmi troppo sul testo. Anche con Carlo Coccioli l’incontro fu fortuito. Due anni fa cercavo disperatamente in Internet autori italiani che si fossero autotradotti per una tesina del corso di dottorato che frequentavo. E fu leggendo interviste ed articoli vari sull’autore che apparve di nuovo lui, Tondelli, questa volta citato da Coccioli, il quale si confessava profondamente legato al giovane di Correggio nella scrittura. Decisi, allora, di cercare in biblioteca e trovai le Opere pubblicate da Bompiani a cura di Fulvio Panzeri.

Così si chiude un circolo iniziato sbadatamente. O meglio forse parlare di un triangolo letterario. Santacroce-Tondelli-Coccioli. Dove Tondelli non a caso occupa il posto centrale, il perno di questa singolare alleanza di tre generazioni che dialogano tra loro.

Leggi tutto l’articolo di Valentina Mercuri, pubblicato in www.carlococcioli.com.

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