di Romolo Bugaro
[...] Una volta un amico scrittore di cui tacerò il nome mi ha insultato perché m’ero autodefinito disadattato.
“Tu guadagni un mucchio di soldi” ha gridato in pizzeria, suscitando la preoccupazione dei cenatori ai tavoli vicini. “Un disadattato è una persona che non riesce a sbarcare il lunario!”
Sottintendeva che lui era molto più disadattato di me. Ci contendevamo il titolo. Devo ammettere che appariva in vantaggio. Tribolava moltissimo coi quattrini, il lavoro e la vita in generale. Sempre mi ribaltava addosso questa condizione problematica. Gli volevo bene, lo cercavo spesso, eppure era un po’ la mia bestia nera.
“Sono disadattato, sì!” avevo insistito sordamente. “Non sai come mi sento!”
“Non conta niente, come ti senti!” aveva ruggito l’amico scrittore, sgomentando in modo definitivo i tavoli vicini. “Contano i fatti! Tu hai uno studio d’avvocato! Paghi in tasse il doppio di quanto guadagno io!”
Era furioso. Magari aveva ragione. Facile fare il difficile, se hai la tranquillità materiale. Mi iscrivevo al club dei tormentati per posa?
“Tu non sei disadattato” insisteva, sporgendosi pericolosamente verso di me. “Non sai di cosa parli!”
Rendendomi conto della crescente preoccupazione dei vicini di tavolo e della inaspettata difficoltà della mia posizione, avevo rinunciato a replicare e ordinato un secondo Jack D. [...]
Dal libro Bea Vita! Crudo Nordest, appena giunto in libreria per Laterza, collana Contromano. Lo scrittore non nominato sono io. gm















