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La Bottega di narrazione: piccolo bilancio

6 dicembre 2011

di giuliomozzi

La giornata di domenica 4 dicembre 2011, conclusiva della prima annualità della Bottega di narrazione, è stata intensa e interessante. I venti “apprendisti” hanno presentato lo stato del proprio lavoro – interventi brevi, quindici minuti di media – difronte a un piccolo gruppo di operatori dell’editoria: Maria Vittoria Albertini (Agenzia Ali), Valentina Balzarotti (Agenzia Ali), Serena Bellinello (Mondadori), Paola Borgonovo (Sironi), Laura Cerutti (Mondadori), Giulia Ichino (Mondadori), Gianmichele Lisai (Newton Compton), Giulio Milani (Transeuropa), Davide Musso (Terre di Mezzo), Marco Peano (Einaudi), Angela Rastelli (Einaudi), Alessandra Selmi (Bietti), Gemma Trevisani (Rizzoli). Altri, che non hanno potuto partecipare, stanno ricevendo in queste ore il fascicolo con le presentazioni dei lavori, gli estratti dei testi, le biografie e i contatti degli autori e delle autrici.


Peraltro, chiunque fosse interessato a dare un’occhiata al preziosissimo fascicolo, basta che clicchi sull’immagine qui sopra.

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Nove mesi di Bottega di narrazione (con annuncio finale)

28 settembre 2011
Giovane scrittore emergente, colto nella fase di immersione

Giovane scrittore emergente, colto nella fase di immersione

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“Prima che un testo diventi libro”

20 agosto 2011

Il quotidiano il manifesto ha avviata ieri 19 agosto la pubblicazione di una serie di pagine dedicate all’editoria, a cura di Francesca Borrelli. L’avvio è piuttosto interessante.

Preleva gli articoli come testo. Preleva gli articoli come ritagli.

“Istruttivo, ma alla fine senza infamia”

13 gennaio 2011

di Maurizio Bono

[Questo articolo di Maurizio Bono è apparso oggi nel quotidiano La Repubblica].

Oreste Rossi

Oreste Rossi

I libri tolti di mezzo prima o poi ritornano, anche dopo una rimozione così chirurgica da farne quasi perdere memoria. Nel marzo ’98 i racconti di Giulio Mozzi Il male naturale erano appena usciti per Mondadori quando il deputato leghista Oreste Rossi minacciò di denunciare l’editore per la comparsa sul sito di Segrate di tre pagine del libro, “di carattere altamente pornografico, in cui vengono descritte scene di sesso esplicito tra adulti e bambini”. Seguì un’interrogazione parlamentare senza sviluppi, ma nel frattempo il brano fu cancellato dal sito e il libro sparì dalle librerie. Aveva fatto in tempo a raccogliere recensioni (positive e no) e un giudizio di Geno Pampaloni sul racconto più scioccante, “Amore”, quello finito su internet, che restituisce torto e ragioni dello scandalo: “Crudele, freddo, privo di compiacimenti stilistici”, ma la pedofilia “è un tema decisamente sgradevole e la scelta mi lascia perplesso anche in un libro”.

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