Archivio per la categoria ‘“Sangue di cane” di Veronica Tomassini’

“Una Siracusa meravigliosa e maledetta”

9 settembre 2010

di Mario Barresi

[Questo articolo è apparso ieri nel quotidiano La Sicilia. gm].

Di un dolore improvviso e lancinante, come un pugno nello stomaco. Ma anche sanguigno e mediterraneo, anzi più da Medio Oriente che da Magna Grecia. Eppure così avvolto da quella triste nebbia dell’Est, così spudoratamente appiccicato sulla pelle un popolo – quello polacco – maledetto dalla storia e crocifisso dalla speranza. È uno scorrere di storie tremende e impossibili, Sangue di cane (Laurana, 232 pagine, 15 euro), primo romanzo di vita – e della vita – di Veronica Tomassini, 39 anni (nella foto di Laura Fisauli) nostra delicatissima penna siracusana. Esce venerdì 10 in tutte le librerie d’Italia, ed è il titolo d’esordio di Laurana, nuova casa editrice dell’agrigentino Calogero Garlisi, legato a doppio filo a Nando Dalla Chiesa. Ma nel retroscena del romanzo – per onor di cronaca, più che di critica – c’è anche l’imprimatur di Marco Travaglio. «Non l’ho mai conosciuto – rivela l’autrice – ma ha letto le bozze e si è battuto per me, per la mia storia». Ma un greeting lo merita, nel tripudio della prima volta, anche Giulio Mozzi, scrittore, talent scout e consulente editoriale: «Senza la sua generosità e la sua pazienza, non sarei andata da nessuna parte».

(continua…)

Veronica Tomassini, “Sangue di cane”

4 settembre 2010

Marcin era morto. Io avevo i pidocchi. Cioè successe nello stesso momento, Marcin cagava sangue, stava morendo, beveva e cagava sangue. Io invece avevo prurito ovunque, dietro la nuca soprattutto. “C’hai la rogna”, mi diceva Tano, il pescatore, l’amico di Ivona. Ma Ivona stava con Marcin e Marcin stava morendo perché cagava sangue. Io stavo con Slawek, Slawek Raczinski di Radom, Polonia. Mi ci portò Slawek in quel posto di merda, una casa a due piani, zona residenziale, bordello con mignotte dell’est, cuscini a forma di cuore, camere personalizzate, condom personalizzati, fellatio personalizzate. I pidocchi li presi prima comunque. Ero una ragazzina nei modi, e forse anche una donna. Perché avevo ventidue anni. Statura media, carina, sguardo acquoso, gambe fragiline, magre troppo magre, taglia seconda di reggiseno. Capelli lunghi. Scuri. Graziosa. Italiana. Di Siracusa. Stavo con un polacco di nome Slawek, professione: semaforista.

La storia di questo romanzo ve la racconto un’altra volta. Per me è un romanzo importante. L’ho visto nascere, bello e fragile, patetico e orgoglioso. Racconta una storia d’amore matto e disperatissimo. Auguri all’editore, che sta muovendo i primi passi. Io sono, in qualche modo, della partita. I libri saranno in libreria il 10 settembre.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 4.006 follower