di Mario Barresi
[Questo articolo è apparso ieri nel quotidiano La Sicilia. gm].
Di un dolore improvviso e lancinante, come un pugno nello stomaco. Ma anche sanguigno e mediterraneo, anzi più da Medio Oriente che da Magna Grecia. Eppure così avvolto da quella triste nebbia dell’Est, così spudoratamente appiccicato sulla pelle un popolo – quello polacco – maledetto dalla storia e crocifisso dalla speranza. È uno scorrere di storie tremende e impossibili, Sangue di cane (Laurana, 232 pagine, 15 euro), primo romanzo di vita – e della vita – di Veronica Tomassini, 39 anni (nella foto di Laura Fisauli) nostra delicatissima penna siracusana. Esce venerdì 10 in tutte le librerie d’Italia, ed è il titolo d’esordio di Laurana, nuova casa editrice dell’agrigentino Calogero Garlisi, legato a doppio filo a Nando Dalla Chiesa. Ma nel retroscena del romanzo – per onor di cronaca, più che di critica – c’è anche l’imprimatur di Marco Travaglio. «Non l’ho mai conosciuto – rivela l’autrice – ma ha letto le bozze e si è battuto per me, per la mia storia». Ma un greeting lo merita, nel tripudio della prima volta, anche Giulio Mozzi, scrittore, talent scout e consulente editoriale: «Senza la sua generosità e la sua pazienza, non sarei andata da nessuna parte».
























