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21 agosto 2014

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Leggete questo titolo (dalla prima pagina de Il Messaggero in rete, oggi alle 18.15). Cliccateci su, e leggete l’articolo. Poi domandatevi:
– se il titolo in prima pagina vi pare corretto,
– se pubblicare la faccia del tipo vi pare corretto.
gm

Hélinand de Froidmont, “I versi della morte” (1195), 3-4

21 agosto 2014

di Hélinand de Froidmont (tr. gm)

3.
Oh morte, che ovunque hai le tue rendite,
che su tutti i mercati fai vendite,
che sai spogliare i ricchi,
che azzanni i più elevati,
che scaraventi giù i potenti,
che dài e togli a tuo bel grado gli onori,
che fai sudare freddo i più forti
e sdrucciolare i più avveduti;
tu che cerchi le vie e i sentieri
nei quali farci impantanare;
voglio salutare i miei amici
per mezzo tuo: li voglio spaventare.

4.
Oh morte, ai miei più cari ti invio:
non come a nemici,
né come a gente che io abbia in odio;
anzi prego Dio (che mi ha messo in cuore
di sollecitarli; e l’ho promesso)
che dia loro lunga vita, e la grazia
di vivere bene tutto il loro tempo.
Ma tu, che godi nella caccia
di coloro in cui Dio non ha messo timore,
fai grandi beni con la tua minaccia:
il timore di te purga e raffina
l’anima, come un setaccio.

(continua) (vedi il testo originale)

Hélinand de Froidmont, “I versi della morte” (1195), 1-2

20 agosto 2014

di Hélinand de Froidmont (tr. gm)

1.
Oh morte, mi hai messo nel secchio
a far la purga del mondo in eccesso:
tu sventoli su tutti la tua mazza,
ma vedo che nessuno cambia pelle
né smette i suoi usi e costumi.
Ti teme, oh morte, solo il saggio:
tutti corrono al proprio danno
e chi non sa correre, rotola.
Per questo ho cambiato il mio cuore
e ho abbandonato giochi e lazzi:
non asciugarsi dopo il bagno, è da pazzi.

2.
Oh morte, da chi canta l’amore
e di vanità si vanta, va’; a nome mio
insegnagli a cantare
come quelli che ti incantano:
quelli che fuori dal mondo si ràdicano,
così che tu non possa sradicarli.
Quelli che ti cantano, oh morte,
con un canto gravido di timor di Dio,
tu non sai incantarli:
il cuore che dà un tal frutto,
lo dico in verità,
nessuna tua lusinga lo sradicherà.

(continua) (vedi il testo originale)

Cosa o come insegnare a scuola / L’endecasillabo e gli altri

18 agosto 2014

sonnet 154 spaces

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Il più bravo di tutti

17 agosto 2014
Luciano Berio in C'è musica & musica

Luciano Berio in C’è musica & musica

Mi sto riguardando in questi giorni le dodici puntate (di 45 minuti ciascuna) del programma C’è musica & musica, inventato nel 1972 da Luciano Berio: e mi vien da dire che davvero, tra tutte le introduzioni a un’arte che ho incrociate in vita mia, questa è la più bella e amabile. Feltrinelli, Collana Real Video.

Anche questo non è un sonetto

15 agosto 2014

di giuliomozzi

Nient’altro che una vita avrò dal mondo
e povera, e meschina, e la vecchiaia
già mi si annuncia come una tortura:
pensione non avrò, figli nemmeno,

e a me chi baderà quando le mani
non reggeranno neanche più il cucchiaio?
Quando la mente sarà vuota e persa,
quando le gambe non terranno il peso,

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Questo non è un sonetto

15 agosto 2014
di Andrea Pazienza

di Andrea Pazienza

Il paradiso

14 agosto 2014
Clicca, se vuoi.

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Oggi niente “vibrisse”, abbiamo altro da fare

13 agosto 2014
Clicca!

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Cosa o come insegnare a scuola / La letteratura occidentale

12 agosto 2014
Andy Warhol, Cinque bottiglie di Coca-Cola

Andy Warhol, Cinque bottiglie di Coca-Cola

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La foto (Le cose che ci sono in casa, 106)

11 agosto 2014

di Stefania Costa

[Le regole del gioco sono qui].

Ho riservato uno scaffale intero della credenza
Reserviert
Mi fissa
Le sfuggo
Ogni volta che passo
Ammonisce, più che ricordare.

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La sedia (Le cose che ci sono in casa, 105)

11 agosto 2014

di Guido Turco

[Le regole del gioco sono qui].

Le sue linee
ricordano un quattro
quarantotto
se ci dorme sopra il gatto.
Alla sedia come a un numero
non ci ha pensato
nemmeno Ionesco
concedendogli piuttosto
di popolare la scena
del nostro deserto.
Incerto nottambulo
per non cadere
ne seguo il profilo con la mano
parerga all’articolo di fede
che indica che non servono le sedie
solo per riposar le terga.

I giocattoli (Le cose che ci sono in casa, 104)

11 agosto 2014

di Patrizia Argentino

[Le regole del gioco sono qui].

Dài, bambini!
Mettete a posto i giocattoli,
ho comprato un baule apposta.
Anche il dalmata sì,
mettiamolo a dormire:
buonanotte, buonanotte!
Non posso passare la vita
a fare lo slalom tra i pupazzi,
già è un casino là fuori.
Hanno invaso ogni angolo della casa,
al di là di qualsiasi immaginazione:
ieri uno in frigorifero
accanto al vasetto della maionese.
Come in montagna!
– ha urlato Gaia – come in montagna!
Dai non piangere, lo lascio lì.
È colpa tua
– ha detto mia madre – li vizi troppo.
Tu avevi solo il Topo Gigio
di gomma dura e ti bastava.
Forse non mi è bastato per niente,
mamma,
se ora ne compro a sacchi.
E poi,
che fine ha fatto il mio Topo Gigio?

Il settimino (Le cose che ci sono in casa, 103)

11 agosto 2014

di Mery Carol

[Le regole del gioco sono qui].

I cassetti del settimino
in radica di noce della nonna,
agognata meta
della mia infanzia,
a ognuno la sua chiave
d’ottone brunito
e il fiocco d’oro.

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Ma gli altri, che cosa leggono?

10 agosto 2014

di giuliomozzi

Non dite che non lo fate, di sbirciare che cosa leggono gli altri: sull’autobus, in treno, al bar, in sala d’aspetto, in spiaggia, al tavolino del bar della pensione Miramonti; e così via.

Dunque (usate lo spazio dei commenti): che cosa leggono gli altri?

E, soprattutto: questi altri che leggono, come sono fatti?

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8 agosto 2014
Alcuni candidati alla Bottega di narrazione, in attesa di essere chiamati per la selezione, si concendono un po' di fresco

Alcuni candidati alla Bottega di narrazione, in attesa di essere chiamati per la selezione, si concendono un po’ di fresco

Logorrea degli oggetti (Le cose che ci sono in casa, 95)

8 agosto 2014

di Guido Turco

[Le regole del gioco sono qui].

Gli oggetti che sono in casa
come se fosse possibile parlarne
dare una voce sui loro discorsi.
Zittire la lavastoviglie
fottersene dei brusii del frigo
dell’onnipresenza dei termosifoni
dire finalmente
che se ne ha pieni i coglioni.
È tutta loro la logorrea domestica
degli oggetti
la lingua fantastica che transita le stanze.
Soltanto il letto
mantiene un rispetto sacrale
del silenzio. Matrimoniale.

La caraffa di vetro (Le cose che ci sono in casa, 94)

8 agosto 2014

di Carla Baranzoni

[Le regole del gioco sono qui].

Con fredda trasparenza
e cristallina razionalità
sai contenere il nitore
e la fresca impazienza
della più casta delle liquidità.

Con sinuosa avvenenza
accogli ardente una novità
che di mosto ha sentore.
Nera rubina presenza
fragrante e ricca di sapidità

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L’asciugatore di panni (Le cose che ci sono in casa, 93)

8 agosto 2014

di Antonella Bavetta

[Le regole del gioco sono qui].

La mia casa fu proprio colma
di porzioni di corpi adorna
moltitudini straripanti
quantitativi strabilianti
di libri, soprammobili
pigiati ai quattro angoli
sui divani accostabili
in corridoi azzurrognoli

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Bottega di narrazione / Come avvengono le selezioni

7 agosto 2014
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