(Soprattutto dal minuto 3 in poi).
Albino Bernardini, Un anno a Pietralata.
Etichette: Albino Bernardini, Cesare De Seta, Iprase, Scuola d'autore
(Soprattutto dal minuto 3 in poi).
Albino Bernardini, Un anno a Pietralata.
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31 ottobre 2012 alle 09:35
tale e quale la mia maestra! (il direttore) che angoscia!
31 ottobre 2012 alle 12:25
1972…2012. Molto è cambiato ma ancora resiste l’uso di esempi, autori, poesie o racconti distanti dalla realtà o dall’interesse degli adolescenti. Mi fa venire in mente la lettera su Agorà di Righetto. Lettera ai docenti di lettere: 10 cose da NON fare: “Obbligare un adolescente che non ha mai preso in mano un libro a leggere solo grandi classici dell’Ottocento o mattoni in genere perché così lo allontanerete per sempre dalla passione della lettura e quando nella sua vita passerà accanto ad una libreria o ad una biblioteca, gli verrà la schiuma alla bocca come un indemoniato intrappolato in una sinagoga. Andate invece per gradi: un lettore debole che inizi a leggere narrazioni brevi, dinamiche, magari avventurose (con poche sequenze riflessive e psicologiche) avrà la possibilità di divertirsi e probabilmente decidere di leggere anche un secondo libro e poi un altro ancora. E magari via via scoprirà nuovi autori e anche letture più impegnative, tra cui anche qualche classico. Chi può saperlo?”
31 ottobre 2012 alle 14:41
Ma, Daniela, quella lettera di Matteo Righetto (che è qui, per chi la volesse leggere) secondo me fa di tutte l’erbe un fascio e pecca di volontà di stupire.
E’ ovvio che a un “lettore debole” si propongano “narrazioni brevi, dinamiche, magari avventurose”. E’ quello che fanno tutti. Il mercato editoriale ne offre a bizzeffe, da decenni. A nessuno, oggi, viene più in mente di prendere il giovanotto-non-lettore e rifilargli I miserabili (che son bellissimi, ma ci vuole una pazienza…) o i madrigali del Tasso (che son bellissimi, ma ci vuole addestramento).