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	<title>Commenti a: Ma, secondo voi, che cosa bisogna insegnare a scuola?</title>
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	<description>di letture e scritture a cura di giulio mozzi</description>
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		<title>Di: Maria Rita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Rita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 11:38:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti, vi scrivo ciò che ho avuto modo cogliere dalla stessa discussione con altri docenti. 
Non è solo questione di nuova didattica, né di nuove tecnologie... come continua l&#039;articolo anche Topolino risulterebbe noioso! I fattori sono molteplici, come molteplice ormai è il bagaglio culturale che si richiede ad ogni studente. Non si è solo globalizzato il mondo, è globalizzata anche la Cultura, il Sapere. Se da una parte le nuove tecnologie ce l&#039;hanno davvero regalato il mondo, il bagaglio di nozioni a portata di mouse si è così arricchito che è diventato quasi &#039;insopportabile&#039;, nel senso che non è pensabile poter &#039;portare&#039; con sé, tenere, qualsiasi conoscenza. E&#039; davvero troppo. Allora, oltre a tutto ciò che la scuola a giusta ragione reclama, anche i ragazzi fanno una scelta. Anch&#039;io di anno in anno mi rendo conto di quanto mi debba ingegnare su come far passare alcuni argomenti senza poter prescindere da altri. Insegno storia dell’arte. L&#039;archeologia, gli studenti la sentono tanto lontana (tranne qualche mosca bianca) e la si fa, quando si può, attraverso documentari appassionanti; i Maya li studiano volentieri solo per sapere se alla fine moriremo o riusciremo a superare le date fatidiche; Leonardo li prende nella misura in cui possono capire quanto Dan Brown avesse o no ragione!!! E&#039; pazzesco ma è così... e allora lì, bisogna attrezzarsi davvero alla &#039;mediazione disciplinare&#039;! Tranne poi saperli, con sorpresa, appassionati fruitori di colossal come 300, Troy o Apocalypto... allora la partenza diventa quella per poi correggere eventuali refusi storico-artistici! Anche quelli &#039;wikipediani&#039;!
Si conveniva tra colleghi, anche in altri blog, che tra i motivi da ascrivere alla questione c&#039;è pure un errore comunicativo: non mettere al centro i ragazzi e tutto ciò che potrebbe appassionarli anche alla lettura di Petrarca, errore comunicativo che è alla base del fallimento di ogni relazione &#039;interdipendente&#039;. Se noi stessi ci facciamo prendere dalla noia &#039;del sempre uguale&#039;, se non abbiamo stimoli, se non riusciamo a guardare con originalità sempre diversa (data pure dalle novità che il tempo ci regala... altrimenti ogni cosa sarebbe morta a se stessa!) i nostri stessi programmi, se invece ci facciamo prendere proprio dall&#039;ansia del programma stesso, del dover &#039;somministrare&#039; (dicitura Invalsi) a tutti i costi come se il Sapere fosse amara medicina, se ci facciamo prendere dalla testa bassa sul testo senza poter guardare le loro facce se annoiate o sorprese, senza provare noi stessi Piacere nel dover trasmettere, se Petrarca (giusto perché di Petrarca si parlava) è distante anni luce dal loro modo di intendere il sentimento... si conveniva che una lezione noiosa (benché accademicamente interessante) risulterebbe pesante anche per noi! 
Ma non è solo colpa di un errore o uno &#039;gap&#039; comunicativo, anche se converrete con me che ci sono modalità e modalità per far passare lo stesso concetto. Dipende pure dal &#039;tipo di scuola&#039;, impensabile per me in un tecnico poter parlare di Michelangelo partendo dal neoplatonismo. Mi prenderebbero pure in giro...! Tranne che passarlo cominciando a ragionare con loro sul concetto di Bellezza Assoluta (e qui poi in una scuola si scivolò piacevolmente, per i maschietti, sulle &#039;bellezze assolute&#039; di Angiolina Jolie!). Ricordo una ragazza che mi descrisse Dante come uno sfigato dal momento che Beatrice non se &#039;lo filava&#039; per niente! 
E poi ancora... tutta una serie di ragioni: i docenti stanchi, la scuola che va a rotoli dopo anni di incurie ministeriali, le classi che scoppiano, ragazzi alle prese più con &#039;le cose&#039; relative alle tecnologie che con i concetti che le cose regalano e alle possibilità di impararli! Ci sono alcune scuole che se funzionano come aggancio col mondo del lavoro, altre sono diventate ormai ghetti e difficile è cambiarne la natura... C&#039;è pure che in ogni scuola diversa bisogna reinventarsi noi come docenti, il nostro modo di comunicare, il modo di passare i contenuti. E se per qualche volta si riesce a sorridere avvicinando un personaggio ai ragazzi attraverso il loro modo di vedere il mondo per qualche sfaccettatura caratteriale, se si attualizzano le materie attraverso il concetto di &#039;multidisciplina&#039; (ma ogni scuola dovrebbe ingegnarsi a trovare fondi e tempo, visto che si affoga negli orari!), senza camminare necessariamente per compartimenti stagni dove spesso ciò che emerge, da parte di noi docenti, è &#039;quanto sono stato bravo a fare questo&#039;, tutto ciò non potrebbe che avvantaggiare il metodo, gli obiettivi e, si spera, i risultati. E la questione non si fermerebbe certo qui, sul &#039;come fare&#039; in questa giungla poi... oltre che autogestirsi... a saperlo!!! Vi saluto... MRita]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, vi scrivo ciò che ho avuto modo cogliere dalla stessa discussione con altri docenti.<br />
Non è solo questione di nuova didattica, né di nuove tecnologie&#8230; come continua l&#8217;articolo anche Topolino risulterebbe noioso! I fattori sono molteplici, come molteplice ormai è il bagaglio culturale che si richiede ad ogni studente. Non si è solo globalizzato il mondo, è globalizzata anche la Cultura, il Sapere. Se da una parte le nuove tecnologie ce l&#8217;hanno davvero regalato il mondo, il bagaglio di nozioni a portata di mouse si è così arricchito che è diventato quasi &#8216;insopportabile&#8217;, nel senso che non è pensabile poter &#8216;portare&#8217; con sé, tenere, qualsiasi conoscenza. E&#8217; davvero troppo. Allora, oltre a tutto ciò che la scuola a giusta ragione reclama, anche i ragazzi fanno una scelta. Anch&#8217;io di anno in anno mi rendo conto di quanto mi debba ingegnare su come far passare alcuni argomenti senza poter prescindere da altri. Insegno storia dell’arte. L&#8217;archeologia, gli studenti la sentono tanto lontana (tranne qualche mosca bianca) e la si fa, quando si può, attraverso documentari appassionanti; i Maya li studiano volentieri solo per sapere se alla fine moriremo o riusciremo a superare le date fatidiche; Leonardo li prende nella misura in cui possono capire quanto Dan Brown avesse o no ragione!!! E&#8217; pazzesco ma è così&#8230; e allora lì, bisogna attrezzarsi davvero alla &#8216;mediazione disciplinare&#8217;! Tranne poi saperli, con sorpresa, appassionati fruitori di colossal come 300, Troy o Apocalypto&#8230; allora la partenza diventa quella per poi correggere eventuali refusi storico-artistici! Anche quelli &#8216;wikipediani&#8217;!<br />
Si conveniva tra colleghi, anche in altri blog, che tra i motivi da ascrivere alla questione c&#8217;è pure un errore comunicativo: non mettere al centro i ragazzi e tutto ciò che potrebbe appassionarli anche alla lettura di Petrarca, errore comunicativo che è alla base del fallimento di ogni relazione &#8216;interdipendente&#8217;. Se noi stessi ci facciamo prendere dalla noia &#8216;del sempre uguale&#8217;, se non abbiamo stimoli, se non riusciamo a guardare con originalità sempre diversa (data pure dalle novità che il tempo ci regala&#8230; altrimenti ogni cosa sarebbe morta a se stessa!) i nostri stessi programmi, se invece ci facciamo prendere proprio dall&#8217;ansia del programma stesso, del dover &#8216;somministrare&#8217; (dicitura Invalsi) a tutti i costi come se il Sapere fosse amara medicina, se ci facciamo prendere dalla testa bassa sul testo senza poter guardare le loro facce se annoiate o sorprese, senza provare noi stessi Piacere nel dover trasmettere, se Petrarca (giusto perché di Petrarca si parlava) è distante anni luce dal loro modo di intendere il sentimento&#8230; si conveniva che una lezione noiosa (benché accademicamente interessante) risulterebbe pesante anche per noi!<br />
Ma non è solo colpa di un errore o uno &#8216;gap&#8217; comunicativo, anche se converrete con me che ci sono modalità e modalità per far passare lo stesso concetto. Dipende pure dal &#8216;tipo di scuola&#8217;, impensabile per me in un tecnico poter parlare di Michelangelo partendo dal neoplatonismo. Mi prenderebbero pure in giro&#8230;! Tranne che passarlo cominciando a ragionare con loro sul concetto di Bellezza Assoluta (e qui poi in una scuola si scivolò piacevolmente, per i maschietti, sulle &#8216;bellezze assolute&#8217; di Angiolina Jolie!). Ricordo una ragazza che mi descrisse Dante come uno sfigato dal momento che Beatrice non se &#8216;lo filava&#8217; per niente!<br />
E poi ancora&#8230; tutta una serie di ragioni: i docenti stanchi, la scuola che va a rotoli dopo anni di incurie ministeriali, le classi che scoppiano, ragazzi alle prese più con &#8216;le cose&#8217; relative alle tecnologie che con i concetti che le cose regalano e alle possibilità di impararli! Ci sono alcune scuole che se funzionano come aggancio col mondo del lavoro, altre sono diventate ormai ghetti e difficile è cambiarne la natura&#8230; C&#8217;è pure che in ogni scuola diversa bisogna reinventarsi noi come docenti, il nostro modo di comunicare, il modo di passare i contenuti. E se per qualche volta si riesce a sorridere avvicinando un personaggio ai ragazzi attraverso il loro modo di vedere il mondo per qualche sfaccettatura caratteriale, se si attualizzano le materie attraverso il concetto di &#8216;multidisciplina&#8217; (ma ogni scuola dovrebbe ingegnarsi a trovare fondi e tempo, visto che si affoga negli orari!), senza camminare necessariamente per compartimenti stagni dove spesso ciò che emerge, da parte di noi docenti, è &#8216;quanto sono stato bravo a fare questo&#8217;, tutto ciò non potrebbe che avvantaggiare il metodo, gli obiettivi e, si spera, i risultati. E la questione non si fermerebbe certo qui, sul &#8216;come fare&#8217; in questa giungla poi&#8230; oltre che autogestirsi&#8230; a saperlo!!! Vi saluto&#8230; MRita</p>
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		<title>Di: Annalisa</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-21000</link>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 16:54:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&lt;i&gt;nel testo di Geografia che ho adottato io si parla eccome di Paesi Brics e Pigs e che forse era il caso che ne leggesse qualche paginetta una o due volte prima di smanettare tanto con il suo computerino&lt;/i&gt;
Capita che chi decide di parlare della scuola ci sia entrato per l&#039;ultima volta da lontano studente, così che si va da chi crede che gli insegnanti lavorino soltanto ed esclusivamente nelle 18 ora in cui sono in aula con gli alunni (Profumo), a chi pensa che siamo tti lì col tablet (Vecchioni per Profumo), da chi crede che nelle scuola non si insgni più nemmeno la grammatica (Gelmini) a chi crede che nella scuola si debba insegnare anche il punto croce (tutti).
Ma, al di là di ciò:
  
&lt;b&gt;Prima media&lt;/b&gt;, lettere, da settembre a oggi:
&lt;b&gt;Progetto Accoglienza&lt;/b&gt;: attività varie di presentazione, conoscenza della scuola, dei compagni, delle materie, giochi di ruolo, giochi letterari, uso dei libri e così via. Tutto confluito in un librino che sarà distribuito alle quinte elementari, stampato dalla nostra piccolissima e scolastica casa editrice (di solito i librini della casa editrice se li ricordano).
&lt;b&gt;Classe virtuale&lt;/b&gt;: per chi può, inserisco lì lezioni e compiti (non alternativi, ma in più rispetto a quanto fatto in classe: &lt;i&gt;molti a casa non hanno il computer, altri non hanno internet&lt;/i&gt;); trasformo le domande del libro in quiz o giochi, e risolvono lì (andiamo dalla caduta dell’impero romano ai barbari, da ambiente e paesaggio a riduzione in scala);
&lt;b&gt;Geografia&lt;/b&gt; la facciamo anche con i pacchetti che ci stanno arrivando da altre famiglie del mondo (se a qualcuno interessa, cerchi “Worldwide Culture Swap”);
&lt;b&gt;Educazione civica&lt;/b&gt;: lavoro sulla cittadinanza digitale, con produzione finale di un grande cartellone di impegni con la firma di tutti gli alunni;
&lt;b&gt;Altra classe virtuale&lt;/b&gt; a fumetti: per presentarsi (in inglish o per sceneggiare racconti letti in classe (“Il cuore rivelatore”, di E.A.Poe, letto per Halloween): sceneggiare racconti è un bell’esercizio di comprensione e sintesi.
&lt;b&gt;Grammatica&lt;/b&gt;: quest’anno grammatica si fa al volo: cinquanta frasi da analizzare (magari alla LIM, quando la disgraziata funziona), per confrontare tra loro tutte le parti del discorso; se ci sono dubbi, curiosità o problemi, ci sta l’approfondimento teorico, ma per ora si va sul pratico (e quasi tutto orale);
ripasso veloce con animazioni inserite sul blog di classe (qui:http://tuttiinfila.blogspot.it/, se qualcuno vuole dare un’occhiata e, no, le animazioni le ho fatte a casa, al di là delle 18 ore di “lavoro” che Profumo crede finite lì, in classe).
&lt;b&gt;Scrittura&lt;/b&gt;: da domani si sospende grammatica e si comincia la scrittura, partendo dalla descrizione;
&lt;b&gt;Lettura&lt;/b&gt;: in questi due mesi, di tanto in tanto abbiamo sospeso ogni attività e, in tre, quattro giorni per romanzo,  ho letto loro dei libri (leggo io, a voce alta): “La magica medicina”, “Io, la giraffa e il pellicano” di Roald Dahl, “Guglielmo e la moneta d’ora” di Mino Milani, per ora. 

Non ho ancora insegnato (e chissà mai se insegnerò): 
l’uso di Wikipedia, l’uso di facebook, l’uso sensato del cellulare, la compilazione di un bollettino postale, il pagamento della rata di un mutuo, l’economia e il diritto (sì, ora che ci penso, l’economia, sì, perché al tempo della crisi dell’Impero romano c’era un’inflazione che levati), Mozart e gli One Direction, Alessandro Manzoni e Federico Moccia, come andare in strada col motorino, la Sicurezza Finanziaria piuttosto che la Sicurezza del Lavoro, come comportarsi in maniera strategica durante la vita lavorativa, le differenze di stile e di scelte nella traduzione dell&#039;Iliade tra Vincenzo Monti e Guido Paduano, il galateo di Monsignor Della Casa
e tutte le altre cose leggere e vaganti che, leggo e sento, soltanto la scuola ha il compito di insegnare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><i>nel testo di Geografia che ho adottato io si parla eccome di Paesi Brics e Pigs e che forse era il caso che ne leggesse qualche paginetta una o due volte prima di smanettare tanto con il suo computerino</i><br />
Capita che chi decide di parlare della scuola ci sia entrato per l&#8217;ultima volta da lontano studente, così che si va da chi crede che gli insegnanti lavorino soltanto ed esclusivamente nelle 18 ora in cui sono in aula con gli alunni (Profumo), a chi pensa che siamo tti lì col tablet (Vecchioni per Profumo), da chi crede che nelle scuola non si insgni più nemmeno la grammatica (Gelmini) a chi crede che nella scuola si debba insegnare anche il punto croce (tutti).<br />
Ma, al di là di ciò:</p>
<p><b>Prima media</b>, lettere, da settembre a oggi:<br />
<b>Progetto Accoglienza</b>: attività varie di presentazione, conoscenza della scuola, dei compagni, delle materie, giochi di ruolo, giochi letterari, uso dei libri e così via. Tutto confluito in un librino che sarà distribuito alle quinte elementari, stampato dalla nostra piccolissima e scolastica casa editrice (di solito i librini della casa editrice se li ricordano).<br />
<b>Classe virtuale</b>: per chi può, inserisco lì lezioni e compiti (non alternativi, ma in più rispetto a quanto fatto in classe: <i>molti a casa non hanno il computer, altri non hanno internet</i>); trasformo le domande del libro in quiz o giochi, e risolvono lì (andiamo dalla caduta dell’impero romano ai barbari, da ambiente e paesaggio a riduzione in scala);<br />
<b>Geografia</b> la facciamo anche con i pacchetti che ci stanno arrivando da altre famiglie del mondo (se a qualcuno interessa, cerchi “Worldwide Culture Swap”);<br />
<b>Educazione civica</b>: lavoro sulla cittadinanza digitale, con produzione finale di un grande cartellone di impegni con la firma di tutti gli alunni;<br />
<b>Altra classe virtuale</b> a fumetti: per presentarsi (in inglish o per sceneggiare racconti letti in classe (“Il cuore rivelatore”, di E.A.Poe, letto per Halloween): sceneggiare racconti è un bell’esercizio di comprensione e sintesi.<br />
<b>Grammatica</b>: quest’anno grammatica si fa al volo: cinquanta frasi da analizzare (magari alla LIM, quando la disgraziata funziona), per confrontare tra loro tutte le parti del discorso; se ci sono dubbi, curiosità o problemi, ci sta l’approfondimento teorico, ma per ora si va sul pratico (e quasi tutto orale);<br />
ripasso veloce con animazioni inserite sul blog di classe (qui:<a href="http://tuttiinfila.blogspot.it/" rel="nofollow">http://tuttiinfila.blogspot.it/</a>, se qualcuno vuole dare un’occhiata e, no, le animazioni le ho fatte a casa, al di là delle 18 ore di “lavoro” che Profumo crede finite lì, in classe).<br />
<b>Scrittura</b>: da domani si sospende grammatica e si comincia la scrittura, partendo dalla descrizione;<br />
<b>Lettura</b>: in questi due mesi, di tanto in tanto abbiamo sospeso ogni attività e, in tre, quattro giorni per romanzo,  ho letto loro dei libri (leggo io, a voce alta): “La magica medicina”, “Io, la giraffa e il pellicano” di Roald Dahl, “Guglielmo e la moneta d’ora” di Mino Milani, per ora. </p>
<p>Non ho ancora insegnato (e chissà mai se insegnerò):<br />
l’uso di Wikipedia, l’uso di facebook, l’uso sensato del cellulare, la compilazione di un bollettino postale, il pagamento della rata di un mutuo, l’economia e il diritto (sì, ora che ci penso, l’economia, sì, perché al tempo della crisi dell’Impero romano c’era un’inflazione che levati), Mozart e gli One Direction, Alessandro Manzoni e Federico Moccia, come andare in strada col motorino, la Sicurezza Finanziaria piuttosto che la Sicurezza del Lavoro, come comportarsi in maniera strategica durante la vita lavorativa, le differenze di stile e di scelte nella traduzione dell&#8217;Iliade tra Vincenzo Monti e Guido Paduano, il galateo di Monsignor Della Casa<br />
e tutte le altre cose leggere e vaganti che, leggo e sento, soltanto la scuola ha il compito di insegnare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-20982</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 13:15:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E la partita, faccio notare, ha una caratteristiche: è una &quot;cosa vera&quot;, ed è &quot;pubblica&quot;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E la partita, faccio notare, ha una caratteristiche: è una &#8220;cosa vera&#8221;, ed è &#8220;pubblica&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andy</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-20976</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 11:47:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Delle medie ricordo la Dora Baltea e la Dora Riparia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Delle medie ricordo la Dora Baltea e la Dora Riparia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andy</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-20975</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 11:45:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Geografia. Per conoscere il mondo e&#039; fondamentale la Geografia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Geografia. Per conoscere il mondo e&#8217; fondamentale la Geografia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Luisa Mozzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Luisa Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 08:19:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mauro. Sì, è vero quello che scrivi. Però: il calciatore si allena con piccoli frammenti di gioco per interiorizzarli e poi attuarli nella partita. Sa che ci sarà una partita, che in quella partita dovrà giocare bene il suo ruolo e che bisognerà che la sua squadra vinca. E&#039;, in altre parole, motivato. La nostra scuola media a volte non riesce a motivare al conoscere e al capire, alla scoperta della bellezza, alla ricerca di una propria e di una comune regola morale.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro. Sì, è vero quello che scrivi. Però: il calciatore si allena con piccoli frammenti di gioco per interiorizzarli e poi attuarli nella partita. Sa che ci sarà una partita, che in quella partita dovrà giocare bene il suo ruolo e che bisognerà che la sua squadra vinca. E&#8217;, in altre parole, motivato. La nostra scuola media a volte non riesce a motivare al conoscere e al capire, alla scoperta della bellezza, alla ricerca di una propria e di una comune regola morale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mauro b.</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-20965</link>
		<dc:creator><![CDATA[mauro b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 23:10:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15754#comment-20965</guid>
		<description><![CDATA[@ Maria Luisa Mozzi

Le tue riflessioni me le sono sempre fatte da studente, ma mi hai fatto venire in mente una cosa che si collega a una lettura. Aldilà di come funziona la memoria per imparare qualsiasi cosa ci vuole tempo. A scuola si studiano tante cose ognuna per un breve tempo necessario a compiere una verifica. Mettiamoci pure che sono per la maggior parte nozioni inutili per la maggior parte della popolazione che non dovrà usarle per il proprio lavoro. Ma quello che dovrebbe restare è l&#039;esercizio continuo. Come un calciatore si forma ripetendo varie volte frammenti di gioco in modo che in partita li avrà interiorizzati. Ma in fondo pensiamo alle nostre letture: di tutti i libri che abbiamo letto che ci ricordiamo? La scuola è significativa perché ti mette in relazione con gli altri, ma come qualsiasi situazione analoga. Quello che viene studiato alle medie è praticamente inutile, resta il metodo per chi riesce a impararlo e poi a utilizzarlo negli studi successivi. Alle superiori comincia a essere importante per chi poi farà l&#039;università, ma più di tutto è importante imparare a studiare. Rendere più autonoma la formazione dello studente è una bella idea, ma più che altro per i rapporti in classe, non tanto perché così si impara veramente, cosa in fondo trascurabile, ma perché sarebbe più bello andare a scuola. Le materie si potrebbero inventare di continuo. Corso di videogiochi ad esempio.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Maria Luisa Mozzi</p>
<p>Le tue riflessioni me le sono sempre fatte da studente, ma mi hai fatto venire in mente una cosa che si collega a una lettura. Aldilà di come funziona la memoria per imparare qualsiasi cosa ci vuole tempo. A scuola si studiano tante cose ognuna per un breve tempo necessario a compiere una verifica. Mettiamoci pure che sono per la maggior parte nozioni inutili per la maggior parte della popolazione che non dovrà usarle per il proprio lavoro. Ma quello che dovrebbe restare è l&#8217;esercizio continuo. Come un calciatore si forma ripetendo varie volte frammenti di gioco in modo che in partita li avrà interiorizzati. Ma in fondo pensiamo alle nostre letture: di tutti i libri che abbiamo letto che ci ricordiamo? La scuola è significativa perché ti mette in relazione con gli altri, ma come qualsiasi situazione analoga. Quello che viene studiato alle medie è praticamente inutile, resta il metodo per chi riesce a impararlo e poi a utilizzarlo negli studi successivi. Alle superiori comincia a essere importante per chi poi farà l&#8217;università, ma più di tutto è importante imparare a studiare. Rendere più autonoma la formazione dello studente è una bella idea, ma più che altro per i rapporti in classe, non tanto perché così si impara veramente, cosa in fondo trascurabile, ma perché sarebbe più bello andare a scuola. Le materie si potrebbero inventare di continuo. Corso di videogiochi ad esempio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberta reginato</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-20964</link>
		<dc:creator><![CDATA[roberta reginato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 22:37:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi segnalo le riflessioni sul tema di due colleghi scrittori:
- l&#039;articolo di Lodoli su Repubblica di ieri &quot;Addio cultura umanistica. Per i ragazzi non  ha senso&quot; 
http://www.repubblica.it/scuola/2012/10/31/news/addio_cultura_umanista_per_i_ragazzi_non_ha_senso-45632524/
- la ripresa di oggi di Mariangela Galatea sull&#039;EspressoBlog con relativi commenti dei lettori http://nonvolevofarelaprof.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/01/il-compito-dei-prof-di-lettere-e-il-senso-dei-quattordicenni-per-la-cultura-umanistica-una-risposta-polemica-a-marco-lodoli/]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo le riflessioni sul tema di due colleghi scrittori:<br />
- l&#8217;articolo di Lodoli su Repubblica di ieri &#8220;Addio cultura umanistica. Per i ragazzi non  ha senso&#8221;<br />
<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/10/31/news/addio_cultura_umanista_per_i_ragazzi_non_ha_senso-45632524/" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/scuola/2012/10/31/news/addio_cultura_umanista_per_i_ragazzi_non_ha_senso-45632524/</a><br />
- la ripresa di oggi di Mariangela Galatea sull&#8217;EspressoBlog con relativi commenti dei lettori <a href="http://nonvolevofarelaprof.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/01/il-compito-dei-prof-di-lettere-e-il-senso-dei-quattordicenni-per-la-cultura-umanistica-una-risposta-polemica-a-marco-lodoli/" rel="nofollow">http://nonvolevofarelaprof.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/01/il-compito-dei-prof-di-lettere-e-il-senso-dei-quattordicenni-per-la-cultura-umanistica-una-risposta-polemica-a-marco-lodoli/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Luisa Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-20949</link>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Luisa Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 20:04:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15754#comment-20949</guid>
		<description><![CDATA[Sabrina. Spero che almeno ti sia piaciuto! In realtà quando ero molto giovane ho scritto alcuni racconti pubblicati in un settimanale femminile. Poi la quotidianità della vita mi ha sopraffatta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sabrina. Spero che almeno ti sia piaciuto! In realtà quando ero molto giovane ho scritto alcuni racconti pubblicati in un settimanale femminile. Poi la quotidianità della vita mi ha sopraffatta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Greco Sabrina</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/26/ma-secondo-voi-che-cosa-bisogna-insegnare-a-scuola/#comment-20946</link>
		<dc:creator><![CDATA[Greco Sabrina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 17:54:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15754#comment-20946</guid>
		<description><![CDATA[Maria Luisa Mozzi.
Io scelsi di leggere &quot;Infanzia dea&quot; pensando che Bompani fosse il suo &quot;cognome d&#039;arte&quot;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Luisa Mozzi.<br />
Io scelsi di leggere &#8220;Infanzia dea&#8221; pensando che Bompani fosse il suo &#8220;cognome d&#8217;arte&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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