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	<title>Commenti a: Le dieci peggiori cose scritte  in Ibs a proposito dei libri di Giulio Mozzi</title>
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	<description>di letture e scritture a cura di giulio mozzi</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 May 2013 22:51:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Francesco Consiglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Consiglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 17:12:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sì, marisasalabelle: secondo me, anche dire &quot;buono&quot; o &quot;no buono&quot; è una forma di critica perfettamente lecita. Però attenta: se Giulio Mozzi mi fosse tremendamente antipatico, e magari anche ingiustamente, per il solo fatto di non avermi pubblicato, io potrei creare decine di indirizzi mail e con quelli stroncare i suoi libri su ibs. Capisci? A volte dalla democrazia al Terrore il passo è breve. C&#039;è del gusto a ghigliottinare uno scrittore famoso in pubblica piazza? Forse sì, e ti confesso che l&#039;ho fatto anch&#039;io (non con Mozzi), però essendo consapevole che si tratta sì di un gioco al massacro, ma sempre un gioco rimane. Quanto al resto, hai certamente ragione sul fatto che molto spesso sulle pagine culturali si trovano dei pubbliredazionali mascherati da articoli.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, marisasalabelle: secondo me, anche dire &#8220;buono&#8221; o &#8220;no buono&#8221; è una forma di critica perfettamente lecita. Però attenta: se Giulio Mozzi mi fosse tremendamente antipatico, e magari anche ingiustamente, per il solo fatto di non avermi pubblicato, io potrei creare decine di indirizzi mail e con quelli stroncare i suoi libri su ibs. Capisci? A volte dalla democrazia al Terrore il passo è breve. C&#8217;è del gusto a ghigliottinare uno scrittore famoso in pubblica piazza? Forse sì, e ti confesso che l&#8217;ho fatto anch&#8217;io (non con Mozzi), però essendo consapevole che si tratta sì di un gioco al massacro, ma sempre un gioco rimane. Quanto al resto, hai certamente ragione sul fatto che molto spesso sulle pagine culturali si trovano dei pubbliredazionali mascherati da articoli.</p>
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		<title>Di: marisasalabelle</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20563</link>
		<dc:creator><![CDATA[marisasalabelle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 12:27:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20563</guid>
		<description><![CDATA[Ma non è possibile distinguere il critico professionista, preparato, acuto, di vasta cultura e capace di sfornare un giudizio articolato, dal commentatore istantaneo, lasciando a quest&#039;ultimo la libertà di dire la sua anche in poche righe, anche senza che debba stilare una relazione in quattro colonne protocollo? A parte qualche idiota che insulta, una presenza ormai imprescindibile dal web, che cosa fa di male il lettore che scrive due righe su IBS dicendo che il libro che ha letto gli è piaciuto o no? Voi non uscite mai dal cinema dicendo &quot;Bello questo film&quot; o &quot;Che palle!&quot;, senza essere dei critici cinematografici? E se è vero che ci sono commenti ad usum dell&#039;autore (amici e parenti che commentano entusiasti il tuo primo romanzo) o dei suoi detrattori, è vero anche che ci sono dei lettori &quot;qualunque&quot; che scrivono due righe solo perché è consentito scriverle. Questo secondo me non ha nulla a che vedere con la morte della critica, che poi: esiste ancora; talvolta è pure insopportabile nella sua supponenza. Magari, quello che non esiste più, o quasi, è la recensione non incensatoria. Quest&#039;anno ho letto molti romanzi italiani lodatissimi sulle pagine culturali dei quotidiani e mi sono accorta che si trattava di cosette di scarso valore, gonfiate dalla stampa  per ragioni
pubblicitarie. Io penso che alcuni di quelli che scrivono su IBS protestino per aver comprato un libro, presentato sui giornali come una cosa meravigliosa, rivelatosi poi inconsistente.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non è possibile distinguere il critico professionista, preparato, acuto, di vasta cultura e capace di sfornare un giudizio articolato, dal commentatore istantaneo, lasciando a quest&#8217;ultimo la libertà di dire la sua anche in poche righe, anche senza che debba stilare una relazione in quattro colonne protocollo? A parte qualche idiota che insulta, una presenza ormai imprescindibile dal web, che cosa fa di male il lettore che scrive due righe su IBS dicendo che il libro che ha letto gli è piaciuto o no? Voi non uscite mai dal cinema dicendo &#8220;Bello questo film&#8221; o &#8220;Che palle!&#8221;, senza essere dei critici cinematografici? E se è vero che ci sono commenti ad usum dell&#8217;autore (amici e parenti che commentano entusiasti il tuo primo romanzo) o dei suoi detrattori, è vero anche che ci sono dei lettori &#8220;qualunque&#8221; che scrivono due righe solo perché è consentito scriverle. Questo secondo me non ha nulla a che vedere con la morte della critica, che poi: esiste ancora; talvolta è pure insopportabile nella sua supponenza. Magari, quello che non esiste più, o quasi, è la recensione non incensatoria. Quest&#8217;anno ho letto molti romanzi italiani lodatissimi sulle pagine culturali dei quotidiani e mi sono accorta che si trattava di cosette di scarso valore, gonfiate dalla stampa  per ragioni<br />
pubblicitarie. Io penso che alcuni di quelli che scrivono su IBS protestino per aver comprato un libro, presentato sui giornali come una cosa meravigliosa, rivelatosi poi inconsistente.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20544</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 03:38:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20544</guid>
		<description><![CDATA[A La Porta si potrebbe rispondere che non conta chi scrive una frase, ma quanto buona è la frase. Non conta chi argomenta, ma quanto buono è l&#039;argomento. Ecc.

Tuttavia, la frase di cui parla Francesco è:

&lt;blockquote&gt;«Una frase del romanzo lo descrive molto bene: &quot;Guardo solo film piú grandi della vita&quot;. Questo è un libro piú grande della vita. Inizi a leggere e ti ritrovi in uno stato di grazia. L&#039;opposto dei libri che vuoi finire in fretta, perché noiosi o pieni di suspense: qui assapori ogni frase. Una delizia».&lt;/blockquote&gt;

Dove non c&#039;è nessuna argomentazione seria, e ci sono le stesse frasi ad effetto (e assai povere di significato) che le case editrici abitualmente confezionano per le copertine.
Un dubbio: e se la pubblicazione di quella frase facesse parte di un più ampio accordo con Amazon? (M&#039;informo).
Quanto alle due domande, risponderei:
1. la domanda è mal formulata: un critico &quot;tradizionale&quot;, &quot;stanco&quot;, è sicuramente &quot;obsoleto&quot;; ma ci sono critici &quot;accademici&quot; che non sono né tradizionali né stanchi né paludati, e non mi sembrano per nulla &quot;obsoleti&quot;;
2. a chi li dà, non so. Ma mi ricordo che lasciai Nazione indiana perché nella lista di discussione interna non si faceva che discutere, un po&#039; istericamente, degli anonimi che intervenivano nei commenti smollando schiaffoni irrispettosi a destra e a manca.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A La Porta si potrebbe rispondere che non conta chi scrive una frase, ma quanto buona è la frase. Non conta chi argomenta, ma quanto buono è l&#8217;argomento. Ecc.</p>
<p>Tuttavia, la frase di cui parla Francesco è:</p>
<blockquote><p>«Una frase del romanzo lo descrive molto bene: &#8220;Guardo solo film piú grandi della vita&#8221;. Questo è un libro piú grande della vita. Inizi a leggere e ti ritrovi in uno stato di grazia. L&#8217;opposto dei libri che vuoi finire in fretta, perché noiosi o pieni di suspense: qui assapori ogni frase. Una delizia».</p></blockquote>
<p>Dove non c&#8217;è nessuna argomentazione seria, e ci sono le stesse frasi ad effetto (e assai povere di significato) che le case editrici abitualmente confezionano per le copertine.<br />
Un dubbio: e se la pubblicazione di quella frase facesse parte di un più ampio accordo con Amazon? (M&#8217;informo).<br />
Quanto alle due domande, risponderei:<br />
1. la domanda è mal formulata: un critico &#8220;tradizionale&#8221;, &#8220;stanco&#8221;, è sicuramente &#8220;obsoleto&#8221;; ma ci sono critici &#8220;accademici&#8221; che non sono né tradizionali né stanchi né paludati, e non mi sembrano per nulla &#8220;obsoleti&#8221;;<br />
2. a chi li dà, non so. Ma mi ricordo che lasciai Nazione indiana perché nella lista di discussione interna non si faceva che discutere, un po&#8217; istericamente, degli anonimi che intervenivano nei commenti smollando schiaffoni irrispettosi a destra e a manca.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Francesco Consiglio</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20535</link>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Consiglio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 19:39:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20535</guid>
		<description><![CDATA[Quando voglio passare un’ora a rilassarmi e non pensare, leggo Zagor, nella collezione storica a colori, grande formato, in edicola tutti giovedì. Per darmi un tono di lettore alla moda, ho disposto, sul comodino, il libro di Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, e quello di Alessandro Piperno, Inseparabili, che gli ha fottuto lo Strega. Stanno lì. Difficile che io li legga ma stanno lì, per rappresentanza. A volte sogno di vedere che si azzuffano, si strappano le pagine, sarebbe divertente, ma non lo fanno. Per rosicare, ho pronti i sei libri di Fabio Volo, che è il mio personale countdown con la scrittura: quando pubblicherà un romanzo migliore del mio, smetterò di scrivere. Finora non l’ha fatto. E non ditemi che il giudizio sullo scrittore dj attore sceneggiatore doppiatore cantante batterista presentatore e vattelapesca sia dettato da pura invidia. Quella c’è, ma non è la sola causa del disprezzo. La verità è che quando ho provato a leggere Esco a fare due passi, dopo venti pagine mi è venuta voglia di uscire per dimenticarmi di quel libro, e fuori nevicava. Così mi sono beccato l’influenza, tre giorni a letto, febbre a 39°, antibiotici e un viaggio a Parigi sfumato. Dovrei esimermi dal dire che Fabio Bonetti, in arte Volo, è il peggiore scrittore italiano di successo? Non posso, no.
Un libro che invece mi è piaciuto è quello di Guccini, Dizionario delle cose perdute, un viaggio in un passato fatto di maglie di lana e braghe corte, telefoni di bachelite, bus col bigliettaio e cantastorie in piazza. “Un libro” scrive Gianni, “che aiuta il rumore dei ricordi.”
Chi è Gianni? Un esponente di spicco di quel gruppo di recensori antiaccademici e sbarazzini che scrivono su Ibs.it e che, in omaggio al professor Franco Scoglio, ho definito “critici ad minchiam”.
Eccomi arrivato al punto. Al contrario di Gianni, molti suoi colleghi, appena gli viene data la possibilità di caricare a pallettoni la tastiera, non si fanno pregare.
Alcuni esempi:
Sonia su Fai bei sogni di Alessandro Gramellini: “Allucinante! Non mi è piaciuto per niente! Lo hanno molto pubblicizzato ma assolutamente non merita!”
Wentworth su Una lama di luce di Andrea Camilleri: “La fimmina bona, i rimorsi di coscienza, gli extracomunitari, i mafiosi, Catarella. Che due cabasisi! E’ giunto il momento di salutare anche Montalbano.”
Sandro (sarà mica il nick di Ostuni?) su Il silenzio dell’onda di Carofiglio: “Trama confusa, tema trattato con evidente leggerezza, finale da comiche. Sconsiglio vivamente un’opera del genere, l’autore credo abbia bisogno di una lunghissima pausa riflessiva.”
Mi fermo qui, ma credetemi: potevo continuare a lungo, elencando centinaia di scrittori fatti a pezzi con un furore masturbatorio degno di un Premio Sega.
Se ne parlo, è perché la critica ‘ad minchiam’ di un anonimo lettore di Amazon ha trionfalmente esordito sulla quarta di copertina di un romanzo Einaudi, Rosa candida, della scrittrice islandese Audur Ava Olafsdottir; e perché Filippo La Porta, scrivendo sul Corriere, ha definito questo sorprendente sdoganamento come “la fine della critica, o almeno di qualsiasi pretesa di autorevolezza e prestigio della critica tradizionale”. E qui mi sorgono due domande, che non possono essere esaurite in poche righe, anche perché mia moglie mi sta urlando nelle orecchie che il pranzo è pronto da mezz’ora e gli gnocchi si sono incollati al piatto come cemento a presa rapida.
Perciò le lascio aperte:
1) La figura del critico tradizionale, quello accademico, paludato e stanco, cariatide crepata dal tempo anche se avesse trent’anni, per dirla con Sonia Caporossi, è ormai obsoleta?
2) Questi schiaffi in faccia agli scrittori, che probabilmente diranno di non leggerli ma poi li leggeranno, servono a qualcosa? Hanno un valore, fors’anche terapeutico, per chi li dà o li riceve?
Pensateci, io vado a mangiare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando voglio passare un’ora a rilassarmi e non pensare, leggo Zagor, nella collezione storica a colori, grande formato, in edicola tutti giovedì. Per darmi un tono di lettore alla moda, ho disposto, sul comodino, il libro di Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, e quello di Alessandro Piperno, Inseparabili, che gli ha fottuto lo Strega. Stanno lì. Difficile che io li legga ma stanno lì, per rappresentanza. A volte sogno di vedere che si azzuffano, si strappano le pagine, sarebbe divertente, ma non lo fanno. Per rosicare, ho pronti i sei libri di Fabio Volo, che è il mio personale countdown con la scrittura: quando pubblicherà un romanzo migliore del mio, smetterò di scrivere. Finora non l’ha fatto. E non ditemi che il giudizio sullo scrittore dj attore sceneggiatore doppiatore cantante batterista presentatore e vattelapesca sia dettato da pura invidia. Quella c’è, ma non è la sola causa del disprezzo. La verità è che quando ho provato a leggere Esco a fare due passi, dopo venti pagine mi è venuta voglia di uscire per dimenticarmi di quel libro, e fuori nevicava. Così mi sono beccato l’influenza, tre giorni a letto, febbre a 39°, antibiotici e un viaggio a Parigi sfumato. Dovrei esimermi dal dire che Fabio Bonetti, in arte Volo, è il peggiore scrittore italiano di successo? Non posso, no.<br />
Un libro che invece mi è piaciuto è quello di Guccini, Dizionario delle cose perdute, un viaggio in un passato fatto di maglie di lana e braghe corte, telefoni di bachelite, bus col bigliettaio e cantastorie in piazza. “Un libro” scrive Gianni, “che aiuta il rumore dei ricordi.”<br />
Chi è Gianni? Un esponente di spicco di quel gruppo di recensori antiaccademici e sbarazzini che scrivono su Ibs.it e che, in omaggio al professor Franco Scoglio, ho definito “critici ad minchiam”.<br />
Eccomi arrivato al punto. Al contrario di Gianni, molti suoi colleghi, appena gli viene data la possibilità di caricare a pallettoni la tastiera, non si fanno pregare.<br />
Alcuni esempi:<br />
Sonia su Fai bei sogni di Alessandro Gramellini: “Allucinante! Non mi è piaciuto per niente! Lo hanno molto pubblicizzato ma assolutamente non merita!”<br />
Wentworth su Una lama di luce di Andrea Camilleri: “La fimmina bona, i rimorsi di coscienza, gli extracomunitari, i mafiosi, Catarella. Che due cabasisi! E’ giunto il momento di salutare anche Montalbano.”<br />
Sandro (sarà mica il nick di Ostuni?) su Il silenzio dell’onda di Carofiglio: “Trama confusa, tema trattato con evidente leggerezza, finale da comiche. Sconsiglio vivamente un’opera del genere, l’autore credo abbia bisogno di una lunghissima pausa riflessiva.”<br />
Mi fermo qui, ma credetemi: potevo continuare a lungo, elencando centinaia di scrittori fatti a pezzi con un furore masturbatorio degno di un Premio Sega.<br />
Se ne parlo, è perché la critica ‘ad minchiam’ di un anonimo lettore di Amazon ha trionfalmente esordito sulla quarta di copertina di un romanzo Einaudi, Rosa candida, della scrittrice islandese Audur Ava Olafsdottir; e perché Filippo La Porta, scrivendo sul Corriere, ha definito questo sorprendente sdoganamento come “la fine della critica, o almeno di qualsiasi pretesa di autorevolezza e prestigio della critica tradizionale”. E qui mi sorgono due domande, che non possono essere esaurite in poche righe, anche perché mia moglie mi sta urlando nelle orecchie che il pranzo è pronto da mezz’ora e gli gnocchi si sono incollati al piatto come cemento a presa rapida.<br />
Perciò le lascio aperte:<br />
1) La figura del critico tradizionale, quello accademico, paludato e stanco, cariatide crepata dal tempo anche se avesse trent’anni, per dirla con Sonia Caporossi, è ormai obsoleta?<br />
2) Questi schiaffi in faccia agli scrittori, che probabilmente diranno di non leggerli ma poi li leggeranno, servono a qualcosa? Hanno un valore, fors’anche terapeutico, per chi li dà o li riceve?<br />
Pensateci, io vado a mangiare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20498</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 09:28:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi pare, Daniele, che tu &lt;a href=&quot;http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20493&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; dimentichi una possibilità: potrei aver pubblicato questo post appunto per avere 88 commenti (89 con questo), a prescindere dal loro contenuto.

La numerosità dei contatti, in rete, è tutto.

:-)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare, Daniele, che tu <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20493" rel="nofollow">qui</a> dimentichi una possibilità: potrei aver pubblicato questo post appunto per avere 88 commenti (89 con questo), a prescindere dal loro contenuto.</p>
<p>La numerosità dei contatti, in rete, è tutto.<br />
 <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GattoMur</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20495</link>
		<dc:creator><![CDATA[GattoMur]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 21:53:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20495</guid>
		<description><![CDATA[Su Radio 3 oggi pomeriggio (ma io ho potuto ascoltare solo la prima mezz&#039;ora) ho sentito che parlavano di argomenti affini a questo post: recensioni online, anche anonime, commenti sui siti che vendono libri, etc.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su Radio 3 oggi pomeriggio (ma io ho potuto ascoltare solo la prima mezz&#8217;ora) ho sentito che parlavano di argomenti affini a questo post: recensioni online, anche anonime, commenti sui siti che vendono libri, etc.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Greco Sabrina</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20494</link>
		<dc:creator><![CDATA[Greco Sabrina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 19:49:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20494</guid>
		<description><![CDATA[Marisa, scusa il ritardo della risposta, purtroppo ho avuto da fare. 
Nel commento mi riferisco non al parere, liberissimo e soggettivo, ma all&#039;intenzione. 
Ho la &quot;passione&quot; e la curiosità irrinunciabile di andare oltre l&#039;azione, per capire cosa muove il comportamento umano. Scoprire la natura dell&#039;interesse che sottende scelte e obiettivi. 
Se affermo che un libro è mediocre, devo pure saper dire perché lo ritengo mediocre. In quel caso si può parlare di giudizio espresso, motivo di discorso e di confronto. Altrimenti la cosa si risolve sostanzialmente in un &quot;insulto&quot; e, per quanto mi riguarda, quel commento scivola addosso senza lasciare alcuna traccia, senza esprimere e aggiungere nulla di evidente, di importante. 
La poesia di Montale è stupenda. Mi ha sempre divertita per la leggerezza della verità che mirabilmente contiene, lo strumento di sbrigliata autenticità capace di avvicinarsi al brivido e di librarsi su pretese goffe e miopi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marisa, scusa il ritardo della risposta, purtroppo ho avuto da fare.<br />
Nel commento mi riferisco non al parere, liberissimo e soggettivo, ma all&#8217;intenzione.<br />
Ho la &#8220;passione&#8221; e la curiosità irrinunciabile di andare oltre l&#8217;azione, per capire cosa muove il comportamento umano. Scoprire la natura dell&#8217;interesse che sottende scelte e obiettivi.<br />
Se affermo che un libro è mediocre, devo pure saper dire perché lo ritengo mediocre. In quel caso si può parlare di giudizio espresso, motivo di discorso e di confronto. Altrimenti la cosa si risolve sostanzialmente in un &#8220;insulto&#8221; e, per quanto mi riguarda, quel commento scivola addosso senza lasciare alcuna traccia, senza esprimere e aggiungere nulla di evidente, di importante.<br />
La poesia di Montale è stupenda. Mi ha sempre divertita per la leggerezza della verità che mirabilmente contiene, lo strumento di sbrigliata autenticità capace di avvicinarsi al brivido e di librarsi su pretese goffe e miopi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: dm</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20493</link>
		<dc:creator><![CDATA[dm]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 18:45:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20493</guid>
		<description><![CDATA[Giulio. Non ho affermato né penso che la scrittura di questo post risponda ad un tuo &quot;bisogno&quot;, come sostieni. Non penso perciò che la tua &quot;sensibilità sia tale da avere un bisogno del genere&quot;. Né che tu sia il &quot;tipo che ha biisogni di quel genere&quot;. Penso però che tu sia oltretutto un ottimo autore di blog (ho imparato a gestirne uno leggendo vibrisse). Rilevo poi che la maggior parte dei commenti costituiscono una &quot;difesa&quot; dei tuoi libri o - come l&#039;ho definita il 14 ottobre - una risposta &quot;affettiva&quot;. E ritengo, poiché credo tu sia un ottimo autore di blog, che questa coda dei commenti fosse abbastanza prevedibile.
E&#039; possibile che tu abbia scritto il post *nonostante* ci fosse un&#039;alta probabilità di ricevere commenti di questo tipo. Ma ritengo che sia più probabile tu l&#039;abbia scritto &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; in considerazione del che c&#039;era un&#039;alta probabilità di ricevere commenti di questo tipo. Mi sono corretto: anche (perché il commento di Cucinotta lasciava intendere che fosse &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; per ricevere commenti di questo tipo). Il &quot;nonostante&quot; (o anche l&#039;&quot;indipendentemente&quot;) dal ricevere commenti di questo tipo, mi lasciano perplesso. Perché siamo umani.


(Per automatismo di wordpress, è comparsa una firma diversa dalla mia solita e un diverso recapito web; non era voluto).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giulio. Non ho affermato né penso che la scrittura di questo post risponda ad un tuo &#8220;bisogno&#8221;, come sostieni. Non penso perciò che la tua &#8220;sensibilità sia tale da avere un bisogno del genere&#8221;. Né che tu sia il &#8220;tipo che ha biisogni di quel genere&#8221;. Penso però che tu sia oltretutto un ottimo autore di blog (ho imparato a gestirne uno leggendo vibrisse). Rilevo poi che la maggior parte dei commenti costituiscono una &#8220;difesa&#8221; dei tuoi libri o &#8211; come l&#8217;ho definita il 14 ottobre &#8211; una risposta &#8220;affettiva&#8221;. E ritengo, poiché credo tu sia un ottimo autore di blog, che questa coda dei commenti fosse abbastanza prevedibile.<br />
E&#8217; possibile che tu abbia scritto il post *nonostante* ci fosse un&#8217;alta probabilità di ricevere commenti di questo tipo. Ma ritengo che sia più probabile tu l&#8217;abbia scritto <em>anche</em> in considerazione del che c&#8217;era un&#8217;alta probabilità di ricevere commenti di questo tipo. Mi sono corretto: anche (perché il commento di Cucinotta lasciava intendere che fosse <em>solo</em> per ricevere commenti di questo tipo). Il &#8220;nonostante&#8221; (o anche l&#8217;&#8221;indipendentemente&#8221;) dal ricevere commenti di questo tipo, mi lasciano perplesso. Perché siamo umani.</p>
<p>(Per automatismo di wordpress, è comparsa una firma diversa dalla mia solita e un diverso recapito web; non era voluto).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20485</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 10:43:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20485</guid>
		<description><![CDATA[Paolo, giustamente dici che la mia considerazione è pleonastica. Proprio per questo mette in luce una caratteristica secondo me interessante dell&#039;affermazione di Vincenzo. Vincenzo, scrivendo

&lt;blockquote&gt;…una volta espresse le proprie opinioni, si può anche lasciare a chi legge di valutarne la validità,&lt;/blockquote&gt;

fa come se fosse possibile impedire a chi legge di valutare la validità delle opinioni espresse e dà quindi un valore etico a un &quot;lasciar fare&quot; che, invece, di valore etico non ne ha nessuno.

Daniele, la risposta che Vincenzo dà alla propria domanda ti sembra &quot;convincente&quot;. Ma io ti domando: sei proprio convinto che io abbia bisogno di &quot;sentirmi difendere dai miei aficionados&quot;? Ti pare sensato immaginare che la mia sensibilità sia tale da avere un bisogno del genere? Ti sembra che la potenza persuasiva e argomentativa di quelle frasi lasciate in Ibs da qualche persona a me sconosciuta sia tale da generare in me un bisogno del genere? Hai davvero avuta l&#039;impressione, leggendo ciò che scrivo, corrispondendo con me, parlando con me (poco: ci siamo visti un paio di volte in tutto, credo), che io sia il tipo che ha biisogni di quel genere?

Suvvia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo, giustamente dici che la mia considerazione è pleonastica. Proprio per questo mette in luce una caratteristica secondo me interessante dell&#8217;affermazione di Vincenzo. Vincenzo, scrivendo</p>
<blockquote><p>…una volta espresse le proprie opinioni, si può anche lasciare a chi legge di valutarne la validità,</p></blockquote>
<p>fa come se fosse possibile impedire a chi legge di valutare la validità delle opinioni espresse e dà quindi un valore etico a un &#8220;lasciar fare&#8221; che, invece, di valore etico non ne ha nessuno.</p>
<p>Daniele, la risposta che Vincenzo dà alla propria domanda ti sembra &#8220;convincente&#8221;. Ma io ti domando: sei proprio convinto che io abbia bisogno di &#8220;sentirmi difendere dai miei aficionados&#8221;? Ti pare sensato immaginare che la mia sensibilità sia tale da avere un bisogno del genere? Ti sembra che la potenza persuasiva e argomentativa di quelle frasi lasciate in Ibs da qualche persona a me sconosciuta sia tale da generare in me un bisogno del genere? Hai davvero avuta l&#8217;impressione, leggendo ciò che scrivo, corrispondendo con me, parlando con me (poco: ci siamo visti un paio di volte in tutto, credo), che io sia il tipo che ha biisogni di quel genere?</p>
<p>Suvvia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Gallina</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/10/12/le-dieci-peggiori-cose-scritte-in-ibs-a-proposito-dei-libri-di-giulio-mozzi/#comment-20484</link>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Gallina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 10:26:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15673#comment-20484</guid>
		<description><![CDATA[Mi dispiace di averti procurato un disagio fisico :-) e ancor di più che tu mi abbia frainteso ;-) . 
Il mio timore era che Giulio applicasse anche al mio commento il suo metodo analitico e per evitare di essere frainteso ho prodotto una serie di fraintendimenti. Giulio non mi ha neanche risposto, dev&#039;essere ancora frastornato.
:-)  ;-)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace di averti procurato un disagio fisico <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  e ancor di più che tu mi abbia frainteso <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  .<br />
Il mio timore era che Giulio applicasse anche al mio commento il suo metodo analitico e per evitare di essere frainteso ho prodotto una serie di fraintendimenti. Giulio non mi ha neanche risposto, dev&#8217;essere ancora frastornato. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />   <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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